{"id":8116,"date":"2026-08-07T20:38:12","date_gmt":"2026-08-07T20:38:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=8116"},"modified":"2026-08-08T17:00:08","modified_gmt":"2026-08-08T17:00:08","slug":"era-un-orso-buono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=8116","title":{"rendered":"Era un orso buono"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8117\" src=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0047-825x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"621\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0047-825x1024.jpg 825w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0047-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0047-768x954.jpg 768w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0047-1237x1536.jpg 1237w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_0047.jpg 1320w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Neanche due mesi fa. Casa sua, Pavana. E\u2019 il suo 86esimo compleanno. Siamo in pochi. L&#8217;aria \u00e8 dimessa. Francesco la mattina dopo dovr\u00e0 ricoverarsi a Bologna. La malattia \u00e8 tornata, in un quadro clinico gi\u00e0 difficile. \u00c8 l&#8217;unica volta in cui lo vedo quasi rassegnato. Pienamente consapevole della situazione. Quando ci salutiamo, mi abbraccia e dice: \u00abSperiamo di rivederci\u00bb. Cerco di fargli forza, non ci riesco. Aveva ragione lui.<\/p>\n<p>Sembrer\u00e0 strano, ma per me Francesco Guccini \u00e8 prima amico e poi artista. Del resto, sulla sua carriera c&#8217;\u00e8 paradossalmente pochissimo da dire: cantautore prodigioso, scrittore straordinario. Avrebbe meritato il Nobel per la letteratura, non meno di quanto lo abbia meritato Bob Dylan. Come autore puro di testi, e come burattinaio di parole, \u00e8 stato il pi\u00f9 grande in Italia assieme a Fabrizio De Andr\u00e9. Lui ne era conscio, ma fino a un certo punto. Era consapevole di avere scritto canzoni riuscite, come&nbsp;<em>Amerigo<\/em>, mentre non si capacitava dell&#8217;eccessivo successo che aveva baciare brani per lui quasi minori, tipo&nbsp;<em>L&#8217;avvelenata<\/em>.<\/p>\n<p>Scrivo questo ricordo perch\u00e9 me lo hanno chiesto Maddalena e Marco, ma non \u00e8 facile. Per me Francesco \u00e8 anzitutto abbracci, pranzi, cene, risate. Era un grande mangiatore. Gusti tradizionali e contadini, pochi sofismi e ancor meno abracadabra. Lui mi prendeva in giro perch\u00e9 sono vegetariano, io lo prendevo in giro perch\u00e9 di vino ne capiva poco. Chiss\u00e0 perch\u00e9 era fissato con il Gew\u00fcrztraminer. Aveva le sue idiosincrasie: per esempio non sopportava il fatto che tutti lo associassero al fiasco di vino sul palco e al lambrusco. \u201cIl lambrusco lo bevo poco e il fiasco sul palco non l\u2019ho tenuto praticamente mai\u201d.<\/p>\n<p>Ha seguito l&#8217;attualit\u00e0 fino alla fine. Guardava Rete4 per detestarne smodatamente alcune facce. Mai stato comunista, sempre stato socialdemocratico garbatamente rivoluzionario. Soffriva non tanto il tempo che passa, ma il fatto che giorno dopo giorno perdesse tutti gli amici del cuore. Adorava la sua Pavana. Sarebbe stato ore e ore a raccontare la storia di quel paese, gli alberi genealogici, le parole perdute. Erano le cose che lo appassionavano di pi\u00f9. Pieno di aneddoti, dopo un po&#8217; si annoiava a parlare di musica.<br \/>\nNon ha mai legato fino in fondo con Lucio Dalla. Era invece grande amico di Zucchero e Ligabue. Proprio con Ligabue dicevamo spesso due cose. La prima \u00e8 che Francesco aveva sconfitto la morte un sacco di volte, perch\u00e9 se ne sarebbe dovuto andare (stando ai medici) molto tempo prima. La seconda \u00e8 che quasi sempre i miti ti mettono in soggezione: Francesco no. Ti metteva subito a tuo agio. Era un orso borbottone: ma buono, buonissimo.