Recensione: A Life Uncorked

Ho trovato questa bella recensione de Il Vino degli altri. Appare nel blog A Life Uncorked. Eccola.

[…] “Credo però, ora e sempre, al vino come compagno di viaggio. Come tramite per la conversazione, la conoscenza, il sapere. Come trip per la scrittura. Come amico fragile nell’inverno (e inferno) del nostro scontento.
Credo nel vino che invecchia con me, spero meglio di me.
Credo nel vino che, nei casi migliori, anche quando meno te l’aspetti, ha l’allungo degli assoli dei Lynyrd Skynyrd in Free Bird. L’equilibrio commovente dell’album d’esordio di Damien Rice. La progressione ampia e maestosa, dannatamente malinconica, fatalmente definitiva, delle trame dei Sigur Ros.
Credo che il vino sia uno dei pochi vaccini al nichilismo.
Un viaggio sull’altalena. Un miraggio conosciuto. Quasi sempre un bel bere.” […] (Andrea Scanzi, Il Vino degli altri).

Un libro davvero delizioso, appena uscito e letto tutto d’un fiato. Seguito ideale di “Elogio dell’invecchiamento” ma con un approccio migliore, più ironico, romantico, scanzonato, come piace a me.
Un viaggio nei vigneti di tutto il mondo, dove ogni singola uva o bottiglia ha una sua storia, una sua particolarità. Ogni capitolo è alternato ad una digressione nelle produzioni italiane, quasi a tracciare un filo immaginario che in qualche modo lega il vino di tutto il mondo. Spiegazioni teniche si incastrano alla perfezione con battute fulminanti.
Alla fine c’è anche un test per vedere a quale stile si appartiene, se Bordolese o Borgognotto.
Bellissimo. (A Life Uncorked)

Un Commento a “Recensione: A Life Uncorked”

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