{"id":4936,"date":"2017-06-06T09:11:59","date_gmt":"2017-06-06T09:11:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4936"},"modified":"2017-06-06T14:45:10","modified_gmt":"2017-06-06T14:45:10","slug":"emanuele-detto-lele-fiano-idolo-imperituro-delle-masse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4936","title":{"rendered":"Emanuele detto Lele Fiano, idolo imperituro delle masse"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">F<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-06-alle-11.11.21.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4937\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-06-alle-11.11.21.png\" alt=\"Schermata 2017-06-06 alle 11.11.21\" width=\"418\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-06-alle-11.11.21.png 418w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-06-alle-11.11.21-290x300.png 290w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a>iano \u00e8 quasi sempre un ottimo vino e quasi mai un buon politico. Emanuele Fiano \u00e8 nato a Milano nel 1963. Architetto e politico, \u00e8 deputato Pd e responsabile nazionale con delega alle Riforme. Figlio di Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz e unico superstite della sua famiglia. Gli amici lo chiamano \u201cLele\u201d. All\u2019attivit\u00e0 di architetto ha via via affiancato quella di politico, che ha finito col soppiantare la prima. Combatte battaglie nobili per la comunit\u00e0 ebraica, promuovendo anche iniziative che riguardano la convivenza interculturale e il dialogo tra israeliani e palestinesi. Meno esaltante il suo percorso da statista italico. Si candida nel 1996 come deputato, ma non passa. Deve attendere dieci anni per entrare alla Camera. Lo fa con Prodi nel 2006, con Veltroni nel 2008 e con Bersani nel 2013. Inizialmente ha un ruolo di seconda o terza fila. Al massimo lo vedevi in quei talkshow di mezzanotte che spesso non guarda neanche chi li fa. Poi Renzi ci vede qualcosa, e prima o poi gli andrebbe chiesto cosa. Da allora Emanuele detto Lele ha il ruolo di megafono menopeggista renziano: presenza fissa in tiv\u00f9, che sia mattina pomeriggio o sera, \u00e8 sempre l\u00ec a dire quanto sia bello Nardella e come il Pianeta Terra imploderebbe se tutti noi non votassimo la Madia e non tenessimo in camera il poster della Morani vestita da Gozi. Mediamente abile nel divulgare il nulla e cio\u00e8 il renzismo, Emanuele detto Lele \u00e8 il meno indigesto all\u2019interno della Trimurti renziana. Tenendo per\u00f2 conto che tale triade \u00e8 composta da Genny Migliore e Andrea Romano, non \u00e8 poi questo gran vanto: essere meno indigesti di loro sarebbe un po\u2019 come esser pi\u00f9\u00a0affascinanti di Orfini. Sai che conquista. Pi\u00f9 che un politico, Emanuele detto Lele \u00e8 una figurina televisiva. Dice sempre le stesse cose, ma proprio le stesse: in Rete esistono filmati che dimostrano come egli usi frasi precotte da adattare alla bisogna, con agio atarassico e sprezzo totale del ridicolo. Dotato di pensiero proprio, se ne priva volentieri in nome del Partito e del Capo. Come quando voleva candidarsi a sindaco di Milano, solo che poi Renzi gli disse \u201cBeppe Sala Regna\u201d e allora Emanuele detto Lele torn\u00f2 a cuccia. Poich\u00e9 del tutto inesperto in fatto di leggi elettorali, Renzi gli ha chiesto di farla in prima persona. I risultati si sono visti subito: dal modello tedesco si \u00e8 passati alla variante fianesca, tra voti disgiunti negati, multicandidature (pare ora cancellate) e listini bloccati (ora ridimensionati, ma cancellati del tutto no). Un capolavoro. Persona garbata, ha il pregio di andare in tiv\u00f9 anche con giornalisti sgraditi: i renziani non lo fanno quasi mai. E\u2019 per\u00f2 permalosissimo. Guai se gli dite che forse (ma forse, eh) si sta sbagliando. In tiv\u00f9 adotta la tecnica cara anche a Richetti, l\u2019altro menopeggio-renziano pi\u00f9 noto: il chiagnefottismo, o se preferite l\u2019indoramento della pillola. Parte con una finta autocritica, aggiungendo complimenti finti alla controparte. Quindi, dopo il cappello introduttivo, sciorina la litania farinetto-picierniana: la solita zuppa del Renzi, insomma. Quando va in difficolt\u00e0, anche Emanuele detto Lele butta la palla in tribuna e cambia argomento. Un classico. Solo che, se glielo fai notare, si picca e reagisce come i bambini frignoni. Alla Gabbia abbandon\u00f2 lo studio, salvo poi ripensarci comicamente. E da Formigli, mentre l\u2019eversivo Lillo lo zimbellava sul caso Consip, ha piagnucolato chiedendo al conduttore di difenderlo. Emanuele detto Lele \u00e8 cos\u00ec: sarebbe anche bravo, ma si vuol cos\u00ec poco bene da buttarsi via per il primo Bomba che passa. Peccato. (<em>Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2017, rubrica Identikit<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiano \u00e8 quasi sempre un ottimo vino e quasi mai un buon politico. Emanuele Fiano \u00e8 nato a Milano nel 1963. Architetto e politico, \u00e8 deputato Pd e responsabile nazionale con delega alle Riforme. Figlio di Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz e unico superstite della sua famiglia. Gli amici lo chiamano \u201cLele\u201d. 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