{"id":3900,"date":"2016-02-06T23:41:20","date_gmt":"2016-02-06T23:41:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3900"},"modified":"2016-02-07T18:16:24","modified_gmt":"2016-02-07T18:16:24","slug":"un-disco-da-riscoprire-subito-animals-dei-pink-floyd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3900","title":{"rendered":"Un disco da (ri)scoprire subito: Animals dei Pink Floyd"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Animals-album.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3906\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Animals-album-300x225.jpeg\" alt=\"Animals-album\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Animals-album-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Animals-album.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Stretto tra due colossi come <em>Wish You Were Here<\/em> e <em>The Wall<\/em>, <strong><em>Animals<\/em> \u00e8 ancora oggi un disco parzialmente sottovalutato.<\/strong> Voi direte: perch\u00e9 ne parli adesso? Prima di tutto perch\u00e9 faccio quello che mi pare, ma &#8211; pi\u00f9 che altro &#8211; perch\u00e9 non riesco ad ascoltare altro da un mese. E mi paiono motivi\u00a0pi\u00f9 che sufficienti.<br \/>\n<em>Animals<\/em> esce nel Regno Unito il 21 gennaio 1977. E&#8217; il decimo album in studio dei Pink Floyd. La band \u00e8 prossima all&#8217;implosione. Dopo il successo enorme di <em>Dark Side<\/em>, il Mirabile e Magnificamente Folle <strong>Roger Waters soffre sempre di pi\u00f9 la popolarit\u00e0, il rapporto con il pubblico e con l&#8217;industria discografica<\/strong>. Stargli accanto \u00e8 quasi impossibile. Proprio durante il tour promozionale di <em>Animals<\/em>, Waters sputer\u00e0 a un tontolone\u00a0ubriaco che lo stava insultando. Da quel gesto germoglieranno <em>The Wall <\/em>e<em> The Pros And Cons of Hitch Hiking <\/em>(anche se i titoli non erano ancora questi), che Waters scriver\u00e0 quasi di getto.<br \/>\n<em>Animals<\/em> vender\u00e0 molto, ma non quanto altre opere del gruppo. <strong>Sono i mesi in cui esplode il punk, che peraltro se la prende anzitutto con i Pink Floyd<\/strong>, ritenuti emblema della &#8220;vecchia musica&#8221; e del &#8220;sistema&#8221;. Insomma: cazzate. Johnny Rotten, cantante dei Sex Pistols, indosser\u00e0 la celebre maglietta &#8220;Io odio i Pink Floyd&#8221;. Ovviamente\u00a0<em>Animals<\/em> \u00e8 un disco che nulla c&#8217;entra con il &#8220;mercato&#8221;. E &#8211; altrettanto ovviamente &#8211; <em>Animals<\/em> \u00e8 molto pi\u00f9 rivoluzionario di tante (non tutte) baracconate punk. <em>Animals<\/em> \u00e8 ancora un concept album watersiano. Se in <em>Dark Side<\/em> ci si interrogava sul senso della vita (e della morte), e se <em>Wish You Were Here<\/em> verteva sul tema dell&#8217;assenza e del cinismo dell&#8217;industria discografica (oltre che sul ricordo di Syd Barrett), <em>Animals<\/em> \u00e8 una riflessione cupa e spietata non solo sull&#8217;Inghilterra di fine Settanta ma &#8211; pi\u00f9 ampiamente &#8211; sulla natura dell&#8217;uomo. E dunque della societ\u00e0. <strong>E&#8217; il disco pi\u00f9 politico dei Pink Floyd<\/strong>, che deve molto alla <em>Fattoria degli Animali<\/em> di George Orwell.