Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
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Fognini, elogio di un “antipatico”

Fabio-Fognini-Brontolo-entusiasta-delle-Olimpiadi_h_partbIl difficile, per Fabio Fognini, comincia adesso. Fin qui ha relativamente navigato sottotraccia. Gli appassionati ne sentono parlare da molti anni, i fans della prima ora garantivano che quel ragazzo nato a Sanremo nell’87 e residente ad Arma di Taggia fosse il tennista italiano più forte dai tempi di Adriano Panatta. Avevano ragione, ma la loro era un’intuizione per addetti ai lavori. Da alcuni mesi, e da domenica più che mai, è una verità condivisa. L’Italtennis è tornata in semifinale di Coppa Davis dopo 16 anni e il merito è quasi interamente di Fognini. Quel tre a zero a Murray pare una sorpresa, ma lo è solo in minima parte. Murray è sceso in ottava posizione e un Fognini sano non parte sfavorito con lo scozzese. Non sulla terra. Nelle ultime settimane aveva patito dolori al costato, ma domenica Fognini non pareva certo infortunato. Ora l’Italia trova in trasferta la Svizzera di Federer e Wawrinka. Gli elvetici sceglieranno una superficie rapida, aspetto che rende ancora più sbilanciato il pronostico a favore dei padroni di casa.
Fognini divide molto gli appassionati. Chi lo odia e chi lo ama. Il motivo è semplice: Fognini non è simpatico. Non in campo, almeno. Per certi versi è l’emblema dei tennisti italici mal sopportati da Nanni Moretti in Aprile, quelli con “le spallucce vittimiste” che “perdono sempre per colpa Italy's Fabio Fognini gestures as he pladell’arbitro, del vento, della sfortuna, del net, sempre per colpa di qualcuno, mai per colpa loro”. E’ assai simile a Paolo Cané, meno spettacolare ma anche più forte. Da Panatta e Barazzutti in poi, l’Italia ha avuto pochi top 20 e mai nessun top 15: Camporese (l’unico potenziale top 10), Furlan, Gaudenzi e Seppi. Fognini è numero 13 e una sua entrata nei top ten è tutt’altro che impossibile. Dall’estate scorsa a oggi ha vinto tre tornei e raggiunto una finale, sempre sul rosso. E’ innegabilmente un terraiolo. Sta crescendo anche altrove, come testimoniano gli ottavi ad Australian Open, Indian Wells e Miami, ma dà il meglio sulla terra battuta. Allo stato attuale, sul rosso, non solo vale i primi 10 ma pure i primi 5: in quella superficie parte battuto solo con Djokovic e Nadal, mentre se la gioca con Federer, Ferrer, Wawrinka e Berdych. Fognini è un attaccante da fondocampo. Rovescio bimane, rapidità di movimenti, grande sensibilità e talento innegabile. Tatticamente scaltro e in grado di variare, ha per kryptonite vera – oltre a una seconda di servizio malinconicamente fragile – proprio se stesso. Fognini è in grado di entrare e uscire da una partita con leggerezza sconcertante. Può tranquillamente vincere il primo set 6-1 e perdere il successivo 0-6. Molti suoi match sono autentici psicodrammi, ancor più se affronta
2067169-fabiofogninimontecarlorivali non meno umorali (tipo Gael Monfils). Ha inanellato “perle” che furoreggiano su Youtube. A Wimbledon, contro Melzer, si buttò in ginocchio sul campo di fronte a una chiamata sbagliata dell’arbitro, facendo ridere tutti i presenti. Monologhi e parolacce si sprecano, come pure i suoi flirt (l’ultimo pare essere Flavia Pennetta). Non pochi raccattapalle potrebbero raccontare aneddoti inequivocabili sulla sua mancata iscrizione a Oxford. Talora Fognini si è consegnato definitivamente alla leggenda, per esempio quando a Cincinnati 2013 regalò la vittoria a Stepanek con un ultimo game lisergico. Ovvero: doppio fallo e pallina scagliata fuori dal campo (warning e 0-15); ancora doppio fallo e pallina scagliata fuori dal campo (warning e 0-30); penalty point (0-40); fallo di piede sulla prima di servizio, fallo di piede sulla seconda di servizio e dunque doppio fallo. Game, set and match per Stepanek. Fognini è Atp-Tennis-img12690_678oggettivamente un pazzo scatenato, ed è vero che certe schizofrenie agonistiche poteva forse permettersele solo John McEnroe. I puristi bacchettoni lo reputano maleducato e per questo non tifabile. Posizione rispettabile. Dimenticano però che, negli ultimi quindici anni, il tennis è stato – salvo rari casi – noiosamente prossimo a uno smisurato presepe. Tutti buoni, tutti giusti, tutti garbati. Sbadigli, carisma al minimo sindacale (Federer compreso) e invasione di politically correct. Una delle forze del tennis è sempre stata lo scontro di caratteri. Chi ha visto “Rush” sa che la Formula 1 degli Anni Settanta era davvero un’altra cosa, e lo era anzitutto per la contrapposizione di carismi opposti. Chi ha visto “Quando eravamo re” sa che la sfida tra Muhammad Ali e George Foreman non fu mai solo un incontro di boxe. Lo sport, per ambire alla dimensione epica, ha bisogno di spigoli. Di monelli. Di “cattivi”. Fognini, in campo, è arrogante e supponente. Ma fa “male” solo a se stesso. Non ha obblighi morali verso i tifosi, né intende assurgere a modello comportamentale. Nella calma piatta del tennis attuale, incarna l’anomalia sgarbata. Tanto respingente a prima vista, quanto divertente e necessario a ben pensarci. Lo vorrebbero garbato, canonico e inquadrato: per fortuna non lo è (Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2014)

