{"id":3509,"date":"2015-08-12T13:19:34","date_gmt":"2015-08-12T13:19:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3509"},"modified":"2015-08-22T14:40:34","modified_gmt":"2015-08-22T14:40:34","slug":"quelli-che-vanno-ai-concerti-e-della-musica-non-gliene-frega-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3509","title":{"rendered":"Quelli che vanno ai concerti (e della musica non gliene frega niente)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/uno.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3511\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/uno-300x200.jpg\" alt=\"uno\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>L\u2019estate si caratterizza anche per il gran numero di concerti all\u2019aperto. Questi eventi di massa, in via teorica musicali, sono popolati &#8211; soprattutto se gratuiti &#8211; da una fauna variegata che ha una caratteristica in comune: della musica, in buona sostanza, non frega niente a nessuno. Si va ai concerti per moda, per noia, per aggregazione. Quasi mai per ascoltare &#8211; bene &#8211; quel che gli artisti sul palco hanno da dire. La fauna concertistica si divide in varie specie: queste.<br \/>\n<strong>Telefonisti<\/strong>. Ogni volta che l\u2019artista attacca un brano, loro telefonano a casa. Devono assolutamente fare la radiocronaca alla fidanzata, alla mamma, al cane. \u201cEhi, adesso sta facendo questa!\u201d, \u201cEhi, ora canta quest\u2019altra!\u201d. Stanno al telefono per tutto il concerto, con il risultato che nessuno \u2013 n\u00e9 loro, n\u00e9 la mamma e men che meno il cane \u2013 ascolta nulla dell\u2019esibizione.<br \/>\n<strong>Coristi<\/strong>. Cantano sempre, ma proprio sempre. Sanno a memoria ogni brano, e anche se non lo sanno pazienza: cantano lo stesso, utilizzando un grammelot a met\u00e0 tra Razzi e Dario Fo. Non stanno mai zitti, sono stonati e si piazzano puntualmente accanto a te, come quelli che \u2013 anche se il cinema \u00e8 vuoto \u2013 si siedono al tuo fianco trangugiando popcorn. I coristi, e le coriste, vanno ai concerti non per ascoltare l\u2019artista ma per ascoltarsi: potrebbero farlo anche standosene a casa, per\u00f2 fa meno figo.<br \/>\n<strong>Richiedenti<\/strong>. Trib\u00f9 abbastanza facinorosa che si caratterizza per la continua richiesta di brani \u2013 possibilmente astrusi \u2013 durante il concerto. Se Knopfler suona <em>Sultans of Swing<\/em>, gridano \u201cFacci <em>The Bed\u00b4s Too Big Without You<\/em>!\u201d. Se Springsteen suona <em>Born To Run<\/em>, gridano \u201cFacci <em>Maria\u2019s Bed<\/em>!\u201d. Se Povia canta \u201c<em>I bambini fanno ooh<\/em>\u201d, gridano \u201cFacci <em>Ma tu sei scemo<\/em>!\u201d. Il richiedente \u00e8 cos\u00ec: va ai concerti per far sapere che, di quell\u2019artista, conosce tutta la discografia. (Avvertenza 1: \u201c<em>The Bed\u2019s Too Big Without You<\/em> \u00e8 dei Police e non di Knopfler, ma a volte i richiedenti si confondono). (Avvertenza 2: <em>Ma tu sei scemo<\/em>\u00e8 effettivamente una canzone, forse autobiografica, di Povia. L\u2019esempio \u00e8 per\u00f2 inventato: non sono ancora stati rinvenuti fan di Povia).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/due.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3513\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/due-300x200.jpg\" alt=\"due\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/due-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/due.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Singolisti<\/strong>. Fazione contrapposta alla precedente, perch\u00e9 grida all\u2019artista di eseguire un solo brano. E il brano richiesto non \u00e8 solo uno dei pi\u00f9 famosi, ma \u00e8 pure uno dei pi\u00f9 odiati dall\u2019artista. Che dunque non lo suoner\u00e0 mai. Capitava quando a Gaber chiedevano <em>La libert\u00e0<\/em>, capitava quando a Fossati chiedevano <em>La mia banda suona il rock<\/em>. Il singolista, poich\u00e9 mai soddisfatto nel suo desiderio primario, vive in uno stato di perenne frustrazione, \u00e8 sempre nervoso e \u2013 per rilassarsi \u2013 quando torna a casa ascolta\u00a0<em>Cicale<\/em> di Heather Parisi su Youtube. Non senza palese soddisfazione.<br \/>\n<strong>Inconsolabili<\/strong>. Hanno aspettato una vita per ascoltare quell\u2019artista. Sono cresciuti amando <em>Blowin\u2019 in The Wind<\/em> e\u00a0<em>Buonanotte Fiorellino<\/em>. Poi, quando finalmente gli capita di incrociare dal vivo Dylan e De Gregori, le canzoni neanche le riconoscono. Per colpa un po\u2019 loro e molto di chi le canta. La vita, spesso, \u00e8 ingiusta.