{"id":5025,"date":"2017-07-25T09:33:31","date_gmt":"2017-07-25T09:33:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5025"},"modified":"2017-07-25T13:22:13","modified_gmt":"2017-07-25T13:22:13","slug":"quando-va-tutto-male-e-non-hai-colpe-storia-breve-di-valdir-peres","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5025","title":{"rendered":"Quando va tutto male e non hai colpe: storia breve di Valdir Peres"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/FullSizeRender-13.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5027\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/FullSizeRender-13-300x211.jpg\" alt=\"FullSizeRender (13)\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/FullSizeRender-13-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/FullSizeRender-13.jpg 709w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Povero Valdir Peres, il portiere stroncato da una tripletta irripetibile e da un paese che tende sempre a sovradimensionare il calcio. E\u2019 morto ieri a 66 anni per un infarto. Forse il suo cuore non ha potuto reggere alla grandine di ferocia piovutagli addosso in 35 anni vissuti da reietto. Di lui, dopo il 5 luglio 1982, si sa poco. Un finale di carriera decoroso, qualche esperienza da allenatore. Poche interviste. Una vita da sopravvissuto: da mai perdonato. Ieri Calciomercato.com titolava: \u201cAddio a Valdir Peres, il portiere pi\u00f9 odiato dai brasiliani\u201d. Ma non \u00e8 esatto: a Valdir Peres, vero nome Waldir Peres de Arruda, \u00e8 stato negato anche il diritto di primeggiare nell\u2019odio generato. E\u2019 stato riserva anche in questo: il secondo portiere nella formazione dei brasiliani pi\u00f9 detestati. Impossibile raggiungere Moacyr Barbosa, ritenuto colpevole della finale mondiale buttata via nel 1950. In casa, contro l\u2019Uruguay. Valdir Peres non \u00e8 stato \u201cil pi\u00f9 odiato\u201d perch\u00e9 nella sua esistenza non c\u2019era alcun anelito a primeggiare e perch\u00e9 fu \u201csolo\u201d uno dei protagonisti di una sconfitta non in una finale, ma \u201cin uno strano interregno tra girone eliminatorio e semifinale. Spagna 82. Stadio Sarri\u00e0 di Barcellona: lo hanno demolito vent\u2019anni fa, come fu demolita la carriera di Valdir Peres. Per i brasiliani fu la Tragedia del Sarri\u00e0, per noi un capolavoro inspiegabile. Quel Brasile era mirabile, ma era come la grappa: testa e coda non erano certo paragonabili a una quantit\u00e0 di talento smisurata. Soprattutto a centrocampo. Era il \u201cfutbol bailado\u201d di Tel\u00e8 Santana, poi progressivamente abbandonato proprio per colpa di quella sconfitta. Era il <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-25-alle-11.35.24.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5029\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-25-alle-11.35.24-201x300.png\" alt=\"Schermata 2017-07-25 alle 11.35.24\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-25-alle-11.35.24-201x300.png 201w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-25-alle-11.35.24.png 379w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a>Brasile di Zico, di Falcao, di Socrates, di Eder, di Junior, di Cerezo. Aveva vinto tutte le partite precedenti e con l\u2019Italia sarebbe stato sufficiente un pareggio, ma non era squadra da calcoli. La Sele\u00e7ao pag\u00f2 anche quell\u2019approccio, tanto meravigliosamente estetizzante quanto concretamente scellerato. La testa era Serginho, centravanti per nulla all\u2019altezza dei compagni. La coda era il portiere, cio\u00e8 Valdir Peres, spelacchiato come la sua nemesi fortunata Taffarel, che dodici anni dopo si sarebbe vendicato eccome con l\u2019Italia. Secondo portiere ai Mondiali del 1974 e 1978 dietro Leao, promosso con merito nell\u201982. Aveva 31 anni e ne dimostrava 89. Era la sua grande occasione e and\u00f2 tutto male. Malissimo. Gi\u00e0 alla partita inaugurale, contro l\u2019Unione Sovietica, esord\u00ec con una papera marchiana. Socrates ed Eder ribaltarono il risultato. Il Brasile rull\u00f2 tutti gli avversari successivi fino all\u2019Italia. La stampa carioca scrisse che era il Brasile pi\u00f9 bello di sempre, che Valdir Peres aveva i riflessi di una scamorza ma che quel Brasile poteva comunque fare a meno anche del portiere. Poi arriv\u00f2 la tripletta di Paolo Rossi, fino a quel giorno disastroso, e tutte le colpe caddero su Valdir Peres. Anche se, di colpe specifiche, quel 5 luglio 1982 ne ebbe poche. Da allora non \u00e8 pi\u00f9 stato convocato in Nazionale. Non era un portiere straordinario, ma neanche un bidone. Negli anni Settanta, con il San Paolo, aveva vinto tutto.\u00a0Quattro campionati paulisti, una Copa do Brasil, un titolo nazionale. Nel 1975, primo portiere a riuscirci, vinse il Pallone d\u2019oro brasiliano (<i>Bola de ouro<\/i>). Nel 1978 fu protagonista nella finale del Brasileirao, forse il suo capolavoro. Tutto cancellato o quasi, come i colpi di coda post-Sarri\u00e0. Per esempio la vittoria del \u201cPernambucano\u201d 1990 a 39 anni. Poco prima di smettere, anche se in realt\u00e0 aveva smesso da tempo: lo avevano fatto smettere gli altri. Pablito. Il suo paese. Il destino. E altri demoni. (<em>Il Fatto Quotidiano, rubrica Identikit, 25 luglio 2017<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Povero Valdir Peres, il portiere stroncato da una tripletta irripetibile e da un paese che tende sempre a sovradimensionare il calcio. E\u2019 morto ieri a 66 anni per un infarto. Forse il suo cuore non ha potuto reggere alla grandine di ferocia piovutagli addosso in 35 anni vissuti da reietto. 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