{"id":3562,"date":"2015-09-16T15:49:58","date_gmt":"2015-09-16T15:49:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3562"},"modified":"2015-09-17T09:27:52","modified_gmt":"2015-09-17T09:27:52","slug":"il-talento-di-ivan-graziani-calpestato-dalla-sua-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3562","title":{"rendered":"Il talento di Ivan Graziani calpestato dalla sua terra"},"content":{"rendered":"<p>Il chitarrista che chiedeva un occhio di riguardo al suo Dio, e quel riguardo non lo ha avuto, compirebbe tra poco settant\u2019anni. Ivan Graziani \u00e8 nato a Teramo il 6 ottobre 1945 e se n\u2019\u00e8 andato troppo presto, il Primo Gennaio 1997 a Novafeltria, il luogo della moglie Anna in cui si era trasferito da tempo. La sua bella citt\u00e0 dovrebbe come minimo organizzare una festa di compleanno per uno dei suoi cittadini pi\u00f9 illustri, ma la giunta fa poco. Anzi nulla. Gli amanti del cantautore pi\u00f9 atipico italiano stanno lamentando \u2013 per esempio nel gruppo chiuso \u201cMaledette malelingue\u201d su Facebook \u2013 il disinteresse dei politici locali. Non \u00e8 una novit\u00e0. Evidentemente una delle cifre di Graziani, il cui talento \u00e8 stato tanto enorme quanto insolito, \u00e8 quella di essere stato sottovalutato in vita come in morte. Un anno fa, a dicembre, ha avuto luogo nel Teatro di Teramo \u2013 gremitissimo, perch\u00e9 il pubblico c\u2019\u00e8 sempre stato e sempre ci sar\u00e0 &#8211; la 17esima edizione del Festival Pigro a lui dedicato. Ne<img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3567\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Ivan-Graziani-300x267.jpg\" alt=\"Ivan-Graziani\" width=\"300\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Ivan-Graziani-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Ivan-Graziani-1024x911.jpg 1024w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Ivan-Graziani.jpg 1385w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> esisteva anche una versione primaverile a Bolognano (Pescara): oggi non esiste n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra. A Teramo, lo scorso dicembre, sfilarono tra gli altri Cristiano De Andr\u00e9 e Enzo Decaro, Fausto Mesolella e il figlio Filippo, la cui voce \u00e8 davvero vicina al timbro \u2013 pure quello personalissimo \u2013 del padre. Fu una festa, in parte rovinata da una conferenza stampa tesa. Il sindaco Maurizio Brucchi (Forza Italia, secondo mandato) e l\u2019assessore alla Cultura Francesca Lucantoni sottolinearono le difficolt\u00e0 della serata gratuita (pare che il costo fosse 14mila euro ivate, di cui 3mila dal Comune) e presagirono un\u2019edizione a pagamento nel 2015. Di contro, la famiglia Graziani lament\u00f2 la perdurante freddezza di Regione e Comune. Di l\u00ec a poco, per il concerto di Capodanno, la giunta ebbe la straordinaria pensata di spendere 37800 euro pi\u00f9 Iva (sic) per il concerto di Marina Rei. Un flop fragoroso, per via del freddo e non solo. Secondo la Digos c\u2019erano poco pi\u00f9 di 250 persone, anche se l\u2019assessore Lucantoni post\u00f2 su Facebook una foto della piazza piena e scrisse con impeto involontariamente comico: \u201cNonostante la temperatura, in risposta alla solita blanda e patetica strumentalizzazione politica, ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con grande spirito di squadra!\u201d. Subito scoperta e zimbellata dal web (e dal<a href=\"http:\/\/fattoquotidiano.it\/\">Fattoquotidiano.it<\/a>), la Lucantoni prov\u00f2 a farfugliare che la foto non l\u2019aveva scattata lei e che i soldi erano tutti derivanti da sponsor, anche se secondo il M5S \u201c9mila euro erano stati sborsati da un ente pubblico come il Bim\u201d. Un disastro fragoroso, che si poteva evitare facilmente: bastava invitare Filippo Graziani, che avrebbe garantito molta pi\u00f9 gente e che oltretutto sarebbe costato assai meno. A parlar troppo di beghe cos\u00ec infime sorge per\u00f2 il sospetto di fare un torto ulteriore a Ivan Graziani, e sarebbe imperdonabile. Graziani \u00e8 stato tante cose: chitarrista sontuoso e artista eclettico, pittore <img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3565\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/FullSizeRender1-300x265.jpg\" alt=\"FullSizeRender\" width=\"300\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/FullSizeRender1-300x265.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/FullSizeRender1-1024x906.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>e scultore, nonch\u00e9 disegnatore che a inizio carriera si arrabattava tra esperienze pop di pregio (Anonima Sound) e fumetti quasi-porno per riviste svedesi con tanti \u201cpupazzetti scopatori\u201d. Ora lirico \u2013 ma a modo suo &#8211; e ora boccaccesco, con un gusto tutto suo per la parola cantata e con un\u2019inclinazione mirabile per i ritratti femminili (Agnese, Cleo, Dada, Angelina, Federica, Marta eccetera), resta<br \/>\nl\u2019unico cantautore in grado di scrivere brani su uomini intenti a leggere sulla tazza del cesso (<em>Io che c\u2019entro<\/em>) e far poesia con assoli di neanche trenta secondi (<em>Olanda<\/em>). Ivan Graziani ha toccato vette che ancora troppi faticano a vedere. Nella seconda met\u00e0 dei Settanta era posseduto da un demone che lo ha portato a partorire dischi \u2013 semplicemente \u2013 perfetti come \u201c<em>Pigro<\/em>\u201d (1978) e \u201c<em>Agnese dolce Agnese\u201d<\/em> (1979), opere che da sole valgono pi\u00f9 di mille Roberto Vecchioni. Gli anni Ottanta sono stati per molti cantautori un\u2019ecatombe creativa e pure lui ha sofferto, andando per esempio al Sanremo \u201985 con una canzone che giustamente non piaceva neanche a lui (<em>Franca ti amo<\/em>), ma ad averne oggi di <em>Limiti<\/em> e di <em>Navi<\/em>, per non parlare della ispirata risciacquata nel rock di fine decennio (<em>Ivangarage<\/em>). Quanta follia geniale c\u2019\u00e8 nella sua <em>Motocross,<\/em> quanta crudezza di provincia nella sua <em>Fango<\/em>. E come vola alta quella perla inaudita chiamata <em>Fuoco sulla collina<\/em>. Difficile passare senza smarrirsi da \u201cIvette senza tette\u201d, \u201ccapelli fermi come il lago\u201d e \u201cparole appese a un gancio come quarti di vitello\u201d: difficilissimo, ma a lui riusciva. Non ci \u00e8 dato a oggi sapere se la giunta di Teramo torner\u00e0 sui suoi passi: sarebbe bello, e sarebbe il minimo. Se ci\u00f2 non accadr\u00e0, sar\u00e0 solo un altro esempio di ignoranza crassa. Pazienza: vorr\u00e0 dire che la festa di compleanno la faranno, e faremo, altrove.<br \/>\n<em>(Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2015)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il chitarrista che chiedeva un occhio di riguardo al suo Dio, e quel riguardo non lo ha avuto, compirebbe tra poco settant\u2019anni. 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