{"id":8121,"date":"2026-08-07T16:47:39","date_gmt":"2026-08-07T16:47:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=8121"},"modified":"2026-08-08T16:56:02","modified_gmt":"2026-08-08T16:56:02","slug":"8121","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=8121","title":{"rendered":"L&#8217;intervista a ilCentro, 7 agosto 2026"},"content":{"rendered":"<div class=\"field-lead\" data-i=\"2\">\n<figure id=\"attachment_8123\" aria-describedby=\"caption-attachment-8123\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilcentro.it\/cultura-e-spettacoli\/scanzi-su-guccini-un-finto-burbero-di-una-bonta-assoluta-avrebbe-meritato-il-nobel-v0qh6tp1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8123\" src=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0050-756x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0050-756x1024.jpg 756w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0050-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0050-768x1041.jpg 768w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0050-1133x1536.jpg 1133w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0050.jpg 1320w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8123\" class=\"wp-caption-text\">Screenshot<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Il ricordo del giornalista del Fatto Quotidiano: \u00abDa quando \u00e8 stato ricoverato \u00e8 andato tutto male. Sono state sei settimane d\u2019inferno, per lui, per Raffaella e per chi gli ha voluto bene. Credo sia stata l\u2019unica volta in cui ha smesso di combattere\u00bb<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"field-byline\" data-i=\"2\">Gabriele Cappi<\/div>\n<div class=\"field-body\" data-i=\"2\">\n<p>PESCARA<\/p>\n<p>\u00abNon credo in nulla, non credo in Dio. Non ci sar\u00e0 niente dopo, ma io sto bene cos\u00ec: la mia vita \u00e8 andata come doveva andare\u00bb.<br \/>\nLo disse a tavola, in una trattoria vicino a Pavana, con accanto la moglie&nbsp;<strong>Raffaella<\/strong>. La malattia si era fermata, per un po\u2019, e&nbsp;<strong>Francesco&nbsp;<\/strong><strong>Guccini&nbsp;<\/strong>aveva gi\u00e0 fatto i conti con tutto.<br \/>\nA quel pranzo c\u2019era anche&nbsp;<strong>Andrea Scanzi<\/strong>, che lo aveva intervistato per la prima volta nel 2000 e che negli ultimi dieci anni saliva a trovarlo, ogni due mesi, con la compagna&nbsp;<strong>Sara<\/strong>. L\u2019ultima volta a giugno, alla festa per i suoi 86 anni: il giorno dopo Guccini sarebbe stato ricoverato. L\u2019inizio di sei settimane d\u2019inferno. La voce di Scanzi, di solito frizzante e tagliente, oggi \u00e8 dimessa: \u00abFaccio fatica, perch\u00e9 gli ho voluto molto bene, e quindi \u00e8 un po\u2019 che piango\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dalla fine: una malattia lunga, e una lunga battaglia.<br \/>\n<\/strong>\u00abS\u00ec. Aveva ricevuto varie sentenze cliniche e se ne sarebbe dovuto andare almeno due anni fa. Poi, a un certo punto, la malattia si ferm\u00f2, e fu parzialmente sconfitta. Ricordo che a un pranzo con me, Raffaella, sua moglie, e Sara, noi quattro e basta, in uno di quei posti vicino a Pavana, ci disse con una serenit\u00e0 assoluta: \u201cRagazzi, io sapevo che sarei morto sei mesi fa, un anno fa. Ho gi\u00e0 accettato tutto, non ho paura della morte. Ho vissuto una bella vita, sono felice\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019era qualcosa lo turbava?<br \/>\n<\/strong>\u00ab\u201cSto molto male per gli amici che ho perso\u201d, mi diceva. Era la cosa che lo feriva di pi\u00f9.&nbsp;<strong>Piero<\/strong>, il suo amico storico,&nbsp;<strong>Sergio Staino<\/strong>. La morte degli amici lo devastava, era rimasto proprio solo con gli amici storici. Per\u00f2 mi ha detto: \u201cSono soddisfatto di quello che ho fatto, sono felice. Mi dispiace chiaramente perdere Raffaella, tutti i miei affetti, mia figlia, per\u00f2 sono sereno\u201d. Era gi\u00e0 pronto a morire\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E su quello che viene dopo, nessuna concessione?