Archive del 3 marzo 2013

Bucci & Cavalleri (“vecchi” amici)

Tra le mie bevute di questi giorni, ci sono state due vecchie conoscenze. La prima, di cui parlavo in Elogio dell’invecchiamento, è Ampelio Bucci. Con il suo Verdicchio mi sono avvicinato a uno dei bianchi più malamente conosciuti (e dunque spesso sottovalutati) d’Italia. Poi ne ho scoperto molti altri, certo più naturali ma non necessariamente superiori.
Ho bevuto per la prima volta il base 2011 e la Riserva 2009. Impeccabili entrambi. La Riserva mi è sembrata meno facile delle ultime annate, e lo ritengo un pregio: la sua innegabile qualità, unita al blasone, avevano portato alcune vendemmie a presentarsi con vesti gusto-olfattive sin troppo figheggianti. La 2009, per quanto impegnativa (anche economicamente), è più diretta e meno ammiccante. Bene.
Continuo comunque a preferire la versione semplice, che in questo caso era la 2011. Un Verdicchio lineare, scolastico (nell’accezione più positiva). Di bella beva, appagante, digeribile. Lunghezza non trascurabile, freschezza, sapidità: lo riconsiglio, anche per il rapporto qualità-prezzo.
L’altra “vecchia” conoscenza sono i Franciacorta only-Chardonnay Cavalleri. Ne ho parlato tanto, anzitutto ne Il vino degli altri. Ho bevuto ieri sera il Pas Dosè 2008. Secondo Giulia Cavalleri, una delle annate più felici. Confermo. Eleganza rara. Glou glou.