Libri





recensioni

il parere dei lettori 

  • Vivissimi complimenti per la passione per il vino e per il tennis, che sono, assieme al web e alla politica, due mie grandi passioni di giovane italiano.
    Appartengo, come te, alla categoria dei trentenni, la categoria più ininfluente che esista oggi in Italia.
    Anche per questo, ti seguirò con molto interesse.
    Un saluto
    Alberto Savio

  • Ti scrivo da Imola (BO), ho letto il tuo libro "elogio all'invecchiamento" e ti faccio veramente i complimenti per aver scritto un libro che racconta di vino che non sia una guida.
    Come si può intuire, la passione per l'enologia ci accomuna, mi piacerebbe quindi averti ospite alla prossima serata che stiamo organizzando, io e il mio gruppo (AUDIO...DI VINO)in un ristorante del nostro territorio (Locanda Solarola di Castel Guelfo (BO)).La cantina presente con il produttore sarà "LE TERRAZZE" di Numana, come è nostra abitudine saranno presentati 1/2 impianti stereo valvolari da noi costruiti, per aprire le porte non solo al mondo enogastronomico ma anche a quello Audiofilo (da qui il nostro nome).
    Saremmo veramente onorati di averti nostro ospite, magari cogliendo l'occasione per presentare il tuo libro (Elogio dell'invecchiamento).
    Saluti
    Alessandro Costa

  • Il tuo libro "elogio dell'invecchiamento" mi ha fatto amare ancora di più il vino considerato come una cosa che si deve aspettare, rispettare e sentire...
    Grazie per quello che fai.
    Monica Bortoli

  • Come ho già avuto occasione di dirti tempo fa, credo di essere stato uno dei primi estimatori (e diffusori) di Elogio qui a Napoli. Ormai è pressochè quotidiano lo "spulciare" tra le pagine alla ricerca di qualcosa di nascosto tra le righe, ed ogni volta chiudo il libro voglioso di riaprirlo. Non lo ricorderai, ma tempo fa ti dissi che ho ascendenze casentinesi: dopo avere letto dell'incontro alla Tana degli Orsi (su cui spero riferirai presto), conto di andarci prima possibile perchè menu ed abbinamenti devono essere stati eccelsi. A proposito di riletture di Elogio: perchè, fra quelli che scrivono di vino in Italia, non citi l'ottimo (a mio avviso) Alessandro Masnaghetti di Enogea? A presto, con nuove avventure enoiche.
    Luca
  • Mi era stato regalato il suo libro "Elogio dell'invecchiamento" il giorno della mia nomina a delegato AIS di Asti (2/10/07) da un amico, casualmente consigliato - è l'ultimo sul vino - e riposto nella libreria di casa nel comparto VINO AIS e DINTORNI. Preso in mano venerdi 7 Marzo e letto di filata con commento finale: bellissimo un libro da rileggere.
    Complimenti. Sabato 15/03 ore 10 "Visita ad una azienda vitivinicola" 14° lezione I° Livello AIS - Braida di Giacomo Bologna- ne farò omaggio alla proprietà e ne parlerò ai 60 aspiranti sommelier di questo libro ispirato dalla passione per il mondo del  vino.
    Ancora complimenti.
    Giancarlo

  • Ho terminato di leggere il tuo libro pochi minuti fa. Mi è molto piaciuto. Non sono un esperto enologo o sommelier, anche se sto pensando di poggiare il piacere per il vino su basi più consapevoli e credo di essere stato fortunato a imbattermi nel tuo racconto. è stato un bel viaggio, anche ironico e a tratti romantico. il capitolo sul barolo è da applausi. complimenti e alla prossima!
    Stefano
    ps. però quante parentesi che usi; ocio perché sono una scorciatoia e se fossero un vino... ricorderebbero tanto uno di quelli "facili" che piacciono tanto agli amiconi americani

  • Anch'io, come molti altri, ti ho conosciuto (passo direttamente al tu non per mancanza di rispetto ma per istintiva simpatia)grazie al godibilissimo "Elogio dell'invecchiamento" trovato per caso in libreria mentre cercavo qualcosa di "diverso" sull'argomento . Sto finendo il 1°livello del corso di sommelier presso la delegazione Fisar di Verona. Volevo chiederti se il fatto di far parte di un'associazione di serie "B" (rispetto alla più blasonata Ais) può influire in qualche modo sulla mia preparazione o se il mio folle innamoramento per il mondo enogastronomico potrà compensare quaesto gap. Insomma, cerco consigli ed incoraggiamento . Se vorrai darmi qualche perla di saggezza ti sarò davvero grata ma ti prometto che continuerò a seguirti in ogni caso.
    Ciao e grazie per avermi fatto leggere pagine davvero piacevoli!
    Daniela

  • Bel libro! Ho terminato, da appena 5 minuti, la lettura di "Elogio dell'invecchiamento": finalmente un libro che parla di vino con la giusta dose d'ironia, equilibrio ed idee proprie. Bravo! Visto che lei si dimostra scrittore curioso e assente da preconcetti mi piacerebbe contraccambiare quanto ho ricevuto nel leggere il suo libro accompagnandola a conoscere il vero volto di un vino purtroppo visto come sinonimo di leggerezza: il prosecco! (prova ne è, di questa visione, il termine che lei stesso utilizza a pag. 85 in riferimento ad un Franciacorta meno strutturato...)
    Le premetto che non sono un produttore ne persona che vanta interessi diretti: sono solamente un appassionato che ha potuto rivalutare il vino prodotto a pochi chilometri da casa (e che io stesso svalutavo) grazie a dei micro produttori che magari non saranno mai noti , ma che producono un vino che, pur nei suoi limiti, non sfigura a fianco di tanti bianchi ingiustamente più blasonati.  
    Se passa per il Veneto ed ha voglia di fare un giretto con guida a Valdobbiadene mi chiami: sarà un piacere accompagnarla.  
    Distinti saluti
    Alessandro

