Sanremo 2015: le pagelle

no1Mettiamo che siate tra i pochissimi a non avere visto Sanremo. Forse perché non vi piace e forse perché avevate di meglio da fare (di peggio è difficile). Stasera, però, vi toccherà probabilmente una cena in cui prima o poi l’argomento salterà fuori. A quel punto dovrete essere pronti. Serve un bignami. Tipo questo.
Il Gran Maestro Normalizzatore. Il grande vincitore è stato Carlo Conti (voto 8). Sin dai tempi di Aria fresca, in mezzo ai Panariello e Ceccherini, era l’unico che l’urticanza non la inseguiva mai. Un po’ Baudo e un po’ Bongiorno, Conti è il presentatore perfetto per sancire il ritorno della Dc. Il cavalcatore garbato dell’anacronismo. C’è Mattarella al Quirinale, c’è la Carrà in tivù, c’è Renzi al Governo. Ci sono Al Bano e Romina all’Ariston, magari tornerà pure il Ministero del Mezzogiorno. Più che il 2015, pare il 1965. Conti è il Gran Maestro Normalizzatore, il cerimoniere della tradizione che parla alle famiglie. Tivù evanescente e inconsistente, dunque restauratrice e rassicurante. Ha trasformato Sanremo in un Tale e Quale Show, ha goduto di una inesistente controprogrammazione (a parte La7), ha sfruttato il patto Raiset. Mai sorprendente, Conti sarebbe stato perfetto per la tivù di cinquant’anni fa. Cioè questa.
Femminilità, questa sconosciuta. Così come gli adepti del sadomaso hanno rivalutato la castità dopo aver visto 50 sfumature di grigio, così milioni di feticisti si sono iscritti al “Fan Club Infradito” dopo aver visto Emma Marrone (3) sui tacchi. Più la vestivano con classe, più sembrava uscita dalla Sagra della Caciotta. Non si vivevano simili parossismi di classe dai tempi di Floriana del Grande Fratello. (Arisa 5. Meglio, molto meglio quando canta).
no2Canzoni. Teoricamente la cosa più importante, ma essendo Sanremo in realtà non fregavano nulla a nessuno: per fortuna, perché il livello era raggelante. Tra i pochi a salvarsi Nek (7), che continua ad avere un’apertura mentale degna di Mario Adinolfi ma che ha stupito in positivo (anche nella cover). E poi Irene Grandi (6.5). Il Premio della Critica (?) Malika (5) fa lo stesso pezzo da cinque anni, Nina Zilli (4.5) gioca sempre alla Amy Winehouse analcolica. Moreno (1-) ha la piacevolezza di Brunetta e il talento di Blissett.  Biggio e Mandelli (5-) hanno giocato ai Cochi e Renato 2.0 e sono stati bravissimi a farli rimpiangere. Inquietante Il volo (0), trio di droidi giovanili programmati per ricordare Claudio Villa: i vincitori ideali in un tripudio simile di anacronismo.  Bianca Atzei (4) vince il premio “Chi cazz’è?”. Masini (6) ha paraculeggiato nel testo, ma ha scritto e cantato di peggio. Il brano (1) di Chiara (6) ricordava “Forse sì forse no” di Pupo, a conferma che questo Sanremo era moderno come un editoriale di Scalfari. Altri voti alla rinfusa. Fragola 4.5, Grignani 5+. Menzione di merito per Lara Fabian: il brano era bruttino (5), ma il ritornello era sublime: “Sto male”. Anche noi.
Schermata 2015-02-16 a 16.00.29Ospiti. Charlize Theron (9) ha una bellezza che acceca, ma “l’intervista” di Conti aveva il cipiglio dei bradipi morti. Dopo avere riascoltato gli Spandau Ballet, tutti sono diventati fans dei Duran Duran. Massimo Ferrero (6) è sempre fuorigiri, ma se non altro ha un po’ scalfito la monoespressività del conduttore. Antonio Conte (3.5) ha citato “Uomini soli” e cantato “Si può fare di più”, dimostrando di essere più simpatico che intonato. Non male anche Gianna Nannini (7 alla carriera, 4 all’esibizione di sabato): con le stecche regalate all’Ariston ci si potrebbe recintare tutto il Wyoming.
Giovani. Finora Caccamo (3+) era un personaggio di Teocoli (8) a Mai dire gol (9). Da questa settimana è la prova ulteriore che, se il futuro della canzone italiana fossero davvero i “giovani” a Sanremo, tanto varrebbe invadersi da soli. Per fortuna, nella cosiddetta scena alternativa, esiste altro. Tutta gente che, ovviamente, Conti ha reputato troppo poco irreggimentata per poter suonare all’Ariston.
Ho perso le parole. L’autore più gettonato di questa edizione è stato Kekko (2) dei Modà (1), che è un po’ come se il centrodestra si affidasse a Giovanardi per uscire dalla crisi. Siamo tornati ai bei tempi del “cuore/amore/cielo/stelle”, con il “vento” come picco di creatività. Decenni di cantautorato, spesso ostinato e contrario, buttati nel cesso. Se Luigi Tenco ha visto da qualche parte Sanremo, non ha certo trovato motivo di cambiare opinione rispetto al ’67.
L’apologo degli Anania. Allegra famigliola con l’unico merito (?) di avere avuto 16 figli. Famiglia Cristiana l’ha difesa dagli attacchi del web. Il padre, nei suoi interventi imprescindibili, ha regalato pensieri così teo-con che in confronto Magdi Allam è Giordano Bruno. Uno dei momenti televisivi più imbarazzanti degli ultimi decenni, e sì che la concorrenza era davvero agguerrita.
Non ci resta che piangere. Siani (0.5) deve ringraziare il martirio indicibile di Pintus (0) e le polemiche inutili per la battuta(ccia) sul bambino sovrappeso: hanno fatto quasi passare in secondo piano la pochezza siderale del suo monologo. Il grado zero della comicità. Ed essendo il grado zero, Cirilli (1+) ci stava benissimo.
Qualcosa da salvare. Tutto da battere, dunque? No. I vincitori qualitativi sono stati Rocco Tanica (8), Luca e Paolo (7-) e Virginia Raffaele (7.5). Quest’ultima, imitando la Vanoni, ha chiesto: “E’ Sanremo o Cocoon?”. Gioco, partita e incontro.
Rincoglioniamoci. E’ stato il Sanremo della retorica dell’italianità più rassicurante e qualunquista, con tanto di spazio per il “diverso” (Conchita Wurst). Una grande, enorme, immensa melassa. Grazie a Conti, tanti italiani si sono riscoperti maggioranza silenziosa. Coccolati da mamma Rai, si sono potuti addormentare tranquilli sul divano. Magari in posizione fetale. Concedendo al cervello il meritato riposo. (Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2015).

