Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
febbraio: 2018
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Claudio Amendola, c’era bisogno di quello spot?

schermata-2016-12-20-alle-13-31-04Prima di ogni partita importante, ma in generale prima di ogni partita, arriva lui. Non è un calciatore, ma un attore. Bravo attore, e pure bravo regista. Interpreta uno spot in cui parla da un maxischermo futuristico, tipo Strange Daysdella Bigelow, e dice cose roboanti. Tipo: “Posso girare il mondo (pausa) in un solo pomeriggio”. Ancora pausa. “Vedo ogni cartellino (pausa) ogni singolo gol”. Lo spot prosegue, accompagnato da paesaggi mozzafiato e da una colonna sonora vagamente ansiogena: “Nel momento esatto in cui accade, io vedo tutto”. Wow. Gran finale: “Io sono membro del più grande gruppo di scommesse sportive online al mondo” (e se ne vanta pure). “Io sono membro…”. E qui lui dice il nome del gruppo di scommesse. Lui è Claudio Amendola, figlio del grande Ferruccio e famoso da quando aveva 18 anni. Ha interpretato bei film, il suo esordio da regista era un gioiellino (La mossa del pinguino) e quando andò a presentarlo a Le invasioni barbariche da Daria Bignardi fu bravissimo. Legato da più di vent’anni a Francesca Neri, la cui esistenza dimostra anche agli agnostici che Dio non necessariamente ci odia (anche se dovrebbe), Amendola non è avaro di apparizioni televisive: I Cesaroni, opinionista al Grande Fratello e pure intervistatore di Miss Italia propense alle gaffe. A chi lo critica di far tutto per soldi, l’artista risponde giustamente nell’unico modo possibile: è vero, ed è così per quasi tutti. A Vanity Fair, nell’ottobre 2015, disse: «Io faccio quasi tutto per soldi. E sarebbe sbagliato non farlo. Perché se non li danno a me, i soldi li danno a un altro, mica vanno in beneficenza. Guadagno tanto, da tanti anni, e sono abituato a guadagnare tanto. Non mi vergogno di parlarne schermata-2016-12-20-alle-13-30-45perché pago tutte le tasse che devo pagare». Quanto ha ragione: questo “dovere”, ipocrita e falsissimo, di esser poveri per essere credibili è una delle tante menate di moda ieri a sinistra e oggi nei social. Tutti froci col culo degli altri, direbbe un epigono qualsiasi del Monnezza; magari suo figlio, interpretato anni fa proprio da Claudio Amendola. Fare spot non è certo un reato, come non lo è disquisire di reality. Ci sarebbe solo un piccolo aspetto, odiosamente moralista e forse ormai anacronistico: è “giusto” che un attore – più o meno impegnato, ma comunque amato e quindi seguito da migliaia di persone che si fidano di lui – esorti allegramente a scommettere, per quanto nel rispetto delle regole vigenti? Sarà che molti di noi hanno conosciuto persone rovinate dalle scommesse, e magari per questo le ritiene una dipendenza pericolosissima, nonché qualcosa di spesso legato – non in questo caso, per carità – ad ambienti assai poco raccomandabili. Sarà per questo, e sarà perché quando Amendola vuole è uno dei pochi artisti ad avere il coraggio delle proprie idee e delle proprio azioni, ma vederlo nella veste dello scommettitore compiaciuto, che pare cercar proseliti con aria da guru ieratico, un po’ di rabbia la mette. Rabbia, sì. E pure un po’ di malinconia. (Il Fatto Quotidiano, rubrica Identikit, 20 dicembre 2016)

15 Commenti a “Claudio Amendola, c’era bisogno di quello spot?”

  • stefano:

