{"id":3650,"date":"2015-10-13T08:24:03","date_gmt":"2015-10-13T08:24:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3650"},"modified":"2015-10-13T08:31:49","modified_gmt":"2015-10-13T08:31:49","slug":"la-musica-di-ieri-suona-molto-meglio-di-quella-di-oggi-leterno-successo-di-roger-waters-e-david-gilmour-ovvero-dei-pink-floyd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3650","title":{"rendered":"La musica di ieri suona molto meglio di quella di oggi (L&#8217;eterno successo di Roger Waters e David Gilmour)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3651\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/rogerWaters-300x167.jpg\" alt=\"rogerWaters\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/rogerWaters-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/rogerWaters.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Si sono fermati vent\u2019anni fa, al di l\u00e0 di una reunion al Live8 nel 2005 e un disco prescindibile uscito un anno fa, eppure i Pink Floyd sono pi\u00f9 vivi che mai. Ad attestarlo non \u00e8 solo larga parte della loro prodigiosa discografia, ma le classifiche attuali: i due leader della band, Roger Waters e David Gilmour, dominano la scena. Il prezzo del biglietto era maggiorato e in fondo lui suona quel disco \u2013 ininterrottamente \u2013 da quasi quarant\u2019anni, ma il successo al cinema di \u201c<i>Roger Waters \u2013 The Wall<\/i>\u201d \u00e8 stato enorme. Pi\u00f9 sorprendente l\u2019exploit di \u201c<i>Rattle That Lock<\/i>\u201d, il nuovo album di David Gilmour. Il disco \u00e8 primo in sette paesi europei, compresi Italia e Francia. Diretto da Waters con Sean Evans, \u201c<i>The Wall<\/i>\u201d \u00e8 opera notevole. Il film non propone solo una delle date del tour del 2013, ma anche le immagini del viaggio di Waters in Francia e Italia, compresi i luoghi vicino ad Anzio dove mor\u00ec il padre durante la Seconda Guerra Mondiale.\u00a0Se \u201c<i>The Wall<\/i>\u201d del 1979 (regia di Alan Parker) esplicitava l\u2019alienazione di un artista tormentato che di l\u00ec a poco sarebbe uscito dal gruppo e decretandone la fine creativa, l\u2019opera attuale vira verso un ispirato e commosso pacifismo tout court. La sola versione di\u00a0<i>Mother<\/i>\u00a0vale la visione: prima il Waters del 1979 e poi quello di oggi, in un duetto immaginifico che sottolinea un insistito\u00a0<i>continuum<\/i>\u00a0artistico. L\u2019album di Gilmour non raggiunge tali vette, ma ha il pregio raro del garbo. Non pretende di inventare nulla, anche perch\u00e9 i Pink Floyd in questo senso hanno gi\u00e0 dato tantissimo. Il Gilmour attuale trae piuttosto forza dalla sua prevedibilit\u00e0: dal fare quello che gli altri si aspettano da lui, e dal farlo bene. Waters e Gilmour sono sempre stati separati in casa, un po\u2019 come Lennon e McCartney: lunare e visionario il primo, ponderato e calcolatore il secondo. Troppo bravi e troppo diversi. Quando hanno deciso \u2013 sul serio &#8211; di unire le loro sensibilit\u00e0, grazie anche a Nick Mason e Richard Wright (scomparso nel 2008), sono nati gli\u00a0<i>Atom Heart Mother<\/i>\u00a0e i\u00a0<i>Dark Side Of The Moon<\/i>. Sono nati i capolavori inauditi. Oggi Waters\u00a0<a dir=\"ltr\">ha 72 anni<\/a>\u00a0e Gilmour 69. Sono passati cinquant\u2019anni dai loro inizi, il diamante pazzo Syd Barrett si \u00e8 dissolto anzitempo e il live di Pompei sembra appartenere a un\u2019era lontanissima. Eppure funzionano ancora, vendono ancora, emozionano ancora. Perch\u00e9? C\u2019\u00e8 una spiegazione anagrafica: molti di coloro che vanno ancora al cinema e comprano ancora dischi<\/p>\n<figure id=\"attachment_3652\" aria-describedby=\"caption-attachment-3652\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3652\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gilmour-300x212.jpg\" alt=\"David Gilmour\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gilmour-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gilmour-1024x723.jpg 1024w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gilmour.