  • Ciao, mi permetto di darti del tu dato che sono più vecchio di te. Ho appena finito di leggere il tuo elogio dell'invecchiamento trovandolo molto divertente e piacevole.Tanto che adesso me lo rileggerò una seconda volta più lentamente. Tutto condivisibile quello che hai scritto.
    Secondo me manca una sola cosa: non hai detto che il "percorso" che accomuna tutti coloro che si occupano di vino a titolo professionale o di appassionati evoluti (passami il termine), termina con lo stesso punto di arrivo: le bollicine. Me lo sono sognato io o il 99% di ristoratori, degustatori, critici, giornalisti, produttori stessi, quando smettono gli abiti della loro professione e possono liberamente scegliere da bere non hanno dubbi? Sempre una Bolla! In Italia è un caso che un considerevole consumo di champagne sia concentrato nelle Langhe (e in Emilia)? Tutti i produttori che conosco io di Barolo/barbaresco/supertuscan iniziano le loro degustazioni col re dei rossi e... inesorabilmente terminano a casa loro o al ristorante col re delle bolle... un saluto con molta simpatia.
    Guido Della Bruna
  • Caro Andrea, sono rimasto piacevolmente sorpreso e soddisfatto dalla lettura dell'elogio dell'invecchiamento e pensare che da buon quarantenne inizialmente pensavo riguardasse l'accettazione della condizione umana data dall'eta' avanzata ...ma l'autore era troppo giovane per scriverne! Scherzi a parte il libro e' davvero una mirabile sintesi di cultura e disinvoltura. Una piacevole lettura comunque densa e quindi piacevole da assimilare, che dimostra una discreta conoscenza in vari campi. Il mio amore per l'espressione artistica si divide fra la letteratura e sopratutto la science fiction ( ho letto centinaia e centinaia di volumi, Adams compreso, e sono amico e collaboratore di vari scrittori di genere) la pittura, ragazze (ma sopratutto le amiche sommelier e la mia ragazza che per lavoro si occupa di filiera corta e strade del vino che mi hanno avvicinato ...anche troppo..al vino) e la gastronomia che mi porta a viaggiare per enormi mangiate ed infinite degustazioni in compagnia degli amici pittori e scrittori ...e quindi condivido tanti suoi amori (portogallo compreso).
    Per chiudere  senza tediarla ulteriormente mi farebbe piacere sapere in quale occasione (presentazione libraria o degustazione alcolica) sia ancora possibile farmi autografare il volume.
    Ancora complimenti e grazie.
    Luca Ortino

  • Ho appena terminato la lettura dell'elogio dell'invecchiamento, e mi devo complimentare per l'abilità con la quale sai trasmettere i tuoi pensieri e le tue sensazioni. Ho letto parecchio a proposito di vino tra cui pure "il romanzo del vino" di Roberto Cipresso il quale annunciava attraverso le pagine del libro il progetto "winestation"; mi sai dire se il progetto è rimasto tale o se ci sono stati sviluppi concreti?  Vivo nel Canton Ticino (Svizzera italiana), è una zona particolarmente votata al vitigno merlot: negli ultimi 3 lustri sono stati fatti progressi notevoli in fatto di qualità e se un giorno ti va di fare qualche assaggio fammi un cenno che si può organizzare qualche visita a qualche produttore. Grazie ancora per le piacevoli ore che ho passato in compagnia del tuo libro!
    Cin cin
    Luca Musini

  • Ho vent'anni, sto leggendo il Suo ultimo libro, lo trovo grandioso, è un "cuvèe" di sarcasmo, ironia, acutezza, arte e smascheramento.. Mi hanno messo tra le mani l'altra settimana questo libro, l'ho aperto e subito mi ha colto di sorpresa! Ammetto che non so il motivo per cui io stia cercando di contattare Lei ma,la Sua scrittura, mi ha suscitato un interesse particolare.. E per altro, ammetto il fatto che più continuo a leggere il libro più accresce in me la voglia di avvicinarmi a quel mondo di "fingitori", magari inizierò a ferquentare il corso Ais!(anche se il Suo sarcasmo dovrebbe incitare a non appropinquarsi a quel mondo ipocrita!) Premettendo il fatto che, per quanto la mia giovane età possa concedermi, da sempre mi piace bere, o meglio, degustare un buon bicchiere di vino, ma non ne ho mai saputo niente; è solo da qualche mese che mi sono ritrovata in questo mondo sublime di storia, di vita e di convivio.. inizio ora ad apprendere qualcosina di più, grazie ovviamente al mio "superiore", che mi ha accolto sotto la sua ala protettrice, ed ora lavoro nei fine settimana in un Enoteca. Ma più apro bottiglie più mi rendo conto delle tante cose che bisognerebbe sapere prima di giudicare(come tutto il resto ovviamente), nonostante tutto, in molti, e dico poco, nel momento in cui verso a loro il vino nel bicchiere, mi parlano con quell'aria di presunzione e di superbia, come se conoscessero tutto di quel mondo, soprattutto, vedendomi piuttosto giovane mi sottovalutano!(ammaliatori ridicoli!)Ma è proprio possibile pretendere di sapere tutto a riguardo?!!Non credo, eppure in troppi pensano di sì, solo perchè conoscono il nome "Brunello" per antonomasia e, al di fuori di Chianti e Montalcino, non sanno andare!Magari Le sembrerò una sciocca a scrivere così, però, troppo spesso mi chiedo Perchè..Ha mai degustato il fatidico Pugnitello?!Proveniente da un vitigno autoctono della toscana, è stato prodotto dall'azienda agricola San Felice, dopo vent'anni ...
    Comunque, non vorrei stressarla ancora per molto ma,appena finirò il Suo "Elogio", Le farò sapere le mie conclusione a proposito, ignorando se ciò potrà recarLe danno oppure no!
    Grazie,
    Chiara Tagliabue

  • Ciao è l'una di notte e sono appena rientrato dalla serata passata con te a Padova organizzata dall'AIS ti volevo fare i complimenti: sei un grande.
    Roberto Poppi

  • Ho appena finito di leggere il tuo libro"Elogio dell'invecchiamento" e volevo soltanto farti sapere che mi è piaciuto tantissimo, condivido quasi tutto quello che hai scritto anche se forse a volte sembri "l'uomo di controtendenza forzata" spero invece che i tuoi sentimenti siano sinceri e che sia stata solo una mia impressione.
    Ti saluto e se vuoi puoi anche rispondermi, mi farebbe un enorme piacere.
    Marco Bonvino