<br \/>\n<\/strong>\u00abNessuna. Mi disse: \u201cNon credo in nulla, non credo in Dio. Per\u00f2 mi hanno regalato questi mesi, vediamo cosa succede\u201d. Aveva questa serenit\u00e0 assoluta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una lotta senza pau<\/strong><strong>se.<br \/>\n<\/strong>\u00abCon Luciano Ligabue, che era un altro suo grande amico, ripetevamo due cose. La prima \u00e8 che ha sconfitto la morte almeno dieci volte, perch\u00e9 doveva essersene andato dieci anni fa, poi sei anni fa durante il Covid, poi quattro anni fa. Era proprio attaccato alla vita e la morte la sconfiggeva sempre. Facemmo addirittura un 25 aprile dentro una chiesa in provincia di Arezzo, la pieve di Gropina. Credo fosse il 2024: non so dove trovasse la forza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E la seconda?<br \/>\n<\/strong>\u00abChe i cantautori, i miti, ti fanno paura, ti mettono un po\u2019 di soggezione, ti deludono. Francesco no. Francesco sembrava di conoscerlo da sempre, ti faceva sentire a tuo agio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 successo nelle ultime settimane?<br \/>\n<\/strong>\u00abDa quando \u00e8 stato ricoverato \u00e8 andato tutto male. Sono state sei settimane d\u2019inferno, per lui, per Raffaella e per chi gli ha voluto bene. Credo sia stata l\u2019unica volta in cui ha smesso di combattere, perch\u00e9 sapeva che non c\u2019era pi\u00f9 niente da fare. I polmoni erano stanchi, era stanco tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ultima volta che l\u2019ha visto?<br \/>\n<\/strong>\u00abNel giugno scorso, per il suo compleanno, l\u2019ottantaseiesimo. Un compleanno molto intimo, con qualche familiare, ovviamente sua moglie e pochi altri. \u00c8 stato molto triste, non lo nascondo, perch\u00e9 lui aveva saputo che in un quadro clinico gi\u00e0 pesante si era inserito qualcosa di brutto, e il giorno dopo sarebbe stato ricoverato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come and\u00f2 quella festa?<br \/>\n<\/strong>\u00abMolto triste, molto malinconica, molto cupa (una delle poche). Tra l\u2019altro doveva esserci anche il cardinal Zuppi, che aveva capito male: pensava fosse il pomeriggio, invece era la sera, e questa cosa aveva ulteriormente dispiaciuto Francesco. Aveva anche provato a cantare qualche brano con un chitarrista che era l\u00ec presente, ma era molto malinconico. Secondo me sapeva quello che sarebbe successo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come vi siete salutati?<br \/>\n<\/strong>\u00abA me e a Sara, la mia compagna, ha detto: \u201cSperiamo di rivederci\u201d. Ed \u00e8 stata la prima volta in cui lo ha detto con la consapevolezza che non ci saremmo rivisti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Eravate amici?<br \/>\n<\/strong>\u00abFaccio sempre molta fatica in questi casi a dire se siamo amici o non siamo amici. Penso di poterlo dire, perch\u00e9 ci conoscevamo da tanti anni: l\u2019avevo intervistato per la prima volta nel 2000 e negli ultimi dieci anni ci siamo visti tantissimo, soprattutto dopo il Covid, ma anche prima. Ci vedevamo una volta ogni due mesi a casa sua\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019era da vicino, fuori dal palco?<br \/>\n<\/strong>\u00abNon era facile con tutti, perch\u00e9 era comunque un finto burbero, un po\u2019 malmostoso, un po\u2019 orso. Ma in realt\u00e0 era una persona di una bont\u00e0 assoluta, assoluta. Gentilissimo, amava ascoltare, era un grande raccontatore di barzellette, aneddoti come se piovesse. Premevi un pulsante e ti raccontava la vita di ogni persona che aveva incontrato. Anche tenero\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un esempio?