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/animals-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3907\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/animals-2-200x300.jpg\" alt=\"animals 2\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/animals-2-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/animals-2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Nick Mason ha definito il disco &#8220;operaio&#8221;. Allude a una certa schiettezza delle sonorit\u00e0, senz&#8217;altro maggiore rispetto alla perfezione iper-studiata degli album precedenti, forse anche come risposta (inconsapevole?) alle critiche del punk. Il disco fu registrato in un edificio di sale parrocchiali a tre piani nella zona londinese di Islington. Waters, cio\u00e8 Dio o un suo parente strettissimo, nel suo continuo delirio meraviglioso <strong>ebbe anche l&#8217;idea della copertina con il maiale volante<\/strong>. Il maiale, chiamato Algie, diventer\u00e0 un must del tour successivo come pure di quello relativo a <em>The Wall<\/em>. Waters volle la creazione di un maiale gigante gonfiato a elio, che fu issato tra le ciminiere di una famosa centrale elettrica londinese. Il maiale fu ancorato alle ciminiere con grandi corde. Il primo giorno c&#8217;era molto vento, e il maiale non fu issato. Il secondo giorno il vento fu cos\u00ec forte che ruppe le corde e il maiale si libr\u00f2 in volo. <strong>Era stato pagato un cecchino<\/strong> &#8211; non \u00e8 una battuta &#8211; per abbattere il maiale qualora le corde non avessero tenuto (come accadde). Solo che il cecchino &#8211; che si vede in una foto del booklet del disco &#8211; venne pagato per un solo giorno, quindi non c&#8217;era quando Algie vol\u00f2 via. E non pot\u00e9 sparargli (anzi spararle: Algie \u00e8 una femmina, come vedremo). Le dimensioni enormi del maiale furono tali che venne dato l&#8217;allarme aereo. Algie vol\u00f2 a lungo, intralciando pure il corridoio di volo dell&#8217;aeroporto di Heathrow. <strong>Quando Waters lasci\u00f2 i Pink Floyd nel 1985<\/strong>, disse che Algie\u00a0era sua e poteva usarla solo lui. Allora i Pink Floyd restanti crearono un maiale dotato di testicoli, lo resero maschio e poterono usare una versione alternativa dell&#8217;Algie originale. (Anche questa, giuro, non \u00e8 una battuta).<br \/>\n<strong><em>Animals<\/em> \u00e8 invecchiato meravigliosamente<\/strong>. Anzi non \u00e8 invecchiato per niente. Anzi \u00e8 migliorato. E&#8217; un disco pazzesco, con assoli incredibili (Gilmour in <em>Dogs<\/em>, Wright in <em>Sheep<\/em>) e con testi watersiani oltremodo maturi. E&#8217; lecito ritenerlo l&#8217;ultimo disco effettivo dei Pink Floyd, perch\u00e9 i successivi <em>The Wall<\/em> e ancor pi\u00f9\u00a0<em>The Final Cut<\/em> sono gi\u00e0 opere (enormi) pressoch\u00e9 totalmente attribuibili al Divino Pazzo Waters.<br \/>\nIl disco consta di cinque brani. Il primo e il quinto sono la stessa traccia, <strong>sorta di\u00a0parentesi &#8220;privata&#8221; in un disco fortemente &#8220;pubblico&#8221;.<\/strong> La parentesi privata \u00e8 <em>Pigs On The Wing<\/em>, che vede Waters in versione chitarra acustica come non accadeva dai tempi di <em>If<\/em>. Nella prima parte Waters, dialogando con la moglie, la ammonisce su quanto sarebbe pericoloso non prendersi cura l&#8217;uno dell&#8217;altra, unica maniera per salvarsi dalla pochezza venefica dei porci con le ali. E&#8217;, questa, la\u00a0versione watersiana dello &#8220;<em>shelter from the storm<\/em>&#8221; di Bob Dylan. Nella seconda parte di <em>Pigs On The Wing<\/em>, che chiude <em>Animals,<\/em> Waters \u00e8 felice di constatare come lui e la moglie siano davvero riusciti a creare un riparo privato dalle storture del mondo. La tecnica della parentesi, ovvero dello stesso brano che inizia e chiude il disco, era gi\u00e0 stata usata nel precedente <em>Wish You Were Here<\/em> con la sensazionale <em>Shine On You Crazy Diamond<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/PinkFloydPig.