  • Ho da poco finito di leggere “l’Elogio”  che secondo è veramente un gran bel lavoro.
    Quando mi dicesti di aver scritto un libro di saggistica in maniera semplice, divertente e scansonata, sinceramente rimasi perplesso. Non riuscivo a spiegarmi come può un saggio essere anche divertente; adesso l’ho capito. “L’elogio” e davvero ben scritto,  imbottito di cognizioni e termini tecnici che però scorrono benissimo e si può imparare diverse cose (io spero di averlo fatto…) senza fatica e rilassandosi. Da neofita ritengo questo libro un’ottima porta di ingresso per il mondo del vino, ma credo che anche un esperto possa trarne interessanti informazioni e spunti di riflessione.
    A me personalmente è servito innanzi tutto per fugare i dubbi riguardo al fatto se iscrivermi o meno ad un corso da Sommelier; ho deciso che non lo farò. Ho capito che un corso  AIS è una cosa seria (il costo è a mio avviso giustificato dal livello e dal fatto che alla fine si ha in mano un titolo che apre le porte ad una attività professionale al pari di un corso  universitario), ma che se lasciato fine a se stesso senza poi approfondire, ricercare, fare esperienza è un gioco che non vale la candela ed attualmente io non ho né la possibilità, né la voglia di farlo. Inoltre vedendo gli argomenti e le domande dell’esame ho capito che c’è molto da studiare a memoria, cosa che ho sempre odiato, sono sicuro che se anche riuscissi (cosa molto difficile) ad impararmi tutte le DOC e DOCG dell’Italia e del mondo me le scorderei dopo 30 secondi la fine dell’esame.
    Grazie al “Corso di avvicinamento al vino” che ho seguito un paio d’anni fa ed al tuo libro ho però raggiunto una base di cui sono soddisfatto, adesso quando mi trovo di fronte ad una bottiglia noto e capisco molte cose che prima mi sfuggivano e di fronte ad un bicchiere ho imparato ad usare la vista e l’olfatto oltre che il gusto;  osservare il colore, gli archetti, la densità, sentire l’intensità degli odori, la complessità del “bouquet” (anche se scindere gli odori è per me impossibile…) e poi la differenza tra elementi duri e morbidi, l’equilibrio, la persistenza. Insomma adesso ho uno strumento di piacere in più.
    Le Langhe Piemontesi di “Aspettare non stanca (Barolo)”  le colline Marchigiane che ricordano le Crete senesi  de “Terra di liberi pensatori (Verdicchio)” sono due luoghi che mi mancano e in cui dovrò assolutamente andare,  se in questi capitoli oltre che descrivere i vini volevi anche far appassionare il lettore per i paesaggi,  direi che ci sei riuscito benissimo, se non era tua intenzione, sappi che lo hai fatto. Adesso vorrei porti delle domande che mi sono venute in mente durante la lettura:
    1-Muccino ed i suoi film ti stanno tanto antipatici quanto la
    barrique?
    2-Mi piace, non mi piace: il vino “buono”: La Tana degli Orsi, Tirabusciò, La tagliatella, La Bottega del vino, Il Pane e vino…… Dove finisce la letteratura ed inizia la pubblicità? Anche perché a mio avviso dalla lista manca almeno l’Osteria del Teatro, o forse ho preso un abbaglio…
    3-Con i vini ci mangio quel che mi pare: Splendido capitolo, ma tu non eri vegetariano? Che forse sei tornato a far parte del mondo degli onnivori? Se così fosse questo meriterebbe un brindisi….
    Termino con un gioco. Riporto qui sotto la lista dei 10 migliori vini italiani secondo il tuo libro, dico secondo il tuo libro perché credo che solo alcuni di questi siano davvero i migliori vini italiani secondo l’autore... ho come avuto l’impressione che alcuni siano stati inseriti e recensiti perché d’obbligo, perché forse li vuole il lettore, accanto ad ognuno ho messo “Sincero” o “Di dovere”, ma magari anche qui ho preso un abbaglio:
    1-Barolo  - Sincero
    2-Champagne metodo classico Franciacorta – Di Dovere
    3-Amarone – Di Dovere
    4-Lambrusco – Sincero
    5-Pinot Nero – Sincero
    6-Picolit – Sincero
    7-Verdicchio – Sincero
    8-Aglianico – Sincero
    9-Sassicaia – Di Dovere
    10-Brunello – Di Dovere
    Ciao,
    Damiano

  • Ciao Andrea,ho letto con molto gusto il tuo libro "Elogio dell'invecchiameno".Io ho 28 anni,astigiano,ho fatto il corso O.N.A.V,a Gennaio farò il primo livello A.I.S,ho fondato un'associazione enogastronomica e ho fatto un percorso diametralmente opposto al tuo:piemontese ma amo i vini toscani (non tutti) e i toscani (non tutti).
    Grazie del libro, mi hai dato un sacco di agganci per procurarmi nuove letture e contatti. Ho molte cose da chiederti (premetto che se mi risponderai non ti assillerò) ma l'essenza è che vorrei riuscire ad innamorarmi delle Langhe e credo che tu sappia la via da percorrere. Inoltre credo che tu conosca molte cose che possono aprirmi  delle strade per soddisfare le mie curiosità.
    Mi sono permesso di darti del  tu ma lo stile che hai utilizzato nel testo mi fa supporre di poter essere diretto.  Grazie ancora per il divertimento.
    Andrea Zarattini.

  • Ciao Andrea, spero tu sia una di quelle persone che non storgono il naso se gli si da del tu senza neanche conoscersi ma dall' impressione che mi hai dato dal tuo ultimo libro non credo proprio.
    Innanzitutto complimenti per "elogio all' invecchiamento" (l'ho letto in due serate)..scusa mi presento.
    Sono un ragazzo di 23 anni e corsista A.I.S.(a Marzo inizierò il secondo livello), ti scrivo perchè mi ha molto colpito il fatto che tu sia sommelier A.I.S. ma  che comunque nel tuo libro distribuisci critiche, a mio avviso giuste, a guide e alla stessa figura del sommelier.
    Sinceramente ho iniziato il corso perchè era la strada più "breve" per approfondire una passione che ho ormai da molto tempo, ma mi sono reso conto che l'impostazione, il rigore e la teatralità con cui si muovono nel campo del vino i miei relatori non mi garba poi così tanto; perchè credo che il nettare che tanto amo sia frutto di lavoro vero e sia un prodotto vivo, elegante e unico ma pur sempre frutto della terra.
    Ti immagini un vignaiolo che tutto sporco e affaticato magari dopo una vendemmia dice:"questo vino al naso sarà bruciacchiato e la frutta nera sarà combinata con la carbonella"? (con tipico accento campano poichè di Aglianico si tratta).Un altra cosa che mi ha sconvolto e di cui non ero a conoscenza e l'influenza americana su di un popolo con così tanta storia enologica come noi o i cugini francesi. Nonostante tutto ciò ho intenzione di finire il corso poichè continuo ad amare sempre più il vino e le sue storie con le sue mille sfaccettature, ed anche perchè mi sento ancora molto ignorante in materia. Tra il secondo e il terzo livello molto probabilmente andrò a lavorare in vigna in Borgogna per questo oltre al testo A.I.S sto studiando anche il francese. Concludo facendoti i miei migliori auguri per il tuo libro e con una domanda stupida,giovane e prosaica come il cabernet secondo Giamatti: il dreadlock può essere di ostacolo in sede d'esame al termine del corso?
    Ti ringrazio per l'attenzione prestatami..
    "Il vino è il canto della terra verso il cielo" (Luigi Veronelli)
    Paolo Arlotta

  • Complimenti! dopo l'ultimo libro, ho trovato il contatto e ho letto anche la tua biografia.
    Ho 41 anni, "diploma" media inferiore, Sommelier dal 2005.
    Esercito per l'Amministrazione della Difesa, specializzato tecnico elicotterista. Ho iniziato a leggere di cucina, anche per esigenze famigliari e poi, per caso, ho contattato la delegazione AIS di Bergamo.
    Quello che mi è successo durante i 3 anni di corso, non me lo sarei mai aspettato. Proprio come scrivi nel tuo libro, un esame serio, una tensione inaspettata. Adesso, che partecipo alle serate/degustazioni, mi rendo conto che ho più stimoli di allora a riprendere i libri ed approfondire. Mi piacerebbe sostenere l'esame da degustatore. Come dovrei prepararmi secondo Te e su quali libri in particolare dell'AIS. iN secondo luogo, vorrei un consiglio per impostare un periodo di studio mirato all'esame da relatore. Tieni conto che ho tempo solo la sera e non avendo l'abitudine allo studio costante, come ci si avvicina anche per evitare l'abbiocco da dopo cena?
    Mi rendo conto di non avere un olfatto da "relatore" affermato, e stento spesso a non riconoscere una serie di descrittori davvero ignoti alla mia esperienza. Certamente non mi alleno molto, poichè degusto saltuariamente e, a volte, passano anche delle settimane. C'è una ricetta reale e concreta per migliorare o mi posso rassegnare? grazie
    Salvo


