{"id":3822,"date":"2016-01-12T12:02:54","date_gmt":"2016-01-12T12:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3822"},"modified":"2016-01-12T12:06:31","modified_gmt":"2016-01-12T12:06:31","slug":"lultimo-volo-del-duca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3822","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo Volo del Duca"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3827 size-medium\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_on_tour-300x300.jpg\" alt=\"Bowie 2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_on_tour-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_on_tour-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_on_tour.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Teatrale fino alla fine, di quella teatralit\u00e0 che saccheggia l\u2019arte alta per tramutarla in cultura popolare, David Bowie non ha fallito neanche la morte: \u00e8 divenuta anch\u2019essa spettacolo.\u00a0L\u2019ultimo disco, uscito due giorni prima della morte. Il titolo, &#8220;Blackstar&#8221;, che da solo \u00e8 un presagio. E l&#8217;ultimo singolo che lo ritrae come \u201cLazarus\u201d, sul letto in ospedale con le bende e una strofa che dice tutto: \u201cGuardate qui in alto, sono in paradiso\u201d. E\u2019 come se, a 69 anni &#8211; compiuti l\u20198 gennaio, il giorno d\u2019uscita di Blackstar &#8211; e dopo 18 mesi di lotta contro il cancro, David Bowie avesse convinto la morte a piegarsi a questa sua ossessione per la sceneggiatura. Per una verit\u00e0 che \u00e8 finzione, continua finzione, e viceversa. Ha scritto il critico Stefano Solventi: \u201c\u00c8 stata una vera e propria uscita di scena. Sulla falsariga di quell&#8217;equilibrio equivoco tra realt\u00e0 e rappresentazione &#8211; spesso eccedendo la realt\u00e0, trasfigurandola, compenetrandola &#8211; che ne ha caratterizzato il linguaggio\u201d. Duca Bianco e Camaleonte Coloratissimo, Bowie ha vissuto cos\u00ec tante identit\u00e0 da lasciare a ognuno un ricordo personale. Un singolo, un\u2019istantanea. La ricchezza \u00e8 tale che, sui social, ieri una delle canzoni pi\u00f9 citate era anche uno dei brani meno rilevanti: \u201cUnder Pressure\u201d, duetto stravenduto con i Queen all\u2019interno di un decennio cacofonico &#8211; gli Ottanta &#8211; in cui perfino Bowie fu spesso pi\u00f9 commerciale che ispirato. Le collaborazioni sono state un\u2019altra delle sue costanti, e con esse la propensione ad azzardare. Possibilmente con gente posseduta dai demoni non meno di lui: Iggy Pop, Lou Reed. Due amici a cui probabilmente ha salvato la carriera (e sicuramente ha allungato la vita). C\u2019\u00e8 chi gi\u00e0 adesso mette in fila la sua bulimia sessuale: le orge con Mick Jagger, le fughe con Liz Taylor, la storia con Susan Sarandon. Andy Warhol raccont\u00f2 come Bowie avesse avuto almeno una storia con tutti i suoi collaboratori. E la prima moglie Angie cre\u00f2 un letto ricoperto di pelliccia a quattro metri di profondit\u00e0: \u201cThe Pit\u201d, \u201cLa fossa\u201d (\u201cChiunque scopava con chiunque nella fossa&#8221;). Era uno dei molti lati famelici dell\u2019irrequieto Bowie pre-secondo matrimonio, ancora con una modella, stavolta la somala Imam Mohamed Abdulmajid (sposata nel 1992). Nelle interviste diceva di essere \u201cgay da sempre\u201d, poi \u201cbisessuale\u201d. Quindi negava tutto: \u201cMacch\u00e9, scherzavo\u201d.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3828\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_aladin_sane_1000px-271x300.jpg\" alt=\"bowie 3\" width=\"271\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_aladin_sane_1000px-271x300.jpg 271w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_aladin_sane_1000px-925x1024.jpg 925w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/bowie_aladin_sane_1000px.