{"id":1869,"date":"2014-04-16T07:39:35","date_gmt":"2014-04-16T07:39:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=1869"},"modified":"2014-04-16T07:39:35","modified_gmt":"2014-04-16T07:39:35","slug":"intervista-a-elio-lo-share-me-ne-frego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreascanzi.it\/?p=1869","title":{"rendered":"Intervista a Elio: &#8220;Lo share? Me ne frego&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1870\" alt=\"elio1\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/elio1.jpeg\" width=\"223\" height=\"226\" \/>\u201cLa tiv\u00f9 non \u00e8 solo ascolti. Deve anche essere altro: diffusione, cultura, sperimentazione. Ancor pi\u00f9 in Rai. Ecco perch\u00e9, dal mio punto di vista,\u00a0<i>Il Musichione<\/i>\u00a0\u00e8 stato un successo\u201d. Cos\u00ec parl\u00f2\u00a0Elio. RaiDue, seconda serata al gioved\u00ec: notoriamente non una fascia fortunata. L\u2019ultima puntata ha riportato gli Area in tiv\u00f9 dopo trent\u2019anni, \u201ce se non tornavano da cos\u00ec tanto qualche problema in Italia ci deve essere\u201d. Si \u00e8 visto anche Filippo Graziani: \u201cL\u2019ho ascoltato a Sanremo. Era palesemente uno dei pi\u00f9 bravi, ma non se l\u2019\u00e8 filato quasi nessuno. Cos\u00ec lo abbiamo chiamato. Siamo tornati a fare jam session in tiv\u00f9. Impegno e incoscienza: le nostre cifre\u201d.<br \/>\n<b>E gli ascolti?<br \/>\n<\/b>\u201cPosso dirlo? Dello share non me ne frega un cazzo. Ringraziamo la Rai, ci ha dato non carta bianca ma bianchissima: infatti il programma era un caos. Ridaranno le cinque puntate in replica a orari pi\u00f9 umani, magari andr\u00e0 meglio. E comunque basta con il mito degli ascolti\u201d.<br \/>\n<b>Per\u00f2 sono decisivi.<\/b><br \/>\n\u201cConta solo il risultato, come nel calcio. Uno dei tanti danni del berlusconismo: o vinci o non sei nessuno. Nella musica questo atteggiamento ha portato a un abbassamento spaventoso del gusto. Bisogna operare per un lento e costante processo di innalzamento del livello. Non \u00e8 facile: per chi mangia da sempre hamburger, un cibo di pregio pu\u00f2 risultare indigesto\u201d.<br \/>\n<b><i>X Factor<\/i>\u00a0\u00e8 un hamburger. O no?<br \/>\n<\/b>\u201cChiaramente non \u00e8 un prodotto rivoluzionario, anche se a Sky \u00e8 migliorato. Lo volevo fare un solo anno, sono rimasto quattro. E non lo far\u00f2 mai pi\u00f9: mai pi\u00f9. Sono contro la filosofia dei talent, ma se non li avessi frequentati non sarei diventato un volto noto e non mi sarei potuto permettere\u00a0<i>Il Musichione<\/i>. Che ha confermato tutti i paradossi dell\u2019Auditel\u201d.<br \/>\n<b>Tipo?<br \/>\n<\/b>\u201cIn una puntata abbiamo messo due\u00a0<i>stuntman<\/i>\u00a0che si scazzottavano, esortandoli a esagerare per fare ascolti. Una provocazione, ma poi quel momento \u00e8 stato davvero il picco di share\u201d.<br \/>\n<b>\u201cLa televisione ha la forza del leone e ti addormenta come un coglione\u201d. Era Jannacci.<br \/>\n<\/b>\u201cNel 1999 simuliamo a Mediaset una contestazione di spettatori delusi dalla nostra \u201ccommercializzazione\u201d. Io reagisco male, quasi picchiandoli, e la conduttrice Tamara Don\u00e0 ferma tutto. Una cosa studiata nei dettagli, ma su Youtube credono ancora che lo scazzo fosse vero. Volevo proprio questo: dimostrare che la tiv\u00f9 ha un potere spaventoso\u201d.