  • Ciao Andrea ho appena finito di leggere il tuo libro "l'elogio all'invecchiamento" e lo trovo veramente bello e interessante, a tratti simile al libro di Roberto Cipresso.. perciò mi è piaciuto davvero molto. So che sei un amante del Dolcetto e volevo consigliarti il dolcetto di Dogliani "Vigna pregliasco" dell'azienda agricola Cozzo Mario... è un dolcetto pre-fillossera.
    Francesco Pagani

  • Caro Andrea, faccio un paio di premesse a monte: ho incrociato il tuo libro proprio x caso e prima di leggere "elogio dell'invecchiamento" non ti conoscevo (ahimè). Ciononostante, sei la persona che inviterei a cena in casa mia!(tranquillo,non sono gay!ho 24 anni, vivo coi miei genitori, sono un "bamboccione" e mia madre cucina ottimamente!questa è una mia elucubrazione mentale quando mi chiedo o meno se un personaggio mi possa piacere!mi chiedo sempre: lo inviterei a cenare a casa!?non sono in molti quelli che passano questa scrematura!!)A parte queste cazzate, quello che mi ha spinto a scriverti è il seguente fatto: sto scrivendo la tesi di laurea specialistica con titolo Il vino come prodotto culturale: strategie di comunicazione. Laurea in scienze della comunicazione all'università cattolica di milano e relatrice della tesi la docente del corso di "comportamenti e culture del cunsumo". Il primo capitolo è un'infarinatura generale sulla sociologia dell'alimentazione, disciplina nata negli anni 70 che per più di un decennio ha faticato a trovare "riconoscenza accademica".
    Nel 2 cap, parlo di slow Food, e della "lotta" alla globalizzazione alimentare. Il 3 capitolo che è un po' il nocciolo della mia tesi parla de "L'insieme", un progetto di "enosolidarietà" di 9 produttori delle Langhe, de La Morra in particolare (Elio Altare, Mauro Veglio, F.lli Revello, Ca' Viola.) che conosco personalmente.
    Parlo del vino come mezzo di trasmissione di valori culturali, come prodotto culturale vero e proprio. Come simbolo di terroir (parola che ora uso spessissimo!!!) ecc ecc.Ecco, volevo chiederti, ovviamente se ti fosse possibile, di darmi qualche suggerimento, qualche consiglio indispensabile di lettura ad esempio.
    Il tennis è uno dei pochi sport nei quali sono poco portato, ma mi piace un sacco da vedere!e mi son fatto delle grasse risate leggendo i tuoi commenti sul sito!! Ci appassioniamo ai personaggi, alla loro "sociologia" in ampi termini. Non solo nel tennis.. E' difficile spiegare questo concetto, ma vabbè..forse ci siam capiti.
    Ti ringrazio in anticipo per l'attenzione. Sei stato un po' la chiave di volta del mio pensiero sociologico sul vino..e sullo "sviluppo" della mia tesi! (per la cronaca, vorrei laurearmi a febbraio, ma ho scritto per ora solo una 40ina di pagine!!! Lo stage mi sta ammazzando!! Ridatemi l'università!!!)
    Filippo Attena

  • Ho letto il tuo libro "elogio dell'invecchiamento" e mi è piaciuto moltissimo. Sono un appassionato di enogastronomia, e quel poco che so l'ho imparato bevendo, e durante un periodo in cui mi sono dilettato di reportage velico-enogastronomici in sicilia.
    Volevo solo chiederti un suggerimento, visto che su internet mi fido di tutti e di nessuno. Sono alla ricerca di siti affidabili per l'acquisto di vini online.
    Puoi indicarmene qualcuno?
    Ciao e ancora complimenti
    Alessandro Rizzo

  • Sig Scanzi, volevo comunicarle il mio apprezzamento per la lettura del suo ultimo libro.
    Saluti
    Marc Pavia

  • Ciao Andrea! Sto ultimando la lettura del tuo "Elogio dell'invecchiamento", gran bel libro ,per niente banale o scontato,istruttivo,un manuale per me, ci voleva!!! Si capisce subito che sei un grande osservatore, a tratti spaccone...forse perchè sei Sommelier? hehe..
    Io sono sulla strada che mi porterà forse un giorno a capire qualcosa di vino, per adesso autodidatta con un diploma di Perito Agrario alle spalle.
    Tanti saluti e buon lavoro, evviva l'Italia della diversità!
    Vino preferito:Aglianico del Vulture-Basilisco. Musica di degusto-meditazione:Angel_Massive Attack
    Nicola Izzo

  • Ciao Andrea. Volevo dirti che ho acquistato il tuo bellissimo "Elogio dell'Invecchaiemto".
    Ho quasi terminato di leggere il tuo scritto e mi ha così appassionato da volermi iscrivere ad un corso di primo livello AIS.
    Spero di poterti incontrare per una bevuto.
    Lello Volta

  • Ho appena finito il tuo libro"elogio dell'invecchiamento" mi è piaciuto molto anche perchè io e mia moglie stiamo facendo il corso AIS,adesso siamo al secondo livello, e posso dire che mi sta servendo molto come lettura da abbinare ai testi da studiare ben a noi noti.
    La mia domanda è la seguente facciamo difficolta a riconoscere i profumi dei fiori durante la degustazione,biancospino ginestra etc.. e mi chiedevo se usavi durante il corso per aiutarti delle essenze dei fiori o andavi in giro a cercare tra i campi orti o fioristi i profumi.
    Ti ringrazio
    Paolo Penso

  • Gentile Scanzi, ho letto il suo ultimo libro e mi piaceva testimoniarle l'apprezzamento. in specie per come è scritto: un tono direi "simpatico" come probabilmente è l'autore dacché è facile imitare ogni stile ma non quel "contatto" che si intravede tra le righe.
    sono, perlatro, un po' invidioso: come giurista - ahimé - la forma è parte della sostanza e quindi un po' di noia è quasi un valore aggiunto.
    Buona fortuna per il prossimo libro!
    Enzo Maria Tripodi

