{"id":7595,"date":"2025-04-13T12:29:18","date_gmt":"2025-04-13T12:29:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=7595"},"modified":"2025-05-30T18:18:38","modified_gmt":"2025-05-30T18:18:38","slug":"la-mia-intervista-a-jovanotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=7595","title":{"rendered":"La mia intervista a Jovanotti"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"ifq-post__title\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Jovanotti: \u201cAmo i bastian contrari. Ma sono un ecumenico\u201d<\/span><\/h1>\n<p>&#8220;Tra Ramazzotti e Pino Daniele ero Kofi Annan. Celentano ha l&#8217;istinto del leone nella savana&#8221;<\/p>\n<header class=\"ifq-post__header\">\n<div class=\"ifq-post__excerpt\">\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/autori\/ascanzi\/ptype\/in-edicola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Andrea Scanzi<\/a><br \/>\n5 aprile 2025<br \/>\n(<em>Versione integrale)<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/header>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7604\" src=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/med-1200x630-11-1200x630-1.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/med-1200x630-11-1200x630-1.jpg 1024w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/med-1200x630-11-1200x630-1-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/med-1200x630-11-1200x630-1-768x403.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/>Animale da palcoscenico di rara efficacia. Anima quieta, ma tutt\u2019altro che priva di cicatrici. Uomo rinato, pensatore positivo, conversatore piacevolissimo e cantante di enorme successo (il riuscito Palajova 2025 \u00e8 un sold out continuo), Jovanotti si racconta. E lo fa con un interlocutore con cui in passato non sono mancate frizioni.<\/p>\n<p><strong>Di politica hai sempre meno voglia di parlare.<br \/>\n<\/strong>E\u2019 l\u2019ultimo interesse che ho e non mi scalda il cuore. E\u2019 stato un po\u2019 diverso negli anni Novanta, quando ho scoperto che la politica esisteva, ma anche allora il mio era comunque un interesse globalista: il sud del mondo, l\u2019Africa, l\u2019America Latina, Cuba, Mandela. Un\u2019attrazione ingenua ed estetica. Oggi sono giunto alla conclusione che in politica \u00e8 tutta questione di lettura di segni ed energia.<\/p>\n<p><strong>Energia che riscontrasti in Renzi, anche se poi (ti cito) \u201cqualcosa \u00e8 andato storto\u201d.<br \/>\n<\/strong>Sono inadeguato per l\u2019analisi politica: mi mancano proprio gli strumenti. Oggi vivo la politica come uno spettacolo, attraverso i talkshow. Guardo <em>Otto e mezzo<\/em> e a volte, se sono colto dalla pigrizia, quello che c\u2019\u00e8 dopo su La7. Mi piace vederti litigare dalla Gruber, negli anni hai acquisito una capacit\u00e0 di fare incazzare la gente in maniera quasi chirurgica e mai pretestuosa.<\/p>\n<p><strong>Hai detto che il grave infortunio in bici ti ha cambiato. In cosa?<br \/>\n<\/strong>Nella consapevolezza di possedere un corpo fragile. Credevo che malattie e infortuni riguardassero sempre e solo gli altri. Non percepivo la fragilit\u00e0, ma neanche la forza. Nello sport ero una pippa in tutto, ma anche questo mi ha aiutato. Tendo a pensare che ogni sconfitta in qualche modo ti aiuti e ti insegni a cavartela da solo.<\/p>\n<p><strong>Come fai a essere sempre positivo?<br \/>\n<\/strong>In realt\u00e0 io vedo sempre il negativo, perch\u00e9 la vita \u00e8 piena di ferite, ma poi nell\u2019arte opero una scelta di campo. Artisticamente scelgo lo spazio a me pi\u00f9 congeniale. Se il mondo della musica \u00e8 un presepio, io faccio quel personaggio l\u00ec: colui che porta alla luce gli aspetti positivi. Interpreto quella parte, che comunque mi appartiene ed \u00e8 dentro di me: \u00e8 una cosa autentica. E poi non saprei scrivere diversamente.