25 Comments

  1. Ti contraddico subito-subito sulla controprogrammazione: probabilmente ti è sfuggito Trainspotting trasmesso da Italia Uno (a proposito di bei tempi, sembrava di aver fatto un salto nel passato, anni ’90, quando Italia Uno, insieme a Rai Due, era uno dei migliori canali televisivi).
    Quella di mercoledì sera dev’essere stata una svista di Mediaset. Perché quando si attinge dal passato si prende solitamente la parte peggiore. Mediocre. (S)fascista. Culturalmente deprimente, come la gran parte delle canzoni sanremesi di quest’anno (sulle quali pure Beppe Vessicchio in un’intervista al tg ha espresso, ancor prima della manifestazione, parere negativo).
    Eppure da Sanremo sono uscite nelle edizioni passate canzoni di tutto rispetto come “Per una bambola” di Patty Pravo, “Al di là di questi anni” di Marina Rei, e tante, tante altre, alcune sublimi come “Quando nasce un amore” di Anna Oxa.

    La manifestazione canora nazionale, tanto banale nella forma quanto emblematica nella sostanza, ci ha dato un’ulteriore conferma che il nostro problema ora più che mai è il presente, non il passato.

  2. I cinque giorni di San Remo!! Peccato che non ci siano più i fucili….per uccidere!! Complessivamente ho usato 6 minuti per vedere La Gianna Nannini e ha cantato malissimo e 3 minuti per Panariello , orribile! La musica sanremese non esiste più dai tempi di Claudio Villa e non deve essere guardato!!!

