La Lega di Salvini? Ecco che cos’è

Schermata 2015-03-05 a 08.08.27“Chiedersi se la Lega di Salvini è “fascista” è legittimo, ma è anche inutile. Se dici “fascista” o “razzista” a uno come Buonanno, lo prende come un complimento. Salvini non è un fascista: è un furbacchione, che pur di vincere raccatta di tutto. Lepenismo, putinismo, mussosalvinismo, fascioleghismo. Secessione da una parte, iper-nazionalismo dall’altra: tutto e il suo contrario. Presterei piuttosto attenzione ad altri aspetti. 1) Basta con questa storia della manifestazione trionfale in Piazza del Popolo: c’erano 12mila persone, una miseria. Storace, non esattamente Berlinguer, in quella stessa piazza ne portò 20mila per manifestare contro Monti. 2) La Lega non è “il nuovo”. La Lega è una delle massime responsabili dello sfacelo degli ultimi 20 anni della politica italiana, perché accanto a Berlusconi c’era sempre. E Salvini è il meno nuovo di tutti: parla di “gente che lavora” e “fannulloni”, ma lui è il più fannullone di tutti. Non ha mai lavorato un giorno in vita sua, fa politica da 22 anni, politicamente è il più vecchio della Seconda Repubblica. “Nuovo” de che? 3) La Lega è certo in crescita nei sondaggi, ma si sta sfaldando: da una parte Salvini e dall’altra Tosi. Se non ricordo male, fino a due anni fa Tosi era “il candidato premier” della Lega per il centrodestra. Non proprio una figura marginale. 4) La Lega non ha una classe dirigente all’altezza: dietro Salvini, che è bravissimo e furbissimo, e ha pure combattuto battaglie giuste (per esempio contro la Legge Fornero), non c’è nulla. Infatti in tivù va solo lui, perché se ci vanno altri è un disastro. 5) La Lega non è “anticasta”, ma più casta di tutti. In soli sei mesi, nel 2013, Schermata 2015-03-05 a 08.12.13Maroni ha dilapidato 5 milioni e 900mila euro dei 6 milioni complessivi. Nelle casse della Lega non c’è più un euro. Hanno sperperato quasi tutto. Hanno speso 125mila euro per ripulire le notizie “cattive” da Internet, hanno dato 50mila euro alla scuola Bosina della moglie di Bossi. E poi c’è la storia del quotidiano La Padania, che la simpatica Lussana ben conosce: 60 milioni di euro di soldi pubblici, dico 60 milioni. E poi i tre bonifici da 150mila euro di Maroni, e poi più di 20mila abbonamenti obbligatori al quotidiano (per 773mila euro) imposti sempre da Maroni. Ciò nonostante la Padania ha chiuso, e giustamente: era un giornale orrendo. Così Salvini ha mandato a casa i 71 dipendenti, dopo che la Lega – sostengono gli ex dipendenti – aveva promesso loro un contratto di solidarietà. Questo sarebbe “il partito nuovo” Ma nuovo de che? E’ un accrocchio con dentro La Russa, Corsaro, Saltamartini, Alemanno: per carità. E senza Berlusconi non vanno da nessuna parte, di sicuro non al governo.
Ecco cos’è la Lega. Lo scenario è chiaro: con un Partito Democratico renziano che è ormai la Dc 2.0, per Salvini – se vuole sfondare – c’è spazio solo nell’estrema destra. Così lui ripropone le ricette xenofobe e fascistelle del MSI pre-Almirante, uccidendo qualsiasi possibilità di una destra italiana “normale”. Nella Lega di Salvini, i Borghezio e i Calderoli ci stanno benissimo. Buonanno, uno che in Piazza del Popolo stava accanto a Salvini e gli parlava all’orecchio, a Piazzapulita due sere fa ha detto testuale: “I rom sono la feccia della società”. Ci rendiamo conto? Sono parole inaccettabili: in un paese normale, per una frase così, si va in galera. La Lussana dice che Buonanno “ha avuto un botto di applausi per quella frase”. Ma che bel ragionamento: allora andate in tivù e dite che “i neri sono tutti da ammazzare”, così ne prenderete altri. Questa Lussana spera di prendere altri voti alimentando le pulsioni peggiori e le intolleranze più bieche: davvero un genio”.

(Otto e mezzo, 3 marzo 2015. Il video).

3 commenti

  1. la LegaNord è la prova provata (cartina di tornasole) di quanto sia ignorante parte del popolo italiano, ascoltare e seguire quindi votare come proprio rappresentate un partito/leader privo di programmi politici, sociali, culturali di media e lunga scadenza significa non avere un briciolo di capacità d’analisi critica della realtà non vedendo più in là del proprio naso.
    Con ciò non voglio insultare nessuno, ma porre in evidenza quanto di “speciale” la politica italiana abbia realizzato scientemente dal dopoguerra ad oggi, evitare con cura di erudire e formare culturalmente un popolo massacrando di riforma in riforma l’istruzione scolastica, da questa crisi culturale cari italiani scaturisce quella politica poi economica, non il contrario come gli stessi politici ci vogliono far credere, ….un popolo più è ignorante e meglio lo si frega!

