{"id":7517,"date":"2024-11-29T15:32:30","date_gmt":"2024-11-29T15:32:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=7517"},"modified":"2025-05-30T18:18:48","modified_gmt":"2025-05-30T18:18:48","slug":"la-mia-intervista-a-cesare-cremonini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=7517","title":{"rendered":"La mia intervista a Cremonini"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-single-header wide-screen radar\">\n<h1 class=\"title-8\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Cesare Cremonini: \u201cCon \u2018Alaska Baby\u2019 sono rinato: \u00e8 come fosse l\u2019opera prima\u201d<\/span><\/h1>\n<p class=\"abstract\"><span class=\"subtitle\">Il nuovo album in uscita &#8211;<\/span>&nbsp;\u201cSecondo molti difetto di credibilit\u00e0. Il successo coi Lunapop fu un handicap\u201d<\/p>\n<div class=\"article-single-header-details\"><a class=\"author\" title=\"Leggi tutti gli articoli di Andrea Scanzi\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/blog\/ascanzi\/ptype\/in-edicola\/\" rel=\"author\">Di Andrea Scanzi<\/a><\/div>\n<div class=\"article-single-header-info\">\n<div class=\"date\">28 Novembre 2024<\/div>\n<div class=\"social\">\n<div class=\"social-icon-share js-social-icon-share\" data-share-url=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2024\/11\/28\/con-alaska-baby-sono-rinato-e-come-fosse-lopera-prima\/7783788\/\" data-share-post-id=\"7783788\" data-share-title=\"Cesare Cremonini: \u201cCon \u2018Alaska Baby\u2019 sono rinato: \u00e8 come fosse l\u2019opera prima\u201d\" data-share-description=\"\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ifq-dfp-67\" class=\"widget ifq-dfp\">\n<div id=\"above-content-desktop\" class=\"ifq-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_300x250_dsk\" data-sizes=\"[[300,250],[336,280],&quot;fluid&quot;]\" data-aps-sizes=\"[[300,250]]\" data-google-query-id=\"CJ6NzJzugYoDFcbSEQgdz2UXvA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_300x250_dsk_0__container__\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7521\" src=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/55f07f29-03da-4186-a893-d01c4e4c4f39-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/55f07f29-03da-4186-a893-d01c4e4c4f39-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/55f07f29-03da-4186-a893-d01c4e4c4f39-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/55f07f29-03da-4186-a893-d01c4e4c4f39-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/55f07f29-03da-4186-a893-d01c4e4c4f39.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>\u201cHo paura che la mia anima si rompa e si sfilacci: la sollecito troppo\u201d. Cesare Cremonini \u00e8 una creatura fragile e un talento puro, \u201ccon un disperato bisogno di essere ascoltato in profondit\u00e0\u201d. Sceglie un ristorante di fiducia nella sia Bologna, in pieno centro. Tortellini e un accenno di vino. Fiume in piena, confidenze e sguardo fisso nel futuro. Poi di corsa in auto verso la sua casa \u2013 \u201cda piccolo Lennon\u201d \u2013 sui colli bolognesi, ascoltando non senza emozione la canzone duettata con Luca Carboni. Infine nel suo studio, per sentire il nuovo disco che esce domani, \u201cAlaska Baby\u201d. Dodici brani che trasudano grazia e cicatrici. Cremonini ci tiene tantissimo, e fa bene perch\u00e9 \u00e8 un album (il nono in studio) assai ispirato e coraggioso. \u201cIl tema che tiene insieme tutto \u00e8 la rinascita. Alaska Baby \u00e8 un disco nato al confine, in cui ho cercato un\u2019altra volta di superare i miei limiti\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content article-single-content\">\n<section class=\"article-content access-status\" data-required-user-level=\"0\" data-content-edition=\"2024-11-28\">\n<div id=\"ifq-intext-container-1\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"videoinrail\">\n<div class=\"bb-video-template\">\n<div class=\"bb-main-container\">\n<div>\n<div id=\"test\">\n<div>&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div id=\"bb-ad-container-501844449\" class=\"bb-ad-container\">\n<div>\n<div>\n<div><strong>Tutto nasce da un viaggio.