  • Gentile Andrea Scanzi,
    due giorni fa, per puro caso, curiosando in libreria, ho comprato il tuo libro “Elogio dell’invecchiamento”, che sto ancora leggendo (il termine giusto è “divorando”…);  nelle ultime pagine ho trovato l’indirizzo del tuo sito, ed ho pensato di scriverti per dirti… Che hai scritto un libro davvero bello! Perdonami se ti do del tu, mi prendo questa libertà perché ho letto che siamo quasi coetanei. Mi presento brevemente: mi chiamo Lara Fontana, ho 31 anni, sono un’insegnante di materie artistiche alle scuole superiori, vivo a Veroli e lavoro a Frosinone.
    Ho studiato un po’ ovunque in Italia, soprattutto a Firenze e a Cuneo, dove ho scoperto in me una grande curiosità nei confronti del mondo del vino. Avevo le idee piuttosto confuse sul’argomento, così un anno fa ho sentito forte il desiderio di saperne (e di assaggiarne…) di più: mi sono iscritta ai corsi di Slow food (I e II livello), che mi hanno dato un’infarinatura generale sul panorama enologico, soprattutto italiano.
    Negli ultimi tempi ho pensato più volte di iscrivermi ai corsi dell’AIS… Certo, per pura sete di cultura: non sono pronta a fare il sommelier come secondo lavoro, se ci penso mi vengono in mente solo immagini di me in un ristorante che servo un Cesanese al mio Preside, o che decanto i sentori di un Frascati a qualche collega o alunno… Immagini perverse che rimuovo alla velocità della luce!
    E poi c’è una domanda ricorrente: che senso ha impiegare energie e denaro fare il corso di qualifica da sommelier, se poi non si esercita la professione?
    In proposito il tuo libro mi ha molto rincuorata
    : insomma, al di là del costo, il corso  si può seguire per pura passione, e quella non mi manca di certo. E’ stato molto incoraggiante leggere che anche tu hai iniziato pensando che forse ti saresti fermato al primo livello, e invece poi… 
    Ultimamente ho letto un po’ di tutto sul vino, ma in giro ci sono quasi solo guide, comprensibili per lo più agli addetti ai lavori, dalle quali però non traspare la passione di chi scrive, ma solo giudizi tecnici che spesso mi paiono un po’ fini a se stessi… Probabilmente mi annoiano perché non ho la preparazione necessaria per decifrarli, ma di certo leggere le recensioni sui vini non mi dà alcun piacere, e dopo la terza iniziano a sembrarmi un po’ tutte uguali…
    Per farla breve:  “Elogio dell’invecchiamento” era proprio il libro che cercavo, lo trovo davvero coinvolgente, tecnico ma sempre comprensibile, scritto molto bene, con un’ironia intelligente e mai forzata (dote così rara!), ma la cosa che più apprezzo è che da ogni riga traspare una grande ricchezza culturale estremamente stimolante per chi legge! Dal cinema alla musica ai viaggi e molto altro ancora…Insomma il tuo è il libro sul vino più originale che abbia mai letto, sono proprio felice che tu lo abbia scritto!
    Bellissima la parte che sto leggendo ora, fatta di visite alle cantine e di racconti di chi fa il vino… Mi pare di aver capito che hai la fortuna di avere accanto una moglie che condivide la tua passione; che darei per riuscire a convincere anche uno solo dei miei amici ad accompagnarmi in un week end enogastronomico! Ma purtroppo quasi tutti hanno la maledizione dell’astemia.
    Un paio di mesi fa sono stata a Udine in occasione di Friuli DOC, dove la rivista “Spirito Di Vino” e il Movimento Turismo del Vino hanno organizzato un concorso per giovani vignettisti, al quale naturalmente ho partecipato, visto che mi permetteva di coniugare le mie due più grandi passioni (l’illustrazione grafica e il vino!). Il mio lavoro è stato selezionato, e sono stata ospite per un fine settimana del MTV Friuli:  è stata una bella occasione per conoscere i grandi vignettisti italiani (Krancic, Marini, Giannelli, etc…), tanti simaptici illustratori enofili, e per assaggiare piatti tipici e vini friulani, che non conoscevo e che mi hanno davvero stupita in positivo. Elda Felluga, presidente del MTV Friuli VG, ci ha accolto con una gentilezza senza pari; interessi delle aziende a parte, ho avuto l’impressione che lassù ci tengano davvero a promuovere la cultura del vino (se leggi la rivista “Spirito Di Vino”,  questo mese a pag. 124 c’è un articolo con la foto della premiazione: io sono quella in prima  fila col sorriso a 32 denti!).
    Concludo questa lettera per non annoiarti oltre, salutandoti e pregandoti di scrivere ancora sul meraviglioso mondo del vino, perché a mio parere su questo argomento c’è davvero tanto bisogno di un po’ meno tecnicismo… e di un po’ più di cuore!
    In bocca al lupo per la tua già bellissima carriera,
    Con molta stima
    Lara Fontana
  • Grazie per il libro e per avermi fatto conoscere roddolo, visitato un paio di settimane fa. Ci accomuna la passione per il vino e la musica. sul vino forse sono un pelo più 'talebano' di te. così mi definiscono in molti per la mia spiccata simpatia per certi produttori tradizionali, naturali, veri, biodinamici o quant'altro, comunque il tuo libro è un'opera meritoria ed il suo successo speriamo porti del bene al mondo del vino ma soprattutto a chi lo beve.
    Ho fatto anni fa solo il primo livello ais ma dopo che l'enologo a una domanda sui vini di gravner mi ha risposto che i pazzi ci sono in tutti i campi ho preferito lasciar perdere e dedicarmi ad altri percorsi di conoscenza, lo confesso, principalmente la ciurma di porthos ma soprattutto sul campo, visitando vigneti e cantine.
    Anche sulla musica, per quello che traspare dal tuo libro, siamo in sintonia.  A quando un 'elogio dell'ascolto'?
    Alessandro

  • Il suo libro sul vino è patetico e fuorviante. Scrivere un libro sul vino dopo aver frequentato i tre corsi ais (e poco altro direi dopo averlo letto) è una delle cose più ridicole che si possano fare ...quasi come credere che il non aver mai sentito gli idrocarburi in un riesling significhi che che non ci siano.
    Umiltà signore!! E molti più assaggi.
    Se il il suo titolo per lei ha davvero un sgnificato, lasci che le sue acerbe conoscenze invecchino e intanto veda di capire che sommelier è la persona che dice di sentire quello che realmente sente prima di tutto e non quello che qualcuno ha detto che deve sentire...e questo è, fortunatamente, molto in relazione con le esperienze che fino ad ora ha fatto.
    Dispiaciuta di molte banalità lette nella sua pubblicazione compresa quella che biodinamica...ecc mi chiedo cosa l'abbia spinta a semplificare tutto in modo così volgare. per fare un buon assemblaggio bisogna avere talento...in bilico tra il voler essere dotto (saccente?) e spiritoso il suo testo spesso risulta solo un'ingenua elaborazione di nozioni da testi ais.
    Spero che mai nessuno le abbia detto che sommelier è il professionista che riconosce i vini degustando alla cieca. Il sommelier è colui che per effetto collaterale di ciò che è la sua vera cantina (quello che ha assaggiato) riesce spesso o talvolta,  ad avvicinarsi alla realtà.
    Wilma Zanaglio

