Fenomenologia ironica dei tassisti

Roma 2006-07-05 Taxi fermi in occasione di una protesta del 2006 Mozione comunale su abbigliamento tassisti romani  (EIDON) - 136936: (Vincenzo Tersigni/EIDON) 2006-07-05 Roma -  - Mozione in Comune su abbigliamento tassisti romani - Taxi fermi durante una protesta del 2006
Roma 2006-07-05 Taxi fermi in occasione di una protesta del 2006 Mozione comunale su abbigliamento tassisti romani (EIDON) – 136936: (Vincenzo Tersigni/EIDON) 2006-07-05 Roma – – Mozione in Comune su abbigliamento tassisti romani – Taxi fermi durante una protesta del 2006

Pochi lavori sono stressanti e usuranti come quello del tassista. Ciò porta i diretti interessati a sviluppare anticorpi e rituali del tutto particolari. Il mondo dei tassisti è una galassia a sé: non appena si entra nel loro spazio mobile, si accetta implicitamente di partecipare a una giostra mai uguale a se stessa. E’ possibile riscontrare alcune tribù di tassisti. Per esempio queste.
Siberiani. Hanno i finestrini sempre spalancati. Soprattutto d’inverno. L’obiettivo dei Siberiani è quello di provvedere alla criogenizzazione del passeggero lungo l’arco del viaggio. Se parti da Porta Romana vivo, arrivi a Milano Centrale surgelato. Certo, si potrebbe chiedere al tassista di chiudere i finestrini, ma farlo pare maleducato. Meglio morire congelati. Però educatamente.
Afosi. Guai a usare l’aria condizionata d’estate. E’ assai preferibile tramutare il taxi in una sauna ambulante. La cosa misteriosa è che, mentre tu sudi come un dannato, il tassista non fa un plissè. Anche da ciò si evince che i tassisti non sono umani, ma supereroi con un carattere appena infiammabile.
Incazzosi. Costretto a vivere notte e dì in mezzo al traffico, il tassista ha spesso un carattere che lo rende un mix tra Sgarbi quando vede Cecchi Paone, Cacciari quando vede la Picierno e Luttwak quando vede Luttwak. Non c’è cosa che non indisponga sommamente il tassista: lui si incazza per tutto e con tutti. Con la macchina che lo precede, perché troppo lenta. Con i vigili, rei di essere vigili. Con la vecchietta che attraversa le strisce, colpevole di non accettare con misericordiosa rassegnazione l’idea oltremodo allettante di essere tranciata in due. Se l’incazzatura dei tassisti fosse monetizzabile, l’Italia sarebbe il paese più ricco d’Europa.
Telefonanti. I tassisti sono spesso al telefono. Hanno suonerie impensabili e, più che auricolari, usano protesi in titanio collegate direttamente con le trombe di Eustachio. Al telefono sono soliti raccontare la loro vita. Tu non vorresti, ma li ascolti. E scopri che hanno vite pazzesche: storie di sesso incredibili, vite costantemente a rischio, mille nemici pronti a fregarli. O millantano, o in confronto a loro Batman è Orfini.

Liberalizzazioni, proclamato lo sciopero nazionale dei tassisti. Nella foto: file di taxi a Linate..
Liberalizzazioni, proclamato lo sciopero nazionale dei tassisti. Nella foto: file di taxi a Linate..

Ciarlieri. I tassisti parlano tanto. Inutile dirgli che sei stanco: loro parleranno comunque, prendendo a pretesto qualsiasi cosa. Una notizia alla radio. Una frase innocua. O anche solo un tuo intercalare. Magari hai appena detto “Ehm”, e loro sono già lì che ti crivellano: “Certo, si fa presto a dire ‘Ehm’. Poi vi lamentate che il paese vada alla malora. Roba da matti!”. Ed è lì, non senza sgomento, che capisci che i problemi del mondo sono tutta colpa tua. Ehm.
Siglanti. Il tassista si arrabbia moltissimo se non hai memorizzato la sua sigla. “L’ha letta prima di salire?”. “Ehm, mi pare di sì. Verona 14?”. “No: Udine 7, cazzo!”. A quel punto ti vergogni di essere nato e di averlo offeso così tanto.
Statisti. I tassisti hanno sempre la soluzione per ogni cosa. La Roma va male? “Eh, se fossi io l’allenatore”. L’Isis ci attacca? “Saprei io come fare”. Renzi fa Renzi? “Mi dia una settimana e ci penso io”. E’ incredibile come questo paese non abbia ancora capito che, per ripartire, basterebbe eleggere un tassista come Presidente del Consiglio.
tassisti 3Arditi. Il tassista, spesso, non guida: decolla. Inventa strade che prima di lui non c’erano, prende rischi inauditi e riscrive ogni giorno le leggi dell’aerodinamica. Grazie agli Arditi si aprono spazi varco-temporali, si palesano stargate intergalattici e ci si sente come navigatori pavidi nel gran rally della vita. Messa così, peraltro, è una cosa quasi figa. A viverla tutti i giorni, un po’ meno.
Musici. Talora il tassista non ascolta la radio, ma musica scelta da lui. Magari quella musica la conosci e, per essere educato, glielo dici. “Ah, le piacciono i Pink Floyd”. Lui, glaciale: “Non sono i Pink Floyd, è David Gilmour”. Mannaggia. Provi a rimediare, accendi Shazam e scopri di nascosto il disco esatto. “Ma certo, il mitico Live in Gdańsk. C’era anche Rick Wright quel giorno”. Niente: il tassista se l’è presa e non risponde. Tenti l’ultima carta: “Gran chitarrista, Gilmour. Io però, se proprio dovessi scegliere, voterei Roger Waters. Un genio”. E’ la tragedia: il tassista inchioda, ti guarda con efferatezza sanguinaria e ti ordina di scendere. “Si vergogni”. Tu scendi. Ti vergogni. E torni a piedi in piena notte: in fondo, alla meta, mancavano solo sei chilometri. (Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2016)

