{"id":2576,"date":"2014-11-14T12:58:59","date_gmt":"2014-11-14T12:58:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=2576"},"modified":"2014-11-14T13:25:00","modified_gmt":"2014-11-14T13:25:00","slug":"il-fascino-irresistibile-e-cattivo-delle-serie-tivu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=2576","title":{"rendered":"Il fascino irresistibile (e cattivo) delle serie tiv\u00f9"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2578\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/break-300x150.jpg\" alt=\"break\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/break-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/break-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/break.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Non \u00e8 soltanto la qualit\u00e0 di interpretazioni\u00a0e sceneggiature a spiegare il successo delle serie tiv\u00f9. C\u2019\u00e8 anche lo sdoganamento definitivo, talora quasi ostentato, del politicamente scorretto. In Italia, fatte salve lodevoli eccezioni come <i>Romanzo Criminale<\/i> e <i>Gomorra<\/i>, impera ancora la fiction buonista: la storia edificante, tanto improbabile quanto rassicurante. Negli Stati Uniti, e non solo l\u00ec, al centro della scena c\u2019\u00e8 invece il cattivo cos\u00ec respingente da risultare fatalmente affascinante. L\u2019esempio pi\u00f9 facile \u00e8 <i>House of Cards<\/i>, che il Presidente del Consiglio Renzi ha detto di utilizzare quasi come vademecum strategico (non un bel segnale per l\u2019Italia: il protagonista, Frank Underwood, \u00e8 una carogna senza pari). Ci sono per\u00f2 tanti altri casi. In primo luogo, la serie tiv\u00f9 \u2013 quella migliore &#8211; ha saputo giocare da sempre sul chiaroscuro: sul buono che non lo \u00e8 mai fino in fondo, sul cattivo che non lo \u00e8 mai interamente. Sin da <i>Twin Peaks<\/i>, apripista della nuova narrazione sul piccolo schermo, \u00e8 il dubbio a caratterizzare la storia. La sfumatura, il non detto. A colpire lo spettatore non sono tanto i personaggi manifestamente positivi, quanto chi \u00e8 sfaccettato e possibilmente inquietante. Di <i>Lost<\/i>, altra serie-mito, ammaliava pi\u00f9 di tutti l\u2019ineffabile Ben Linus, capace di passare dal gesto pi\u00f9 atroce all\u2019apertura meno prevedibile. Non \u00e8 soltanto il fascino del male, quanto la capacit\u00e0 di raccontare \u2013 avvincendo, alimentando l\u2019immedesimazione, creando dipendenza \u2013 l\u2019ineluttabilit\u00e0 della immoralit\u00e0 latente. L\u2019errore quotidiano, l\u2019inciampo esistenziale. La tentazione, la corruzione: la naturale corruttibilit\u00e0 dell\u2019animo <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/longmire.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2579\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/longmire-300x225.jpg\" alt=\"longmire\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/longmire-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/longmire.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>umano, che conduce allo sbaglio destinato a macerarti in eterno. Fino a trasformare il personaggio in una \u201cgramigna umana\u201d che uccide tutto ci\u00f2 che tocca, anzitutto ci\u00f2 che pi\u00f9 ha di caro. Quel che accade a Jack Bauer, protagonista di <i>24\u00a0<\/i>(nove stagioni), che ha coinciso con un ulteriore innalzamento dell\u2019asticella qualitativa. Col passare degli anni la serie \u00e8 diventata sempre meno autoconclusiva (<i>CSI, Dottor House<\/i>) e sempre pi\u00f9 profetica. In grado non solo di raccontare, ma anche di prevedere la realt\u00e0: quando in <i>24<\/i> comparve un presidente di colore sembr\u00f2 un azzardo, poi per\u00f2 Barack Obama \u00e8 stato eletto davvero. Oggi la serie tiv\u00f9\u00a0 si configura come un mega-romanzo a puntate, con l\u2019ambizione neanche troppo latente dell\u2019epica. Ulteriori step hanno coinciso con l\u2019arrivo di serie spesso partite in