<br \/>\n<strong>Cineasti<\/strong>. Riprendono tutto il concerto con il telefonino e lo postano in diretta su Facebook, su Twitter, su Youtube. Nel frattempo il concerto \u00e8 finito, ma loro non se ne sono mica accorti.<br \/>\n<strong style=\"line-height: 1.5;\">Blateranti<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">. Parlano di continuo, non del concerto ma del mondo. A volte dialogano con chi hanno accanto e pi\u00f9 spesso da soli. Logorroici in servizio permanente, sono in grado di dissertare mezzora sulla campagna acquisti del Milan mentre Roger Waters canta <\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">Wish You Were Here<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">. Spesso, disturbati dal frastuono, arrivano a lamentarsi perch\u00e9 \u201cc\u2019\u00e8 troppo casino qua, neanche si pu\u00f2 parlare in pace\u201d. Di solito, a questo punto, vengono lapidati. Giustamente.<br \/>\n<\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">Birrai<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">. Si piazzano accanto allo stand della birra, danno le spalle al palco e bevono. Bevono. Bevono. A concerto finito vanno con gli amici al pub. Bevono. Bevono. Bevono. E quando un amico gli chiede se il concerto \u00e8 stato di loro gradimento, rispondono: \u201cBoh. Per\u00f2 la birra era annacquata, cazzo\u201d.<br \/>\n<\/span><strong>Limonanti<\/strong>. Si baciano appassionatamente per tutto il concerto, intrisi di ormoni e romanticismo, anche se nel frattempo i Nomadi stanno cantando <em>Auschwitz<\/em>. L\u2019amore vince su tutto.<br \/>\n<strong>Tecnicisti<\/strong>. Vanno a ogni concerto, ma sono perennemente insoddisfatti. Quando \u00e8 finito, con l\u2019aria definitiva, ripetono sdegnati: \u201cSu disco suonava molto meglio\u201d. A chi ha l\u2019ardire di chiedere spiegazioni, rispondono con pipponi di sei ore sul \u201ccattivo missaggio\u201d, \u201cl\u2019incerta equalizzazione\u201d e \u201cl\u2019assolo del brano 7 che durava 9 secondi in meno rispetto alla versione originale\u201d. Sono gli stessi che, quando esce un libro di 700 pagine, notano solo i refusi.<br \/>\n<strong style=\"line-height: 1.5;\">Incontinenti<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">. Hanno fatto la fila dalla notte precedente per avere il posto in prima fila. Poi, sudati e assonnati, si allontanano un attimo per andare in bagno. E quando ritornano si ritrovano a 180 chilometri di distanza dal palco.<br \/>\n<\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">Conoscitori<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">. Riconoscono i brano dopo due secondi e dicono ad alta voce i titoli delle canzoni prima degli altri, per farsi dire che sono fighi. Solo che nessuno glielo dice. Mai. E loro ci restano male. Molto. Cos\u00ec, quando tornano a casa, per tirarsi su ascoltano pure loro\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">Cicale<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\"> di Heather Parisi su Youtube. Con meno soddisfazione, per\u00f2.<br \/>\n<\/span><strong>Selfisti<\/strong>. Si fanno i selfie, li postano su Twitter e scrivono: \u201cQui Vasco stava facendo <em>Ogni volta<\/em>\u201d, \u201cQui Liga stava facendo\u00a0<em>Urlando contro il cielo<\/em>\u201d, \u201cQui Jova stava facendo <em>L\u2019ombelico del mondo<\/em>\u201d. Puntuale la risposta dei followers: \u201cTu invece, in ogni foto, facevi sempre la stessa cosa: l\u2019ebete\u201d.<br \/>\n<strong style=\"line-height: 1.5;\">Urlanti<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">. Sono quelli che gridano \u201cWowww!\u201d e \u201cYeeeeeaaah!\u201d ogni volta che il cantante attacca un pezzo noto. Lo fanno non perch\u00e9 quella canzone gli piaccia, ma perch\u00e9 sperano di risentirsi nella registrazione live e dire agli amici: \u201cEhi, sentito quell\u2019urlo? Era mio, ah ah ah\u201d. Tu sei l\u00ec che ascolti l\u2019<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">Unplugged<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\"> di Eric Clapton, e fino a quel momento ti eri sempre chiesto chi fosse mai quel bischero che sporcava <\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">Layla <\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">con quelle urla, e di colpo scopri che il bischero era il tuo migliore amico. S\u00ec, la vita spesso \u00e8 ingiusta. (<\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">Il Fatto Quotidiano, 9 agosto 2015<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate si caratterizza anche per il gran numero di concerti all\u2019aperto. 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