{"id":4886,"date":"2017-05-17T13:40:42","date_gmt":"2017-05-17T13:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4886"},"modified":"2017-05-17T13:41:55","modified_gmt":"2017-05-17T13:41:55","slug":"richetti-il-matteo-bravino-che-fa-carriera-al-servizio-di-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4886","title":{"rendered":"Richetti, il Matteo bravino che fa carriera al servizio di Renzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.41.29.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4888\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.41.29-300x193.png\" alt=\"Schermata 2017-05-17 alle 15.41.29\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.41.29-300x193.png 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Schermata-2017-05-17-alle-15.41.29.png 736w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Secondo uno studio recente dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Illinois, le tre cose pi\u00f9 difficili da riscontrare in natura sono gli ufo, un centrocampista buono nel Milan e un renziano preparato in tiv\u00f9. Quando si tratta di invitare un fan del renzismo, cio\u00e8 del niente, nelle redazioni scatta il panico. I programmi del mattino e del pomeriggio sono costretti a raccattare le prime Rotta e Morani che trovano, oppure il primo Ricci che suona al citofono. Se il dramma \u00e8 poi totale, ci si accontenta perfino di qualche renziano di terzo o quarto pelo, tipo Andrearomano (tutto attaccato, come un mantra laico), Rondolino o Genny Migliore. Non ci permetteremmo mai di asserire che tutti i renziani siano cos\u00ec, ma di sicuro lo sono (quasi) tutti quelli che cianciano ne piccolo schermo. Per questo, nell\u2019ecosistema, la funzione di Matteo Richetti risulta decisiva. Egli \u00e8 l\u2019eccezione che conferma la regola, nonch\u00e9 la dimostrazione che per far parte del giglio magico-tragico non \u00e8 obbligatorio odiare i neuroni come la lebbra o il tifo. Richetti \u00e8 nato a Sassuolo nel 1974. Giornalista pubblicista, ex Margherita, rottamatore ante-litteram con Renzi, Civati e Faraone (non \u00e8 una battuta). Richetti ha vissuto un lungo periodo in naftalina. I motivi non si sono mai saputi. Secondo molti, la rottura con Renzi&amp;Boschi atteneva pi\u00f9 a motivi privati che politici. Di sicuro, per quasi tutta la legislatura attuale, Richetti \u00e8 stato l\u2019anello di congiunzione tra renzismo e civatismo. La versione \u201cmaanchista\u201d post-contemporanea: lui era contro Renzi, ma anche a favore. A lui non piaceva il governo, per\u00f2 tutto sommato gli piaceva. Lui non stimava alcuni colleghi di partito, almeno fuori onda, per\u00f2 poi in onda li stimava parecchio. E via cos\u00ec, tra un <em>Otto e mezzo<\/em> e un <em>DiMarted\u00ec<\/em>. A differenza di molti renzini di allevamento, Richetti si \u00e8 guadagnato la prima serata in virt\u00f9 di preparazione, eloquio e faccia da bravo ragazzo. Persona preparata, intelligente e simpatica, Richetti adotta sistematicamente la tattica del \u201cnon sono d\u2019accordo con lei ma la rispetto\u201d. Non appena si trova davanti un giornalista che non ha il poster in camera di Nardella, cerca di ammansirlo dicendo cose tipo \u201cio stimo gli amici del <em>Fatto Quotidiano<\/em>\u201d. Fa sempre cos\u00ec. E\u2019 medaglia d\u2019oro nella specialit\u00e0 \u201cIndoramento di pillola\u201d. Richetti non \u00e8 uomo da panchina e, con pazienza, ha saputo riguadagnarsi la scena. E\u2019 accaduto quando, nel periodo pre-referendario, l\u2019impreparazione della \u201cclasse dirigente\u201d renziana \u00e8 esplosa in tutta la sua mestizia. A quel punto Renzi ha dimenticato i dissapori passati e lo ha assoldato in fretta e furia come fedelissimo. Il suo ruolo? \u201cL\u2019intelligente garbato\u201d nel gran circo barnum renzino. Da allora Richetti \u00e8 diventato un Orfini bellino, maramaldeggiando alla Leopolda come ai bei (?) tempi e garantendo che il \u201cs\u00ec\u201d ci avrebbe mondato da tutti i peccati. Dopo la sconfitta, non ha fatto un pliss\u00e9. Anzi: \u00e8 sempre pi\u00f9 querulo e potente. \u201cPisapia ha votato S\u00ec e ora deve scegliere tra noi e D\u2019Alema\u201d. \u201cGentiloni deve attuare le riforme di Renzi\u201d, \u201cNon \u00e8 nato il partito di Renzi: \u00e8 nato il nuovo Pd\u201d. \u201cMai con D\u2019Alema e Bersani\u201d. Eccetera. Matteo (quello bravino) \u00e8 lanciatissimo. Sar\u00e0 presto ministro e lo attende una carriera trionfale. Complimenti. Certo, guardando la sua parabola vien da ripensare a quel che disse Nanni Moretti a Gianfranco Fini, ovvero se valesse la pena fare carriera a costo di diventare il maggiordomo di un caudillo improponibile. Ma non si pu\u00f2 avere tutto dalla vita. (<em>Il Fatto Quotidiano, 9 maggio 2017, rubrica Identikit<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo uno studio recente dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Illinois, le tre cose pi\u00f9 difficili da riscontrare in natura sono gli ufo, un centrocampista buono nel Milan e un renziano preparato in tiv\u00f9. Quando si tratta di invitare un fan del renzismo, cio\u00e8 del niente, nelle redazioni scatta il panico. 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