<br \/>\n<\/strong>\u00abEra tenero quando c\u2019era la mia compagna: lo salutava sempre dicendogli: \u201cTi posso dare un bacino?\u201d. Lui era tutto imbarazzato: \u201cS\u00ec, s\u00ec, dammelo, dammelo\u201d, e abbassava lo sguardo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche con gli animali?<br \/>\n<\/strong>\u00abEra un grande gattaro, ma molto imbranato con i cani. Io ho un cane, una labrador grossa ma buonissima, e quando la portavo con me lui mi faceva sempre molto ridere: la vedeva avvicinarsi e le diceva con quel vocione: \u201cCanone, non so cosa fare, canone\u2026\u201d, e l\u2019accarezzava. Era totalmente imbranato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E con i fan?<br \/>\n<\/strong>\u00abAveva un grande rispetto per il pubblico. L&#8217;ho visto anche negli ultimi mesi della sua vita accogliere persone in casa. Quando andavamo al ristorante a pranzo c&#8217;era sempre qualcuno che gli rompeva le palle con il disco, gli attaccava le pezze, e lui era gentilissimo, gentilissimo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rimpianti?<br \/>\n<\/strong>\u00abEra molto felice della vita che aveva vissuto. Non era contento di invecchiare, come nessuno: gliel&#8217;ho sentito dire un sacco di volte, quanto \u00e8 brutto invecchiare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A ottantasei anni non si era stancato di seguire come andava il mondo?<br \/>\n<\/strong>\u00abNo. L&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto, al suo compleanno, la prima cosa: non mi ha salutato, mi ha subito detto: \u201cMa perch\u00e9 De Gregori ha detto queste cose\u201d, sul fatto che gli artisti non devono impegnarsi. Evito di dare la risposta che ho dato io e che poi ha dato lui, perch\u00e9 De Gregori non ne sarebbe molto felice\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E la televisione?<br \/>\n<\/strong>\u00abSeguiva abbastanza bene lo sport, era tifoso della Juventus. Guardava come forma di masochismo Rete4 e si arrabbiava profondamente, soprattutto di fronte ad alcune persone: in particolare Cerno. Ultimamente detestava Tommaso Cerno. Evito di dirti quello che diceva\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gli altri compleanni a Pavana, invece?<br \/>\n<\/strong>\u00abA parte quest&#8217;anno, dove eravamo in pochi ed era tutto dimesso e triste, gli anni passati sono stati meravigliosi. C\u2019era tutta la sua band, i musici: Flaco Biondini, Ellade Bandini, Vince Tempera. Ho dei video in cui cantiamo insieme \u201cBella ciao\u201d. L\u2019anno scorso, quando c\u2019era anche Michele Serra, cantavamo tutti insieme \u201cIl vecchio e il bambino, e lui ci rimbrottava: \u201cQuesta parte l\u2019avete fatta male, e quest\u2019altra l\u2019avete fatta male\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le sue fissazioni?<br \/>\n<\/strong>\u00abLo prendevo sempre in giro perch\u00e9 era un pessimo bevitore: non so perch\u00e9 era fissato col Gew\u00fcrztraminer, neanche di grande qualit\u00e0. Aveva le sue idiosincrasie. Era un grande mangiatore, per\u00f2 di cibi molto classici, non sopportava la cucina troppo elaborata. Mi prendeva in giro perch\u00e9 ero vegetariano, e anche perch\u00e9 qualche volta avevo delle scarpe secondo lui un po\u2019 troppo stravaganti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019artista?<br \/>\n<\/strong>\u00abPer me \u00e8 stato molto pi\u00f9 un uomo e un amico che non un artista. L\u2019artista, che vuoi che ti dica: \u00e8 uno che meriterebbe, e meritava, almeno quanto Bob Dylan. Come autore di testi \u00e8 stato uno dei due o tre pi\u00f9 grandi: come autore puro di testi, secondo me, nessuno come lui e De Andr\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di quali canzoni era orgoglioso?