<\/p>\n<p><strong>Cio\u00e8 non sapresti scrivere \u201ccanzoni tristi\u201d?<br \/>\n<\/strong>Esatto. Ho librerie di quaderni e <em>file<\/em> pieni di ipotesi di canzoni in cui sono cinico e crudele, ma non funzionano. Non mi riescono proprio. Neanche so essere narrativo: non so dare una trama alle canzoni, non potrei mai scrivere <em>Anna e Marco<\/em>. Procedo sempre per immagini: le sceneggiature alla De Andr\u00e9 non mi vengono.<\/p>\n<p><strong>Cosa conta in una canzone?<br \/>\n<\/strong>La musica. I giornalisti con me vogliono parlare dei testi, che per me spesso non contano quasi un cazzo, soprattutto se estrapoli le parole dal contesto. <em>Penso positivo<\/em> \u00e8 forte per il sound, per quel ritmo tra James Brown e Red Hot Chili Peppers che in Italia non era ancora arrivato. Mica per le parole. Vale anche per libri e film: della trama non me ne frega una sega.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 che pi\u00f9 ti destabilizza?<br \/>\n<\/strong>La paura di non superare le difficolt\u00e0 e di non adempiere a questo dannato senso del dovere, che mi ha inculcato mio babbo a calci in culo. Io la conosco la depressione: ci sono cresciuto, ne ha sofferto a lungo mia madre. So di cosa parlo, per\u00f2 non ci sono mai finito dentro. E neanche sono mai andato in analisi: per curarmi mi basta scrivere canzoni. Anche dopo l\u2019infortunio, la paura non era quella di non tornare sul palco, ma di <em>come <\/em>ci sarei tornato. Mi immaginavo zoppicante, infatti guardavo Iggy Pop e Joe Cocker per abituarmi a una vita \u201cstorta\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019hai sfangata?<br \/>\n<\/strong>No. Mi avevano promesso una guarigione completa a Natale 2024, invece convivo con il dolore. Una volta sono stato sul Monte Athos a incontrare degli anacoreti. Dieci giorni da solo. Mi raccontarono che molti portavano il cilicio, e anche per questo avevano sguardi cos\u00ec luminosi. Ci penso e mi dico che forse anche questo dolore \u00e8 una forma di cilicio, che mi porto sul palco per godere di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>La tua testa funziona cos\u00ec.<br \/>\n<\/strong>E questo provoca gravi scompensi negli altri, perch\u00e9 non appena parto con <em>\u2018sti<\/em> pipponi c\u2019\u00e8 subito un fuggi fuggi generale di chi ho attorno. Mia moglie Francesca, mia figlia Teresa, tutti. Che ci posso fare? E\u2019 la mia filosofia di vita, che mi porta a cercare un senso in tutto quello che accade.<\/p>\n<p><strong>Hai lavorato per Montanelli.<br \/>\n<\/strong>(<em>ride<\/em>) Mi chiam\u00f2 Aldo Vitali e mi disse che Indro Montanelli mi aveva visto in tiv\u00f9 e gli stavo molto simpatico. Cos\u00ec mi chiesero di scrivere ogni tanto dei colonnini per <em>La voce<\/em>. Era il 1994. Lo feci con grande imbarazzo, perch\u00e9 sentivo di non essere in grado. Neanche mi rileggevo. Montanelli per\u00f2 non l\u2019ho mai incontrato. E ho saputo che alla <em>Voce<\/em> c\u2019era pure Travaglio solo pochi anni fa.<\/p>\n<p><strong>Dell\u2019intervista che ti fece Enzo Biagi che ricordo hai?<br \/>\n<\/strong>Per la prima volta sentii di avere reso orgoglioso mio babbo. Lui e Montanelli erano amatissimi in casa mia. Montanelli mi piaceva da morire. Io adoro i bastian contrari: Chesterton, mio padre, anche Ferrara. I rompicoglioni di talento, quelli arguti, in generale mi piacciono. Tu sei sulla buona strada.<\/p>\n<p><strong>Grazie, per\u00f2 tu sei l\u2019opposto del bastian contrario.<br \/>\n<\/strong>Verissimo: io sono un ecumenico pacificatore che cerca di accogliere tutti. Un ruolo che assolsi anche nel tour con Daniele e Ramazzotti. L\u00ec ero proprio Kofi Annan! Pino ed Eros si adoravano, ma tra loro era un battibecco continuo. Tipo Vianello e Mondaini. La produzione era di Ramazzotti, e Pino si convinse che a me e a lui ci abbassassero il volume. Una cosa totalmente falsa. Erano arrivati al punto che si incontravano solo sul palco.