<br \/>\n<b><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1871\" alt=\"elio2\" src=\"http:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/elio2-300x259.jpg\" width=\"300\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/elio2-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.andreascanzi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/elio2.jpg 586w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>I finti contestatori dicevano che giocavate agli alternativi ma poi andavate in giro con le Mercedes. Oggi fate pubblicit\u00e0 e talent.<br \/>\n<\/b>\u201cCi sar\u00e0 sempre qualcuno che ci riterr\u00e0 venduti. Sono quelli che ripetono \u201ceravate meglio prima\u201d. Pazienza. A un certo punto devi fare una scelta: sto fuori dal sistema, faccio il puro e non incido, oppure ci entro dentro, sfrutto la mia fama e provo a cambiarlo?\u201d.<br \/>\n<b>Il suo primo concerto \u00e8 del 1980.<br \/>\n<\/b>\u201cCon due amici che non sono pi\u00f9 nella band. A Milano, per un Festival Caf del Centro Anti Fascisti. Tutto bello, solo che non c\u2019era pubblico. Giusto qualche pensionata ai lati del giardino. Avevo 19 anni e un repertorio assurdo. Pi\u00f9 o meno come adesso\u201d.<br \/>\n<b>Negli anni Ottanta i vostri concerti circolavano come\u00a0<i>bootleg<\/i>\u00a0attraverso audiocassette di culto. Quand\u2019\u00e8 che avete raggiunto il successo?<br \/>\n<\/b>\u201cForse non lo abbiamo mai raggiunto e non mi pongo il problema. Se fossimo diventati famosi di colpo, ci saremmo dati a droghe e psicofarmaci. Molto semplicemente, e procedendo per gradi, a un certo punto l\u2019hobby \u00e8 diventato lavoro. E adesso siamo meno precari di altri\u201d.<br \/>\n<b>Prima del musicista, che lavoro faceva?<br \/>\n<\/b>\u201cTanti. Sono stato quattro anni alla SIA, la Societ\u00e0 Interbancaria per l\u2019Automazione. Doveva servirmi come apprendistato per la laurea in Ingegneria, in realt\u00e0 durante quel contratto ho inciso due dischi e in Ingegneria mi sono laureato dopo\u201d.<br \/>\n<b>Altri lavori?<br \/>\n<\/b>\u201cMontavo i proiettori Sony e lavoravo in una sala corse. Prendevo le scommesse di gente che non lavorava mai e spesso era pure criminale. Dovevi stare attento a non pronunciare i nomi dei cavalli o si incazzavano, perch\u00e9 erano scaramantici. Tornavi a caso intriso di fumo da fare schifo\u201d.<br \/>\n<b>Avete vinto molti premi.<br \/>\n<\/b>\u201cMi interessano poco. Il mio obiettivo \u00e8 sempre stato non avere successo, ma fare cose strane e farle bene. Scoprire fino a dove avrei saputo spingermi e trasmettere qualcosa. I premi saranno belli da guardare quando sar\u00f2 vecchio, ora me ne frego. So che quando dici queste cose passi per stronzo, ma \u00e8 cos\u00ec\u201d.<br \/>\n<b>Siete riusciti a \u201ctrasmettere qualcosa\u201d?<br \/>\n<\/b>\u201cBah. Tutti ci dicono \u201cbravi bravi\u201d, ma non trovo un ventenne o trentenne che sappia farmi sobbalzare dalla sedia per quanto \u00e8 bravo. Vuol dire che abbiamo fallito nella semina e che il berlusconismo ha desertificato quasi tutto. La musica \u00e8 ormai un sottofondo da supermarket, mentre per me \u00e8 arte. E la politica deve avere un \u201csogno\u201d, mentre \u00e8 quasi solo Bar Sport\u201d.