{"id":4867,"date":"2017-04-25T12:52:33","date_gmt":"2017-04-25T12:52:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4867"},"modified":"2017-04-25T12:53:19","modified_gmt":"2017-04-25T12:53:19","slug":"torna-in-te-benigni-vederti-cosi-fa-troppo-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4867","title":{"rendered":"Torna in te, Benigni: vederti cos\u00ec fa troppo male"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Schermata-2017-04-25-alle-14.52.51.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4869\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Schermata-2017-04-25-alle-14.52.51-283x300.png\" alt=\"Schermata 2017-04-25 alle 14.52.51\" width=\"283\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Schermata-2017-04-25-alle-14.52.51-283x300.png 283w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Schermata-2017-04-25-alle-14.52.51.png 452w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>Ci sono personaggi che \u00e8 divertente criticare. Per dire: Nardella. Lo guardi e ridi. Per altri viene naturale e quasi doveroso. Poi ce ne sono altri che, invece, vorresti continuare a stimare. Di pi\u00f9: a volergli bene. Solo che non ce la fai pi\u00f9. Forse sei cambiato troppo tu, forse \u00e8 cambiato troppo lui. E non certo in meglio. Appartiene a questa ultima categoria, ed \u00e8 forse il primo della lista, Roberto Benigni. Che gli \u00e8 successo? Il caso <i>Report<\/i>, tra divieti di sosta, sorpassi contromano e patenti sospese neanche fosse un Balotelli tardivo, \u00e8 solo l\u2019ultimo esempio. Quando le inchieste riguardavano Berlusconi, <i>Report<\/i> era la trasmissione pi\u00f9 bella del mondo. Quando hanno raccontato una vicenda che lo riguarda, e dalla quale gli auguriamo di uscire indenne e cio\u00e8 (realmente) innocente, ha reagito come Berlusconi. Come Berlusconi e come il suo amicone Renzi. Quel Renzi di cui \u00e8 diventato cantore indefesso. Era gi\u00e0 stato non poco indigesto \u2013 e pure pallosetto &#8211; vederlo tramutato da piccolo diavolo a nuovo pretino, pronto a insufflare ogni cosa di retorica: l\u2019amore, l\u2019inno di Mameli, la Costituzione (ops), la Divina Commedia. Qualsiasi cosa. Magari pure le istruzioni della caldaia, come immagin\u00f2 su queste pagine Stefano Disegni (facendo arrabbiare da morire il suo permalosissimo entourage). Era stato indigesto, ma se non altro potevi ammirarne ancora il talento da divulgatore. Non puoi essere Cioni Mario per sempre. Certo. Ma neanche per forza devi diventare il Bondi spennacchiato del renzismo. Il suo voltafaccia sulla Costituzione \u00e8 stato pietoso. Prima era la pi\u00f9 bella del mondo. Poi si poteva cambiare, ma solo perch\u00e9 ora il \u201criformatore\u201d aveva la maglia del Pd e non di Forza Italia (il cui capo, comunque, se non erriamo gli distribuiva i film). Poi \u00e8 tornata la pi\u00f9 bella del mondo, ma per poco: alla fine si poteva cambiare, ma giusto perch\u00e9 la riforma andava a toccare esattamente quelle parti che anche lui aveva sempre reputato (senza averlo mai detto prima) modificabili. Il \u201cs\u00ec\u201d avrebbe salvato il mondo, mentre il no sarebbe stata una sciagura come la Brexit, l\u2019invasione delle locuste o uno strip di Orfini. Com\u2019\u00e8 diventato volubile, l\u2019ultimo Benigni. Cos\u00ec volubile che, dopo il trionfo del no, si dice sia stato uno dei primi a chiedere di farsi cancellare dai sostenitori illustri del s\u00ec. Cos\u00ec volubile da dare sempre pi\u00f9 ragione a Mario Monicelli, che lo riteneva un furbacchione per avere fatto liberare Auschwitz non ai russi ma agli americani, meritandosi (anche) con ci\u00f2 l\u2019Oscar. Qualcuno, soprattutto in Toscana, dice che \u00e8 sempre stato cos\u00ec: un tipo bravo ad adattarsi. Non vogliamo crederlo. Che ti \u00e8 successo, Roberto? Dov\u2019\u00e8 lo splendido guastatore degli esordi, quello con Carlo Monni, quello che non sembrava aver paura di nulla? Che senso ha essere satirici, se poi si diventa turiboli del potere? La storia degli artisti\/intellettuali \u201cdi sinistra\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 piena di delusioni cocenti. Molti di questi bastava guardarli e sentirli bene, per intuire come fossero solo dei bluff pi\u00f9 scaltri di altri. C\u2019erano per\u00f2 poi casi di comici brillanti, bischeri e genialoidi. Bastava una loro battuta e ti sentivi meno solo. Poi, di colpo, niente. Solo Yoko Ono travestite da Nikolette Brasky, tigri innevate a caso, messe laiche e peana al Potere. Rapportato al primo Benigni, quello attuale sembra un Robert Plant passato da <i>Whole Lotta Love<\/i> a una cover del Volo con lo zufolo. Torna in te, \u201cil fu Robertaccio\u201d: vederti cos\u00ec fa troppo male. (<em>Il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2017, rubrica Identikit<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono personaggi che \u00e8 divertente criticare. Per dire: Nardella. Lo guardi e ridi. Per altri viene naturale e quasi doveroso. Poi ce ne sono altri che, invece, vorresti continuare a stimare. Di pi\u00f9: a volergli bene. Solo che non ce la fai pi\u00f9. Forse sei cambiato troppo tu, forse \u00e8 cambiato troppo lui. 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