{"id":1896,"date":"2014-04-29T07:33:15","date_gmt":"2014-04-29T07:33:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=1896"},"modified":"2014-04-29T13:40:32","modified_gmt":"2014-04-29T13:40:32","slug":"intervista-a-ivano-fossati-il-fatto-quotidiano-28-4-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=1896","title":{"rendered":"Intervista a Ivano Fossati (Il Fatto Quotidiano, 28.4.2014)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1898\" alt=\"fossati\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Se la curiosit\u00e0 unica \u00e8 quella di sapere se ci ripenser\u00e0, la risposta non concede spazio al dubbio: no. Ivano Fossati non \u00e8 n\u00e9 triste n\u00e9 pentito. Non sembra essere mai stato pi\u00f9 sereno di cos\u00ec. \u00a0Mai pi\u00f9 dischi, mai pi\u00f9 concerti. Lo ha promesso e non \u00e8 tipo da contraddirsi, casomai uomo da smarcamenti. E\u2019 nella sua casa di Leivi, adagiata sopra Chiavari. Suona ogni giorno, per\u00f2 privatamente. Il pianoforte, le chitarre. Per studio e per diletto. La \u201cpiccola bottega di canzoni artigianali\u201d \u00e8 ancora aperta: due o tre brani l\u2019anno, da donare a chi gli somiglia poco. Il Fossati burbero \u00e8 sempre stata una mezza verit\u00e0: lupo solitario, s\u00ec, ma a fasi alterne. Per nulla serioso, anzi imitatore insospettabile e dispensatore di aneddoti, che racconta senza sbrodolare in parentesi e rispettando pure l\u00ec una partitura sottile. Quella volta che rischi\u00f2 la vita ad Harlem, quell\u2019altra che conobbe Andy Warhol. E il ricordo di una sbornia monumentale: \u201cA Mola di Bari nel 1971. Con i Delirium, in quei mesi labili di successo clamoroso. Mi stordii di Squinzano, rosso pesantissimo, e mi ritrovai svenuto nel bagno\u201d. I libri di Raffaele La Capria sul comodino, una recensione privata di <i>Stoner <\/i>(\u201cBello, ma non cos\u00ec bello come dicono\u201d) e lo stupore lusingato per la stima dei colleghi (\u201cQuando ho rivisto anni fa Claudio Baglioni, mi ha dimostrato di conoscere molte mie canzoni. Temo anzi che le ricordi pi\u00f9 di me\u201d). Una bottiglia di Pigato sul tavolo, un pensiero al figlio batterista Claudio (\u201cE\u2019 felice, suona nei musical francesi\u201d) e gli olivi sullo sfondo: \u201cIo non li so curare. Per fortuna ci sono dei ragazzi albanesi meravigliosi che eccellono naturalmente in lavori che noi abbiamo dimenticato\u201d. Eppure anche lui aveva tentato di reinventarsi contadino: \u201cSul finire dei Novanta. Avevo un cascinale non distante da Novi Ligure. Fabrizio (De Andr\u00e9, NdA) sapeva lavorare la terra. Io proprio no\u201d. Al suo fianco c\u2019\u00e8 la compagna Mercedes Martini, attrice e insegnante teatrale, conosciuta durante le registrazioni di <i>Macram\u00e8<\/i>. Da alcune settimane, edito da Einaudi, \u00e8 in libreria <i>Tretrecinque<\/i>. Il suo primo romanzo. La storia di Vittorio Vicenti, o per meglio dire Vic Vincent. Un chitarrista giramondo: \u201cDistaccato e sveglio, divertente e un po\u2019 cinico. Uno a cui, alla fine, non puoi non volere bene\u201d. Il libro si apre con una epigrafe che fotografa il Fossati attuale, per nulla cerebrale e ostinatamente leggero: \u201cMusica pop \u00e8 l\u2019arte di suonare all\u2019infinito cose che altri hanno fatto prima di te, ma con l\u2019aria di inventarle al momento. Per questo si chiama pop, perch\u00e9 \u00e8 democratica. Chiunque pu\u00f2 metterci le mani, qualsiasi idiota ci pu\u00f2 riuscire. Il fatto \u00e8 che pu\u00f2 trascinarti lontano\u201d. Artista aduso a dare \u201caria a queste stanze\u201d al punto da mutarne drasticamente architettura e scenari, Ivano Fossati \u00e8 sempre stato un cantautore atipico e suo malgrado: prima la musica, poi &#8211; molto poi &#8211; i testi.