{"id":4040,"date":"2016-03-25T10:31:28","date_gmt":"2016-03-25T10:31:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4040"},"modified":"2016-03-25T12:40:15","modified_gmt":"2016-03-25T12:40:15","slug":"ode-breve-a-johan-cruyff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=4040","title":{"rendered":"Ode breve a Johan Cruyff"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4044\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-227x300.jpg\" alt=\"cruyff\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-774x1024.jpg 774w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff.jpg 854w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>Per quegli strani meccanismi della memoria e della di lei cristallizzazione, una delle prime immagini che torna alla mente dei quarantenni o gi\u00f9 di l\u00ec quando pensano a Cruyff, coincide con i giorni che precedettero la finale di Coppa Campioni 1994. Johan Cruyff allenava il Barcellona e, secondo lui, aveva gi\u00e0 vinto prima ancora di giocare. Rilasci\u00f2 dichiarazioni teatralmente tronfie e si fece persino fotografare baciando la Coppa. In campo and\u00f2 diversamente, il Milan ne fece scempio e in quel 4-0 si vide forse il miglior Savicevic di sempre. Cruyff era anche questo. Se non avevi fatto in tempo a vederlo, ti sentivi come quando ascolti un disco dei Led Zeppelin o dei Pink Floyd: vai a ritroso lungo la corrente della storia. Con la musica, e con il cinema, \u00e8 pi\u00f9 facile: <i>Dark Side Of The Moon<\/i> \u00e8 bello come ieri, e cos\u00ec <i>Taxi Driver<\/i>. Con il calcio \u00e8 pi\u00f9 complicato: \u00e8 un\u2019arte anomala, che si basa soprattutto sulla passione del momento. E\u2019 un\u2019arte istantanea, che neanche si presta all\u2019epica cinematografica a differenza di boxe o Formula 1. Johan Cruyff non potevi mica scoprirlo guardandone le gesta su Youtube. Potevi per\u00f2 intuirne \u2013 questo s\u00ec \u2013 la portata. L\u2019enormit\u00e0 rivoluzionaria. Da calciatore, da allenatore, da dirigente. Non ci sarebbe il Barcellona di oggi senza Cruyff. Non ci sarebbe stato il Milan di Sacchi senza Cruyff. <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4043\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-3-300x200.jpg\" alt=\"cruyff 3\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-3-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-3.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gi\u00e0, il Milan. Che era di Capello, nel 1994, ma cambia poco. Milan in cui, stanco e un po\u2019 sbiadito, Cruyff gioc\u00f2 pochi minuti nell\u201981 durante un Mundialito. Conviveva gi\u00e0 con un fisico che cominciava a franare. Sembrava prossimo a vestire la maglia rossonera, poi non se ne fece nulla e torn\u00f2 a giocare in Olanda, prima Ajax e quindi (col ruolo di libero) nel Feyenord. Trov\u00f2 pure il tempo di giocare con i giovanissimi Rijkaard, Van Basten e Gullit. Era alla fine, ma vinse ancora. Nel \u201994 non ci riusc\u00ec, ma in quella sua calcolata<br \/>\nsupponenza c\u2019era comunque la stessa &#8211; lucidissima &#8211; convinzione del proprio valore: inutile fingersi umili, quando si \u00e8 oltremodo immensi. La ricetta di Muhammad Ali, un altro che rest\u00f2 sbruffone anche quando non era pi\u00f9 lui e sapeva per questo che contro Larry Holmes ne avrebbe prese fino quasi a morirne. Costantemente presuntuoso e smisuratamente spigoloso, Cruyff era cos\u00ec pervaso dalla propria grandezza da lasciarla intuire anche a chi non aveva fatto in tempo a vederlo profetizzare sul campo. In ogni posizione del campo: calciatore tuttofare, uomo totale. Per Gianni Brera era \u201cil Pel\u00e8 bianco\u201d, per Sandro Ciotti \u201cil <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4042\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-2-243x300.jpg\" alt=\"cruyff 2\" width=\"243\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-2-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cruyff-2.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a>profeta del gol\u201d. Per Van Basten il pi\u00f9 grande di tutti, e se lo diceva il Divino Marco c\u2019era da fidarsi. A quel punto, se scattava la molla della curiosit\u00e0, e accidenti se staccava, frugare nella sua storia era uno spettacolo. Riformato al militare per i piedi piatti e le caviglie malforme, ovvero per quelle parti del corpo che ne avrebbero giustificato la divinizzazione. Quel numero, \u201c14\u201d, che prima di lui voleva dire riserva e dopo di lui vuol dire Cruyff. Il rapporto con Rinus Michels, gli scazzi con chiunque ne contestasse la natura di Re Sole. La volta che smise e and\u00f2 negli States. Il tentato sequestro del \u201977, che lo traumatizz\u00f2 al punto da indurlo a rinunciare ai Mondiali militarizzati del \u201978. La sconfitta ai Mondiali \u201974, il giorno peggiore per gli esteti del calcio. I bypass come troppi cerotti su un cuore stremato. Le parole come lame, lo sguardo come una feritoia, le interviste come <em>extratime<\/em> di uno spettacolo che non voleva finire mai. Per chi l\u2019ha visto e per chi non c\u2019era, Johan Cruyff \u00e8 stato collettivo e anarchia. Eresia e utopia. Soldato e generale, soprattutto generale. Artista e proletario, soprattutto artista. (<em>Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2016<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quegli strani meccanismi della memoria e della di lei cristallizzazione, una delle prime immagini che torna alla mente dei quarantenni o gi\u00f9 di l\u00ec quando pensano a Cruyff, coincide con i giorni che precedettero la finale di Coppa Campioni 1994. 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