  3. Non ho visto il festival, tranne per qualche decimo di secondo (quando il mio dito erroneamente ha toccato il tasto della rai) e sono capitata nella serata con l’intervista a Charlize Theron. Non sono riuscita, nonostante l’attrice abbia uno sguardo che ipnotizza e cattura l’attenzione, a proseguire nella visione, tanta era la stupidità delle domande del conduttore. Ho provato imbarazzo e ho cambiato.

  4. Per niente d’accordo con te.
    Il volo e Malika a mio avviso avevano le canzoni di gran lunga superiori alle altre, pur essendo ovviamente niente di nuovo. Il che la dice lunga sul livello delle altre.
    Nek doveva arrivare terzo, distante, canzone tamarra che bussa e spacca tra i giovani e che sulle ragazzine fa colpo, anche perché fa il fighetto.
    Un Sanremo ritornato un po’ più a quello che dovrebbe essere, più serio, più musica, più Italia. Ma lo apprezziamo così perché era sceso veramente in basso.
    Quando si decideranno a parlare solo di musica italiana e ospiti italiani e eviteranno gli intermezzi riempitivi inutili saremo al top.

  5. Come sempre gradevolissimo, ironico e sintetico, Andrea! Anche su “Sanremo”. Personalmente ho molto apprezzato la solarità di Charlize Theron, che già diversi anni fa aveva dichiarato che viveva da 9 anni con un uomo (credo un attore) e che non le importava sposarsi. Preferiva avere la conferma, ogni mattina svegliandosi accanto a lui, che lui l’avesse scelta e che non fosse in alcun modo obbligato ad essere lì. L’ho sentita, già allora, molto vicina. E molto distante dalle nostre italiane mammose, possessive e arcigne aspiranti o effettive mogli!…. Stavolta, quando Carlo Conti le ha chiesto del suo bambino adottivo, ha detto che LUI può esprimere un giudizio sull’operato di lei, come mamma. E poi ha aggiunto e ripetuto almeno 3 volte: “And lots of love… lots of love…lots of love” sorridente, dolce. Lì mi ha commosso. Paola

  6. Non ho visto Sanremo perchè sono residente all’estero e per fortuna non sono attrezzato per ricevere la televisione italiana, comunque anche quando ero in Italia non sono mai stato un fan di Sanremo. Ho sempre ritenuto tale manifestazione troppo superficiale per il tipo di musica che vuole promuovere, mi sono dispiaciuto per la tragedia di Tenco ma ho sempre ritenuto che non avrebbe dovuto partecipare a quell’evento, comunque volevo sottolineare l’aspetto più importante, Sanremo per me è il mezzo più imponente di distrazione di massa che un governo ha a disposizione per poter raggiungere un risultato o avanzare nel suo raggiungimento oltre ad altri eventi che per la maggior parte dei casi poco hanno a che fare con la cultura di cui un popolo avrebbe necessità. Mi sono sempre ritenuto una persona normale e che fa di conseguenza cose e considerazioni in generale normali, perciò, quando ho constatato che lo share per Sanremo era sempre superiore al 40% non mi sono meravigliato di avere avuto la certezza che la startegia che ha permesso ai governi, da 40 anni a questa parte di rendere gli italiani sempre più ignoranti, aveva raggiunto il suo massimo risultato, loro, tutti noi, invece di essere in piazza a protestare su quanto Renzi, il suo governo, l’Europa e tutti gli altri interpreti della tragedia italica stavano compiendo a nostro danno, stavano sprofondati nei divani ad assistere a quel programma che hai perfettamente descritto per la pochezza culturale che ha dimostrato. A dimostrazione ulteriore di quanto accaduto fin dalla Marcia su Roma, il potere è sempre stato raggiunto con delle false promesse e con l’aiuto o dei tempi o dei media comunque in generale per l’ignoranza del popolo manovrato all’occorrenza.

  7. concordo in tutto,parliamo di rinnovamento e spazio ai giovani e ci ritroviamo con albano e romina sul palco dell’ariston e un democristiano doc al quirinale;come al solito le canzoni non se le ricorda già nessuno e un commento veloce su 2 episodi:la famiglia anania,vero spot italiano (e meno male che il papa aveva detto di avere meno figli) e l’intervento di siani,roba da rimpiangere jerry calà.