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/>Un altro aspetto del suo camaleontismo: del suo non essere mai dove ci si aspettava che fosse, ribelle e al contempo modaiolo. Perfino testimonial di Louis Vitton. Tutto e il suo contrario, purch\u00e9 fosse possibile lasciare andare il talento. La creativit\u00e0. Un genio enorme, con cui era difficile convivere (anzitutto per Bowie stesso). Anche negli ultimi anni, quando i toni si erano addolciti e la sua pareva la vita di un gigante dell\u2019arte contemporanea fattosi col tempo quieto, realizzato e ormai eremitico. In Italia \u00e8 venuto spesso, a volte lasciando feriti. Per esempio Adriano Celentano, che nel \u201999 lo annoi\u00f2 con domande &#8211; secondo lui &#8211; cos\u00ec banali che, quando gli chiesero come si fosse trovato col Molleggiato, Bowie rispose: \u201cL\u2019ho capito subito che era idiota\u201d. Cantautore, polistrumenista, compositore, produttore e attore (anche la sua filmografia \u00e8 schizofrenica: c\u2019\u00e8 Scorsese, ma pure &#8220;Il mio west&#8221; di Veronesi). Ha lasciato almeno dieci dischi straordinari, su tutti la Trilogia di Berlino, nata anche come reazione al troppo successo dell\u2019alter ego Ziggy Stardust e alla tossicodipendenza. Non di rado creava tracce che a ogni ascolto guadagnavano in propensione epica (&#8220;Heroes&#8221;). Bowie ha lasciato anche massime straordinarie: \u201cI miei pantaloni hanno cambiato il mondo\u201d. Allergico alla normalit\u00e0, per indole e per calcolo: \u00abNon concepisco l&#8217;idea di uscire sul palco in jeans e avere un&#8217;aria il pi\u00f9 normale possibile di fronte a diciottomila persone\u00bb. Ieri ne hanno pianto tutti la scomparsa, resa nota l&#8217;11 gennaio (lo stesso giorno di Fabrizio De Andr\u00e9) ma avvenuta la notte del 10 a New York: lo ha ricordato anche il Premier Cameron, che \u00e8 cresciuto \u201ccon le sue canzoni\u201d (e a guardarlo non sembrerebbe). Nato a Brixton, sud di Londra, ma cresciuto nel sobborgo di Bromley. Contesto agiato, noioso e dunque decisivo, come ha scritto Ian Buruma su Repubblica citando il romanziere J.H Ballard: \u00abPosti molto pi\u00f9 sinistri di quello che si immagina chi vive in citt\u00e0. La loro insulsaggine costringe l&#8217;immaginazione a esplorare terre nuove. Sei costretto a svegliarti al mattino pensando a un&#8217;azione deviante, solo per avere la sicurezza di essere libero\u00bb. Condannato a spiazzare e reinventare, per non morire di noia e per scendere a patti artistici con la propria inquietudine, Bowie voleva essere \u201csolo\u201d un sassofonista. Magari di Little Richard. Per questo prese lezioni dal \u201cpi\u00f9 bravo di tutti\u201d, Ronnie Ross, celebre anche per l\u2019assolo di &#8220;Walk On The Walk Side&#8221;. Quando Ross lo sent\u00ec suonare, gli fece capire che non era la sua strada: una fortuna. Ha quotato se stesso in borsa, ha detto sciocchezze su Hitler, \u00e8 stato beat e glam rock, soul e krautrock. Dissonante come i suoi occhi, l\u2019uno diverso dall\u2019altro (colpa di una rissa per amore a 20 anni). Buddhista, scandaloso, soprattutto extraterrestre. Affascinato tanto dall\u2019occulto quanto dalla sperimentazione, sapeva bene che prima o poi avrebbe potuto scoprire quanta verit\u00e0 &#8211; o pure l\u00ec finzione &#8211; risiedesse in quelle sue parole: &#8220;Io sono seduto nella mia scatola di latta\/ Molto al di sopra del mondo\/ Il pianeta terra \u00e8 blu\/ E non c&#8217;\u00e8 niente che io possa fare&#8221;.<em>(Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2016)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/FullSizeRender-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3831 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/FullSizeRender-2-708x1024.jpg\" alt=\"Bowie\" width=\"496\" height=\"717\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/FullSizeRender-2-708x1024.jpg 708w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/FullSizeRender-2-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/FullSizeRender-2.jpg 747w\" sizes=\"(max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatrale fino alla fine, di quella teatralit\u00e0 che saccheggia l\u2019arte alta per tramutarla in cultura popolare, David Bowie non ha fallito neanche la morte: \u00e8 divenuta anch\u2019essa spettacolo.\u00a0L\u2019ultimo disco, uscito due giorni prima della morte. 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