{"id":4890,"date":"2017-05-18T07:50:00","date_gmt":"2017-05-18T07:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4890"},"modified":"2017-05-17T13:52:48","modified_gmt":"2017-05-17T13:52:48","slug":"stefano-accorsi-il-riscatto-delleterno-a-torto-sopravvalutato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4890","title":{"rendered":"Stefano Accorsi, il riscatto dell&#8217;eterno (a torto) &#8220;sopravvalutato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.51.47.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4891\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.51.47-300x292.png\" alt=\"Schermata 2017-05-17 alle 15.51.47\" width=\"300\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.51.47-300x292.png 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.51.47.png 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Circola in rete una battuta, geniale e fulminante come quasi tutte quelle di Lercio. Dice cos\u00ec: \u201cRaoul Bova assume una controfigura per farsi sostituire nelle scene in cui recita\u201d. La battuta \u00e8 ottima, e come tutte le battute non \u00e8 importante poi chiedersi se dica o no il vero. L\u2019ironia, e pi\u00f9 ancora la satira, o forzano la realt\u00e0 o non hanno granch\u00e9 ragion d\u2019essere. Nello specifico, se non fosse stato ritenuto bravo o quantomeno bravino, difficilmente registi come Ozptek, Pupi Avati e Tornatore lo avrebbero scelto. Capita spesso che i bellocci, in quanto tali, vengano ritenuti a prescindere delle mezze calzette: dei miracolati. Succede anche a Stefano Accorsi. Se ne parla molto in questi giorni per la serie <i>1993<\/i>, seguito di quella <i>1992<\/i> (partita bene e arrivata malino) \u201cnata da un\u2019idea di Stefano Accorsi\u201d. Una frase tra l\u2019enigmatico, il tronfio e l\u2019involontariamente ironico che ha giustificato sfott\u00f2 per mesi. Accorsi \u00e8 perfetto per restare antipatico a molti: dalla vita sembra avere avuto tutto e, per questo, si tira addosso l\u2019invidia dei pi\u00f9. A ci\u00f2 si aggiunge un carattere non esattamente facile. Permaloso come quasi tutti gli artisti, o pi\u00f9 in generale come tutti gli esseri umani, se l\u2019\u00e8 presa a morte perch\u00e9 due estati fa questo giornale (e chi scrive) lo inser\u00ec per gioco in un sondaggio atto a scegliere il pi\u00f9 grande sopravvalutato italiano. Era, appunto, un gioco. Che conteneva nomi peraltro non sempre condivisi dall\u2019autore e che, pi\u00f9 che altro, avrebbe potuto contenere qualsiasi nome. Anche e soprattutto quello dell\u2019autore del pezzo. Il concetto di \u201csopravvalutato\u201d \u00e8 oltremodo soggettivo. Per dire: chi \u00e8 cresciuto a Springsteen e Pink Floyd reputa drammaticamente esecrabile che gente come i Mod\u00e0 riempia gli stadi, ma se li riempiono hanno ragione loro. E le chiacchiere stanno a zero. Come stanno a zero per quel che riguarda Accorsi. In attesa di capire se <i>1993<\/i> sia migliore o peggiore di <i>1992<\/i>, la sua carriera parla da sola. Arrivare a 46 anni con il successo che ha, tenendo conto che tutto o quasi era partito dal <i>\u00abDu gust is megl che uan\u00bb<\/i>\u00a0di un gelato e da un videoclip degli 883, non era facile da prevedere. Men che meno da ottenere. Accorsi c\u2019\u00e8 riuscito, tra cinema e teatro, gossip e tiv\u00f9. A volte ha sbagliato film, pi\u00f9 spesso li ha indovinati. E\u2019 sopravvissuto al Nanni Moretti fosco e straziante de <i>La stanza del figlio<\/i>, ha lavorato con il grande Carlo Mazzacurati e (pi\u00f9 volte) con il fortunato Gabriele Muccino. E\u2019 divenuto uno degli autori feticcio di Ozpetek. E\u2019 stato il commissario Scialoja per Michele Placido in <i>Romanzo criminale<\/i>. Si vede anche nel nuovo <i>Fortunata<\/i> di Sergio Castellitto. Appare anche in un episodio di <i>The Young Pope\u00a0<\/i>di Paolo Sorrentino. Le sue prove pi\u00f9 convincenti,\u00a0forse, risiedono per\u00f2 altrove. Anzitutto in <i>Radiofreccia<\/i>, probabilmente la cosa migliore fatta da Ligabue (anche se Ligabue la prende come critica). E poi il recente <i>Veloce come il vento\u00a0<\/i>di Matteo Rovere (2016). E\u2019 liberamente ispirato alla vita\u00a0del pilota di rally Carlo Capone. Accorsi interpreta un ex pilota, tanto dotato quanto pazzo. Ormai tossicodipendente, ritrova ragione di vita nell\u2019allenare la sorella minore (anch\u2019essa pilota). Uscito nell\u2019aprile dello scorso anno quasi in sordina, il film ha mietuto premi. Molti di questi sono andati, giustamente, ad Accorsi: Nastro d\u2019Argento, Premio Gian Maria Volont\u00e9, David di Donatello. Eccetera. Mica male, per uno che secondo tanti \u201cnon sa recitare\u201d. (<em>Il Fatto Quotidiano, 17 maggio 2017, rubrica Identikit<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circola in rete una battuta, geniale e fulminante come quasi tutte quelle di Lercio. Dice cos\u00ec: \u201cRaoul Bova assume una controfigura per farsi sostituire nelle scene in cui recita\u201d. La battuta \u00e8 ottima, e come tutte le battute non \u00e8 importante poi chiedersi se dica o no il vero. 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