{"id":3438,"date":"2015-07-22T12:48:54","date_gmt":"2015-07-22T12:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3438"},"modified":"2015-07-22T14:58:25","modified_gmt":"2015-07-22T14:58:25","slug":"essere-un-mito-senza-darlo-a-vedere-il-capolavoro-di-mark-knopfler","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=3438","title":{"rendered":"Essere un mito senza darlo a vedere: il capolavoro di Mark Knopfler"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/knopf.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3440\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/knopf-200x300.jpg\" alt=\"knopf\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/knopf-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/knopf-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Sessantasei anni suonati, e suonati bene, Mark Knopfler non \u00e8 mai stato intaccato dalla spettacolarizzazione. Artista essenziale e dunque per questo ossimoro, ancor pi\u00f9 nei cacofonici Anni Ottanta che lo hanno visto scintillare, non ha mai conosciuto l\u2019eccentricit\u00e0. La cosa pi\u00f9 strana che ha fatto, peraltro inspiegabilmente, \u00e8 stata salire sul palco con la fascetta antisudore, neanche fosse un Bjorn Borg della chitarra, indossando oltretutto\u00a0stivaletti rossi non poco raggelanti. Era trent\u2019anni fa, quando con i Dire Straits incideva uno dei live pi\u00f9 belli nella storia della musica (<em>Alchemy<\/em>).\u00a0 Tanto tempo \u00e8 passato: tanto, ma poi non troppo. Dotato di un carisma che scaturisce per contrasto rispetto alle maniere sobrie e quasi \u201cimpiegatizie\u201d, non ha mai inseguito fronzoli. Ieri come oggi. Sta attraversando l\u2019Italia, stasera sar\u00e0 a Lucca, ieri era a Roma e luned\u00ec a Barolo al Collisioni Festival. Chi lo segue a ogni data, e ne commenta le gesta nel monumentale forum italiano \u201c<a href=\"http:\/\/knopfleriani.it\/\">Knopfleriani.it<\/a>\u201d, racconta che a Piazzola sul Brenta due sere prima era parso pi\u00f9 in forma. Qualche sbavatura, mixaggio inizialmente sbagliato, voce che a tratti non si sentiva. Il concerto, di fronte a una piazza stracolma, ha funzionato lo stesso. Quattordici brani e decine di chitarre cambiate. Ogni volta che ne chiedeva una nuova, lanciava il segnale di un assolo imminente. Un rituale sempre uguale a se stesso: la liturgia dell\u2019epifania chitarristica, la quiete prima non tanto della tempesta quanto della pentecoste sonora. Knopfler non piace ai (presunti) puristi e agli (ancor pi\u00f9 presunti) ribelli: troppo normale, mai un vizio o gi\u00f9 di l\u00ec. Persino negli Ottanta il suo suono si era stabilizzato in quella terra di mezzo del \u201ccommerciale ma non troppo\u201d. Non era sperimentazione, ma non era neanche \u2013 per dirla con Jannacci &#8211; brutta musica fatta solamente con la batteria. Knopfler era e resta un innovatore che ti regala il capolavoro con la semplicit\u00e0 di chi ti offre un buon caff\u00e8. Ama tanto la musica e poco la ribalta. Ha spesso privilegiato collaborazioni con amici persino pi\u00f9 famosi di lui, beandosi di una sorta di semi-clandestinit\u00e0 di lusso. Quando suonava con Bob Dylan era il meno noto dei due, e gli piaceva. Quando duettava con Eric Clapton era il meno divo dei due, e gli andava bene cos\u00ec. Poi, con calcolata discrezione, si sedeva accanto a <em>Slowhand<\/em> e <img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3441\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/knopf2.jpg\" alt=\"knopf2\" width=\"220\" height=\"270\" \/>disegnava arabeschi discreti, magari durante una <em>Layla<\/em> acustica. Era allora che, definitivamente, capivi la sua natura: come certi attori non protagonisti nei film che porteresti sull\u2019isola deserta, Knopfler era (\u00e8) fondamentale pur non sembrandolo. Se fosse un calciatore, e non uno dei chitarristi pi\u00f9 grandi di sempre, Knopfler non sarebbe un fantasista aduso al dribbling ma un regista intriso di garbata perfezione. Un Dino Sani, un Redondo, un Pirlo. Camicia blu e jeans d\u2019ordinanza, capelli (pochi) rasati, Knopfler \u00e8 parso a Barolo un po\u2019 stanco nella esecuzione di <em>Romeo and Juliet<\/em>, eternata da troppi smartphone illuminati come fastidiosi ceri votivi, e di <em>Sultans of Swing<\/em>, eseguita probabilmente controvoglia. Il repertorio dei Dire Straits, che pure \u00e8 invecchiato benissimo (riascoltare <em>Communiqu\u00e8 <\/em>per credere), deve suonargli ormai distante. Poi per\u00f2 ha elargito l\u2019epica <em>Telegraph Road<\/em>, i cui cinque minuti finali &#8211; incendiari, enormi, definitivi &#8211; valgono una carriera e anzi una vita. La sua produzione come solista \u00e8 meno nota, per quanto vendutissima. Dal recente\u00a0<em>Tracker <\/em>ha proposto solo<em> Broken Bones.<\/em> E\u2019 comunque bastata <em>Hill\u2019s Farmer Blues<\/em> per capire che il talento \u00e8 ancora vivido.<em>So Far Away<\/em> \u00e8 una scheggia immutata degli Ottanta, <em>Your Latest Trick<\/em> \u00e8 morbida come un tempo, le atmosfere folk-irish di<em>Privateering <\/em>gli piacciono proprio tanto. E <em>Going Home<\/em> non smette di commuovere. Nessuno ha mai capito come Knopfler sia riuscito, letteralmente, a inventare un suono. Allergico agli orpelli come al plettro, \u00e8 ancora ben dentro la mediamente nota istantanea di Douglas Adams: \u00abMark Knopfler ha la straordinaria capacit\u00e0 di far emettere alla sua\u00a0Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte\u00bb. Gli angeli suonano ancora, ora accompagnati da fratelli in armi e ora no. (<em>Il Fatto Quotidiano, 22 luglio 2015)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sessantasei anni suonati, e suonati bene, Mark Knopfler non \u00e8 mai stato intaccato dalla spettacolarizzazione. Artista essenziale e dunque per questo ossimoro, ancor pi\u00f9 nei cacofonici Anni Ottanta che lo hanno visto scintillare, non ha mai conosciuto l\u2019eccentricit\u00e0. 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