{"id":3551,"date":"2015-09-14T11:19:59","date_gmt":"2015-09-14T11:19:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3551"},"modified":"2015-09-14T11:49:59","modified_gmt":"2015-09-14T11:49:59","slug":"la-bella-storia-di-flavia-e-roberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3551","title":{"rendered":"La bella storia di Flavia e Roberta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2047.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3552\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2047-197x300.jpg\" alt=\"IMG_2047\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2047-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2047-674x1024.jpg 674w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2047.jpg 842w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a>Chi non segue con regolarit\u00e0 il tennis pu\u00f2 faticare a comprenderlo appieno, ma di questo si tratta: una delle pi\u00f9 grandi sorprese nella storia dello sport. La finale agli Us Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci rester\u00e0 nella storia come qualcosa di meravigliosamente inspiegabile. Nessuno poteva non tanto prevederlo, quanto e soprattutto immaginarlo. E\u2019 qualcosa che oltrepassa perfino la Majoli che, al Roland Garros, toglie l\u2019unico tassello mancante a Martina Hingis per completare nel \u201997 un Grande Slam che nel tennis femminile manca dal 1988 (Steffi Graf). Serena Williams era a un passo dal realizzarlo e le due partite rimanenti a questo Us Open sembravano una formalit\u00e0. E invece no. Se proprio un paragone va cercato, torna alla mente Chang che conduce al rincoglionimento il sommamente intifabile Lendl al Roland Garros: Robertina non ha battuto da sotto, come fece Chang con sfrontatezza divina, ma quel suo \u201cNon vi sento, applaudite anche me cazzo!\u201d non risulter\u00e0 ai posteri meno gradito. L\u2019impresa della Vinci, che prima di questo torneo era 43 al mondo e come singolarista pareva al crepuscolo, \u00e8 un \u201cmaracanazo\u201d reso meno drammatico solo dal fatto che gli statunitensi non hanno la teatralit\u00e0 dei brasiliani e \u2013 soprattutto \u2013 il tennis non \u00e8 il calcio. Chi sono Pennetta e Vinci e come sono arrivate a giocarsi lo Slam meno vicino al tennis italico, notoriamente terraiolo e rossocentrico? Brindisina Flavia, tarantina Roberta, 33 anni e 32. Amiche da sempre. Nel 1997 vinsero in doppio il Torneo dell\u2019Avvenire, un anno dopo il doppio juniores al Roland Garros. Si incrociano fin da quando avevano 12 anni. Vinceva sempre Robertina, perch\u00e9 \u2013 ricorda lei \u2013 \u201cal tempo Flavia era isterica\u201d. E adesso? \u201cAdesso siamo donne anziane\u201d, ha scherzato lei, e nel farlo non aveva\u00a0certo dimenticato i quarti di finale agli Us Open di due anni fa, quando perse con Flavia. Proprio come, l\u2019anno <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/giovani.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3553\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/giovani-300x161.jpg\" alt=\"giovani\" width=\"300\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/giovani-300x161.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/giovani.jpg 410w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>prima e ancora ai quarti, accadde a New York contro Sara Errani. Una sorta di allergia ai derby che contano. Nel 2013 la Pennetta era reduce da un lungo stop per un polso fuori uso e dopo Wimbledon pens\u00f2 di ritirarsi. La Vinci, quell\u2019anno, raggiunse un best ranking straordinario e al contempo agrodolce: 11 al mondo. A un passo dalle top ten: la fotografia di una carriera che, in singolare, spesso poteva essere e non \u00e8 stata. C\u2019entrano anche gli esordi. La Pennetta, neanche diciottenne, vol\u00f2 in Spagna e raggiunse con relativa facilit\u00e0 le prime 50 in classifica singolare. La Vinci \u00e8 sbocciata con molta meno fretta. Paradossalmente le furono fatali le due semifinali Slam in doppio con la Testud a inizio carriera (nel 2001). Si convinse, e la convinsero, che era pi\u00f9 doppista che singolarista: diagnosi comprensibile, considerando che la casa della Vinci \u00e8 la rete. Gioca un tennis antico e anacronistico, che l\u2019avrebbe resa una rivale temibile delle Navratilova e Novotna, ma che la fa risultare oggi una campionessa fuori tempo, spesso troppo leggera per le sparapalle stolide e noiosissime alla Sharapova. Nel 2005 delizi\u00f2 i palati fini nel torneo su erba di Eastbourne. Gianni Clerici, feticista del gesto bianco, trasecol\u00f2 di beatitudine. Lui come tanti. Robertina parve fermarsi l\u00ec. Si \u00e8 invece ripresa, contro ogni pronostico, sfiorando la top ten in singolare a trent\u2019anni, vincendo 4 Fed Cup (con Flavia) e trionfando in doppio in tutti gli Slam, fianco a fianco con una che a prima vista col doppio non sembra entrarci nulla: Sara Errani, con cui poi si \u00e8 lasciata un anno fa non senza polemiche. La Vinci \u00e8 l\u2019unica tennista italiana ad aver vinto almeno un torneo in ogni superficie, ma \u00e8 sempre stata vista come quella \u201cbellina\u201d ma mai veramente vincente. C\u2019era sempre qualcuno che le rubava la scena: Francesca Schiavone, imprevedibile (quasi) come lei ma assai pi\u00f9 respingente; la Errani, emblema di volont\u00e0 e abnegazione; e la Pennetta. Pure lei grande doppista (semifinalista quest\u2019anno agli Us Open) e pure lei sottovalutata, bench\u00e9 prima italiana a entrare nelle top ten (10 nel 2009) e bench\u00e9 vincitrice (pure allora tra lo stupore generale) a Indian Wells 2014. Spesso, e non per colpa sua, hanno parlato di lei per l\u2019avvenenza: per il fidanzamento passato\u00a0con Moya, per quello attuale con Fognini. E il suo stesso tennis, senza difetti &#8211; da maestrina impeccabile &#8211; ma anche privo di colpi pienamente accecanti, ne ha nascosto un po\u2019 il talento. Sabato a New York, dopo un lungo viaggio, due campionesse autentiche \u2013 e felicemente atipiche \u2013 hanno coronato una carriera di ricami intarsiati e smorzate eretiche. Ha vinto la pi\u00f9 forte, Flavia Pennetta, cos\u00ec lucida da annunciare il ritiro nel momento migliore (nello sport non accade quasi mai). Ma hanno vinto entrambe, e una volta tanto il lieto fine \u00e8 lecito. (<em>Il Fatto Quotidiano, 13 settembre 2015<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non segue con regolarit\u00e0 il tennis pu\u00f2 faticare a comprenderlo appieno, ma di questo si tratta: una delle pi\u00f9 grandi sorprese nella storia dello sport. 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