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 si volevano bene.<br \/>\n<\/strong>Molto. Pino gli ha pure regalato una delle chitarre pi\u00f9 importanti della sua vita. Pino era davvero divertente. E\u2019 stato il primo artista che ho visto dal vivo, avevo tredici anni: pensa la mia emozione nel ritrovarmi a cantare con lui sul palco. Mi voleva bene e si appoggiava letteralmente a me. Era diventato cieco quasi del tutto, e questo suo fidarsi di me mi riempiva di orgoglio. Pino sta nell\u2019iperspazio, un gigante che metto accanto a Stevie Wonder e Prince.<\/p>\n<p><strong>Di grandi ne hai incontrati parecchi<br \/>\n<\/strong>I grandi sono sempre grandi. Quando ti dicono \u201cs\u00ec ma nella vita quello l\u00ec \u00e8 uno stronzo\u201d, non \u00e8 mai vero: se fanno musica da 40 anni e sono sempre l\u00ec, vuol dire che hanno tanto da insegnarti. Poi magari hanno un caratteraccio, ma il carattere non conta niente nella vita. Puoi avere un pessimo carattere ed essere un uomo eccezionale.<\/p>\n<p><strong>Fammi dei nomi.<br \/>\n<\/strong>Battiato: mi hanno sempre affascinato i suoi mondi lontanissimi. Celentano, forse il mio preferito: ha l\u2019istinto per lo spettacolo di un leone della savana. Morandi: un maestro vero, anche per il rispetto per il pubblico. A volte noi artisti ci annoiamo a eseguire le canzoni vecchie, lui invece riesce a essere vitale anche quando rif\u00e0 <em>Fatti mandare dalla mamma<\/em>. E quella cosa l\u00ec mi ha rimesso in pace con <em>La mia moto<\/em>. La musica \u00e8 una macchina del tempo. Magari a te quella canzone non dice pi\u00f9 nulla, ma a un altro ricorda la prima volta in cui ha impennato col motorino. E di queste cose devi avere rispetto.<\/p>\n<p><strong>Dalla?<br \/>\n<\/strong>Arrivava a mezzanotte nella sua pizzeria preferita di Bologna. Io ero l\u00ec con Carboni e Mauro Malavasi (<em>storico produttore di Carboni, NdA<\/em>), e minimo si faceva le 5 di notte parlando solo di massimi sistemi. Una sera arriv\u00f2 tutto entusiasta: \u201cHo visto il Dracula di Coppola, mi \u00e8 piaciuto cos\u00ec tanto che domani ci faccio un disco\u201d. Un\u2019altra volta gli chiesi come facesse a cantare sempre cos\u00ec bene. Mi rispose dicendo che lui cantava come se la sua voce fosse un clarinetto. Il giorno dopo chiamai Demo Morselli e gli chiesi di insegnarmi a suonare la tromba, infatti sono diventato pi\u00f9 intonato. E poi mi rivel\u00f2 un segreto: scrivere le canzoni usando solo i tasti bianchi.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 a quel punto sei sempre in tonalit\u00e0 di Do e La minore, e quindi non sbagli mai. Dalla era un insegnamento continuo e se ne compiaceva. Sapeva di essere un maestro e al tempo stesso adorava \u201crubare\u201d ai pi\u00f9 giovani. In un\u2019occasione lo incontrai al <em>Cocoric\u00f2<\/em> di Riccione, era nascosto in un angolo. \u201cLucio, che cazzo fai, sono le tre di notte!\u201d. E lui: \u201cVengo qui a osservare, studio, faccio l\u2019antropologo\u201d. Era anche un bugiardone, diceva davvero un sacco di bugie. Persona fantastica.<\/p>\n<p><strong>Ligabue, Ferretti.<br \/>\n<\/strong>Luciano \u00e8 un uomo con un grande senso pratico, che possiede come pochi \u201cil mestiere\u201d e \u201cl\u2019ispirazione\u201d di scrivere canzoni. Molto pi\u00f9 di me. Era gi\u00e0 cos\u00ec quando collaborammo a <em>Il mio nome \u00e8 mai pi\u00f9<\/em>. Giovanni Lindo \u00e8 un bastian contrario straordinario e un grandissimo autore. C\u2019\u00e8 stato un periodo in cui l\u2019ho frequentato spesso, andavo anche a casa sua a Cerreto Alpi. I CSI sono stati il pi\u00f9 grande gruppo italiano degli Anni Novanta. Aprirono le date di un mio tour estivo nel 1997. Ricordo le continue litigate furiose tra lui e Zamboni, per esempio sulla beat generation. Io stavo leggendo <em>Big Sur<\/em> di Kerouac, e Ferretti mi gel\u00f2: \u201cAnche a Zamboni piace quella merda\u201d. Poi arriv\u00f2 Zamboni e gli dette del \u201ccoglione\u201d. E io a mediare, da buon ecumenico come sempre.