{"id":4153,"date":"2016-05-28T11:00:43","date_gmt":"2016-05-28T11:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4153"},"modified":"2016-05-28T11:02:47","modified_gmt":"2016-05-28T11:02:47","slug":"trecento-di-questi-albi-nathan-never","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4153","title":{"rendered":"Trecento di questi albi, Nathan Never"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/never-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4155\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/never-1-300x230.jpg\" alt=\"never 1\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/never-1-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/never-1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fa uno strano effetto, scegliere un fumetto come scansione del tempo. Tenendo poi conto che, il fumetto in oggetto, non invecchia mai. Ma tu s\u00ec. Nathan Never, il primo personaggio fantascientifico della mai abbastanza lodata Sergio Bonelli Editore, ha raggiunto il numero 300. Si intitola \u201cAltri mondi\u201d e, come da abitudine per le grandi ricorrenze Bonelli, \u00e8 a colori. Il primo numero vide la luce il 18 giugno 1991. Venticinque anni fa. Inizialmente doveva chiamarsi Nathan Nemo. Fu poi battezzato \u201cNever\u201d dall\u2019autore di Martin Myst\u00e8re, Alfredo Castelli. E\u2019 un personaggio ideato dalla \u201cbanda dei sardi\u201d Medda, Serra e Vigna. A differenza di Tiziano Sclavi con Dylan Dog, non si sono mai defilati. Nathan Never \u00e8 vagamente ispirato al protagonista di Blade Runner, mentre la sua collega Legs Weaver ricorda Sigourney Weaver in Alien e fa da contraltare rustico-ironico a Nathan: cupo, malinconico e romantico. Never \u00e8 un agente speciale dell\u2019Agenzia Alfa, diuturnamente impegnato a salvare il mondo in una Citt\u00e0 Est (New York) un tempo strutturata a otto livelli e divenuta definitivamente post-apocalittica dopo la guerra tra la Terra e le stazioni orbitanti. La caduta sulla Terra della stazione orbitante Urania ha poi distrutto cinque livelli e provocato milioni di morti. Qui la serie, nel numero 162, ha previsto un salto in avanti ed \u00e8 ripartita tre anni dopo l\u2019apocalisse, quando la vita \u00e8 tornata (pi\u00f9 o meno) normale. Nathan Never \u00e8 il primo albo della Bonelli in cui c\u2019\u00e8 un continuum: le storie non sono a se stanti. Oggi \u00e8 normale e anche il restyling di Dylan Dog va in quella direzione. Per non parlare dei vari Adam Wild, Lukas, Morgan Lost. Ma al tempo non lo era. Ed era un tempo, il 1991, in cui il Muro era caduto da poco, Internet era agli albori e gli smartphone non avevano cambiato le nostre vite. Tutto \u00e8 cambiato, anche il mondo di Nathan, che \u00e8 invece ancora uguale a se stesso: un eroe triste, fuori tempo e condannato a macerarsi. Lo capisci anche solo guardandolo. I capelli bianchi sono il risultato di un trauma terribile: aver visto la moglie trucidata da Ned Mace. La loro unica figlia, Ann, \u00e8 autistica. Quel periodo verr\u00e0 ora definitivamente raccontato nel prequel della serie, \u201cNathan Never Annozero\u201d, saga di sei albi in uscita da gioved\u00ec 27 maggio e una delle iniziative previste per festeggiare i 25 anni. Gli autori, sin dall\u2019inizio, hanno tenuto bene a mente i romanzi di Isaac Asimov e le sue tre leggi della robotica. Tra le tematiche ricorrenti c\u2019\u00e8 la costante ingiustizia sociale di un mondo foschissimo: i poveri vivono agli ultimi livelli, dimenticati e reietti. I robot sono trattati come schiavi e cos\u00ec le variegate forme di \u201cdiversi\u201d (mutati, tecnopati). Uno dei migliori amici di Never \u00e8 un robot vintage, Mac, che fino a pochi mesi fa &#8211; prima che gli umani attentassero alla sua vita &#8211; si guadagnava da vivere vendendo libri cartacei e vinili ai pochi nostalgici. Tra cui, ovviamente, Never. Nathan ha molti colleghi, ma nessuno assurge davvero a spalla. Neanche <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/never-2.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4156\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/never-2.jpeg\" alt=\"never 2\" width=\"280\" height=\"104\" \/><\/a>Legs. Non ci sono, qui, Kit Carson, Cico o Java. Gli stessi colleghi sono spesso in chiaroscuro, su tutti l\u2019esperto di computer Sigmund Baginov, un polacco che balbetta sempre a meno che non parli con le sue macchine. Tra i personaggi pi\u00f9 insopportabili figurava il vecchio capo, Edward Reiser, poi morto ma probabilmente rinato sotto le mentite spoglie del non meno odioso Solomon Darver. Nathan Never \u00e8 cambiato spesso, per alcuni troppo. Gli autori hanno sottoposto lo sviluppo narrativo a continue rivoluzioni: le \u201csaghe\u201d. La guerra tra Terra e stazioni orbitanti, la saga Alfa, la guerra tra Terra e Marte. Eccetera. Gli autori hanno pi\u00f9 volte rischiato tutto: dentro o fuori. La tenuta dell\u2019albo ha dato loro ragione. E\u2019 vero che i primi cento albi erano pi\u00f9 sognanti e un nemico zozzone come Aristotele Skotos, forse, non si \u00e8 visto pi\u00f9. E\u2019 per\u00f2 solo da applaudire la tenuta di un fumetto cos\u00ec \u201cvecchio\u201d e oggi tra i pi\u00f9 in forma della Bonelli. Verrebbe da chiedersi perch\u00e9, ora che il nostro tempo \u00e8 esso stesso fantascienza (perlomeno l\u2019idea di fantascienza che avevamo nel 1991), Nathan Never abbia ancora successo. Perch\u00e9 il personaggio \u00e8 intimamente dolente e miracolosamente puro. Perch\u00e9 \u00e8 scritto e disegnato molto bene. Perch\u00e9, essendosi dotato di un universo altro, ha resistito alle contaminazioni prosaiche della contemporaneit\u00e0. E perch\u00e9 Nathan Never sa generare ancora la meraviglia ciclica del non-luogo: la divagazione nella sua declinazione migliore. (<em>Il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2016<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa uno strano effetto, scegliere un fumetto come scansione del tempo. Tenendo poi conto che, il fumetto in oggetto, non invecchia mai. Ma tu s\u00ec. Nathan Never, il primo personaggio fantascientifico della mai abbastanza lodata Sergio Bonelli Editore, ha raggiunto il numero 300. 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