{"id":5017,"date":"2017-07-18T08:38:50","date_gmt":"2017-07-18T08:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5017"},"modified":"2017-07-18T09:50:15","modified_gmt":"2017-07-18T09:50:15","slug":"la-bellezza-e-le-quattro-vite-di-roger-federer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5017","title":{"rendered":"La bellezza e le quattro vite di Roger Federer"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.28.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5019\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.28-300x216.png\" alt=\"Schermata 2017-07-18 alle 10.39.28\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.28-300x216.png 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.28.png 625w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il campione che ha vinto tutto e ancora non gli basta, ha vissuto almeno quattro vite. La prima, da iconoclasta spensierato e fenomenale, che spaccava racchette, si tingeva i capelli come Mirko di <em>Kiss Me Licia<\/em> e poteva forse accontentarsi di vivere una carriera da Fognini molto pi\u00f9 forte. Non si \u00e8 accontentato. Giunse quindi la seconda vita, quella della dittatura livida e garbatamente efferata. Sangue ovunque degli avversari, ridotti a meri e spesso pavidi vassalli. Fu il tempo della dittatura algida: Federer, da potenziale Gilles Villeneuve, divenne un Prost che non sbagliava (quasi) mai. Un Michael Schumacher pressoch\u00e9 infallibile. Un talento inaudito, un genio totale, un fenomeno forse senza pari. Poich\u00e9 per\u00f2 gli avversari non c\u2019erano, o se c\u2019erano marcavano quasi sempre visita, se eri uno spettatore neutrale &#8211; e non un fan di strettissima osservanza &#8211; qualche sbadiglio veniva. Come quando ascolti un disco dove non c\u2019\u00e8 una nota fuori posto o come quando guardi una donna bellissima, che ti appare cos\u00ec perfetta da risultare per contrasto fredda. Troppo fredda. Ecco allora che, con mite inesorabilit\u00e0, giunse la terza vita. Rafael Nadal costrinse Federer a scoprire una cosa che neanche concepiva, al punto da piangere infantilmente quando capitava: la sconfitta. Spesso Roger ci perdeva per motivi poco tecnici e molto freudiani, quasi che Rafa \u2013 prim\u2019ancora che tennista \u2013 fosse kryptonite iberica ideata a sua misura. Cos\u00ec, pur continuando a vincere, Federer non fu pi\u00f9 dittatore. Gli storici, sul pianeta Terra come su Plutone, chiameranno quella fase \u201cautunno del patriarca\u201d. Sembrava il tramonto. sembrava. Quando nessuno ne avrebbe probabilmente avvertito il bisogno, il pi\u00f9 che trentenne Federer ha deciso di migliorarsi ancora. Di non arrendersi. Di concepire, almeno, un ultimo colpo di coda epocale. Contro il tempo, contro gli infortuni: forse perfino contro la logica. Prima ha chiesto aiuto a Stefan Edberg, e solo per questo meriterebbe peana eterni. Poi si \u00e8 affidato a Ivan Ljubicic, che da giocatore umiliava con sadismo sordo alla piet\u00e0. Nel mezzo <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.14.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5020\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.14-224x300.png\" alt=\"Schermata 2017-07-18 alle 10.39.14\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.14-224x300.png 224w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-18-alle-10.39.14.png 339w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>c\u2019\u00e8 stato il suo <em>annus horribilis<\/em>: il 2016. Tutto \u00e8 andato male. Capolinea? Non esattamente: di l\u00e0 dal tunnel, la quarta vita. Il presente. L\u2019epifania. L\u2019ottavo Wimbledon (ennesimo record) vinto due giorni fa \u00e8 apparso addirittura normale: l\u2019epica c\u2019era, c\u2019\u00e8 e ci sar\u00e0, ma quando vinci triturando tutto e non lasciando neanche un set ai rivali, come aveva peraltro fatto il mese prima Nadal (un altro \u201critornante\u201d miracoloso) a Parigi, lo strapotere \u00e8 tale che non viene quasi neanche voglia di esultare. Infatti, mentre il mondo esondava gi\u00e0 di enfasi e retorica, lui ha reagito con umanissima incredulit\u00e0. Se l\u2019Australian Open di gennaio \u00e8 stata impresa, il Wimbledon di domenica \u00e8 stata \u201csolo\u201d constatazione di una natura agonisticamente divina. Nel bruttissimo tempo in cui Djokovic e peggio ancora Murray sembravano i pi\u00f9 vincenti, rivedere Federer sul tetto di uno o pi\u00f9 Slam non appariva un\u2019ipotesi percorribile. Anche per chi scrive: che bello, a volte, sbagliare. Roger Federer ha vinto tutto: 19 Slam, 6 Tour Finals, 93 tornei, una Coppa Davis, due medaglie alle Olimpiadi (oro in doppio e argento in singolare). Non gli manca nulla, se non la fame di se stesso e dell\u2019arte che ama. Su questo gli storici si divideranno, ma delle sue quattro vite le pi\u00f9 belle ci sembrano \u2013 senza dubbio alcuno &#8211; la prima e l\u2019ultima. Prima la follia non ancora irreggimentata, poi questa maturit\u00e0 che trasuda oltremodo incanto. Onore a te, Campione.<br \/>\n(<em>Il Fatto Quotidiano, rubrica Identikit, 18 luglio 2017<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il campione che ha vinto tutto e ancora non gli basta, ha vissuto almeno quattro vite. La prima, da iconoclasta spensierato e fenomenale, che spaccava racchette, si tingeva i capelli come Mirko di Kiss Me Licia e poteva forse accontentarsi di vivere una carriera da Fognini molto pi\u00f9 forte. 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