  8. Sono uno (dei pochi?) che non ha visto il festival di S.Remo e leggendo il tuo articolo sono felice di non averlo fatto. Sarò presuntuoso ma tutto quanto tu hai scritto lo avevo previsto. La cosa che più mi infastidiva era la presenza di Carlo Conti presentatore, conosciuto attraverso un vecchio programma che si chiamava luna nera nella quale faceva perdere i concorrenti con i suoi suggerimenti. Ho creduto che fosse cattiveria, ma dopo aver visto qualche altro programma presentato da lui e tolto ad altro presentatore, ho dovuto ricredermi e costatare che la sua non era cattiveria ma pura e semplice ignoranza e non mi spiego come fa la gente a seguire i suoi programmi. Mi è rimasto solo un cruccio che malgrado averlo scritto diverse volte su f/b. nessuno mi ha risposto: Quanto è costato il suo compenso? Visto che ogni anno sono stati pubblicati i soldi che prendevano gli altri presentatori, avrei voluto fare un confronto.

  9. Essendo poco capace di esprimermi a parole…sentivo nei momenti in cui giravo da un canale all’ altro su s.Remo…un senso di malessere, di vuoto, incapace di capire e inadeguata… Lei Scansi , ha saputo dire amaramente ma veritieramente il mio sentire…da un lato mi sento meno sola, dall’ altro non mi consola sapere di essere tra le poche ad avvertire quasi vergogna per questa coercizione alla superficialita’ per quanto “rassicurante”…bah…non ho piu’ parole…comunque grazie

  10. Grande Andrea!

    PS: Ti prego, dì al tuo webmaster di cambiare i permalink in WordPress! Se non capisce la domanda te lo faccio io aggratis!!!

    🙂

    Ciao

  11. purtroppo ciò che in genere mostra la TV è una realtà culturale in putrefazione nella quale molti milioni di italiani si specchiano e riconoscono.
    Se quei 12 milioni di teledipendenti avessero dedicato la stessa attenzione alle vicende politiche sociali e culturali del nostro bel Paese non ci troveremmo ad annaspare in una cloaca massima.

  12. hai dimenticato tiziano ferro che ha fatto un esibizione fantastica ,miglior ospite insieme a ed sheran

  13. Mi farebbe piacere sapere la Sua opinione sui giovani Kutso, a cui è stata depredata la vincita. Un piccolo gruppo che da anni gira l’Italia senza calci e senza “amici di amici”. Forse la canzone non è stata tra le migliori rispetto al loro repertorio trascorso, eppur si son buttati nella mischia. Una ventata di sincerità rispetto alle mummie della De Filippi. Saluti e grazie dello spazio concesso.

  14. Sono daccordo cone te. Quindi Sanremo, come al solito, più fa schifo più garba.
    Unico parere diverso dal tuo: onore alla tenacia di Carlo Conti, uno che la gavetta se l’è sparata tutta e quindi merita i complimenti per averci creduto fino in fondo. Mi è capitato di vederlo anni e anni fa a delle feste paesane che avrebbero distrutto il più sognatore di questa terra…

  15. Scanzi ti consiglio di dare un’occhiata al Dopo Festival condotto da Saverio Raimondo (comico de La Gabbia e di Glob) e di Sabrina Nobile (ex iena) che peraltro quest’anno è stato parecchio innovativo. Era in streaming sul web a causa dello stile irriverente e poco ammiccante della conduzione. è stata l’unica cosa che si salvava del festival e ovviamente anche l’unica che la rai si è rifiutata di mandare in onda in tv..

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-31eaa9ad-ca2e-4f26-bcda-5b00225c3908.html

  16. Secondo me sei stato troppo stretto verso Masini. La canzone era bella e la cover con l’omaggio all’amico Nuti ancora di più. Avrebbe meritato almeno il sette.

    • Sono perfettamente d’accordo con te Gaspare.
      Masini dopo qualche anno di canzoni così e così, ha portato qualcosa di molto bello e la sua voce è una delle più particolari in Italia.

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