{"id":3543,"date":"2015-09-12T13:20:13","date_gmt":"2015-09-12T13:20:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3543"},"modified":"2015-09-19T10:00:46","modified_gmt":"2015-09-19T10:00:46","slug":"beppe-fenoglio-la-maratona-con-il-partigiano-johnny","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3543","title":{"rendered":"Beppe Fenoglio, la maratona con il Partigiano Johnny"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_1077.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3549\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_1077-219x300.jpg\" alt=\"IMG_1077\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_1077-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_1077-748x1024.jpg 748w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_1077.jpg 1840w\" sizes=\"(max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a>Lui c\u2019\u00e8 rimasto, \u201critto sull\u2019ultima collina\u201d. Se n\u2019\u00e8 andato il 18 febbraio 1963 a neanche 41 anni, ma Beppe Fenoglio appare \u2013 oggi pi\u00f9 di ieri &#8211; non tanto e non solo brutalmente attuale, ma anche e soprattutto vivissimo. Domani, in quella sua Alba che non lo am\u00f2 abbastanza e che ne contest\u00f2 il matrimonio civile, lo ricorda con la doverosa consuetudine annuale della maratona fenogliana. Il ritrovo sar\u00e0 alle ore 16 in Piazza Rossetti al Centro Studi Beppe Fenoglio, animato dalla figlia Margherita. Avvocato, quando il padre mor\u00ec aveva due anni. Negli ultimi giorni della sua vita, Fenoglio poteva comunicare solo scrivendo. Era stato tracheotomizzato. Quei biglietti autografi, cos\u00ec eroici e cos\u00ec strazianti, sono prova ulteriore di una lucidit\u00e0 inaudita e di una radicata refrattariet\u00e0 alla retorica: proprio come nei suoi racconti e romanzi, sempre compiuti nella loro fatale incompiutezza (sono usciti spesso postumi e dunque in versioni non autorizzate dall\u2019autore). Ogni biglietto era un commiato: alla figlia, alla moglie Luciana, ai genitori, a Don Bussi. Al fratello Walter scrisse: \u201cFunerale civile, di ultimo grado, domenica mattina, senza soste, fiori e discorsi\u201d. E cos\u00ec fu. Fenoglio non \u00e8 scindibile dalla Langa. I percorsi fenogliani riconducono a Mango, San Benedetto Belbo, Mombarcaro. Tutto, in quei luoghi, rimanda a lui, e resta una vergogna che Alba gli abbia dedicato solo una via marginale, quasi che quel partigiano eterno imbarazzasse ancora qualcuno. Non \u00e8 stato fortunato, Beppe Fenoglio. A volte non parve neanche convinto delle sue qualit\u00e0, per esempio quando Elio Vittorini bocci\u00f2 <em>La paga del sabato<\/em> (\u201cC\u2019\u00e8 troppo cinematografo\u201d) e ridimension\u00f2 (pur pubblicandola) <em>La malora<\/em>. L\u2019unico che lo cap\u00ec sin dall\u2019inizio fu Italo Calvino, con cui si confrontava sempre e che \u2013 dopo la pubblicazione postuma de <em>Una questione privata<\/em> \u2013 dichiar\u00f2: \u201cIl libro che la nostra generazione voleva fare, adesso c\u2019\u00e8\u201d. Fenoglio, per\u00f2, sapeva di essere Fenoglio. Alla moglie ripeteva che, un giorno, tutti avrebbero letto <em>La malora<\/em> per capire com\u2019\u00e8 che si viveva in Italia a inizio Novecento. E cos\u00ec \u00e8 andata. A chi gli consigliava di non polemizzare con Pasolini, replicava: \u201cNon lo conosco, n\u00e9 come uomo n\u00e9 come scrittore. <img decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-3544 