{"id":4715,"date":"2017-01-27T14:04:46","date_gmt":"2017-01-27T14:04:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4715"},"modified":"2017-01-27T14:11:00","modified_gmt":"2017-01-27T14:11:00","slug":"federer-la-rinascita-e-il-crepuscolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4715","title":{"rendered":"Federer, la rinascita e il crepuscolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/FullSizeRender-6-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4717\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/FullSizeRender-6-2-300x164.jpg\" alt=\"FullSizeRender (6)\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/FullSizeRender-6-2-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/FullSizeRender-6-2.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Viene da sorridere, guardando al raggiungimento della finale degli Australian Open da parte di Roger Federer (36 anni ad agosto). E viene da sorridere non solo perch\u00e9 \u00e8 una bella notizia per il tennis, ma anche per i tanti che lo avevano dato insensatamente per finito. E gi\u00e0 che c\u2019erano avevano dato per finito pure Nadal, che magari lo affronter\u00e0 in finale (Dimitrov permettendo). Neanche troppo dispiaciuti per disturbare la grancassa della retorica, scriviamo qui che la finale di Federer non \u00e8 una sorpresa. Prima di tutto perch\u00e9 se sta bene \u00e8 ancora il pi\u00f9 forte, e poi perch\u00e9 \u2013 saltati Murray e Djokovic \u2013 tutto \u00e8 diventato discesa. Ha strapazzato Berdych, che ha battuto 17 volte su 23. Wawrinka \u00e8 un ottimo tennista, ma \u00e8 anche un bullo mediamente odioso e troppo urlante con tutti tranne che con lui: non appena lo incrocia, torna l\u2019eterno secondo elvetico. Infatti, con Roger, ha perso 19 volte su 22. Nishikori poteva sgambettarlo, ma \u00e8 arrivato scarico al quinto set, forse intimorito dall\u2019aria di favola che gi\u00e0 aleggiava. La stessa che spinse Sampras a vincere gli US Open nel 2002 quando nessuno se lo aspettava pi\u00f9: solo che Pete aveva 31 anni, mica 35 e mezzo. Il capolavoro di Federer risiede nella sua voglia inesausta di migliorarsi, nel suo essersi allenato lontano da tutti dopo l\u2019operazione di met\u00e0 2016. E\u2019 un campione sublime, appesantito da due soli \u201cdifetti\u201d: l\u2019essere troppo superiore agli altri, al punto da avere a lungo trasformato il tennis in un soliloquio algido-narciso; e alcuni suoi petulanti tifosi (anzi ultr\u00e0), convinti che il tennis non esistesse prima di lui n\u00e9 esister\u00e0 dopo di lui. Figurarsi: \u00e8 uno sport sopravvissuto al ritiro di McEnroe e alle badilate esteticamente empie di Courier, quindi nulla deve temere. Federer non raggiungeva una finale Slam dagli Us Open 2015 e non vince uno Slam dal 2012. Ha conquistato 17 Slam e 6 Atp Finals. La sua carriera pu\u00f2 dividersi in tre fasi. Quella iniziale, divertente e addirittura iconoclasta, quando spaccava racchette e si pettinava come Malgioglio col codino. Adorabile genio scapigliato. A tale fase \u00e8 subentrata l\u2019era della perfezione inseguita e ostentata, ovvero la Dittatura Buonista di Re Frigidaire, in cui (soprattutto dal 2004 al 2007) giocava e vinceva da solo. I suoi erano pi\u00f9 vassalli che rivali: Roddick, Hewitt, Gonzalez, Ferrer, Baghdatis, Ljubicic. I tornei erano una rottura di palle sovrumana, non per colpa sua ma perch\u00e9 il tennis pareva una Champions League in cui il Barcellona giocava contro il Ciggiano o il Bitritto (con tutto il rispetto, s\u2019intende). L\u2019avvento di Nadal, e chi scrive non \u00e8 esattamente\u00a0un fan smodato del suo gioco podistico-randellatorio, \u00e8 stata in questo senso una benedizione: Rafa \u00e8 stato la kryptonite di Federer, che stava pericolosamente divenendo un cyborg. Nel 2009, proprio in finale a Melbourne, Roger arriv\u00f2 addirittura a frignare dopo la sconfitta: scena puerile e bambinesca, tipica di chi ormai non concepiva neanche pi\u00f9 l\u2019idea di perdere. Nadal lo ha battuto 23 volte su 34, dimostrando a tutti (cio\u00e8 ai vassalli: alla plebe, ai servi, ai liberti) che anche Federer era umano. Tale agnizione ci conduce alla terza fase: quella attuale del Federer Re Lear, prossimo ad abdicare ma alfine vivo. Anzi vivissimo. Nel 2013 percorre le stazioni del calvario alla schiena, nel 2014 ritorna bellissimo \u2013 lo allena il divino Edberg \u2013 e vince la Davis. Nel 2015 sfiora Wimbledon e Us Open, nel 2016 il fisico pare cedere. Poi torna ed \u00e8 pi\u00f9 bello che mai: proprio perch\u00e9 pi\u00f9 umano. Se trova Nadal domenica parte col 51% di chance, se becca Dimitrov (definito da sempre \u201cil Federer bulgaro\u201d per lo stile, non certo per la costanza e le vittorie) parte da un eloquente 5-0 negli scontri diretti. Le rinascite di Federer e Nadal, unite alla finale tutta Williams nel torneo femminile, dicono che non \u00e8 ancora tempo per il ricambio: e questa non \u00e8 una bella notizia. Lo \u00e8 invece questa dimostrazione crepuscolare di abnegazione e bellezza: il mix che ha reso Federer prossimo all\u2019immortalit\u00e0 agonistica. (<em>Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2017<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viene da sorridere, guardando al raggiungimento della finale degli Australian Open da parte di Roger Federer (36 anni ad agosto). 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