{"id":2662,"date":"2014-11-25T07:18:33","date_gmt":"2014-11-25T07:18:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=2662"},"modified":"2014-11-29T14:32:06","modified_gmt":"2014-11-29T14:32:06","slug":"il-fascino-discreto-del-fumetto-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=2662","title":{"rendered":"Il fascino discreto del fumetto italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2664\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/zagor.jpeg\" alt=\"zagor\" width=\"170\" height=\"297\" \/>Non senza un\u2019affascinante stranezza, e per certi versi inspiegabilmente, il <span class=\"il\">fumetto<\/span> italiano resiste. Nell\u2019era della post-modernit\u00e0, dove tutto \u00e8 liquido e leggero, rapido e possibilmente impalpabile, l\u2019arte pi\u00f9 dichiaratamente anacronistica mantiene il suo fascino. Com\u2019\u00e8 possibile? Per certi versi, sarebbe come se gli italiani si ostinassero ad ascoltare musica solo e soltanto in vinile. Un approccio ben diverso da quello reale. Eppure, con il passare degli anni, anche il vinile ha ritrovato fascino. Conquistandosi la sua nicchia di mercato. Il <span class=\"il\">fumetto<\/span> italiano, di fatto, il fascino non lo ha mai smarrito. Certo, alcune testate hanno dovuto chiudere e nel frattempo i prezzi sono aumentati. Uno <i>Zagor<\/i> mensile inedito costa 3.20 euro, il quadrimestrale <i>Agenzia Alfa<\/i> 6.80 Euro. La crisi c\u2019\u00e8 anche qui. Il <span class=\"il\">fumetto<\/span> per\u00f2 sopravvive, nonostante l\u2019agonia di tutto ci\u00f2 che \u00e8 cartaceo e nonostante la palese \u201cantichit\u00e0\u201d di qualcosa che non pu\u00f2 n\u00e9 mai vorr\u00e0 essere \u201cal passo coi tempi\u201d. Dopo i fasti degli Anni Ottanta e Novanta, cerniera temporale che ha visto nascere alcune testate mitiche (<i>Martin Mystere, Dylan Dog, Nathan Never<\/i>), a met\u00e0 Duemila il riflusso pareva inesorabile. Eroi e antieroi sono caduti come birilli: il poliziotto <i>Nick Raider<\/i>, l\u2019inquieto <em>Lazarus Ledd<\/em> (edito da Star Comics, nel 2015 uscir\u00e0 un albo eccezionale che chiuder\u00e0 la saga), <em>Magico Vento<\/em> (attualmente ristampato). Pubblicazioni mensile sono diventate bimestrali <i>(Martin Mystere<\/i>). Il settore, per\u00f2, ha tenuto. E anzi si \u00e8 moltiplicato. La <img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2665\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/martinmystere-300x169.jpg\" alt=\"martinmystere\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/martinmystere-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/martinmystere.jpg 432w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>diversificazione \u00e8 uno degli abracadabra adottati dalla Sergio Bonelli Editore: se la crisi morde, l\u2019unico modo per dribblarla non \u00e8 nascondersi bens\u00ec intensificare uscite e progetti. Ogni mese, ma pi\u00f9 che altro ogni settimana, le edicole vengono invase dai \u201cbonellidi\u201d, i <span class=\"il\">fumetti<\/span> con il formato eternato dalla Bonelli. Serie eterne e autoconclusive (lo \u201czombie buono\u201d <i>Lukas<\/i>, serie di 24 episodi). Biografie sui generis (Caravaggio) e nuovi arrivati che raccontano l\u2019Africa del 19esimo secolo (<i>Adam Wild<\/i>, ideato dall\u2019ottimo Gianfranco Manfredi, ex cantautore e gi\u00e0 inventore di <i>Magico Vento<\/i>). Quali sono i motivi di questo successo? In primo luogo la qualit\u00e0 di autori e disegnatori: la scuola italiana ha poco da invidiare alle altre e occorre talento autentico per avere (almeno) una buona idea ogni mese. E\u2019 poi verosimile che, per una strana alleanza tra carta e piccolo schermo, l\u2019esplosione