<br \/>\n<b><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1907\" alt=\"Ivano-Fossati-testo-e-video-nuovo-singolo-Quello-che-manca-al-mondo\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Ivano-Fossati-testo-e-video-nuovo-singolo-Quello-che-manca-al-mondo-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Ivano-Fossati-testo-e-video-nuovo-singolo-Quello-che-manca-al-mondo-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Ivano-Fossati-testo-e-video-nuovo-singolo-Quello-che-manca-al-mondo.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel 1991 avevi scritto <i>Il Giullare<\/i>. Un racconto piccolo piccolo, eppure te ne eri quasi scusato. Sottolineando che il musicista non deve fare anche lo scrittore.<br \/>\n<\/b>\u201cSapevo che, scrivendo <i>Tretrecinque<\/i>, mi sarei contraddetto. Einaudi mi ha chiesto di provarci. Ho cominciato controvoglia. Doveva essere 200 pagine, \u00e8 divenuto pi\u00f9 del doppio. Evidentemente lo avevo dentro da tempo. E poi adesso la situazione \u00e8 diversa\u201d.<br \/>\n<b>Non canti pi\u00f9.<br \/>\n<\/b>\u201cNon esercitando pi\u00f9 il mestiere di \u201ccantautore\u201d, potevo scrivere il libro. Nessun doppio lavoro e nessuna pretesa di donare un capolavoro. Alla mia et\u00e0 lo capisci quando una canzone o un libro si reggono in piedi. Lo sai se sono decenti o fanno davvero schifo. L\u2019obiettivo era quello: non farsi male, non naufragare. Scrivere un libro dignitoso\u201d.<br \/>\n<b>Quanto tempo ha richiesto?<br \/>\n<\/b><span style=\"font-size: 13px;\">\u201cOtto mesi di stesura, tanti viaggi in Inghilterra e Stati Uniti per rispolverare luoghi e strade su cui ambientare parte del romanzo. E quattro mesi di ripulitura. Sin troppo meticolosa. Quando ho telefonato a Einaudi per la millesima volta e ho chiesto di spostare una virgola, mi hanno detto garbatamente: \u2018Forse \u00e8 il caso di chiudere il libro, signor Fossati\u2019. Avevano ragione\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><br \/>\nChi \u00e8 Vic Vincent?<br \/>\n<\/b>\u201cUn insieme di personaggi incontrati. Alcuni miei parenti suonavano nelle navi. C\u2019era poi un batterista inglese: veniva dalla Cornovaglia, era con me nel \u201973. Fu il primo a parlarmi di queste orchestre itineranti che si esibivano negli alberghi di tutto il mondo\u201d.<br \/>\n<b>Le presentazioni del libro ti divertono?<br \/>\n<\/b>\u201cIncontrare le persone s\u00ec: non \u00e8 da loro che mi sono allontanato. Invece il rito della presentazione mi ha gi\u00e0 stancato. Chi entra in classifica arriva a farne 200 all\u2019anno, io fatico a raggiungere la decina. L\u2019editoria \u00e8 davvero in crisi, per vendere devi essere il piazzista di te stesso e non \u00e8 il mio mondo\u201d.<br \/>\n<b>La musica lo \u00e8.<br \/>\n<\/b>\u201cLa musica c\u2019\u00e8 come prima e nulla \u00e8 cambiato. Ho solo deciso di non suonare n\u00e9 cantare pi\u00f9 pubblicamente. N\u00e9 dischi, n\u00e9 concerti. Mai pi\u00f9\u201d.<br \/>\n<b>\u201cSolo\u201d? Non \u00e8 un cambiamento trascurabile.<br \/>\n<\/b>\u201cHo fatto la scelta giusta, n\u00e9 un anno prima n\u00e9 un anno dopo. Se mi chiedi se ci ho ripensato, ti rispondo di no. Fin da quando avevo 20 anni, la cosa che pi\u00f9 ho amato \u00e8 stata costruire un disco: stare davanti al mixer e in sala di registrazione. Anche tutto il giorno. Mi sono sempre trovato meglio con i musicisti che con i colleghi\u201d.<br \/>\n<b>E i live? Hai chiuso il 19 marzo 2012 allo Strehler di Milano.<br \/>\n<\/b>\u201cL\u2019ultimo tour \u00e8 stato divertente, c\u2019era aria di festa e nessuna malinconia. Spero negli anni di avere imparato il mestiere, ma non sono Gaber: degli spettacoli non ho mai avuto il mito. Non mi mancano i dischi, non mi mancano i live, non mi mancano le promozioni. La discografia \u00e8 morta. E sono davvero felice di essermi tolto di torno certi personaggi\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati-4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1899\" alt=\"fossati 4\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati-4-188x300.jpg\" width=\"188\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati-4-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati-4.