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Baturlo 2018 – Podere Giocoli

IMG_5964E’ da un po’ che sento parlare di Podere Giocoli. Da anni, amici di cui mi fido mi dicono che nel Valdarno sia uno dei più ispirati all’interno del nugolo (per fortuna crescente) dei cosiddetti “naturalisti”. Alcuni di loro li ho scoperti in moto andando a Duddova, altri li ho provati di persona come l’ottima Sagona. Da Marco Cannoni, istrionico viticoltore che coincide con Podere Giocoli (e viceversa), non sono mai andato. Ma ci andrò. L’ho incrociato una volta, lui stava uscendo dal ristorante La pieve ad Arezzo ed io stavo entrando dopo aver presentato poco prima il mio ultimo libro al Passioni Festival.
Proprio alla Pieve, gestito dagli ottimi coniugi Spiganti, ho provato giovedì scorso con Mesmeric Lady questo riuscito Baturlo 2018. Cannoni dà nomi molto aretini ai suoi vini. La sua produzione è contenuta, ma assai varia. Il sito Valdarno Oggi, in un articolo intitolato emblematicamente “Il perfetto equilibrio di Potere Giocoli”, ha scritto: “Per entrare nella filosofia produttiva di Marco Cannoni a Podere Giocoli pensiamo sia meglio iniziare dai numeri: 7 ettari vitati, 7 vigne diverse, 9 vini prodotti!! Questi numeri dicono tutto o quasi della ricerca estrema del potenziale di ogni singola parcella, di vinificazioni che rispettano ogni vitigno al meglio e di affinamenti in cemento o legno che siano quelli giusti per ogni vino. A tutto ciò aggiungiamo la completa adesione ai principi di una agricoltura “naturale”, con l’obiettivo di preservare IMG_5965soprattutto il terreno “vivo”, che possa dare alla pianta tutto quello di cui necessita senza aiuti chimici. Come dice Marco Cannoni “la terra ben gestita ti dà tutto, non bisogna aggiungere nulla, ma quel nulla è molto importante”“.
Podere Giocoli si trova dalle parti di Terranuova Bracciolini, Località La Penna. Produce sulle 30mila l’anno. Tra i più noti, tutti rossi, cito il Fottio, il Saeppolo e il Borgo Vignamaggio. Il Baturlo è invece un bianco. I vitigni sono assai inusuali: Malvasia lunga del Chianti (attorno al 70%) e Albano (sì, al maschile) come parte restante. E’ un bianco non macerato, gradazione alcolica contenuta. Tremila bottiglie l’anno o giù di lì. Di grande beva, ma anche di bella personalità. Naso di fiori bianchi (biancospino) e frutta bianca (mela). Una vaga nota agrumata. Di buona sapidità, è senz’altro equilibrato. Non lo definirei vino glou glou, perché si presenta con più ambizione. Al tempo stesso, non intende nascondere il suo desiderio di essere anzitutto un vino quotidiano. Al ristorante sta sui 30 euro, se andate da lui in cantina credo attorno ai 20. A oggi è l’unico vino che ho provato di Podere Giocoli, insieme a un sorso di Fottio durante non ricordo più quale occasione, ma è mia intenzione provarne altri. Anzi tutti. Segnatevi questa azienda: non vi deluderà.