  2. Complimenti Andrea, sei come sempre molto efficace ed ironico. Leggere i tuoi articoli, i tuoi libri ed ascoltare i tuoi interventi è sempre stimolante, oltre che estremamente piacevole. Diciamo la verità, però: persone così dotate di “genio” come la Lussana o la Santanchè ti aiutano parecchio… Così tanto che anche sparare sulla croce rossa risulterebbe più facile… ahahah!

    Già che ci sono, colgo l’occasione per farti i complimenti per il tuo ultimo libro sulla generazione dei quarantenni in panchina (io sono nato nel 1979, quindi non mi fanno sedere neppure tra i panchinari, bensì mi hanno confinato direttamente in tribuna… sic!), che ho finito da leggere da poco: pagine davvero piacevoli e divertenti, che mi hanno fatto sorridere numerose volte (anche se, ahimè, quello della nostra generazione è un riso spesso amaro, talvolta inconsapevole). Ma adesso basta con i complimenti, altrimenti c’è il rischio che tu ti possa montare la testa! Ah, no… Dimenticavo che Scanzi non si può montare la testa… Più “montata” di così non si può! ahahah!

    Un saluto, in attesa di leggere i tuoi prossimi articoli.

  3. Senti Andrea, tu hai ragione da vendere e quello che dici è sacrosanto: queste persone stanno facendo un gioco pericolosissimo che potrebbe andare a finire molto male se ne perdono il controllo, ma chi li manipola opera per ben altre finalità. Non siamo più nel Novecento, non ci possiamo “permettere” una guerra mondiale. Tutto ciò che è rimasto ai cosiddetti demiurghi di questo pianeta è la manipolazione ad oltranza.
    Proviamo a ragionare su quanto sta succedendo: di fronte a una spudoratezza tale da evocare periodi storici nefasti e pompata incredibilmente dal sistema mediatico, qual è la reazione più logica, dopo l’indignazione? La moderazione, la normalizzazione.
    Mi spiego: si pompa all’inverosimile Salvini e per contro il M5s si avvia ad una sorta di pacificazione. Probabilmente (e qui veleggiamo nel mare delle ipotesi più fantasiose) è in corso, a luci spente, un’intesa per un progetto di Governo che potrebbe contemplare la presenza dei Cinquestelle, unica forza politica ancora credibile. Ma il Movimento si deve “responsabilizzare”: per rassicurare un certo elettorato, per rassicurare gli investitori stranieri, ma soprattutto per rassicurare una classe dirigente politica e imprenditoriale con una coscienza indelebilmente sporca da una parte e un’incoscienza allucinante modello “ciuccio mentale” dall’altra (Roberto Helg “ho chiesto tangenti perché ne avevo bisogno”…..) che aspira a una qualche sorta di salvacondotto mentre prova a collaborare per salvare capra e cavoli.
    Quindi bisogna separare il grano dal loglio, gli agitatori dai potenziali governanti: via Grillo, avanti i dialogatori.
    Tu mi dirai: ‘mbè, che c’è di sbagliato?
    Non ci sarebbe niente di sbagliato se non fosse in atto una forzatura tipica di quella cultura dell’emergenza che vuole farti pensare poco.
    Il sospetto, doveroso dopo decenni di fregature, è che cerchino di disinnescare il Movimento da un altro fronte: lo fanno cedere facendogli credere di essere indispensabile (mi pare di sentire le parole “senza di voi questo paese andrà incontro allo sfascio totale”), lo investono di incarichi governativi e poi, ben lungi dall’offrire la collaborazione promessa, lo lasciano alla deriva nel labirinto di muri di gomma che questo sistema corrotto e criminale ha innalzato a protezione di se stesso. Tsipras ne sta già facendo le spese, sia dentro che fuori dai confini. Poi probabilmente toccherà a Podemos. Sarà una Waterloo di quelle forze politiche che si battono per difendere i diritti dei cittadini e a ciò seguirebbe sicuramente una rassegnazione al limite della sedazione sociale utile a ristabilire un ordine mondiale di tipo verticistico, stavolta senza rotture di scatole.

    Ma forse li sto sopravvalutando. Probabilmente sono più ciechi e idioti di quel che credo. E quello che vedo io, nel lungo periodo, sarà solo l’inevitabile risoluzione da adottare per non far collassare definitivamente un sistema orrendamente rappezzato.
    Nel peggiore degli scenari diventeremo tutti Borg. Nel…. migliore, una società di metadeficienti, tipo quella del film “Demolition man”.

    Troppo distruttiva? Non direi. Diciamo che ho la “sindrome da canarino nella miniera” in versione rivisitata: invece di rassegnarmi all’asfissia, non appena sento una pur lieve puzza di gas, cinguetto e mi dibatto.

    In campana, ragazzi.

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