{"id":4734,"date":"2017-02-02T10:08:58","date_gmt":"2017-02-02T10:08:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4734"},"modified":"2017-02-02T10:08:58","modified_gmt":"2017-02-02T10:08:58","slug":"i-migliori-di-noi-unautopresentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4734","title":{"rendered":"I migliori di noi (un&#8217;autopresentazione)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/gioia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4735\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/gioia-220x300.jpg\" alt=\"gioia\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/gioia-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/gioia-768x1047.jpg 768w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/gioia-751x1024.jpg 751w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/gioia.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a>Il settimanale Gioia mi ha chiesto di presentare il mio libro &#8220;I migliori di noi&#8221;, che grazie a voi sta continuando a fiammeggiare e che presenter\u00f2 qua e l\u00e0 fino a settembre (tutte le date <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?page_id=4432\">qui<\/a>). L&#8217;ho fatto con queste parole, che mi piace pubblicare anche qui.<\/em><\/p>\n<div id=\"js_a\" class=\"_5pbx userContent\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Una delle cose che pi\u00f9 mi affascina, da sempre, \u00e8 l\u2019amicizia. Non solo l\u2019amicizia in s\u00e9: anche la sua narrazione. Pensate a <em>True Detective<\/em>: cos\u2019\u00e8, quella serie, se non una maniera straordinaria di raccontare un\u2019amicizia? Ripenso anche a Bruce Springsteen e a una sua vecchia canzone tratta da Nebraska, <em>Highway Patrolman<\/em>, che ha ispirato il primo film da regista di Sean Penn. Non l\u2019ho capito subito, ma mi sono presto reso conto che alla base del mio nuovo libro ci fosse la voglia di raccontare un\u2019amicizia decennale, parzialmente inspiegabile come spesso sono le amicizie, tra due persone assai diverse. Cos\u2019\u00e8 che, negli anni, ci tiene legati a persone che spesso non sopportiamo, e i cui comportamenti reputiamo talora inaccettabili, ma che ci\u00f2 nonostante \u2013 o forse proprio per questo \u2013 reputiamo irrinunciabili? Pensate alla vostra migliore amica, al vostro migliore amico. Una persona per voi fondamentale. Di colpo quella persona \u2013 quel punto cardinale \u2013 scompare. Vi lascia soli. Cos\u00ec, di punto in bianco. Per poi riapparire, venticinque anni dopo, quando nel frattempo non fai pi\u00f9 l\u2019universit\u00e0, ma ti sei sposato. Hai avuto un figlio. Sei invecchiato. E certo cambiato, non saprei dirvi se in meglio o in peggio. Come reagiremmo? E come reagireste, se questo nuovo incontro arrivasse nel momento pi\u00f9 difficile della vostra vita, proprio quando state aspettando l\u2019esito di un esame decisivo? E\u2019 questa la scintilla da cui sono partito: due anime perse, forse salve e certo diversissime, che si ritrovano. Cercano di riprendersi le misure. E scoprono che un\u2019amicizia vera non muore mai. \u201cI migliori di noi\u201d \u00e8 nato cos\u00ec. Un elogio dell\u2019amicizia, tra bicchieri di vino, ironia (tanta), disillusione (un po\u2019), vino e buona musica. Tutto questo, per\u00f2, non sarebbe bastato. Serviva altro. Anzitutto due cani. Sar\u00e0 che li amo, e sar\u00e0 che i miei libri del cuore contemplano sempre almeno un cane (pensate a Saramago, per esempio). Non conosco il motivo, ma non riesco davvero a concepire un libro senza cani. Che volete farci, sono fatto cos\u00ec. I cani sono fumetti perfetti: i migliori attori non protagonisti del mondo. Sono decisivi senza chiedertelo, fanno sorridere e sono cos\u00ec naturalmente incredibili da apparire credibili in ogni cosa che fanno. Cos\u00ec, in questa storia blues di amore e amicizia, con uomini fragili e donne prodigiose, ci sono due cani. Uno molto saggio e uno molto bischero. Un po\u2019 come i loro padroni, forse. L\u2019altra componente era il contesto. Quando scrivi un romanzo pu\u00f2 capitare di scervellarti per anni cercando il luogo giusto, salvo poi trovarlo nella realt\u00e0 che vivi tutti i giorni. Izzo non poteva avere che Marsiglia, Vazquez Montalban non poteva avere che Barcellona. Ognuno ha la sua Macondo. La mia, nel mio infinito piccolo, \u00e8 Arezzo. Una citt\u00e0 in s\u00e9 letteraria, anche se spesso se ne dimentica, con quel centro storico che pare disegnato da un pittore tanto talentuoso quanto sbadato. Cos\u00ec sbadato da non accorgersi neanche di quanto sia bravo. Buona lettura.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>(<em>Gioia, 12 gennaio 2017<\/em>)<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_3x-2\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il settimanale Gioia mi ha chiesto di presentare il mio libro &#8220;I migliori di noi&#8221;, che grazie a voi sta continuando a fiammeggiare e che presenter\u00f2 qua e l\u00e0 fino a settembre (tutte le date qui). 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