<br \/>\n<\/strong>\u00abNon \u00e8 che lo sapesse, per\u00f2 era molto orgoglioso di alcune canzoni: di \u201cAmerigo\u201d, di \u201cVan Loon\u201d, di canzoni non necessariamente famosissime. Mentre per esempio \u201cL\u2019avvelenata\u201d la riteneva enormemente sopravvalutata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stato un collega con cui non si \u00e8 mai trovato?<br \/>\n<\/strong>\u00abNon ha mai legato fino in fondo con Lucio Dalla, era una cosa che mi diceva spesso. Lo rispettava, ma c\u2019era qualcosa che non&#8230; non lo so, non si erano mai incastrati fino in fondo, anche se ne parlava con profondo rispetto. Mentre aveva un grandissimo affetto per De Andr\u00e9, per Gaber, per Lolli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gli amici veri, nella musica?<br \/>\n<\/strong>\u00abI pi\u00f9 grandi che aveva erano e sono Ligabue e Zucchero, che prendeva in giro perch\u00e9 sono entrambi della provincia di Reggio: teste quadre, ma cervello fino. A loro voleva molto bene\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 anche il Guccini scrittore.<br \/>\n<\/strong>\u00abEra molto orgoglioso di avere ricevuto dei premi come scrittore, perch\u00e9 anche con una certa dose di snobismo avrebbe forse preferito essere pi\u00f9 conosciuto come scrittore che non come cantautore. Mi ricordo che era molto orgoglioso che un suo racconto fosse stato inserito nei Meridiani di Mondadori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa lo faceva ancora infiammare?<br \/>\n<\/strong>\u00abEra innamoratissimo di Pavana. Sarebbe stato a parlare per ore e ore di Pavana, degli alberi genealogici, delle tradizioni, delle parole: erano le cose che lo facevano esaltare di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il ricordo che le rimbalza pi\u00f9 spesso in testa?<br \/>\n<\/strong>\u00abForse \u00e8 quando mi fece leggere in anteprima un racconto di un suo libro che sarebbe uscito pochi mesi dopo per Giunti: credo che il titolo fosse \u201cCos\u00ec eravamo\u201d. Il primo racconto di quel libro me lo fece leggere stampato su fogli A4, il libro non era ancora uscito. Io ero tesissimo, tipo esame, perch\u00e9 sai: leggere un racconto di Guccini, davanti a Guccini, pieno di parole in dialetto che io non sapevo pronunciare. Lui era divertito da questa mia tensione. Mi ha corretto solo una volta, le altre pronunce le ho fatte bene\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come lo saluta?<br \/>\n<\/strong>\u00abEra una bella persona, era veramente una bella persona, e ha combattuto fino alla fine, fino alla fine\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tre canzoni da portarsi sempre, quando si parla di Guccini?<br \/>\n<\/strong>\u00abFarewell, perch\u00e9 \u00e8 la canzone perfetta dell\u2019amore che finisce. Canzone delle osterie di fuori porta, perch\u00e9 racconta la fine di un\u2019epoca, un\u2019epoca in cui si sognava, si andava a cena per parlare, per raccontare, per fare la rivoluzione, e si combatteva: poi quelle persone sono morte o, come diceva lui, \u201channo smesso di sognare\u201d, che \u00e8 una morte un po\u2019 peggiore. Francesco invece ha sempre sognato. E anche per \u201cAutogrill\u201d, che \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi poesie in musica mai scritte nella storia del mondo, non solo in Italia, avrebbe meritato il Nobel\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ricordo del giornalista del Fatto Quotidiano: \u00abDa quando \u00e8 stato ricoverato \u00e8 andato tutto male. Sono state sei settimane d\u2019inferno, per lui, per Raffaella e per chi gli ha voluto bene. Credo sia stata l\u2019unica volta in cui ha smesso di combattere\u00bb Gabriele Cappi PESCARA \u00abNon credo in nulla, non credo in Dio. 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