<br \/>\n<\/strong>Avevo bisogno di ripartire da capo. Dopo l\u2019ultimo tour e il concerto a Imola, mi sentivo svuotato. Non nasceva nulla di nuovo, sindrome da pagina vuota. E a Bologna non si vedeva pi\u00f9 il sole. Per giorni, per settimane. Era tutto cupo e faticoso. Cos\u00ec, senza meta, sono partito.<strong>Antigua, Miami, Memphis, Nashville.<br \/>\n<\/strong>Poi El Paso, Joshua Tree, Los Angeles, Seattle. Tappa dopo tappa ho capito che il tema del viaggio erano le origini. Quelle del rock, del country, del pop. Elvis, Johnny Cash, gli U2, il grunge. Pi\u00f9 tornavo indietro e pi\u00f9 mi ritrovavo. E cominciavano a sgorgare nuove canzoni.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Infine l\u2019Alaska.<br \/>\n<\/strong>Nel frattempo mi aveva raggiunto un amico, lo stesso con cui vent\u2019anni prima ero andato in Argentina per un altro viaggio della rinascita, quando credevo che la mia carriera fosse gi\u00e0 finita. Atterro e mi viene subito da dire: \u201cAlaska baby\u201d. Ecco il titolo del disco. A Fairbanks abbiamo atteso l\u2019aurora boreale: non sarei mai ripartito senza vederla. D\u2019un tratto \u00e8 comparsa, bella come nient\u2019altro. E sono tornato.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo singolo sta andando benissimo e hai venduto 500mila biglietti in un amen. Eppure non sembri placato.<\/strong><br \/>\n\u201cLa mia creativit\u00e0 nasce quasi sempre da una pozzanghera di dolore, e poi provo paura quando devo uscire verso l\u2019infinito della felicit\u00e0. Sono fragile come un\u2019anima dannata e non credo di avere raggiunto veramente il successo. Non vivo mai il presente, mi sento costantemente proteso verso il futuro\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non brilli per leggerezza.<\/strong><br \/>\nMi interrogo da sempre sul concetto di eternit\u00e0. A 8 anni ascoltai Acqua azzurra acqua chiara: folgorazione. Mi chiusi nella mia cameretta e pensai che volevo entrare nella storia della musica: non dico un capitolo intero su di me, ma almeno una pagina s\u00ec. \u00c8 una sorta di ossessione. Non metto niente davanti alla mia carriera.<\/p>\n<p><strong>Neanche la vita privata?<\/strong><br \/>\nNeanche. Tutte le mie campagne mi hanno detto almeno una volta: \u201cLe canzoni non sono la vita reale\u201d. E non c\u2019\u00e8 frase pi\u00f9 dolorosa da sentire, perch\u00e9 nulla per me \u00e8 sopra l\u2019arte. Io comunico con le canzoni. E questo mi sfilaccia l\u2019anima. Mi preoccupa di pi\u00f9 l\u2019integrit\u00e0 della mia anima che non le tante sigarette che fumo di fila per scrivere. Tra l\u2019eternit\u00e0 artistica e la salute fisica, sceglierei tutta la vita la prima opzione.<\/p>\n<p><strong>Una vita cos\u00ec porta a ferire e ferirsi.<\/strong><br \/>\nSenza dubbio, ma \u00e8 come il Mastroianni di Fellini: sarebbe bello non ferire nessuno, ma \u00e8 impossibile. Se Fellini non avesse ferito, non sarebbe stato Fellini. Cos\u00ec Mastroianni. E cos\u00ec, nel mio piccolo, io.<\/p>\n<p><strong>Pari sistematicamente lambito dai demoni.<\/strong><br \/>\nNon voglio dare di me un\u2019immagine troppo tetra, so scherzare e divertirmi anch\u2019io, ma penso molto e ho una propensione abbastanza spiccata all\u2019autodistruzione. Ho sempre bisogno di qualcosa che mi plachi.<\/p>\n<p><strong>Le canzoni?<\/strong><br \/>\nNon necessariamente, quelle nascono anche e soprattutto dal dolore. A salvarmi sono pi\u00f9 che altro la mountain bike e le camminate in montagna.<\/p>\n<p><strong>Parli da outsider, ma fai numeri record.