{"id":3726,"date":"2015-11-16T12:54:39","date_gmt":"2015-11-16T12:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3726"},"modified":"2015-11-16T13:02:21","modified_gmt":"2015-11-16T13:02:21","slug":"fenomenologia-dei-viaggiatori-in-treno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3726","title":{"rendered":"Fenomenologia dei viaggiatori in treno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/uno.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3728\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/uno-300x225.jpg\" alt=\"uno\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/uno-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/uno.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Viaggiare in treno \u00e8 molto emozionante: un brivido continuo. Il treno arriver\u00e0 o no? E anche se arriver\u00e0, quanto ritardo accumuler\u00e0? I bagni saranno lisergici come l\u2019ultima volta o magari pure peggio? E quella fragranza inconfondibile, a met\u00e0 tra il trapasso e l\u2019agonia, sapr\u00e0 farmi di nuovo compagnia? Poi il treno arriva \u2013 se arriva \u2013 e con lui ti giunge il brivido pi\u00f9 irresistibile di tutti: scoprire a quale fauna appartengano i compagni di viaggio. Sono soliti dividersi in varie categorie, tra le quali spiccano queste.<br \/>\n<strong>Pargoli<\/strong>. I bambini, si sa, sono immacolati per antonomasia. Guai a criticarli, e dunque vanno lasciati liberi. Tanto liberi. Troppo liberi. Scorrazzano da un vagone all\u2019altro, brandiscono videogiochi che emettono il suono dell\u2019Apocalisse e fanno un caos che ne basterebbe la met\u00e0. Per\u00f2 non si pu\u00f2 dire, perch\u00e9: \u201cSon bambini, lasciamoli divertire\u201d. Cos\u00ec, mentre smontano accuratamente il vagone con la piacevolezza di tanti Macaulay Culkin, osservi i genitori e li scopri fierissimi. Mai un rimprovero, mai un rimbrotto: i figli van lasciati liberi di colpire e meglio distruggere. Come e pi\u00f9 dell\u2019aria.<br \/>\n<strong>Ruminanti<\/strong>. L\u2019italiano ama mangiare in treno. E\u2019 proprio una cosa che lo fa godere come un riccio libidinoso. Mangia con gusto assoluto, quasi che non si cibasse dai tempi di Bava Beccaris. Non appena si siede, tira fuori dalla valigia ogni libagione immaginabile. Addenta poi lo sfilatino &#8211; crauti e <em>mortazza <\/em>&#8211; con crassa cupidigia, impiegando un tempo infinito a terminare il pasto e facendo s\u00ec che ogni passeggero possa ammirare l\u2019affascinante pratica del cibo che si fa bolo e va alfine incontro alla deglutizione. Uno spettacolo bellissimo. E nel frattempo i tuoi vestiti si saranno impregnati per sempre di<em>mortazza<\/em> (e crauti).<br \/>\n<strong>Fissanti<\/strong>. Si siedono e ti fissano. All\u2019inizio pensi a una paresi, poi scorri con la lingua i denti temendo che ti sia rimasto incastrato un po\u2019 di prezzemolo (anche se non lo mangi dal \u201977). Niente: loro ti fissano. Sempre. E chiss\u00e0 poi perch\u00e9.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/due.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3729\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/due-300x249.jpg\" alt=\"due\" width=\"300\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/due-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/due.jpg 432w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Chiacchieranti<\/strong>. Non hai voglia di parlare, hai acceso il computer, indossi pure le cuffie. Non basta: lui ti busser\u00e0 alla spalla e domander\u00e0 qualsiasi cosa pur di attaccare bottone. \u201cDove va?\u201d, \u201cE\u2019 di Piossasco anche lei?\u201d, \u201cCi ha mai fatto caso che l\u2019acqua \u00e8 bagnata?\u201d. Sar\u00e0 l\u2019inizio della fine. Non si zitter\u00e0: mai.<br \/>\n<strong>Incontinenti<\/strong>. Vanno in bagno, rigorosamente, quando il treno si ferma in stazione: qualsiasi stazione, l\u2019importante \u00e8 che il treno sia fermo durante l\u2019anelata minzione. Evidentemente hanno la prostata che soffre di labirintite.<br \/>\n<strong>Camminanti<\/strong>. Pullulano nei regionali. Entrano in un vagone, si guardano attorno, non sono soddisfatti. E provano quello successivo. Ma non gli piace neanche quello. Allora vanno avanti ancora, e ancora. E poi indietro, e ancora. Ogni tanto li vedi passare, fai ciao con la mano e li guardi andarsene. In dissolvenza. Come piccoli soldati al fronte.<br \/>\n<strong>Trillanti<\/strong>. Il loro cellulare squilla sempre, a un volume che imbarazzerebbe financo gli Iron Maiden. Rispondono dopo una mezzoretta, durante la quale hai modo di ascoltare una sfavillante cacofonia che va dalla Pausini riletta con lo xilifono a tutto il repertorio di Rocco Hunt rappato in aramaico. Una meraviglia.