alignright\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/beppe-300x185.jpg\" alt=\"beppe\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/beppe-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/beppe.jpg 434w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>E poi lo spirito di scuderia (due garzantini) nemmeno mi sfiora. Io sar\u00f2 un brocco, ma un brocco brado\u201d. E alla madre, che lo rimproverava per non essersi laureato, ripeteva che un giorno la laurea gliel\u2019avrebbero portata a casa. E cos\u00ec, ancora, \u00e8 stato (nel 2005). Per Fenoglio la scrittura era esigenza e dolore. I suoi manoscritti sono consumati, torturati, arati. Dietro le 60 sigarette fumate al giorno c\u2019era una tensione scrittoria implacabile. Ha inseguito fino alla fine una lingua che restituisse l\u2019epica obliqua della lotta partigiana e per questo ha scritto in \u201c<em>fenglese<\/em>\u201d. La prima stesura era in inglese, che amava e conosceva bene. L&#8217;inglese era \u201cil palo della vigna\u201d come ha notato Gian Luigi Beccaria: il sostegno per ricreare un mondo e vivificare parole che in italiano non rendevano appieno (l\u2019entit\u00e0 del rosso, in Fenoglio, diviene per esempio \u201credness\u201d e poi \u201crossit\u00e0\u201d). Innamorato dell\u2019Inghilterra elisabettiana e rivoluzionaria, non visit\u00f2 mai quei luoghi sognati: non ne ebbe il tempo, e poi non voleva sporcarne l\u2019utopia con la volgarit\u00e0 del reale. Per lui la collina era un mare, infatti i suoi partigiani \u201cveleggiano\u201d. E per lui la lotta partigiana fu \u2013 oltre che l\u2019unica cosa da fare \u2013 guerra civile. La retorica comunista storse il naso, ma gli Zdanov e gli Staino son sempre esistiti. Nei suoi libri ci sono pochi giudizi e ancor meno anime salve, e quelle poche non hanno scampo: l\u2019amato professor Cocito, impiccato dai nazisti; Dario Scaglione \u201cTarzan\u201d, fucilato alle spalle dai fascisti a Valdivilla. Fenoglio scortecciava le parole, detestava i fronzoli e fu uno shock: linguistico, contenutistico, morale. Sognava una nuova ripartenza, ma prim\u2019ancora del 25 aprile vide troppi repubblichini reinventarsi partigiani e cap\u00ec che senza epurazione non poteva esserci Liberazione. Viveva dentro \u201cgiorni impartoribili\u201d, inseguiva l\u2019eleganza, coltivava il rigore e non cercava case in collina come Cesare Pavese, pure lui uomo di Langa (ma una Langa diversa): l\u2019amore non \u00e8 pi\u00f9 evasione, bens\u00ec propellente per attuare una sorta di \u201cguerra puritana\u201d ideale, tra Omero e il <em>Paradiso perduto<\/em> di Milton. Fenoglio era un lord da battaglia, un partigiano con pochi sorrisi, uno scrittore d\u2019anticipo. C\u2019\u00e8, nelle sue opere, una primavera di bellezza continua, la stessa che si percepisce in quel concerto \u2013 cos\u00ec perfetto &#8211; con cui i CSI lo ricordarono il 5 ottobre 1996 ad Alba. \u00abSempre sulle lapidi, a me baster\u00e0 il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano\u00bb: cos\u00ec chiese. Molti non lo conoscono, che \u00e8 colpa ma anche un po\u2019 fortuna: non sanno la meraviglia che li aspetta.<br \/>\n<em>(Il Fatto Quotidiano, 12 settembre 2015)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lui c\u2019\u00e8 rimasto, \u201critto sull\u2019ultima collina\u201d. Se n\u2019\u00e8 andato il 18 febbraio 1963 a neanche 41 anni, ma Beppe Fenoglio appare \u2013 oggi pi\u00f9 di ieri &#8211; non tanto e non solo brutalmente attuale, ma anche e soprattutto vivissimo. 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