<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Il mio primo disco solista, dopo la fine dei Lunapop, si rivel\u00f2 \u2013 in relazione alle aspettative \u2013 uno dei pi\u00f9 grandi flop nella storia della discografia italiana. Per anni, al sud, mi sono esibito gratis nelle piazze. Anche Maggese \u00e8 un disco a cui tengo molto, ma il tour nei teatri fu un bagno di sangue. Se non altro mi insegn\u00f2 molto.<\/p>\n<p><strong>Cosa?<\/strong><br \/>\nAll\u2019epoca ero una grandissima testa di cazzo, un ragazzino che aveva gi\u00e0 avuto tutto. Quei fallimenti mi spinsero a viaggiare, proprio come per questo disco. Nel 2003 partii senza meta per l\u2019Argentina, con lo stesso amico che mi ha accompagnato un anno fa in Alaska. Tornai e scoprii voracemente i cantautori, soprattutto Dylan e Gaber. Della vita non sapevo nulla e mi misi a studiare come un matto. Avevo 20 anni, ma di colpo me ne trovai addosso 60: ero gi\u00e0 vecchio. In questo senso, Alaska Baby ha una forza e uno slancio da opera prima.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><br \/>\nNon voglio diventare un tirabuoi dell\u2019industria discografica, come capita a troppi miei colleghi. \u00c8 un disco di rinascita, quasi come il Dylan del \u201966 dopo l\u2019incidente in moto, figlio anche di cambiamenti notevoli nella mia vita. La perdita di mio padre e l\u2019abbandono del mio manager storico: mi ha scoperto e dato tanto, ma era anche molto possessivo e ha avuto nei miei confronti un atteggiamento da colonnello Parker con Elvis.<\/p>\n<p><strong>Tuo padre cosa ti ha insegnato?<\/strong><br \/>\nLa generosit\u00e0, il guardare sempre avanti e il non ostentare la ricchezza. Era medico, e quando andava a visitare i pazienti poveri non prendeva mai la Bmw: non voleva mancargli di rispetto. Io lo accompagnavo ed ero felice. Era un uomo sereno. Se n\u2019\u00e8 andato a 94 anni, e prima di morire volle vedere unicamente mia madre. Forse, solo a quel punto, un po\u2019 di paura gli venne. Per questo cercava serenit\u00e0 negli occhi e nelle parole della donna della sua vita.<\/p>\n<p><strong>Come ti definiresti?<\/strong><br \/>\nForse un intimista non etichettabile. Per certi versi \u201cuno scarto della discografia\u201d, che rappresenta l\u2019ultima generazione che ha conosciuto i cantautori storici e che ha fatto in tempo a vivere la discografia \u201cvera\u201d. La mia musica tiene insieme Dalla e Venditti, Dylan e i Queen. Dopo \u00e8 cambiato tutto. Infatti mi sento abbastanza solo. E in tiv\u00f9 non mi sento per niente a mio agio.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti manca?<\/strong><br \/>\nLa credibilit\u00e0, secondo molti. Il successo coi Lunapop mi ha fatto partire ad handicap di fronte a una certa critica, e un po\u2019 ne soffro. Ma \u00e8 anche questo che mi spinge a esigere il massimo da me stesso.<\/p>\n<p><strong>La tua dote maggiore?<\/strong><br \/>\nSento molto bene il dolore, sono particolarmente ricettivo. Pure troppo. Esistono canzoni di design e canzoni stravere. Io scrivo entrambe, e le pi\u00f9 note sono quasi sempre le prime.&nbsp;<em>Nessuno vuole essere Robin<\/em>&nbsp;\u00e8 stravera, nata in cinque minuti e dettata da un\u2019urgenza che quasi mi strozzava. \u00c8 cos\u00ec piena di dolore che molti fans non riescono ad ascoltarla. Io stesso non potrei scrivere un disco con solo brani come quello o&nbsp;<em>Ragazze facili<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Una canzone a cui tieni oltremodo.<\/strong><br \/>\nPer uno come me che vive nel dolore e nella vita privata tende a indossare maschere,&nbsp;<em>Ragazze facili<\/em>&nbsp;\u00e8 stato un mettersi interamente a nudo. \u00c8 un\u2019opera nata pensando a Giorgia (Cardinaletti, la sua ex compagna,&nbsp;<em>Ndr<\/em>), che mi ha chiesto con candore di essere amata e mi ha spinto a trovare il coraggio di amare. Una delle cose che mi e ci fa pi\u00f9 paura. Poi la canzone \u00e8 diventata proprio questo: una riflessione universale su questa nostra paura di amare, sulla mancanza di coraggio, sull\u2019indossare maschere. Anche musicalmente ci ho litigato per mesi, e alla fine \u00e8 diventata una vera e propria opera, con continui cambiamenti di ritmo e di genere. Ha deciso lei come venire, ed \u00e8 stata l\u2019unica canzone di tutta la mia carriera con cui ho \u201cperso\u201d, perch\u00e9 alla fine l\u2019arrangiamento vincente lo ha scelto letteralmente lei. \u00c8 uno dei brani pi\u00f9 importanti della mia vita.