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3908\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/PinkFloydPig.jpg\" alt=\"PinkFloydPig\" width=\"220\" height=\"165\" \/><\/a><strong>I brani effettivi di <em>Animals<\/em> sono tre: <em>Dogs, Pigs (Three Different Ones) <\/em>e<em> Sheep<\/em>.<\/strong> Sono tutti brani superiori ai dieci minuti. Il primo e il terzo, in versione embrionale, erano nati nel &#8217;74 ed erano stati anche eseguiti dal vivo. <em>Gotta Be Crazy<\/em> sarebbe divenuta <em>Dogs<\/em> e <em>Raving And Drooling<\/em> sarebbe divenuta <em>Sheep<\/em>. Entrambe le canzoni\u00a0dovevano far parte di <em>Wish You Were Here<\/em>. Poi il Magnifico Despota\u00a0\u00a0Waters ebbe l&#8217;idea di spezzare <em>Shine On You Crazy Diamond<\/em> e creare un concept album sull&#8217;assenza, &#8220;scartando&#8221; i due brani e creandone di nuovi (<em>Welcome To The Machine, Have A Cigar<\/em> e la <em>title track<\/em>). Gilmour, come quasi sempre, non era d&#8217;accordo. Waters, come quasi sempre, aveva ragione e vinse lui con una votazione interna al gruppo (3 a 1). I &#8220;vecchi&#8221; brani furono poi aggiornati da Waters per adattarli alla concezione animalesco-orwelliana dell&#8217;album. Nacquero cos\u00ec <em>Dogs <\/em>e<em> Sheep<\/em>.\u00a0<em>Animals<\/em> \u00e8 uno dei dischi preferiti da Waters, mentre Gilmour e Mason &#8211; a tale domanda &#8211; hanno pi\u00f9 volte risposto: &#8220;<em>Wish You Were Here<\/em>&#8220;.<br \/>\n<strong>Analizziamo i tre brani centrali.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gilmour.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3909\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gilmour-300x225.jpg\" alt=\"gilmour\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gilmour-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gilmour.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Dogs<\/strong> contiene uno dei migliori assoli di Gilmour. Purtroppo una versione ancora pi\u00f9 ispirata venne erroneamente cancellata da Waters, che fece casino con lo studio di registrazione a 32 piste (era la prima volta che lo usava). I cani del titolo sono i detentori della legge e, pi\u00f9 in generale, gli arrivisti. Coloro che sono disposti a tutto pur di emergere. Waters le descrive come persone malate (&#8220;<em>Devi essere pazzo<\/em>&#8221; sono le prime parole del brano, oltre che il titolo originario) e condannate a morire del loro cancro interiore, trascinate gi\u00f9 dalla &#8220;pietra&#8221; delle colpe. Il brano supera i 17 minuti. Comincia la voce di David, termina quella di Roger, che qui accentua quella sua sublime attitudine &#8220;soffiata&#8221; e &#8220;sospirata&#8221; (&#8220;<em>Gotta admiiiiiiit that i&#8217;m a little bit confuuuuuuused<\/em>&#8220;). Waters ha ripreso il brano anche nel tour (e doppio cd) &#8220;<em>In The Flesh<\/em>&#8221; (2000), concerto pazzesco all&#8217;interno del quale compare anche <em>Pigs On The Wing<\/em>. Chi non l&#8217;ha mai ascoltato si vergogni e ponga subito rimedio a tale delitto.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/roger-waters-bw.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3910\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/roger-waters-bw-254x300.jpg\" alt=\"roger-waters-bw\" width=\"254\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/roger-waters-bw-254x300.jpg 254w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/roger-waters-bw.jpg 391w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a><strong>Pigs (Three Different Ones).