<\/p>\n<p><strong>Carboni, Cremonini.<br \/>\n<\/strong>Luca \u00e8 un fratello, gli voglio bene da sempre e mi ha voluto in tour con lui nel \u201992, quando era molto pi\u00f9 noto di me. Cesare \u00e8 il nuovo pontefice del pop italiano e sono contento. L\u2019avevo predetto. Non me ne frega un cazzo di essere stato il primo in questo o in quello, tranne che in una cosa: sono stato il primo blogger in Italia.<\/p>\n<p><strong>Eh?<br \/>\n<\/strong>Giuro. Avevo un sito, che all\u2019epoca era di per s\u00e9 una rivoluzione, e cominciai a scriverci \u201cin diretta\u201d. Si chiamava \u201cMumble Mumble\u201d. Sar\u00e0 stato il 1999. Selvaggia Lucarelli era nel mio fan club e ripete sempre di essersi ispirata a me per aprire il suo blog. Quindi si pu\u00f2 dire che ho avuto la colpa o il merito (<em>sorride, NdA<\/em>) di avere ispirato la Lucarelli. Quando uscirono i Lunapop, come sempre la critica non ci cap\u00ec una minchia e li stronc\u00f2. Io invece dissi che quel disco l\u00ec era una bomba e quel ragazzo avrebbe fatto molta strada.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 sugli 883 hai sbagliato.<br \/>\n<\/strong>(<em>sorride<\/em>) Li avevo ospitati nel mio programma quando ancora cantavano in inglese e neanche si chiamavano 883. Due anni dopo, mi pare nel 1991, Mauro (<em>Repetto, NdA<\/em>) mi manda una cassettina. La ascolto e non mi dice nulla. La do a Cecchetto. Mezzora dopo Claudio torna e dice tutto entusiasta: \u201cQuesto disco vender\u00e0 un milione di copie\u201d. Ne ha venduti due.<\/p>\n<p><strong>Questa cosa del \u201cpop sottovalutato\u201d proprio non ti va gi\u00f9. Tipo \u201cTozzi vale Guccini\u201d.<br \/>\n<\/strong>In Inghilterra fanno i monumenti agli artisti pop. I Beatles sono un gruppo pop, il pop \u00e8 la musica pi\u00f9 bella che c\u2019\u00e8. Invece in Italia il pop si snobba, perch\u00e9 \u00e8 percepito come un sottoprodotto rispetto al cantautorato. Per\u00f2 per certi versi va bene cos\u00ec. La critica deve sbagliare e arrivarci dopo, altrimenti ti santificano in vita. E questo \u00e8 tremendo: in vita devi essere divisivo.<\/p>\n<p><strong>Ti senti divisivo?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, e Francesca (<em>sua moglie, NdA<\/em>) ne soffre. Io invece ringrazio il cielo. Nessuno mi vede come maestro e molti mi trattano come uno che deve ancora dimostrare tutto. Vengo dalla consolle, dal clubbing: contamino da sempre e le mie porte della percezione sono costantemente aperte. Una certa critica cantautorale non mi ha mai accettato sino in fondo, ma ci sta.<\/p>\n<p><strong>Leggi moltissimo.<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ma la mia formazione letteraria umanistica non ha avuto nulla di letterario. Sono cresciuto con <em>Pippi Calzelunghe, Mork e Mindy, Happy Days<\/em>, <em>Heidi<\/em>, le pubblicit\u00e0, i cartoni animati. Sono diventato un lettore vorace molto dopo. Vengo dagli spot, dagli slogan. La generazione precedente alla mia \u00e8 stata quella dei cantautori: una generazione problematica, mentre io non problematicizzo nulla. E anche questo mi ha tolto il diritto di accedere al mondo dell\u2019<em>intellighenzia<\/em> e del Club Tenco, che comunque da ascoltatore apprezzo moltissimo.<\/p>\n<p><strong>Come ti definiresti?<br \/>\n<\/strong>Un assemblatore. Ho ascoltato cos\u00ec tanta musica \u2013 di qualunque tipo! &#8211; che, quando scrivo e salgo sul palco, il mio mestiere non \u00e8 tanto quello di compositore, quanto quello di assemblatore.<\/p>\n<p><strong>Fammi un nome nuovo forte.