    Non sono d’accordo nel definire bravo attore e tanto meno bravo regista il signor Amendola. Ognuno ha le sue opinioni, per carità. A me questo personaggio ha dato sempre l’mpressione di campare di rendita sulla memoria del padre (grande doppiatore e mediocre attore), e lo trovo anch’io, come qualcuno ha scritto sopra, alquanto rozzo e pessimo come attore/regista. La cosa che dà fastidio è l’ipocrisia di questo guitto “de borgata” che si è sempre messo in mostra come “attore de sinistra”, il “kompagno romanaccio”, che poi partecipa ad uno spot vomitevole per riempirsi ulteriormente le tasche di quatrrini, alla faccia di quelli che si ammalano di ludopatie in numero e percentuali crescenti sempre più preoccupanti in Italia.
    Vorrei far notare, con l’occasione, che anche gli altri spot che reclamizzano il gioco d’azzardo on line sono ad un livello osceno, in quanto a modalità e contenuti della comunicazione. Perché queste porcherie assolute vanno in onda nelle tv nazionali e in orari e in fasce orarie diurne e serali? A me lo spot di Claudio Amendola fa vomitare, come mi fanno vomitare e incazzare gli altri spot deficienti delle società di scommesse on line. Anche personaggi come Claudio Amendola mi fanno vomitare. Chiederei invece un T.S.O. urgente per i c.d. “pubblicitari” che hanno inventato i vari spot del gioco d’azzardo on line.

  • Francesco Minaudo:

    Speriamo che i suoi figli (ma ne ha? Non so!) diventino i più grandi soci di questo “gruppo”!
    Magari un giorno capirà quanto male ha fatto alla società.
    Ma poi mi chiedo: considerata la dipendenza dal gioco non si potrebbe almeno, come fumo ed alcool prima di un certo orario, vietarne la pubblicità!

  • Angelo Boggia:

    Non sono assolutamente un fan di Claudio Amendola, contrariamente a te Andrea lo considero una persona “rozza”.
    Ma questo non deve influenzare il mio giudizio sulla pubblicità in questione: un attore potrebbe anche essere scarso ed azzeccare una parte oppure bravo e steccarne un’altra.
    Sono completamente d’accordo con Claudio (30 aprile 2017): è già ricco, che bisogno aveva di guadagnare due “spicci” (in rapporto al suo patrimonio) in più per pubblicizzare un vizio che rovina le persone? Attenzione, a me scommettere è sempre piaciuto ma non direi mai ai miei figli di farlo, che lo decidano loro (e sarò vigile nel controllo). Soprattutto poi che c’entra dire che “tanto se non lo faccio io lo farà un altro”? Se uno sbaglia sono autorizzato a sbagliare pure io? Veramente una scelta di pessimo gusto.

  • Giorgio:

    Dopo essersi evidentemente preoccupato di essere L’UNICO MEMBRO ecc..ha cercato di coinvolgere le moltitudini …a quando lo spot:

    “SIAMO membri del più grande sito di ALCOOLIZZATI del mondo, vediamo tutto ecc.. ecc..”
    e perché non:
    “SIAMO membri del più grande sito di FUMATORI del mondo, fumiamo Tutto ecc…”

    Ma la cosa più indecente è il tono roboante che, gestito da dei pubblicitari da accatto (che diranno subito di aver raggiunto il target !) cerca di farti sentire un fesso se escluso da un Club del genere (SIC)

  • marco:

    Se premetto che non posso sopportare la pubblicità delle società di scommesse ai margini dei campi da calcio dove ragazzi sognano e tifano per i loro idoli calcistici, “Compagno Claudio” da te…proprio no!!

  • nino:

    Claudio, forse siamo troppo severi (chi é senza peccato scagli la prima pietra…), ma lo sai anche tu che non puoi certo andare orgoglioso di questa cosa. Per fortuna, hai tempo per pentirti e dichiarare in pubblico che le scommesse sono come e peggio della droga e dell’alcol. Quando guarderei in faccia i tuoi figli sarai felice di averlo fatto.