<\/strong> Ecco: questo \u00e8 un brano che crea dipendenza. Non se ne pu\u00f2 fare a meno, soprattutto quando arriva l&#8217;intermezzo (dal minuto 4 al minuto 8) durante il quale Gilmour ricorre al talk box per fare emettere alla sua chitarra suoni assimilabili a quelli dei grugniti dei maiali. E&#8217; una canzone perfetta, magnetica, irrinunciabile. (Avrete notato come, quando parli dei Pink Floyd, sia molto parco di complimenti. Lo so: amo l&#8217;essenzialit\u00e0). Pochi testi sono coraggiosi ed espliciti come <em>Pigs<\/em>. Waters lascia qui\u00a0esplodere tutto il suo essere stupendamente\u00a0anti-sistema. I maiali sono i potenti e pi\u00f9 specificamente i politici. Ne esistono\u00a0&#8220;tre differenti tipi&#8221;, come recita il sottotitolo. Nella prima strofa probabilmente Waters allude all&#8217;allora Primo Ministro James Callaghan. Nella seconda strofa pensa\u00a0a &#8220;Maggie&#8221; Thatcher, che ha sempre odiato (la citer\u00e0 in <em>The Final Cut<\/em>) e che arriva a definire &#8220;<em>sei al capolinea sacco di merda\/ (..) vecchia strega sfatta<\/em>&#8220;. Nella terza strofa Waters allude esplicitamente a Mary Whitehouse, sorta di Mario Adinolfi dell&#8217;epoca. Chi non conosceva la Whitehouse, che in quel periodo voleva vietare le canzoni dei Pink Floyd alla radio perch\u00e9 peccaminose e diseducative, credette al tempo (e qualcuno crede ancora) che con la parola &#8220;<em>Whitehouse<\/em>&#8221; Waters alludesse agli Stati Uniti. La struttura musicale ricorda vagamente quella di <em>Have A Cigar<\/em>. Semplicemente demoniaco lo &#8220;<em>youuuuu<\/em>&#8221; pronunciato verso la fine, dopo un inquietante ansimare e prima della strofa &#8220;<em>You&#8217;re nearly a real treat<\/em>&#8220;. Waters si impunt\u00f2 per suonare la chitarra ritmica, dirottando eccezionalmente Gilmour (anche) al basso. Il brano, di poco superiore agli 11 minuti, dal vivo arrivava a 20. Waters, che \u00e8 sempre stato devastato dai demoni ma che in quegli anni era a un passo dalla pazzia autentica, durante quel brano emetteva\u00a0ogni tanto il suo classico urlo (tipo <em>Careful With That Axe, Eugene<\/em>) e scandiva ogni volta un numero diverso. Il numero, nella sua testa insondabile (che amo), serviva per contraddistinguere &#8211; e &#8220;rovinare&#8221; &#8211; i bootleg dei loro concerti. Fu proprio durante un&#8217;esecuzione live di <em>Pigs<\/em> &#8211; 6 luglio 1977, Montreal &#8211; che avvenne l&#8217;episodio dello sputo al citrullo\u00a0ubriaco. Esiste anche un bootleg del concerto, intitolato ironicamente &#8220;<em>Who was trained not to spit on the fan?<\/em>&#8221; (uno dei versi conclusivi di <em>Dogs<\/em>).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/wright.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3911\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/wright-300x225.jpg\" alt=\"wright\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/wright-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/wright.