delle serie tiv\u00f9 abbia \u2013 per rimbalzo, per osmosi \u2013 contribuito a far riscoprire anche la serialit\u00e0 del <span class=\"il\">fumetto<\/span>. Quasi che, nell\u2019era attuale, il disimpegno dovesse essere a puntate e non bruciarsi in un attimo. Tanto nel dramma quanto nell\u2019avventura, tanto nel giallo quanto nell\u2019horror. Il <span class=\"il\">fumetto<\/span> italiano, bonellide e non solo (si pensi all\u2019autoprodotto <i>Lady Mafia<\/i>), abbraccia ogni genere. Talora ha la pretesa encomiabile di denunciare (le graphic novel di Beccogiallo) e pi\u00f9 spesso costituisce una evasione intelligente. Adatta a tutti i gusti. Vuoi l\u2019horror che non ha imbarazzo nel commuovere e commuoversi? C\u2019\u00e8 <i>Dylan Dog.<\/i> Vuoi l\u2019horror cinico, alla <i>Walking Dead<\/i> o <i>Revenants<\/i>? Ecco <i>Lukas<\/i>. Hai appena visto <i>Interstellar<\/i> di Nolan? Molte cose le trovavi gi\u00e0 <i>in Nathan Never<\/i> (e prim\u2019ancora in Isaac Asimov e Stanley Kubrick). Sei un nostalgico di Indiana Jones e non ne puoi pi\u00f9 di <i>Voyager<\/i> e derivati? Il buon vecchio zio <i>Martyn Mistere<\/i> \u00e8 sempre l\u00ec. Il <span class=\"il\">fumetto<\/span> pare poi l\u2019unica arte disposta a dare ancora spazio all\u2019avventura: quella pura, quella per cui il West non \u00e8 mai morto. Tex Willer \u00e8 nato nel 1948, ma non \u00e8 mica invecchiato. E cos\u00ec Zagor, nato nel 1961 e mai cos\u00ec in forma (il livello della produzione, da tre anni a questa parte, sta toccando vette rare). Il fascino del fumetto\u00a0si \u00e8 tramandato di generazione in generazione: piaceva a quella di Francesco Guccini, un appassionato del genere, e a quella Luciano Ligabue, che infatti citava Zagor nel primo disco del 1990. Piace per\u00f2 anche a molti ventenni attuali, che affollano le tante mostre e rassegne. Ad aiutare questa longevit\u00e0 inattesa ha contribuito anche la possibilit\u00e0, tipica del fumetto, di poter essere ostinatamente anacronistico: di fregarsene degli aggiornamenti. Lo stesso restyling di <i>Dylan Dog<\/i>, dopo 28 anni di immutabilit\u00e0, non si \u00e8 certo rivelato brutale. Non solo: consapevole che il rischio di inceppare un giocattolo pressoch\u00e9 perfetto fosse alto, la Bonelli ha deciso di mantenere una collana \u201cOld Boy\u201d, all\u2019interno della quale Dylan Dog \u00e8 ancora senza cellulare e l\u2019ispettore Bloch non \u00e8 andato in pensione. N\u00e9 mai ci andr\u00e0. Ulteriore forza dei \u201cbonellidi\u201d sono le spalle: non \u00e8 soltanto il protagonista a funzionare ma anche l\u2019amico fedele e spesso bizzarro (Groucho, Cico, Kit Carson, Java). Longevo e variegato, ispirato e anacronistico, seriale e pressoch\u00e9 immortale, il <span class=\"il\">fumetto<\/span> italiano \u00e8 una macchina del tempo arrugginita come la De Lorean di <i>Ritorno al futuro<\/i>. Solo che, pi\u00f9 spesso, preferisce tornare al passato. Quasi mai al presente. Ogni tavola \u00e8 una piccola <i>madeleine<\/i> di carta, in grado di regalarti ogni volta l\u2019incanto di una mezzora con molti sogni e pochi patemi. (<em>Il Fatto Quotidiano, 22 novembre 2014<\/em>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non senza un\u2019affascinante stranezza, e per certi versi inspiegabilmente, il fumetto italiano resiste. Nell\u2019era della post-modernit\u00e0, dove tutto \u00e8 liquido e leggero, rapido e possibilmente impalpabile, l\u2019arte pi\u00f9 dichiaratamente anacronistica mantiene il suo fascino. Com\u2019\u00e8 possibile? Per certi versi, sarebbe come se gli italiani si ostinassero ad ascoltare musica solo e soltanto in vinile. 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