sordina e divenute giustamente di culto. In molte di esse fatichi a trovare personaggi minimamente edificanti, a meno che non sia da ritenersi lodevole il personaggio che ha ucciso \u201csoltanto\u201d tre persone a fronte della media di 20 dei compari (<i>The Shield, Sons of Anarchy<\/i>). Sono racconti impietosi, che eternano un presente irrimediabilmente compromesso e naturalmente apocalittico, con pochi martiri e troppi carnefici (talora inconsapevoli). A salvarli, e neanche sempre, antieroi scarsamente convinti che la redenzione sia possibile: non c\u2019erano eroi in <i>Revolution<\/i>, evaporata dopo due stagioni, se non qualche sopravvissuto fatalmente incarognito da un black-out definitivo che \u2013 pi\u00f9 che togliere luce \u2013 aveva spento il senso della morale sul pianeta Terra. Il collante, anche l\u00ec, non era tanto la trama quanto le costanti macerazioni del cattivo (con risvolti buoni) Sebastian \u201cBass\u201d Monroe e del buono (con propaggini efferate) Miles Matheson. Talora gli Stati Uniti si guardano alle spalle, pure in quel caso per ribadire che il male \u00e8 irredimibile: nessuno si salva in <i>Heel on Wheels<\/i>, saga sulla nascita della ferrovia dopo la Guerra di Secessione. Il peccato c\u2019era anche allora, c\u2019\u00e8 sempre stato e sempre ci sar\u00e0. La serie tiv\u00f9 \u00e8 uno specchio che mostra il marcio: indugia su di esso con sapienza e sadismo. Chi ancora coltiva un barlume di disillusione tenera \u00e8 fuorimoda e viene stoppato dopo tre stagioni: chiedere agli autori del lodevole <a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/true.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2580\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/true-300x171.jpg\" alt=\"true\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/true-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/true.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><i>Longmire<\/i>, silenziati dalla produzione perch\u00e9 l\u2019opera piaceva agli over 45 ma non ai pi\u00f9 giovani e dunque era poco vendibile. I capolavori pi\u00f9 manifesti degli ultimi anni sono stati <i>Homeland, True Detective, Breaking Bad <\/i>e <i>Rectify<\/i>. Cosa li caratterizza? Il livello sovrumano degli attori, la qualit\u00e0 rara della scrittura. E la sostanziale assenza di anime salve. Ogni redenzione \u00e8 negata, come pure ogni catarsi. La tiv\u00f9 ha regalato poche figure strepitose come il supremo Heisenberg di <i>Breaking Bad<\/i>, eppure era un produttore di metanfetamina divenuto strada facendo omicida. Mica un santo, mica un eroe. Sfiorano forse la rettitudine gli amici-nemici della prima stagione di <i>True Detective<\/i>, saga-blues con i magistrali Matthew McCounaghey e Woody Harrelson, ma le loro sono vite impietosamente prossime al calvario. La serie, ancor pi\u00f9 se ispirata, \u00e8 nichilista e impietosa: spietatamente realista e lucidamente pessimista. Non addolcisce, ma infierisce. Sparge sale sulle ferite. L\u2019<i>happy end<\/i> \u00e8 un anacronismo neanche concepito. E l\u2019ultima puntata non regala necessariamente risposte.\u00a0 Il protagonista di <i>Rectify<\/i> \u00e8 innocente o colpevole? Il sergente Brody di <i>Homeland<\/i> era una spia del terrorismo islamico o (anche e soprattutto) una vittima della vita, destinato a sacrificarla per inseguire uno scampolo di perdono? Impossibile e neanche cos\u00ec importante saperlo, perch\u00e9 \u00e8 proprio il dubbio inquietante l\u2019architrave della serie tiv\u00f9. Epica post-contemporanea, tanto irresistibile quanto tremenda. <em>(Il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2014).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 soltanto la qualit\u00e0 di interpretazioni\u00a0e sceneggiature a spiegare il successo delle serie tiv\u00f9. C\u2019\u00e8 anche lo sdoganamento definitivo, talora quasi ostentato, del politicamente scorretto. 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