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Sheep\u00a0<\/strong>vede un Richard Wright &#8211; mai lodato abbastanza: sta ai Pink Floyd come George Harrison ai Beatles &#8211; in stato di grazia. Waters descrive la mandria assuefatta e addomesticata delle pecore. Cio\u00e8 il popolo. Cio\u00e8 noi, sempre troppo docili e anzi contenti di obbedire a cani e maiali. Nella parte centrale Waters si inventa un ulteriore sberleffo alla religione, riscrivendo a modo suo il <em>Salmo 23<\/em> (&#8220;Il Signore \u00e8 il mio pastore&#8221;) in cui Dio tratta gli uomini come fa un macellaio con le pecore, avendo l&#8217;unico interesse a tramutare il suo gregge in tante costolette d&#8217;agnello. Nel disco questa\u00a0parte \u00e8 letta &#8211; con un vocoder &#8211; da un <em>roadie<\/em>. Nei concerti la parte toccava a Nick Mason, che a volte rischiava il linciaggio dalla parte di pubblico meno tollerante. Un tale sberleffo fu ipotizzato &#8211; e poi accantonato &#8211; anche per <em>The Great Gig In The Sky<\/em>. Waters attaccher\u00e0 la religione molte altre volte, per esempio in <em>What God Wants<\/em>, primo singolo dell&#8217;esiziale\u00a0<em>Amused To Death<\/em> (1992). Gilmour ama <em>Sheep<\/em>, ma non \u00e8 mai riuscito a rifarla perch\u00e9 ha dovuto ammettere che la timbrica di Waters \u00e8 (qui e non solo qui) inimitabile. Significativo il finale del brano, pure questo orwelliano. Le pecore si ribellano (&#8220;<em>Belando e balbettando ci avventammo sul suo collo<\/em>&#8220;). Uccidono i cani, ma non ottengono la libert\u00e0. Perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 nella natura delle pecore &#8211; del popolo &#8211; essere sottomessi. Cos\u00ec alcune pecore pi\u00f9 furbe si sostituiscono <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mason.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3912\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mason-300x226.jpg\" alt=\"mason\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mason-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mason.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>prontamente ai cani, reiterando le ingiustizie di prima e intimando alle pecore servili di obbedire (&#8220;<em>E&#8217; meglio se resti a casa\/ e rispetti gli ordini\/ Togliti di mezzo se vuoi campare a lungo<\/em>&#8220;). Il brano finisce, in un&#8217;atmosfera di festa irreale e fraintesa, lasciando spazio alla seconda parte<em>\u00a0<\/em>di<em> Pigs on the wing<\/em> e al rifugio nel privato: &#8220;<em>Ora che ho un posto sicuro\/ per seppellire il mio osso\/ E anche gli sciocchi sanno che un cane\/ ha bisogno di una casa\/ un riparo dai maiali in volo<\/em>&#8220;.<br \/>\nPerch\u00e9 ho scritto tutto questo? Per riconoscenza. Perch\u00e9 mi andava. Ma pi\u00f9 che altro per invidia: l&#8217;invidia che ho nei confronti di chi, addirittura,<strong> un disco cos\u00ec enorme non l&#8217;ha ancora mai ascoltato<\/strong>. Beati voi: non sapete cosa vi aspetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>P.S.<\/strong> In <em>Radiofreccia<\/em>, Ligabue mette in mano al personaggio pi\u00f9 odioso del film il vinile di <em>Dark Side Of The Moon<\/em>. Come a dire: &#8220;Questo non \u00e8 rock, <strong>questa \u00e8 musica fredda<\/strong>, questa \u00e8 roba un po&#8217; da stronzi&#8221;. Ecco: io amo il rock, amo i cantautori e amo miliardi di generi e artisti. Ma l&#8217;enormit\u00e0 del genio\u00a0elargito dai Pink Floyd \u00e8 qualcosa che non esiste al mondo. Qualcosa che va proprio fuori scala. Chi non lo capisce \u00e8 un po&#8217; come gli astemi secondo Baudelaire: <strong>ha qualcosa da nascondere<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stretto tra due colossi come Wish You Were Here e The Wall, Animals \u00e8 ancora oggi un disco parzialmente sottovalutato. Voi direte: perch\u00e9 ne parli adesso? Prima di tutto perch\u00e9 faccio quello che mi pare, ma &#8211; pi\u00f9 che altro &#8211; perch\u00e9 non riesco ad ascoltare altro da un mese. 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