<br \/>\n<b>Le vostre parodie hanno fatto arrabbiare molti colleghi.<br \/>\n<\/b>\u201cMietta \u00e8 stata la pi\u00f9 autoironica. In una canzone la tratteggiammo come lesbica; all\u2019inizio ci rimase giustamente male, poi \u00e8 diventata un\u2019amica. Nel \u201990 facevamo le parodie del Festival di Sanremo in semi-contemporanea, in un teatro ad Arma di Taggia\u201d.<br \/>\n<b>Una delle pi\u00f9 note era \u201cVerso l\u2019ignoto\u201d cantata da Gianni e Marcella Bella. Autore Mogol.<br \/>\n<\/b>\u201cChe non grad\u00ec. Trasformammo quel testo nel percorso di uno stronzo vero, che cade nel water e comincia un suo lungo viaggio, appunto verso l\u2019ignoto. Un brano per me geniale, ma Mogol non apprezz\u00f2 e neg\u00f2 l\u2019autorizzazione per incidere la canzone\u201d.<br \/>\n<b>Avete collaborato con Bertoli, Finardi, Dalla, Bisio, Fogli, Abatantuono.<br \/>\n<\/b>\u201cTutti molto gentili. Quello che ricordo con pi\u00f9 affetto \u00e8 Enrico Ruggeri: fu il primo che cercai ed ero emozionatissimo. Anche per le nostre sigle di\u00a0<i>Mai dire gol<\/i>\u00a0c\u2019erano calciatori e allenatori che si mettevano in gioco. L\u2019autoironia \u00e8 la qualit\u00e0 pi\u00f9 importante nella vita\u201d.<br \/>\n<b>Nei concerti dite ancora che Pippo Baudo vi tolse la vittoria del Festival.<br \/>\n<\/b>\u201cUn gioco con fondo di verit\u00e0. Era il \u201996, arrivammo secondi con\u00a0<i>La terra dei cachi<\/i>\u00a0dietro Ron e Tosca. Ci furono indagini, mi interrogarono. Un carabiniere mi rivel\u00f2 che, dai dati in loro possesso, risultava che fossimo stati noi i veri vincitori. Anni dopo ho incontrato Giorgia: anche a lei avevano detto che, dai dati in loro possesso, era stata lei la vera vincitrice. Boh\u201d.<br \/>\n<b>Una delle figure mitiche dei vostri concerti \u00e8 l\u2019architetto Mangoni.<br \/>\n<\/b>\u201cIl mio idolo fin dalle scuole, lo tengo d\u2019occhio da sempre. Il pi\u00f9 grande esecutore che conosca: gli dici una cosa e la fa. Ai miei occhi \u00e8 gi\u00e0 nell\u2019olimpo degli d\u00e8i\u201d.<br \/>\n<b>Nel 1998, a 36 anni, muore Feiez. Stava suonando\u00a0<\/b><b><i>Rockin&#8217; in Rhythm<\/i><\/b><b>\u00a0di Duke Ellington.<br \/>\n<\/b><span style=\"font-size: 13px;\">\u201cSapeva fare qualsiasi cosa: tecnico del suono, fonico, sassofonista, chitarrista, cantante. Un vero\u00a0<\/span><i style=\"font-size: 13px;\">one man band<\/i><span style=\"font-size: 13px;\">. Con lui ho perso un fratello. Ricordo il giornalista che mi chiedeva di commentare la notizia fuori dall\u2019obitorio. Feiez se n\u2019era appena andato. Sono un non violento, ma \u00e8 stata l\u2019unica volta che ho pensato di picchiare qualcuno\u201d. (Il Fatto Quotidiano, 12 aprile 2014)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa tiv\u00f9 non \u00e8 solo ascolti. Deve anche essere altro: diffusione, cultura, sperimentazione. Ancor pi\u00f9 in Rai. Ecco perch\u00e9, dal mio punto di vista,\u00a0Il Musichione\u00a0\u00e8 stato un successo\u201d. Cos\u00ec parl\u00f2\u00a0Elio. 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