{"id":5005,"date":"2017-07-11T13:28:19","date_gmt":"2017-07-11T13:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5005"},"modified":"2017-07-11T13:28:19","modified_gmt":"2017-07-11T13:28:19","slug":"vasco-rossi-lemozione-le-critiche-e-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=5005","title":{"rendered":"Vasco Rossi, l&#8217;emozione, le critiche e la storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-11-alle-15.27.43.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5006\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-11-alle-15.27.43-300x202.png\" alt=\"Schermata 2017-07-11 alle 15.27.43\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-11-alle-15.27.43-300x202.png 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-2017-07-11-alle-15.27.43.png 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Umberto Eco sosteneva che i social (tra le altre cose) avessero dato voce a troppi cretini. Certo, c\u2019erano anche prima: solo che, senza social, al massimo deliravano al bar. Nessuno se li filava. Adesso, invece, tocca leggerli. Sono in servizio permanente e, per colpa loro, toccher\u00e0 pi\u00f9 prima che poi smettere coi social. Peccato. Dieci giorni fa erano tutti a straparlare di Modena Park: da una parte chi esaltava Vasco, dall\u2019altra chi trattava lui e la sua enorme combriccola come una manica di decerebrati. Per carit\u00e0: se c\u2019\u00e8 chi mette in discussione la bravura di Saramago o dei\u00a0<a dir=\"ltr\">Pink Floyd<\/a>, figurarsi Vasco. Giusto dar voce a tutti: del resto, da quando Rondolino ha scritto in prima pagina su\u00a0<i>L\u2019Unit\u00e0<\/i>\u00a0(quando ancora esistevano entrambi), vale tutto. Ci dovrebbe per\u00f2 essere un limite alla cazzata, anche se tale limite manderebbe in galera buona parte di questo paese. Chi vi scrive non ha mai avuto Vasco tra i punti cardinali musicali, preferendogli i Gaber, i Bruce e altre decine di artisti senza i quali l\u2019esistenza sarebbe solo una nardellata tristissima. Da qui per\u00f2 a trattarlo come un rincoglionito ce ne passa. In primo luogo, se dopo quarant\u2019anni \u00e8 ancora l\u00ec che riempie gli stadi e porta pi\u00f9 di 220mila persone (paganti) in piazza, Vasco ha vinto a prescindere. Vuol dire che ha intercettato qualcosa, e quel qualcosa \u00e8 la contemporaneit\u00e0. Mentre Plinio87 si titilla con l\u2019ultima messa laica di Motta e Gervasa94 cinguetta che non esister\u00e0 altro Dio all\u2019infuori di\u00a0<a dir=\"ltr\">Justin Bieber<\/a>, Vasco \u00e8 ben dentro la Storia. In secondo luogo, andrebbe inseguito anche solo un minimo di lucidit\u00e0. Un conto \u00e8 criticare, un altro \u00e8 demolire. Vasco ha sbagliato tanti dischi, soprattutto negli ultimi anni (decenni?). Spesso \u00e8 ritenuto \u201cintoccabile\u201d da fedelissimi che renderebbero antipatico anche Papa Francesco. Non \u00e8\u00a0<a dir=\"ltr\">Neil Young<\/a>\u00a0e neanche\u00a0<a dir=\"ltr\">Bob Dylan<\/a>\u00a0(n\u00e9 ha mai detto di esserlo). In Rete girano sfott\u00f2 esilaranti, come quello che raffigura la tastiera usata da Vasco per scrivere le sue canzoni: una tastiera fatta solo di \u201ce\u201d. Quel gran genio di Edmondo Berselli, vent\u2019anni fa, ironizzava gi\u00e0 sul Vasco che si muoveva sul palco imbolsito \u201ccome un tacchinone\u201d. La sua ferocissima ufficio stampa se la prese, ma sbagli\u00f2 (altrimenti non farebbe l\u2019ufficio stampa): Eddy prendeva in giro bonariamente, ben conscio di quanto Vasco avesse saputo raccontare questo paese. Neanche lui sa come faccia, eppure lo fa. E\u2019 sopravvissuto a se stesso, ai clippini, alle malattie. E\u2019 arrivato a questo 2017 da sopravvissuto, fregandosene di rivalit\u00e0 idiote (paragonare lui a Ligabue \u00e8 come accostare una Lamborghini a un triciclo bucato). C\u2019\u00e8 arrivato stanco, ma il suo popolo \u00e8 sempre l\u00ec. Ed \u00e8 un popolo che va ben oltre la moltitudine di Modena Park, se \u00e8 vero \u2013 ed \u00e8 vero \u2013 che milioni di persone lo hanno seguito in tiv\u00f9. Vasco pu\u00f2 piacere o non piacere: non \u00e8 il pi\u00f9 grande, non \u00e8 infallibile, non \u00e8 impeccabile. Ma \u00e8 storia di questo paese. Con talento diverso e maniera tutta sua, ma non meno di Celentano. Di Battisti. Di De Andr\u00e9 (che guarda caso lo percepiva come suo erede). Mentre \u201cil web\u201d esondava di pippe mentali, Vasco se ne fregava \u2013 cosa in cui \u00e8 bravissimo \u2013 e metteva in fila quella ventina (stiamo bassi) di brani immortali. Il Vasco migliore non scrive canzoni: scrive madeleine. Le ascolti e scorre la tua vita. La rivivi, ti commuovi, ti emozioni. C\u2019\u00e8 pi\u00f9 genio in trenta secondi di\u00a0<i>Toffee\u00a0<\/i>che in tutta la carriera di un Vecchioni qualsiasi. E\u2019 per questo che Vasco \u00e8 cos\u00ec amato. E\u2019 per questo che piace ancora. E\u2019 per questo che suona, e risulta, cos\u00ec necessario. (<em>Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2017, rubrica Identikit<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umberto Eco sosteneva che i social (tra le altre cose) avessero dato voce a troppi cretini. Certo, c\u2019erano anche prima: solo che, senza social, al massimo deliravano al bar. Nessuno se li filava. Adesso, invece, tocca leggerli. Sono in servizio permanente e, per colpa loro, toccher\u00e0 pi\u00f9 prima che poi smettere coi social. Peccato. 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