Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
dicembre: 2018
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Salvimaio

Salvimaio
Dall’inciucio al populismo: Terza Repubblica o dilettanti allo sbaraglio?
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Paper First
Euro 12, pp. 192 
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Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. 
Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti (malissimo) da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite deliranti del ministro Fontana, glissare sui tweet spesso deplorevoli del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti, tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato?
Dopo Renzusconi (sette ristampe) Andrea Scanzi torna con un nuovo pungente pamphlet, raccontando nel suo modo dissacrante l’attuale scenario politico italiano. 
Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale. 

 

 Da giovedì 11 ottobre 

 in tutte le edicole, librerie e store online. Anche eBook 

 

Non so ancora dirvi se sia un cambiamento agognato, o se piuttosto siamo passati – come molti dicono – dalla padella alla brace. So però che la padella di prima faceva così schifo che, prima di accodarmi al coro del “mai stati peggio di così”, mi prenderò un po’ di tempo. Con buona pace degli indignati a giorni alterni, ieri col poster in camera della Boschi e oggi con la bambolina voodoo della Lezzi. Credo che la storia appena iniziata – e non so quanto durevole – del Salvimaio meriti qualche riflessione. Senza apocalissi né agiografie, casomai con un po’ di ironia. Che è poi quel che vi apprestate a leggere”.

Andrea Scanzi