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3652\" class=\"wp-caption-text\">David Gilmour<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">hanno l\u2019et\u00e0 dei Pink Floyd, o comunque hanno fatto in tempo a goderne. Capaci di attrarre i coetanei come i giovanissimi, i Pink Floyd hanno sempre saputo rappresentare al meglio le inquietudini del vivere, nonch\u00e9 quel senso talora compiaciuto di malessere esistenziale, e ci\u00f2 li rende ideali come colonna sonora dell\u2019adolescenza. C\u2019\u00e8 poi la quantit\u00e0 considerevole di evergreen: chi non conosce\u00a0<i>Wish You Were Here<\/i>? Chi non ha ben presente l\u2019assolo in\u00a0<i>Shine On You Crazy Diamond<\/i>? Chi non si commuove \u2013 sempre, anche al 600esimo ascolto \u2013 ascoltando il dialogo tra Waters e Gilmour in\u00a0<i>Comfortably Numb<\/i>? I Pink Floyd sono intrisi di epica solennit\u00e0, piacciono ai perfezionisti (che impazziscono per i virtuosismi) come pure a chi chiede emozioni (fino al punto da soffrirne). Oltretutto Waters, per quanto sideralmente lunatico, nel suo percorso solista ha regalato apici inattesi: l\u2019epifania\u00a0<i>Amused To Death<\/i>, il live\u00a0<i>In the flesh<\/i>, il duetto con Eddie Vedder in\u00a0<i>Comfortably numb<\/i>. E\u2019 invecchiato bene, come lui per primo non avrebbe immaginato e forse neanche voluto. Tutto questo, per\u00f2, non basta a spiegare una tale longevit\u00e0 commerciale. Il rischio \u00e8 quello della nostalgia facile, ma gli eroi di ieri &#8211; per quanto ammaccati e imbiancati &#8211; appaiono ancora inarrivabili: spesso, quasi sempre inarrivabili. E non \u00e8 (solo) perch\u00e9 ci ricordano che a quei tempi eravamo giovani come loro, ma proprio perch\u00e9 oggettivamente erano (e sono) pi\u00f9 bravi. Non vale solo per i Pink Floyd: d\u2019estate \u00e8 gravitato in Italia Mark Knopfler, e pure lui \u00e8 parso di un altro pianeta. E poi Neil Young. E poi gli Stones. Eccetera. Accade anche in Italia: perch\u00e9, a 70 anni o gi\u00f9 di l\u00ec, Battiato e De Gregori sembrano ancora cos\u00ec necessari e preziosi? Forse basta rispondere a una domanda: qual \u00e8 stata l\u2019ultima band che potremmo definire in qualche modo epica? I Radiohead, il cui\u00a0<i>Ok Computer<\/i>\u00a0\u00e8 comunque vecchio quasi vent\u2019anni. Certo che oggi esistono artisti, e band, di qualit\u00e0. Certo che il mondo va avanti. Certo che nulla si pu\u00f2 pi\u00f9 inventare, perch\u00e9 le note son sempre quelle. Certo. E\u2019 per\u00f2 &#8211; anche e soprattutto &#8211; questione di talento. Chi spende ancora soldi per Waters e Gilmour non lo fa (solo) per rammentare il bel tempo che fu: lo fa perch\u00e9, oggi come ieri, non riesce a trovare di meglio. Lo cerca, ma non lo trova. E tutto sommato gli va bene cos\u00ec. (<em>Il Fatto Quotidiano, 11 ottobre 2015<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sono fermati vent\u2019anni fa, al di l\u00e0 di una reunion al Live8 nel 2005 e un disco prescindibile uscito un anno fa, eppure i Pink Floyd sono pi\u00f9 vivi che mai. 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