{"id":5032,"date":"2017-07-31T13:33:08","date_gmt":"2017-07-31T13:33:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5032"},"modified":"2017-07-31T13:38:38","modified_gmt":"2017-07-31T13:38:38","slug":"la-progressiva-scomparsa-del-numero-10","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5032","title":{"rendered":"La progressiva scomparsa del numero 10"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-31-alle-15.33.53.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5034\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-31-alle-15.33.53-263x300.png\" alt=\"Schermata 2017-07-31 alle 15.33.53\" width=\"263\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-31-alle-15.33.53-263x300.png 263w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-31-alle-15.33.53.png 353w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a>Dandoci una di quelle notizie dopo le quali non sei pi\u00f9 lo stesso, il coerente Federico Bernardeschi ci ha fatto sapere di avere scelto la maglia numero \u201c33\u201d perch\u00e9 \u00e8 religioso. Buono a sapersi, anche se la motivazione non \u00e8 esattamente chiarissima. Se la scelta cabalistica dipende da motivi mistici, perch\u00e9 allora non scegliere il \u201c3\u201d come la trinit\u00e0 o il \u201c12\u201d come gli apostoli? Boh. La Storia se lo chieder\u00e0 a lungo, Se cavesse potuto, Bernardeschi avrebbe scelto eccome la maglia numero \u201c10\u201d: quella pi\u00f9 affascinante, quella (forse) per lui pi\u00f9 naturale. E\u2019 stata la Juventus a imporgli un\u2019altra scelta, conscia di come quel numero sia pi\u00f9 pesante degli altri. Lo pat\u00ec pure Pogba, che dopo stagioni esaltanti fu premiato con la \u201c10\u201d ma, durante un derby, ci scarabocchi\u00f2 sopra un \u201c+5\u201d per riprodurre il vecchio e amato \u201c6\u201d: \u201c1+0+5\u201d (anche se il primo \u201c+\u201d non c\u2019era, quindi quel\u201c10+5\u201d teoricamente rimandava a uno strano \u201c15\u201d). Dopo Del Piero e Tevez, meglio evitare: ne sa qualcosa anche Dybala.<br \/>\nBernardeschi \u00e8 uno che, quando parla, non mente mai. Neanche troppo tempo fa, disse: \u201cSarebbe stato difficile andare alla Juventus dopo 11 anni di settore giovanile viola. Spero di diventare un simbolo con questi colori. Per me viene prima la Fiorentina, poi Bernardeschi\u201d. E\u2019 stato di parola, pi\u00f9 o meno come Higuain e Bonucci. Chi si stupisce di quanto un calciatore sia banderuola \u00e8 per\u00f2 fuori tempo: il calciatore \u00e8 un professionista mercenario che, come tale, va dove gli pare. Nessun problema. Basterebbe solo parlare di meno. E\u2019 invece significativa questa penuria di \u201c10\u201d veri. La Juventus non ce l\u2019ha, ma non \u00e8 certo la sola. Dopo l\u2019addio di Francesco Totti, alla Roma passeranno anni e forse decenni prima che uno abbia il coraggio di indossare quella maglia. Anche il Milan era orfano del \u201c10\u201d. I numeri rossoneri ritirati sono il \u201c6\u201d, in onore di Franco Baresi, e il \u201c3\u201d, pensando a Paolo Maldini. Ora toccher\u00e0 al nuovo arrivato Calhanoglu, ma l\u2019unico numero che ha fatto litigare (Bonucci e Kessie) \u00e8 stato il \u201c19\u201d. Sono lontani i tempi di Gullit, Savicevic, Boban e Rui Costa. Quest\u2019ultimo diede il meglio di s\u00e9 con la Fiorentina, societ\u00e0 dalla nobilissima tradizione di fantasisti. Infatti Bernardeschi era stato visto come erede di Giancarlo Antognoni, lui s\u00ec fedele fino alla fine: a qualsiasi costo (e furono tanti). Erano \u201c10\u201d viola anche Roberto Baggio, che Bernardeschi sogna di emulare, e appunto Rui Costa. Il Napoli, dopo Maradona, ha ritirato quel numero nel 2000. In Ungheria lo ha fatto anche la Honved: dopo Puskas, nessuno mai. Tornando in Italia, non ci saranno pi\u00f9 \u201c10\u201d nell\u2019Empoli: l\u2019ultimo \u00e8 stato Tavano. All\u2019Inter lo scorso anno il numero \u201c10\u201d era Jovetic, anche lui ex Fiorentina. Poi per\u00f2 \u00e8 andato al Siviglia a gennaio e, una volta tornato (per ora) all\u2019Inter, ha scelto la maglia numero 8. Pare che quest\u2019anno la indosser\u00e0 Joao Mario.<br \/>\nQualche altro numero 10, in serie A, ci sar\u00e0: Papu Gomez nell\u2019Atalanta, Felipe Anderson nella Lazio, Ljajic nel Torino, Ciciretti nel Benevento, Destro nel Bologna, Joao Pedro nel Cagliari, Matri nel Sassuolo, Floccari nella Spal, De Paul nell\u2019Udinese, Cerci nel Verona. Di questi, i \u201cveri\u201d 10 non sono molti: di sicuro Papu Gomez e Ljajic, probabilmente anche De Paul. Calhanoglu dovr\u00e0 dimostrarlo. Joao Mario \u00e8 al limite. Cerci e Felipe Anderson sono \u201ctroppo\u201d esterni per essere ritenuti \u201c10\u201d classici. A oggi, almeno in Italia, la maglia numero \u201c10\u201d \u00e8 concepita in due modi. In alcuni casi va a punte vere e proprie (Destro, Matri, Floccari), a conferma di come per tanti sia diventato un numero come tanti. Pi\u00f9 spesso \u00e8 percepito \u2013 all\u2019opposto &#8211; come numero troppo pesante, e infatti le prime tre classificate della scorsa stagione (Juve, Roma, Napoli) non hanno numeri \u201c10\u201d. Meglio evitare: per non alimentare aspettative, per non fare figuracce. Per mettere in partenza il silenziatore alla fantasia. (<em>Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2017<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dandoci una di quelle notizie dopo le quali non sei pi\u00f9 lo stesso, il coerente Federico Bernardeschi ci ha fatto sapere di avere scelto la maglia numero \u201c33\u201d perch\u00e9 \u00e8 religioso. Buono a sapersi, anche se la motivazione non \u00e8 esattamente chiarissima. 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