5 Comments

  1. Quando entro in macchina vado in trance in un’accomodante via di mezzo fra l’atarassia e l’assenza Zen.
    Eseguo tutto quello che mi viene richiesto, sposto i sedili, li iclino del grado voluto, apro o semichiudo i finestrini, chiedo solo che percorso il cliente vuole fare, una volta che mi ha risposto chiudo i baèttenti… Se piove dice che piove, ma i tergicristalli testimoniano da tempo l’ovvieta’ del fatto, se fa caldo si puo’ trarre tale indicazione osservando che cani e gatti aprono la zip e si tolgono la pelliccia… Poi ci sono i Governativi che chiedono: Ma allora questo Renzi qui….come la va ? Risp: Renzi chi…?
    Poi ci sono gli Sportivi: Allora cole la va con questa Fiorentina ? Risp: A me piace al sangue…
    Ma no ! La squadra ! Squadra di che ? Ma di calcio, no !? Ah..mi scusi non ho mai visto una partita in vita mia…
    Poi ci sono i Colti che passando dal Duomo chiedono cosa sia, anche un Bantu vedrebbe che è una grande chiesa, ed io rispondo: Vede la grande M che disegna la facciata…? SI… E’ il nuovo Mc Donald di Firenze … Ma che belo che l’ è… heee sa…. siamo a Firenze,,,
    Poi ci sono i Numerici: quanti abitanti fa Firenze… 357.216… Ma come fa ad essere cosi preciso ? Il Comune ogni mattina ci manda una mail informativa….Ma che bravi… ehhh sa, siamo a Firenze…
    Poi ci sono i Cultori Artistici: ma sta Fortezza da Basso a cosa si rifa’… Al neollitico precambiano ma non è ancora stata terminata, si vede solo la parte esterna, dentro è ancora da fnire… ah…go capio…
    Insomma quello che uccide il tassista secondo me è la banalita’ quotidiana che ci trafigge come quel famoso Santo pieno di frecce.
    Fortunatamente qualche cliente si accorge che sei completamente grullo e tace fino destinazione permettendoti di ascoltare in pace il concerto n 1 di Bach, suonato da Rotropovich, in pace. E se accenna a parlare di nuovo, basta alzare subito il volume…

  2. In quanto appartenente alla categoria dei siberiani volevo precisare che non siamo noi a essere particolarmente accaldati, ma voi clienti a essere troppo freddolosi. E’ vero, anche d’inverno tengo il finestrino un po’ aperto (e infatti soffro di nevralgie e cervicale) ma il riscaldamento lo accendo. Solo che non faccio in tempo a finire la corsa che il tepore (18°-20° max) non è ancora arrivato dietro. In compenso ha scaldato me a metà e lo spiffero così agisce ancora meglio…. Poi mancano alcune categorie: Il TUTTOLOGO che inizia ogni frase con “No….” anche quando sta per ripetere quello che ha detto il cliente. Ha una cultura sterminata che gli consente di spaziare dall’agricoltura tradizionale alla fisica nucleare e dall’economia politica all’esobiologia. Il NAVIGATORE che se tanto tanto ti azzardi a proporgli un percorso diverso o una via preferita si inalbera: “allora facciamo così, lei viene al volante e io mi metto dietro a leggere il giornale!” e poi per tutto il viaggio bofonchia sugli esami sostenuti per ottenere la licenza. Poi la rara categoria dei MASTROLINDI che farebbero mettere le pattine ai clienti e avvolgerebbero le loro valigie in cellophane asettico. E’ permesso toccare solo le apposite maniglie e non vanno lasciate impronte sui vetri! Se avete raffreddore o influenza è vietato entrare in auto senza mascherina. Finita ogni corsa, voi non lo sapete, ma passano uno straccio dappertutto, dentro e fuori.

  3. Complimenti per l’ironia davvero un bel articolo…quando vorrà scriverne uno sui nostri clienti le cedero’volentieri la guida del mio taxi

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