  • Innanzitutto, complimenti per il libro che hai dato alle stampe. Sul dare un senso alla figura del Degustatore Ufficiale ti invito se ne avrai tempo e voglia a visitare l'apposita sezione del nostro sito regionale, www.aislombardia.it. Ci stiamo provando. Mi sono permesso di suggerire ai ragazzi dell'Istituto Alberghiero Mantegna di Brescia, dove come AIS Lombardia stiamo tenendo un corso di qualifica sommelier, la lettura del capitolo "Come diventare sommelier in cento mosse", in vista dell'esame finale di 3° livello. Ho riscontrato alcune inesattezze qua e là nel libro, piccolezze rispetto alla grande scorrevolezza che hai saputo dare a quello che poteva rischiare di essere l'ennesimo libro modaiolo sul vino. Ancora complimenti e PROSIT.
    Davide Bonassi

  • Mi è piaciuto il suo libro, che ho appena finito di leggere.
    Le faccio solo alcune domande a cui potrà rispondere se lo crederà opportuno.
    1 perchè nel libro non si parla (a parte l'aglianico) dei vini del sud, che hanno antiche tradizioni.
    2 Dove andava (e va) a finire tutto il vino da taglio pugliese,visto che si parla tanto di vini autoctoni vedi barolo ed altri. Ho sempre saputo che la maggior parte di questi veniva spedita in piemonte e in francia
    3 Oggi nei supermercati si trovano bottigle da uno a centinaia di euro, secondo lei nessuna di queste bottiglie è buona?
    4 Come può la gente comune bere i vini da lei citati a prezzi così esorbitanti,vuol dire chè una bottiglia doc acquistata in un supermercato a 3 euro e sempre imbevibile?
    Grato per una sua gentile risposta la saluta un ammiratore (solo del libro e non della vanesia autobiografia sul suo sito).
    Vincenzo Zuccaro

  • Sto leggendo “Elogio dell’invecchiamento” di Andrea Scanzi.
    Il libro rispecchia abbondantemente le ottime critiche che avevo letto e mi sento di consigliarlo a tutti, anche se mi sono letteralmente cadute le braccia quando, a pag. 94, ho letto: “…quelli dell’AIS avevano chiuso il forum del sito ufficiale perchè era diventato un inverecondo ricettacolo di smidollati e un’anticipazione puntuale di questionari d’esami”.
    Scanzi resta un’ottima penna e continuerò a leggere ben volentieri il suo libro, ma come giornalista mi ha deluso: in questo caso si è dimostrato l’apoteosi della disinformazione (mi auguro in buona fede).
    A parte il fatto che, come tutti sanno, i motivi della chiusura sono stati ben altri ed il Forum Rexbibendi ha poi proseguito imperterrito sulla strada smidollata, questionari compresi, dimostrando la miopia dei censori e l’inefficacia dell’azione censoria, mi piacerebbe conoscere la posizione del comunicatore Scanzi sull’anacronistico atteggiamento della dirigenza AIS nei confronti di un moderno strumento di comunicazione.
    Dopo aver ricordato, pur se in modo inesatto, i motivi della chiusura del Forum AIS, va riconosciuto a Scanzi il merito di avere utilizzato le successive 23 (ventitrè) pagine del libro nella redazione di un lungo elenco di possibili domande d’esame con le relative risposte, realizzando così un valido esempio di quell’utilissimo vademecum da lui precedentemente ricercato invano.
    Chissà se si è reso conto, secondo l’ottica AIS da lui riportata sul libro, che ora rischia di essere considerato uno smidollato……al quadrato!
    Andrea Toselli

  • E pensare che lo Scanzi lo conoscevo soprattutto per i suoi trascorsi Rockettari e Pallonari sulla rivista di cultura rock “Il Mucchio Selvaggio”.
    Se scrive di vino come di musica e pallone, acquistiamo una grandissima penna.
    Max Perbellini

  • Quoto Max Perbellini. Era il grande “Rui”, una penna caustica ma efficace. Mi dispiace solo che abbia citato nella bibliografia del libro alcuni esempi di conclamata anticultura del vino, ma non si può avere tutto dalla vita. Un bravo ad Andrea!
    Armando Castagno

  • Ciao Andrea.ho letto il tuo libro e ti confesso, non volevo farlo. Uno dei tanti libri sul vino, ho pensato, quando un amico della delegazione  AIS di Arezzo mi ha consigliato di farlo (ha fatto il seminario per Degustatori Ufficiali insieme a te). Ma conoscendolo sapevo che non poteva darmi un consiglio sbagliato. Nessuna scelta poteva essere più felice è stato un bellissimo viaggio trasportato da una narrazione fluida e una giusta dose di tecnicismo che aiuta a comprendere meglio il vino, il suo mondo e ... i suoi "artisti".
    Ed io, teorico del rallentamento che tra qualche giorno partirà per qualche giorno di vacanza tra le colline toscane, lo riavrò come  compagno di viaggio a tenermi compagnia. Perché come disse un altro toscano "i libri danno molto e non chiedono niente in cambio". E questo è uno di quelli.
    Roberto B.

  • A dire la verità avevo già intenzione di leggere questo suo libro. Poi leggendo la bella presentazione di Franco Ziliani sul suo blog, sono andato in libreria e ne ho acquistata una copia.
    Ho letto, sinora, solo le prime 20 pagine e SOPRATTUTTO il capitolo sul Pinot Nero.
    Mi sono deciso a scriverle, sperando di non disturbarla, non tanto per complimentarmi (già leggendo l'intervista avevo capito che mi sarebbe piaciuto il suo stile) ma per   dirle che raramente (almeno per quello che ho sinora letto) mi sono trovato in perfetta sintonia di vedute con un altro amante del vino.
    Spero anche che le sue idee sulla figura del sommelier trovino tanti adepti anche all'interno della categoria. Se l'associazione è meritoria forse qualcuno dei suoi associati non è all'altezza del ruolo (o se lo è, crede o finge di essere il depositario della degustazione assoluta).
    Solo una parola su Bruno Gottardi. Lo conosco, lo stimo e amo i suoi vini. Mi spiace però che, tradendo un poco i suoi originari propositi, oggi tenda non solo a fare delle Riserve ma anche, sbagliando, a presentarle al Blauburgunder Gate di Egna. Ragione per la quale non si è classificato nell'ultima edizione di questo concorso con grande sconcerto di tutti quelli che conoscono i suoi vini.
    Con viva cordialità.
    Luciano Ramella