  • Luigi:

    La promozione pubblicitaria del gioco d’azzardo, in tv e sui giornali è talvolta accompagnata da demagogici e finti messaggi sui rischi (in un evidente tentativo di attenuare critiche).
    Essa favorisce ludopatie e determina tante vite rovinate dal gioco.
    Ma perché in Italia è permessa la pubblicità del gioco d’azzardo?
    E’ vero che in una nazione civile, la legge non può vietare tutte le cose nocive; ma almeno non deve favorirle.
    Ma perché in Italia è vietato pubblicizzare armi, pornografia, sigarette e superalcolici e la pubblicità delle scommesse è invece libera.
    E’ come dire: “Coraggio, rovinatevi” .
    Er “Mendola” si deve vergognare.
    Solo in Italia succede questo.

  • Luigi:

    E’ una vergogna.
    Agli attori e agli sportivi famosi dovrebbe essere proibito fare tali pubblicità immorali.
    Con la sua propaganda del gioco d’azzardo, l’attoruccio “A mendola” contribuirà a fare migliaia di vittime di ludopatia.
    Vergognati.

  • CIAO:

    pena, provate ad indovinare perchè questo è venuto fuori?
    Esatto è il figlio di Ferruccio Amendola.
    Che si sta rivoltando nella bara.
    Sei solo un poveraccio, ti auguro il peggio del peggio

  • simone:

    Si, Amendola ha fatto ribrezzo anche a me

  • Clesippo Geganio:

    viviamo in una società “evoluta” dalla duplice o triplice morale, si giustifica qualunque cosa facendo regredire il livello etico fino a tollerare azioni efferate e disumane.

  • Domenico:

    Caro Andrea,

    il pauperismo per il pauperismo, specie se sventolato e ostentato, è detestabile ed odioso. Siamo d’accordo.
    Detto questo non credo che l’amabile Claudio finirebbe sotto un ponte se per motivi morali, si suona male per molti ma ho detto motivi morali, declinasse offerte come questa delle scommesse o altre simili.
    Altrimenti ci troveremo un giorno, per estremo, a dover giustificare la guardia SS che per guadagnarsi la pagnotta quello doveva fare all’epoca. Se il soldo diventa giustificazione in se e unica ragione del fare! No?
    I grandi uomini come Muhammad Ali (tanto per citarne uno a caso) rifiutano il denaro, tonnellate di denaro, e fama, e visibilità, lo hanno fatto e lo fanno per ragioni morali (on moral grounds), come fece il grande Ali e tanti altri.
    Il figlio di Ferruccio è un piccolo uomo, il punto è questo, senza girarci tanto intorno.

  • Luigi Bizzarri:

    Ho rivisto ieri un’intervista di Enzo Biagi a Marcello Mastroianni datata 1986 .Andrea sei cultore dei Pink perché cerchi di farci ascoltare i Milli Vanilli?

  • Fabio:

    Caro Andrea mi pare che l’abbia detto lui stesso che è abituato a lavorare per i soldi! Se non la prendeva lui quella opportunità la prendeva un altro! Io lo ammiro perché dice le cose come stanno e non è un ipocrita come tanti altri che dice una cosa e ne fà un altra!! Ciao.

    • Claudio:

      Bene vi dico, io sono un grafico, mi hanno commissionato un lavoro di allestire le vetrine di bet scommesse. Ho rinunciato come povero che sono, ma cristiano é cattolico praticante e fervente. Io so rinunciare a soldi male guadagnati sulle povere persone che si vendono tutto per le scommesse. E vi dico lui questo Claudio poteva rinunciare perché su di lui adesso dovrà davanti a alla sua coscienza rispondere dei danni fatti a persone e famiglie visto che é un personaggio pubblico. Potrebbe con la sua notorietà farsi seguire per cause ben migliori, per fare del bene ad una società che sta morendo. Non aveva certo bisogno di altre entrate, a questi come ad altri non bastano mai i soldi, invece noi poveri e me ne vanto basta fare del bene in una società già malata.

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