{"id":2848,"date":"2015-01-06T10:39:33","date_gmt":"2015-01-06T10:39:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=2848"},"modified":"2015-01-06T11:38:08","modified_gmt":"2015-01-06T11:38:08","slug":"pino-daniele-blues-leggerezza-e-contaminazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=2848","title":{"rendered":"Pino Daniele: blues, leggerezza e contaminazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2849\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Pino-Daniele-Napule-\u00e8-225x300.jpg\" alt=\"Pino-Daniele-Napule-\u00e8\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Pino-Daniele-Napule-\u00e8-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Pino-Daniele-Napule-\u00e8.jpg 613w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Non si apre per caso un concerto di Bob Marley. Non accade per caso che Eric Clapton ti chiami al Toyota Park di Chicago per il festival Crossroads, accanto a Joe Bonamassa e Robert Randolph. E non succede per caso nei tuoi dischi suonino membri dei Weather Report, musicisti di Peter Gabriel, Richie Havens, Chick Corea e ovviamente James Senese. A Pino Daniele tutto questo capitava, e neanche troppo di rado. Era giusto, era naturale. Alla fine degli Anni Ottanta attravers\u00f2 l\u2019Europa, parte integrante del progetto \u201cNight of the Guitar\u201d accanto a Phil Manzanera, Robby Krieger, Steve Hunter e Randy California. Uno dei suoi idoli era Pat Metheny, di cui divenne amico e con cui suon\u00f2. Nella sua musica, che veniva molto prima dei testi (anche se ne ha scritti di splendidi, da \u201cNapul\u2019\u00e8\u201d a \u201cQuando\u201d), conviveva di tutto: il blues \u2013 l\u2019amore pi\u00f9 grande &#8211; e il jazz, il funky e il rock. Ma anche, e talora soprattutto, la tradizione mediterranea e campana. Chitarrista sopraffino, ha piegato i virtuosismi al desiderio di una musica divenuta col tempo sempre pi\u00f9 pop. Ha collaborato con quasi tutte le star italiane, da Baglioni a Jovanotti, da Giorgia a Gigi D\u2019Alessio, da Ramazzotti a Ligabue. Fino a De Gregori, Ron e Fiorella Mannoia, con cui si impegn\u00f2 in un fortunato tour nel 2002. Gli anni del grande successo sono stati i Novanta: 800mila copie con \u201cNon calpestare i fiori del deserto\u201d, 900mila con \u201cDimmi cosa succede sulla Terra\u201d. Album che gli garantirono il plauso definitivo del grande pubblico, che ha avuto modo di apprezzarlo anche su RaiUno la notte di Capodanno in concerto da Courmayer, ma che lo fecero apparire troppo commerciale agli occhi dei tanti che lo avevano amato a cavallo tra Settanta e Ottanta. Il suo periodo d\u2019oro, quanto a creativit\u00e0: \u201cTerra mia\u201d, \u201cPino Daniele\u201d, \u201cNero a met\u00e0\u201d (ripreso dal vivo lo scorso settembre all\u2019Arena di Verona), <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/troisi_daniele.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2850\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/troisi_daniele-300x175.jpg\" alt=\"troisi_daniele\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/troisi_daniele-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/troisi_daniele.jpg 995w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cVai mo\u2019\u201d e \u201cBella \u2018mbriana\u201d. Pino Daniele ha sempre avuto respiro internazionale e gusto per la mescolanza, inseguendo una contaminazione che non si prendesse troppo sul serio \u2013 \u201cChe Dio ti benedica\u2026che fica\u201d &#8211; e che non perdesse di vista il Santo Graal della piacevolezza. Se il primo Pino Daniele era intriso di una genialit\u00e0 istintiva, la maturit\u00e0 lo ha visto assecondare il desiderio di intrattenere. I problemi cardiaci, uno dei tanti punti in comune con l\u2019amico Massimo Troisi, hanno parzialmente limitato la sua dimensione naturale, quella live, comunque proseguita fino alla fine. Il particolare timbro di voce, unito alla qualit\u00e0 di chitarrista, lo rendono per certi versi prossimo a un altro cantautore atipico come Ivan Graziani. Umanamente piacevolissimo, sapeva essere feroce nei giudizi. Non solo su Bossi e Bassolino. Una volta incontr\u00f2 Pierangelo Bertoli e gli disse brutalmente che la sua musica proprio non gli piaceva. Bertoli, un altro che coltivava spigoli e talento, rispose a bruciapelo: \u201cNeanche a me la tua, <i>castr\u00e8&#8221;<\/i>. Per quanto cantautore irregolare, sapeva omaggiare chi secondo lui lo meritava. Al Festival Gaber interpret\u00f2 con originalit\u00e0 \u201cIo e le cose\u201d, brano neanche troppo noto del Signor G. E fu il primo a voler ricordare di sua iniziativa Luigi Tenco durante il Premio che ne porta il nome a Sanremo. Esegu\u00ec \u201cUn giorno dopo l\u2019altro\u201d e \u201cLontano lontano\u201d. Era il 1993. Le esegu\u00ec benissimo. (<em>Il Fatto Quotidiano, 6 gennaio 2015<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si apre per caso un concerto di Bob Marley. Non accade per caso che Eric Clapton ti chiami al Toyota Park di Chicago per il festival Crossroads, accanto a Joe Bonamassa e Robert Randolph. 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