<\/p>\n<p>Per i suoi compleanni, qualche volta, cantava. A parte un mese fa, a quelle feste c\u2019era la sua band storica: i Musici. Ellade Bandini, Vince Tempera, Flaco. Ho dei video in cui intoniamo insieme&nbsp;<em>Bella ciao<\/em>, e un altro in cui io e Michele Serra, con i Musici, cantiamo&nbsp;<em>Il vecchio e il bambino<\/em>. Francesco borbottava dicendo: \u00abQuesta parte non l\u2019avete fatta mica tanto bene\u2026\u00bb.<br \/>\nNegli ultimi tempi aveva una voce esile, piccola piccola, ma dolce. Lucido fino alla fine. Buono fino alla fine. Battagliero fino alla fine. L&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto, mi domand\u00f2 deluso perch\u00e9 De Gregori avesse detto quelle cose l\u00ec sugli artisti che non devono impegnarsi. Eviter\u00f2, per carit\u00e0 di patria, di scrivere qui cosa risposi io e cosa aggiunse lui, perch\u00e9 De Gregori non ne sarebbe granch\u00e9 felice.<\/p>\n<p>Era un grande gattaro, mentre era imbranatissimo coi cani. Quando si trovava davanti la mia Labrador, l\u2019accarezzava quasi con la paura di romperla e poi mi diceva: \u00abIo non so cosa fare con questa canona\u2026\u00bb. In quei momenti esplodeva di una tenerezza disarmante. A volte si imbarazzava, per esempio quando la mia compagna Sara, nel salutarlo, gli domandava sempre: \u00abTi posso dare un bacino, Francesco?\u00bb. E lui rispondeva: \u00abMa s\u00ec s\u00ec, certo\u00bb. E tornava quella tenerezza disarmante.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un ricordo che ora \u00e8 pi\u00f9 forte degli altri. Un anno fa. Dopo pranzo, Francesco mi disse: \u201cAndrea, ti va di leggere un racconto che ho scritto?\u201d. Io: \u201cCerto\u201d. Sarebbe confluito nel suo libro&nbsp;<em>Cos\u00ec eravamo<\/em>. Pensavo di doverlo leggere in privato. No: mi chiese di leggerlo a voce alta, l\u00ec, nella sua casa, davanti a lui. Penso di non essere mai stato cos\u00ec teso in vita mia. E il primo a sorriderne fu proprio Francesco. Rester\u00e0 uno dei ricordi pi\u00f9 belli della mia vita.<\/p>\n<p>Sempre in quel periodo, lui e Raffaella &#8211; sua moglie, donna meravigliosa che gli \u00e8 stata vicino fino alla fine \u2013 ci avevano fatto vedere alcuni luoghi a loro cari, in auto, sotto la pioggia. Francesco la sfotteva: \u201cChiss\u00e0 come saranno contenti di questo tour indimenticabile, un\u2019esperienza davvero appassionante\u2026\u201d. Aveva un\u2019ironia irresistibile. Poi ci trovammo a tavola. Pi\u00f9 di un anno prima, aveva ricevuto una diagnosi per la quale sarebbe dovuto essere morto da un bel pezzo. D\u2019un tratto disse: \u00abSapete, ero sereno perch\u00e9 sapevo che il tempo sarebbe scaduto a breve. Mi sentivo pronto, e invece adesso non so quasi cosa fare. Ho questo tempo in pi\u00f9 che non era previsto. Ho vissuto una vita fortunata, ho fatto delle buone cose. Non ho paura della morte, sono sicuro che dopo non ci sar\u00e0 nulla, ma va bene cos\u00ec\u00bb. Credo che quel \u201ctempo in pi\u00f9\u201d siano stati mesi belli, anche se nelle ultime settimane il destino non gli ha risparmiato nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando conosci i miti, \u00e8 difficile che non compaia un po&#8217; di disillusione. Con Francesco, neanche un po&#8217;. Era un uomo bellissimo. Era un maestrone meraviglioso.<\/p>\n<p><em>il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Neanche due mesi fa. Casa sua, Pavana. E\u2019 il suo 86esimo compleanno. Siamo in pochi. L&#8217;aria \u00e8 dimessa. Francesco la mattina dopo dovr\u00e0 ricoverarsi a Bologna. La malattia \u00e8 tornata, in un quadro clinico gi\u00e0 difficile. \u00c8 l&#8217;unica volta in cui lo vedo quasi rassegnato. 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