  • Venerdì avrò anch'io l'esame per diventare sommelier. Ho letto solo ieri del tuo ultimo libro, e me ne sono incuriosito a tal punto da arrivare sul tuo sito per leggere bio e altre storie.
    Cavoli..complimenti!! Io sono del '79 ma mette fiducia vedere il tuo bel percorso professionale e non solo. Invece che per trarne articoli, ohimé, io al semaforo ho portato i miei scout per farci un video dal titolo "Cosa si prova davvero?" (titolo creato al momento, ovvio), Edberg lo seguivo da piccolo apprezzandone l'eleganza (ma tifando per "Bum Bum" Becker), il manifesto lo leggo ogni tanto..e oggi mi vado a comprare il libro che hai scritto. Chissà che magari non mi esca una citazione all'esame.
    Per il resto, che fare di sta laurea in Comunicazione?? Mah..per ora  
    aspetto il Meraner Winefestival dove andrò per uno stage..
    (..) Da ieri ufficialmente collega sommelier, come prima buona azione ho comprato il tuo libro (in lista dopo quello, già divorato una volta e mezza) di Roberto Cipresso!
    La tua lettura mi sembra un dialogo tra chi la pensa in maniera affine, sebbene somigli più ad un monologo..
    Che dire? Ora debbo uscire per trovare la fatidica giacca blu scuro su cui attaccare l'odiata toppa, che accompagna l'odiata cravatta. Al ritorno continuo la vorace lettura..riprendendo da dove dici di odiare Lendl (affermazione cui mi associo in pieno, rimembrando la leggendaria banana di "Michelino" Chang a Parigi '89 (il match clou del mio decimo anno di vita)).
    In sintesi..se mai ri-passerai nelle Marche, specie a Civitanova, considerati gradito ospite allo Chalet Galileo, neo-chiocciolina Slow Food..
    Ciao, un caro saluto e a presto
    Alessandro
    ps: a pag. 102 del libro di terzo livello, alcolicità e tannicità le danno "intercambiabili" e ieri m'hanno chiesto anche di questo (forse a pag.64 hai accentuato volontariamente). Comunque, vero, è bello abbinare ma "quando ce vò, ce vò!", e ci metti quel che ti pare come gl'inglesi terùn;-)

  • Caro Andrea ho appena finito di leggere il tuo libro sul vino e ne sono rismasto entusasta, anch'io sono appasionato di vini e vorrei tanto poter esprimermi come un vero sommelier ma non avendo praticato nessun corso uso un sistema molto semplice è banale tutto quello che mi piace è buono.
    Amo tantissimo i vini campani la mia regione di apperteneza e gli autoctoni in particolare, sono contro i vini marmellata e da mercato americano. certamente comprerò altre tre copie del tuo libro per farne omaggio ai miei amici che condividiamo la stessa passione.
    Ciao,
    Mauro da Cervinara (AV)

  • Mi piacerebbe una tua classifica dei 10 tennisti migliori (non necessariamente quelli che hanno vinto di più) dal '70 ad ora. Complimenti, tanti, per Elogio dell'invecchiamento, veramente molto interessante ed istruttivo senza essere palloso..
    Flavio Albertazzi

  • Buongiorno, Andrea. Ho appena finito di leggere il suo Elogio dell'invecchiamento e, come succede coi buoni libri, lo abito ancora, sono dentro al suo mondo. Per questo le scrivo, cosa che di solito non faccio. Ho letto in un'intervista che le avrebbe fatto piacere se il suo libro fosse letto da chi ama leggere. Bene, con me ha ottenuto il suo scopo.
    C'entro poco col vino, se non fosse che sono nata in tempo di vendemmia, in Piemonte, a Torino, e che da piccola frequentavo la campagna di mio zio nei pressi di Castelnuovo don Bosco, e, dunque, bevevo Freisa e Malvasia di quelle parti (ma il battesimo fu ad opera di mio padre che mi fece festeggiare il primo Natale imbevendo il mio ciuccio nello Champagne).
    Non ho comprato il suo libro, mi è venuto tra le mani e ho deciso di leggerlo il giorno in cui ho compiuto 48 anni, per farmi coraggio. Avevo intuito che quel libro sul vino poteva riguardare anche me. Come a lei, mi piace essere consapevole di quello che mi circonda, mi piace essere informata. Inoltre, mi piace conoscere ciò che mi piace, e, intendiamoci, il vino mi piace. Però non sopporto i fanatismi (e sotto quest'aspetto il libro mi è parso rassicurante) e so che non avrò mai il tempo, la voglia e l'opportunità di diventare un'esperta.
    La ringrazio per avermi offerto una piacevolissima lettura e un'introduzione ad un mondo che  mi incuriosiva. Adesso leggerò Il piacere del vino dello Slow Food, che ho in casa da qualche anno. Magari leggerò anche qualche cosa di Veronelli e mi procurerò un numero di Porthos. Comincerò con la Guida al vino quotidiano e cercherò di acquistare il vino che mi ispira direttamente dal produttore. La mia soglia di spesa per una bottiglia sarà 30/40 Euro al massimo. Ora so che posso trovare vini buonissimi anche con molto meno e comunque non sarei in grado di apprezzare un prodotto che anche valesse le cifre pazzesche che ho letto.
    Soprattutto, anch'io "credo che elogiare l'invecchiamento sia una buona rivoluzione". So che sto invecchiando, forse non tanto bene e so di certo che non sarò indimenticabile. Ma so che non tutto è perso, che ci sono ancora dei margini di miglioramento, che forse mi si deve aspettare ancora un po'. So anche che esiste la ricolmatura e che, quando si è perso un po', ci si può far ricolmare da una buona lettura.
    Cordialmente,
    Paola R.

  • Quando ero all'Università e studiavo in biblioteca leggevo spesso il Mucchio e mi piacevano molto gli articoli di Andrea Rui Scanzi... ora sono capitato per caso sul tuo sito, visto che sono un telecronista (ma non di tennis, anche se conosco bene alcuni dei recensiti) e ti lascio un doveroso saluto... e pensare che hai solo un anno in più di me, quando ti leggevo sul Mucchio ti credevo un veterano! Saluti
    Marco Frisoli

  • Ciao Andrea, ti scrivo per complimentarmi. "Elogio dell'invecchiamento" la ritengo un'opera fantastica, sia  per i contenuti sempre molto chiari, sia per la modalità di esposizione sempre piacevole. Ho "degustato" ogni capitolo proprio come un ottimo vino invecchiato: peccato l'abbia già finito di leggere. E' pensabile un seguito?
    Gianmarco I.