<br \/>\n<strong>Ottimisti<\/strong>. Ci tengono a farti sapere che loro, vada come vada, il bicchiere lo vedranno sempre mezzo pieno. Magari non te ne frega niente, per\u00f2 te lo dicono. Il treno \u00e8 in ritardo di mezzora, e loro: \u201cPensi, potrebbe essere in ritardo di 40 minuti\u201d. Un passeggero sviene, e loro: \u201cChe fortuna, non \u00e8 morto\u201d. Una frana travolge il vagone, e loro: \u201cHo sempre amato l\u2019insondabilit\u00e0 della natura\u201d.<br \/>\n<strong>Furbi<\/strong>. Hanno il biglietto di seconda classe, ma si acquattano in prima come scaltri vietcong. Quando il controllore li sgama, fanno finta di nulla: \u201cPerbacco, avevo letto male\u201d. Ne nasce un melodramma di quattro atti, che serve al furbo per fare tutto il viaggio in prima classe. Giusto come desiderava.<br \/>\n<strong>Imbucati.<\/strong> Non hanno proprio il biglietto, ma ci provano. Quando il controllore si avvicina, si camuffano da tappezzeria del treno, restando immobili e mimetizzandosi all\u2019ambiente con sguardo spento. A volte gli va bene. In altri casi il controllore se ne accorge, sorride e gli chiede: \u201cScusi, ma perch\u00e9 stava imitando Orfini?\u201d.<br \/>\n<strong>Irrequieti<\/strong>. Ha il posto finestrino e, puntualmente, ti siede accanto. Per alzarsi deve per forza chiedere a tua volta di alzarti. Lo fa. La scena si ripete almeno una decina di volte. Quando non ne puoi pi\u00f9 e gli chiedi per quale motivo si alzi cos\u00ec tanto, il tizio risponde: \u201cPer vedere il paesaggio\u201d. Allora gli ricordi che il paesaggio si vedeva anche dal suo posto. E lui: \u201cS\u00ec, ma dal vagone 7 la prospettiva \u00e8 migliore\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tre.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3730\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tre-300x206.jpg\" alt=\"tre\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tre-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tre.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Comunicanti<\/strong>. Passano tutto il viaggio al telefono, parlando a voce altissima: non sia mai che qualcuno perda una sola sillaba. Peraltro sono sempre frasi di importanza vitale, tipo \u201cHa mangiato la Dudi?\u201d o \u201cCompra le rape per cena\u201d. Notizie dirimenti, con cui Mentana aprir\u00e0 l\u2019edizione delle 20 del Tg. (Che poi, ogni volta, uno si chiede: ma chi cavolo \u00e8 \u2018sta Dudi?).<br \/>\n<strong>Rissosi<\/strong>. Prendono il treno con l\u2019unico obiettivo di litigare con il controllore. Ogni pretesto \u00e8 buono: il ritardo, i bagni, gli articoli di Pigi Battista. Hanno la capacit\u00e0 straordinaria di avere torto anche quando hanno ragione. Ingolfati da una rabbia trattenuta da decenni, si sfogano cos\u00ec. Poi tornano a casa. Indossano il pigiamino di Peppa Pig, le babbucce dei Gormiti. E si sentono invincibili.<br \/>\n<strong>Erniati<\/strong>. Che tu lo voglia o meno, accanto a te ci sar\u00e0 sempre una donna incapace di mettere la valigia nel ripiano sopra il sedile. Ci prova, ma niente. Allora ti senti in colpa e, con fare macho, dici: \u201cCi penso io\u201d. La donna ti guarda come Ed Norton guardava Rosario Dawson ne <em>La 25a ora<\/em>. Ti senti figo, molto figo. Punti la valigia, la impugni con sicumera e fai per sollevarla. Non appena ci provi, ti partono tre ernie. Per\u00f2 fai finta di niente. Salvi il salvabile, e in qualche modo issi la valigia \u2013 di piombo o forse ghisa \u2013 nel ripiano. La viaggiatrice ti ringrazia, tu reagisci con una smorfia che lei fraintende per sorriso. Poi ti risiedi. E non ti alzi pi\u00f9. Mai pi\u00f9. (<em>Il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2015<\/em>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggiare in treno \u00e8 molto emozionante: un brivido continuo. Il treno arriver\u00e0 o no? E anche se arriver\u00e0, quanto ritardo accumuler\u00e0? I bagni saranno lisergici come l\u2019ultima volta o magari pure peggio? E quella fragranza inconfondibile, a met\u00e0 tra il trapasso e l\u2019agonia, sapr\u00e0 farmi di nuovo compagnia? Poi il treno arriva \u2013 se arriva [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[221,222,223],"class_list":["post-3726","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-il-fatto-quotidiano","tag-fenomenologia","tag-treni","tag-viaggiatori"],"blocksy_meta":{"styles_descriptor":{"styles":{"desktop":"","tablet":"","mobile":""},"google_fonts":[],"version":6}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3726"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3732,"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3726\/revisions\/3732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}