&nbsp;<em>Ragazze facili<\/em>&nbsp;mi devasta. Non riesco a spiegarla e se la ascolto piango. Dentro c\u2019\u00e8 il trapasso, c\u2019\u00e8 la redenzione. C\u2019\u00e8 tutto&nbsp;<em>(si ferma, si commuove)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>San Luca, che canti con Luca Carboni, \u00e8 splendida.<\/strong><br \/>\n<em>(Cesare sospira e fa un\u2019altra lunga pausa)<\/em>. \u00c8 la prima canzone che ho scritto, ma l\u2019ho messa da parte, quasi che aspettassi qualcosa. Poi, un giorno, leggo l\u2019intervista a Luca sul&nbsp;<em>Corriere della Sera<\/em>, quella in cui ha raccontato la malattia. A Bologna lo sapevamo tutti e le voci lasciavano presagire il peggio. Mi sento cos\u00ec felice della sua guarigione che, senza pensarci, lo chiamo. Lui viene da me in studio e canta&nbsp;<em>San Luca<\/em>, dedicata a una chiesa bolognese tanto cara a lui quanto a me. Scopro che si chiama Luca per quello e che, durante la malattia, andava a pregare proprio l\u00ec: senza saperlo, stavamo chiudendo entrambi un cerchio. Lo vedo cantare, mi commuovo. Sua moglie piange. Era la canzone perfetta per lui, osservandolo avevo la sensazione che stesse rinascendo. Una delle emozioni pi\u00f9 grandi della mia vita. Mi sono sentito in pace con me stesso come altre volte&nbsp;<em>(si commuove ancora)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Bologna per te \u00e8 centrale.<\/strong><br \/>\nPotrei vivere solo qui. Quando vado allo stadio, lo faccio con un gruppo di ottantenni. Mi fanno respirare un clima sano, un antidoto al troppo ego. Sono anche stato calciatore, ed ero proprio come sono adesso da cantante: segnavo i gol difficili e sbagliavo quelli facili.<\/p>\n<p><strong>Sei molto amico di Valentino Rossi.<\/strong><br \/>\n\u00c8 il mio&nbsp;<em>partner in crime<\/em>. Musica e sport sono molto simili, ma c\u2019\u00e8 una grande differenza. Nello sport il merito \u00e8 oggettivo: ci sono i record, i numeri. Nella musica invece \u00e8 tutto dannatamente soggettivo. Non hai mai la prova di essere oggettivamente bravo. Per questo a Vale invidio soprattutto una cosa.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><br \/>\nI record. Sono qualcosa che rester\u00e0. Magari potessi averli anche io: significherebbe avere la certezza di essere eterno, di lasciare qualcosa di definitivo come artista. Per\u00f2 \u00e8 buffo, perch\u00e9 Valentino invidia me. Darebbe tutto per tornare a correre, e ogni volta mi dice: \u201cMa che cazzo te ne frega dei record!? Tu potrai cantare fino a 100 anni, io invece ho dovuto smettere a 40. Ti rendi conto della fortuna che hai?\u201d.<\/p>\n<p><strong>Te ne rendi conto?<\/strong><br \/>\nNo, o almeno non credo. Ma questo disco mi fa sentire vivo, ed \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 conta.<\/p>\n<\/section>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2024\/11\/28\/con-alaska-baby-sono-rinato-e-come-fosse-lopera-prima\/7783788\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il Fatto Quotidiano<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cesare Cremonini: \u201cCon \u2018Alaska Baby\u2019 sono rinato: \u00e8 come fosse l\u2019opera prima\u201d Il nuovo album in uscita &#8211;&nbsp;\u201cSecondo molti difetto di credibilit\u00e0. Il successo coi Lunapop fu un handicap\u201d Di Andrea Scanzi 28 Novembre 2024 &nbsp; \u201cHo paura che la mia anima si rompa e si sfilacci: la sollecito troppo\u201d. 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