 

6 Commenti a “Fognini, elogio di un “antipatico””

  • sandra marini:

    Ciao Ragazzo, prima i complimenti a te, sei fantastico, io sono una vecchina e posso dirlo… sei anche bellino il che non guasta, scrivi così bene che quando non trovo nulla mi preoccupo….
    Ora su Fognini, hai ragione è un coatto ma riesce a farti stare attaccato al video x vedere se la sfanga, oggi a Montecarlo mi prudevano le mani nei primi due set, poi poi è stato un orgia… bravo, bravo, ma accidenti alla mia eta la pressione alta fa male…. un abbraccio

    ps io amo Nadal…. vamos ninjio

  • Lorenzo Conci:

    A me Fognini non risulta antipatico. Irritante a volte, ma antipatico no. Mi era antipatico John Mcenroe, chissà perchè… Tifavo Stefan Edberg che “monello” certo non era e, assicuro, a me i “monelli” non dispiacciono. Credo che, a volte, il talento giustifichi anche le “brave personcine”, non solo i “genio e sregolatezza”. Per esempio a Federer perdono di essere algido e svizzero cosa che, a me sembra, invece a te non riesca di fare. Certo comunque. mille volte meglio meglio Fognini o un “antipatico” McEnroe di un Wilander o di un Lendel…

  • Un bellissimo articolo, grazie. Abitando a Sanremo ho avuto l’occasione di incontrare Fabio Fognini in un paio di occasioni fuori dal campo e mi è apparso come un ragazzo gentile e disponibile, senza dubbio beneducato, perciò se il suo stile non oxfordiano in campo gli serve per avere la giusta carica e la giusta grinta sono disponibilissima a sentirgli urlare di tutto purché continui a darci soddisfazioni come queste 🙂

  • repaci giuseppe:

    Posso dire che è :genio e sregolatezza?!

  • Michele:

    Complimenti, ottimo articolo, non perche` possa permettermi un giudizio sulla stesura, ma dal semplice punto di vista del lettore che incidentalmente e` un’appassionato di tennis.Leggo tutto , o quasi, cio` che scrivi come giornalista ( i libri mi viene difficile comperarli perche vivo in america ) e preferisco di gran lunga quelli inerenti allo sport o allo spettacolo rispetto a quelli politici; quelli, quando li leggo, mi lasciano un sapore amaro ( anche perche` il tema non e` propenso a gioiosi peana ) , quasi ci fosse dello sforzo da parte tua nello scriverli, della serie : “appena finisco questo pezzo vado a farmi una birretta con gli amici “.Al contrario in questo, ed altri articoli viene fuori una passione autentica molto coinvolgente per il lettore.Scusa la lunghezza, ti saluto augurandoti una buona giornata ( lo so, Fognini non lo farebbe mai un saluto del genere ).

  • Michele:

    Complimenti, ottimo articolo, non perche` possa permettermi un giudizio sulla stesura, ma dal semplice punto di vista del lettoro che incidentalmente e` un’appassionato di tennis.Leggo tutto , o quasi, cio` che scrivi come giornalista ( i libri mi viene difficile comperarli perche vivo in america ) e preferisco di gran lunga quelli inerenti allo sport o allo spettacolo rispetto a quelli politici; quelli, quando li leggo, mi lasciano un sapore amaro ( anche perche` il tema non e` propenso a gioiosi peana ) , quasi ci fosse dello sforzo da parte tua nello scriverli, della serie : “appena finisco questo pezzo vado a farmi una birretta con gli amici “.Al contrario in questo, ed altri articoli viene fuori una passione autentica molto coinvolgente per il lettore.Scusa la lunghezza, ti saluto augurandoti una buona giornata ( lo so, Fognini non lo farebbe mai un saluto del genere ).

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