<br \/>\n<\/strong>Pi\u00f9 di uno, ma se deve essere solo uno scelgo Lucio Corsi. Lo seguo da sempre. Per\u00f2 occhio a essere retr\u00f2 e dire frasi tipo \u201ctornano i cantautori\u201d: non torna mai un cazzo. E\u2019 come per il fascismo: non torna nulla, le cose si ripresentano sempre in maniera diversa. E cos\u00ec Corsi: non \u00e8 un cantautore dei Settanta, non \u00e8 il nuovo Ivan Graziani. E\u2019 Lucio Corsi.<\/p>\n<p><strong>La tua collaborazione pi\u00f9 \u201cstrana\u201d.<br \/>\n<\/strong>A Roccella Jonica, durante il Jovabeach, un tour importantissimo nel mio percorso. Io, Brunori e Toto Cutugno che cantiamo insieme <em>L\u2019italiano<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Sei un salutista irreprensibile.<br \/>\n<\/strong>Sto molto attento a cosa mangio e a cosa bevo. La mia unica droga sono le endorfine che mi d\u00e0 la bicicletta, e per fare lo sport che faccio devo essere molto giudizioso. Ma mica solo io. Una sera mi trovai a cena con Bono e Mick Jagger. Bono \u00e8 uno che si gode la vita anche a tavola, mentre Jagger proprio no. Bono lo guardava sconsolato, poi si girava verso me e diceva: \u201cNon mangia niente questo qua!\u201d. Come Springsteen, che va in palestra alle sette di mattina. Se vuoi restare sempre ad alti livelli, devi vivere una certa vita.<\/p>\n<p><strong>Come vivi lo scorrere del tempo?<br \/>\n<\/strong>Con curiosit\u00e0. E\u2019 un peccato vivere il tempo come una cosa che porta solo al declino. Invecchiare d\u00e0 un sacco di possibilit\u00e0, e credo che le cose migliori debba ancora scriverle. Vi stupir\u00f2. Io non ho mai dato troppa importanza al tempo. Vivo in una bolla di fantasia e sto anche troppo per i cazzi miei. Non mi sono mai percepito dentro un\u2019et\u00e0: quando mi chiedono quanti anni ho, ci metto sempre un po\u2019 a rispondere.<\/p>\n<p><strong>Tra un anno ne farai 60.<br \/>\n<\/strong>Non credo che vivr\u00f2 moltissimo, perch\u00e9 chiedo tanto al mio corpo e alla mia vitalit\u00e0. E questa cosa la pagher\u00f2. Ma non ci penso con malinconia: la vita non \u00e8 una questione di durata. Spero di morire \u201csazio di giorni\u201d, come dice la Bibbia. L\u2019et\u00e0 non \u00e8 mai stata un problema: a me interessa la vitalit\u00e0. La scintilla vitale cosmica \u00e8 eterna.<\/p>\n<p><strong>Qui ricordi Battiato.<br \/>\n<\/strong>Certo, anche se sulla reincarnazione ho meno certezze di Franco. Di sicuro ci sar\u00e0 un <em>dopo<\/em> e ancor pi\u00f9 sicuramente c\u2019\u00e8 stato un <em>prima<\/em>. Quando \u00e8 nata mia figlia Teresa, ho avuto un\u2019epifania. Appena l\u2019ho presa in braccio, ho percepito distintamente tutto il suo \u201cprima\u201d. Le dicevo: \u201cTu non me la racconti giusta, quanti ne hai fatte prima di arrivare qui?\u201d. All\u2019inizio la chiamavo \u201cil palombaro\u201d, perch\u00e9 mi pareva proprio riemersa da un abisso.<\/p>\n<p><strong>Cremonini ha l\u2019urgenza di lasciare qualcosa della sua arte. Di te cosa vorresti che restasse?<br \/>\n<\/strong>Non lo so. Forse il mio slancio vitale. Credo che tutta la mia carriera poggi sul tentativo di portare uno slancio vitale nella canzone italiana. Qualche bel brano credo di averlo scritto, ma le canzoni passano. Lo slancio vitale no.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2025\/04\/05\/jovanotti-amo-i-bastian-contrari-ma-sono-un-ecumenico\/7941146\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il Fatto Quotidiano<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jovanotti: \u201cAmo i bastian contrari. Ma sono un ecumenico\u201d &#8220;Tra Ramazzotti e Pino Daniele ero Kofi Annan. Celentano ha l&#8217;istinto del leone nella savana&#8221; di Andrea Scanzi 5 aprile 2025 (Versione integrale) Animale da palcoscenico di rara efficacia. Anima quieta, ma tutt\u2019altro che priva di cicatrici. 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