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><b>Ci sar\u00e0 stato, almeno, un periodo lieto.<br \/>\n<\/b>\u201cUn lungo periodo: quello che va da <i>Pensiero Stupendo<\/i> a <i>Discanto<\/i>, quando il mio lavoro mi ha trascinato in tutto il mondo. Dodici anni di scoperte e di meraviglia, in cui la mia vita ha somigliato un po&#8217; a quella di Vic Vincent\u201d.<br \/>\n<b><i>Discanto <\/i>\u00e8 del 1990. E dopo?<br \/>\n<\/b>\u201cDopo tutto ha cominciato a farsi terribilmente serio\u201d.<br \/>\n<b>Per\u00f2 scrivi ancora.<br \/>\n<\/b>\u201cDue-tre canzoni l\u2019anno. Ho pi\u00f9 richieste di prima. Rifiuto le proposte di chi vorrebbe che riproponessi i bolsi stilemi cantautorali. Accetto invece le richieste \u201c<i>poppissim<\/i>e\u201d. Noemi e Mengoni, gli artisti migliori usciti dai talent. Pausini. Giorgia. E altri che farebbero inorridire i puristi: per loro la bottega \u00e8 sempre aperta. Scrivo anzitutto per chi \u00e8 lontano da me\u201d.<br \/>\n<b>La sensazione \u00e8 che tu voglia quasi punirti del periodo pi\u00f9 cerebrale, quello che ti attir\u00f2 le critiche di Edmondo Berselli. Un po\u2019 come fai con <i>La mia banda suona il rock<\/i>: pi\u00f9 ti chiedono l\u2019autorizzazione per cover tremebonde e pi\u00f9 accetti. Giusto per fare ancora pi\u00f9 male a una canzone che detesti.<br \/>\n<\/b>\u201cTra i Settanta e gli Ottanta abbiamo vissuto un\u2019anomolia: una terribile tendenza museale. Preferisco il pop. Quell\u2019idea anomala di cantautorato \u00e8 morta. Se mi arriva una musica di un ventenne che prova a sembrare Conte o De Andr\u00e8, mi rattristo. Non \u00e8 una cosa sana\u201d.<br \/>\n<b>Il pop \u00e8 vivo?<br \/>\n<\/b>\u201cIl pop \u00e8 un limbo del divertimento: un limbo vivissimo in cui amo cullarmi, pieno di obbrobri assoluti ma anche di talenti autentici. Mi diverte seguire anche la musica brutta molto pop. Per esempio Lady Gaga, soprattutto quando suona da sola al piano: l\u00ec ti rendi conto che, tecnicamente, \u00e8 bravissima\u201d.<br \/>\n<b>Gaber ti accusava bonariamente di essere bravissimo, ma di scrivere testi cos\u00ec criptici che arrivavi alla fine e non avevi capito nulla di quello che volevi dire.<br \/>\n<\/b>\u201c(sorride) Non aveva tutti i torti. Paragonati alle parole durissime sue e di Sandro Luporini, i miei erano testi decisamente enigmatici. Gaber mi cerc\u00f2 per produrre gli ultimi dischi. Ero impegnato ne <i>La disciplina della terra<\/i> e <i>Not one word<\/i>, cos\u00ec gli suggerii di affidarsi alle mani di Beppe Quirici. Ottime mani\u201d.<br \/>\n<b>Quirici se n\u2019\u00e8 andato. Come Carlo Mazzacurati.<br \/>\n<\/b>\u201cCon Carlo \u00e8 sempre andato tutto bene. Era una persona divertente e meravigliosa: lo volevi vicino di casa, perch\u00e9 ti faceva stare bene. Scrissi tutti i temi de <i>Il Toro<\/i> prima che lui girasse anche solo una scena. Usai la sceneggiatura come fosse una partitura da mettere sopra il pianoforte. Poi Carlo mi fece vedere il film e non cambiammo una nota. <i>Il Toro<\/i> ha vinto tanti premi, ma n\u00e9 quella pellicola n\u00e9 tutta la sua opera sono state ancora sufficientemente apprezzate. Sapevo che era malato, ma non sei mai pronto a certe notizie\u201d.<br \/>\n<b>Sei stato uno dei primi ad apprezzare Paolo Sorrentino.<br \/>\n<\/b>\u201cMi colp\u00ec <i>Le conseguenze dell\u2019amore<\/i> e ne scrissi su <i>Repubblica<\/i>. Lo preferisco quando fa film piccoli, rispetto a progetti forse troppo ambiziosi come <i>This Must Be The Place<\/i> e <i>La Grande Bellezza<\/i>\u201d.<br \/>\n<b>Hai visto <i>Quando c\u2019era Berlinguer<\/i>?<br \/>\n<\/b>\u201cNon ancora. Conosco Veltroni, ne ho stima. Mi ha chiesto di usare <i>C\u2019\u00e8 tempo<\/i> per la scena dei funerali di Berlinguer, ma ho dovuto dire di no. Non ce la facevo a legare quel brano, e in generale qualsiasi mio brano, a un momento cos\u00ec triste. Non avrei resistito a tanto dolore\u201d.<br \/>\n<b>Avevi promesso agli amici che, dopo il ritiro, avresti abbandonato l\u2019Italia.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1900\" alt=\"fossati\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/fossati.jpeg\" width=\"284\" height=\"178\" \/>\u201cLo confermo. Non ho pi\u00f9 nessun motivo per stare qua. Potrei vivere a Guadalupe o ai Caraibi. Se resto in Italia, \u00e8 perch\u00e9 ho una compagna pi\u00f9 giovane che giustamente vuole realizzarsi nel suo paese. Ho una casa a Nizza dove vado appena posso, anche da solo. Nizza ha la capacit\u00e0 straordinaria di girarsi di spalle: non gliene frega niente dell\u2019Italia, di Sanremo, dei canali Rai\u201d.<br \/>\n<b>Per\u00f2 anche la Francia ha i suoi miti cantautorali.<br \/>\n<\/b>\u201cS\u00ec, ma li ricordano senza retorica e sacralit\u00e0 museale. Quando parlano di Brel, Brassens e Gainsbourg, \u00e8 come se per loro fossero ancora l\u00ec. Persone vive, non mausolei\u201d.<br \/>\n<b>E la politica? La militanza, la partecipazione?<br \/>\n<\/b>\u201cHo vissuto tutte quelle fasi, fino alla contrapposizione brutale e poi il riflusso. La non appartenenza. Oggi, quando vedo Renzi, ho la sensazione di uno che smanetta sulle manopole della radio e non si sintonizza mai. Non mi arriva niente di lui. E\u2019 sbiadito, mi pare uno che promette persino pi\u00f9 di Berlusconi. Con Renzi fatichi ad avere una posizione chiara perch\u00e9 parla molto, ma a stare attenti scopri che dice pochissimo\u201d.<br \/>\n<b>Dopo il V-Day affermasti che, se all\u2019Ulivo avevi prestato <i>La canzone popolare<\/i> per poi pentirtene un po\u2019, a Grillo avresti addirittura potuto regalare un\u2019opera intera.<br \/>\n<\/b>\u201cCredo che Grillo, nel febbraio scorso, si sia trovato davanti una responsabilit\u00e0 enorme e per un po\u2019 neanche lui abbia saputo cosa fare. Per\u00f2 sul Movimento 5 Stelle una cosa voglio dirla: \u00e8 l\u2019unica grande e autentica novit\u00e0 della politica italiana che ho visto in cinquant\u2019anni\u201d.<br \/>\n<b>Affermazione impegnativa.<br \/>\n<\/b>\u201cDa cui ne conseguono altre due. La prima \u00e8 che questa novit\u00e0 \u00e8 benefica in s\u00e9. La seconda \u00e8 che il M5S fa bene a non accettare nessun accordo. Questo \u00e8 positivo e fa s\u00ec che io sia solidale con loro: che abbia un atteggiamento benevolo. Non vuol dire che la pensi sempre come loro. Sull\u2019euro sono totalmente in disaccordo e ogni tanto fanno sciocchezze tremende. Non so dove porter\u00e0 la loro intransigenza e fermezza, ma so che \u00e8 positiva e che mi piacciono\u201d.<br \/>\n<b>Gli altri?<br \/>\n<\/b>\u201cGli altri politici sono vecchi. Vecchissimi. Parlano di \u201csviluppo\u201d e \u201ccittadino protagonista\u201d, usano terminologie sepolte. E\u2019 gente che ancora fissa la telecamera mentre parla. Hanno letto manuali di comunicazione vecchi di trent\u2019anni\u201d.<br \/>\n<b>Per curiosit\u00e0. Oggi com\u2019\u00e8 la tua giornata tipo?<br \/>\n<\/b>\u201cSuono, tutti i giorni. Sto con Merci. Leggo molto. Viaggio. Ecco: mi prendo il mio tempo\u201d (Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2014)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la curiosit\u00e0 unica \u00e8 quella di sapere se ci ripenser\u00e0, la risposta non concede spazio al dubbio: no. 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