  • Ho appena ultimato il primo corso AIS (delegazione di Bergamo) e volevo solamente dirle che mi sono letteralmente "bevuto" il sui "Elogio dell'invecchiamento" come fosse un bicchiere di ottimo rosso.
    Congratulazioni !
    Sergio Carrara, Dalmine (BG)

  • Caro Andrea,
    il caro viene dai tempi di Oltre la traversa sul Mucchio, quando mi avevi ingaggiato per alcuni trafiletti su artisti o manovali del calcio e dello sport; antipaticissima fu la volta in cui mi smontasti - non senza ragioni - le Roi, ma ti ho sempre seguito in ogni scritto che riuscivo a recuperare (ne ricordo due tra molti, Il Nonno, commovente, e la fregatura dello pseudo Marquez, comunque una bella pagina).
    Giorni fa ho letto Mura (un buon motivo, con quell'interista di Serra, per leggere la Repubblica) che suggeriva il tuo ultimo libro; l'ho comprato: lo sto gustando piano piano, io che di vino ne bevo volentieri ma mai ci ho capito qualcosa; l'altra sera, alla pagina su Albanese sommelier è comparso proprio lui, Antonio Albanese, e gli intenditori sono divenuti all'improvviso simpatici.
    Un paio di copie le piazzerò a Natale da amiche che sanno, vengono da Valdobbiadene e spesso mi portano del buon prosecco, che qui è come l'acqua minerale (ehi, ma proprio vino da leghisti lo devi immaginare?). Conosci per caso qualche buona cantina lassù?
    Mi dispiace non leggerti più sul Mucchio, dove oggi sono discretamente (?) "ossessionati" da alcuni temi, mi dispiace pure che la tua passione per il calcio sia sfiorita, ma ti capisco, eccome.
    Io corro, a piedi e in bici, tengo duro sia sul Mucchio (primo amore) che sul calcio; cerco di "spiegarlo" ai figli: adesso, con la Juve tornata su dalla B, è un po' più facile: per esempio vedere Molinaro, Legrottaglie e Grygera gioire impazziti dopo il pareggio con l'Inter insegna molte cose, il bello di essere neo promossi e "brutti".
    La musica poi non ci frega mai: mi è piaciuto vederti associare Harvest Moon a un vino, mentre io sto sparandomi a palla Chrome cranks in macchina (ho già chiesto ai miei cari di essere ricordato post mortem con la musica di Neil Young, pensa te.).
    I tennisti che citi sul sito mi sono quasi sconosciuti, al tennis rimango attaccato grazie agli scritti di Clerici, sky mi ha sottratto splendidi pomeriggi d'estate trascorsi stravaccato sul divano a vedere tutto il Roland Garros, tutto Wimbledon, tutto Flushing Meadows, tifando McEnroe, Connors, qualsiasi altro mancino e il mitico Vitas Gerulaitis, serve & volley e racchetta di legno, che perse sempre contro l'odiato Borg.
    Non ti sottraggo altro tempo e ti chiedo ancora un paio di minuti: dopo Futbol di Soriano, Febbre a 90° (e tutto Hornby),  qualcosa di Brera, Galeano, Undici racconti sul calcio e una serie infinita di Sfide, cosa consigli a mio figlio Enrico, ottimo lettore?
    Se vieni in tournée vinicola dalle mie parti fammi sapere (non solo Valdobbiadene, vicino a Motta di livenza c'è Lison-Pramaggiore, zona niente male), brinderemo insieme!
    Giovanni Berti

  • Mi permetto di darti del tu perché siamo coetanei, quasi conterranei, e anche può suonare antipatico dirlo qualcosa ci accomuna: il Portogallo, Sideways, Fenoglio e certa letteratura, qualche cantautore italiano, e immagino Roberto Baggio. Ci divide Ivan Lendl, ma su certi personaggi non si discute: sono come quei vini, che li ami o li odi, così, senza vie di mezzo.
    L'avrai capito, ho letto il tuo Elogio dell'invecchiamento e mi è piaciuto molto, volevo farti i complimenti. Mi sono divertito, hai azzeccato un giusto equilibrio tra la narrazione e i tecnicismi che mi tengono lontani da libri più specifici, perché sono un appassionato, forse un bevitore ma non un intenditore di vino, e per adesso neppure un aspirante sommelier. Mi sono pure appassionato quando hai parlato dei personaggi, degli incontri, della gente che il vino lo fa. Ci sono dei brani strepitosi. E pochi giorni fa ho avuto un'occasione precisa per ringraziarti, idealmente, dalle Langhe, e per promettermi che ti avrei scritto questa lettera per farlo davvero.
    Sono stato a trovare Flavio Roddolo e come dire, n'è valsa la pena. Grazie, perché non lo avrei scovato se non ti avessi letto. E comunque avrei rotto molto più tardi il ghiaccio, quello che anche tu hai conosciuto, se non mi fossi giocato presto la carta: "Ho letto di lei sul libro di Scanzi."
    Mi sono portato via un sacco di cose, da quell'ora in Bricco Appiani, oltre a una scatola di sei vini, mista, e al resto ottenuto con un'ulteriore bottiglia di Dolcetto. D'accordo, adesso taglio corto, ma ne avrei per dieci cartelle.
    Grazie, a presto.
    Emiliano G.

  • Bravo, godibilissimo libro. L'ho bevuto d'un fiato durante un insopportabile viaggio su un treno/freccia di Zenone che non arrivava mai e sul sentore di "gladiolo grattugiato" ho riso veramente di cuore suscitando altezzosa disapprovazione tra gli altri disgraziati viaggiatori stremati dai ritardi biblici di trenitalia...
    Proprio vero, i buoni libri, (come i buoni film e il PURO di Movia) a volte ti salvano la vita.
    Bravo davvero.
    Lucia Colaprete

  • Sto ultimando la lettura dle tuo libro che trovo splendido. Alcune pagine sono effettivamente un po' tecniche, ma credo che sia indispensabile per imparare a conoscere un poco l'argomento...
    Mi farebbe piacere rivedere la fatidica puntata di Report di tre anni fa.
    Mi puoi dire dove la posso trovare sulla rete?
    Grazie mille e complimenti ancora.
    Antonello Belli

  • Non so se iniziare con "gentilissimo" o qualcosa di simile, ma l'affettatura mi sembra eccessiva e quindi l'incipit sarà:
    Giovane Andrea (mi rapporto alle 15 primavere che ci dividono), non sono aduso (!) ad utilizzare l'ipertecnologia contemporanea per esprimere le mie sensazioni (preferisco la parola ovvero una bella lettera), ma questa volta faccio eccezione per complimentarmi davvero per il nuovo libro di argomento enoico.
    Premesso che sono soltanto un "appassionato" il quale però ha avuto la fortuna di bere il giusto ma bene, e che sono al 50% casentinese,pur se nato e vissuto a Napoli, sono immediatamente entrato in sintonia con il tuo modo di scrivere di vino e ti sono grato per i momenti anche divertenti trascorsi con le tue righe.
    Una domanda, visto che hai citato come esempio di "barolista" Roddolo: cosa mi dici di Baldo Cappellano?
    Non avrei finito con le mie osservazioni, ma spero in un riscontro perchè ho ancora un pò di cose di cui parlare.
    A presto, spero.
    Luca Miraglia

  • Ho appena terminato di leggere il suo bellissimo "Elogio dell'invecchiamento" e l'ho trovato molto interessante e divertente. La lettura e l'enogastronomia sono le mie passioni. Al punto che 10 anni fa ho smesso di fare l'architetto ed ho aperto un piccolo ristorante a Bari, dove risiedo, che si chiama PerBacco. L'anno scorso ho organizzato una piccola rassegna dal titolo "Scritti e mangiati" in cui alcuni autori hanno presentato il loro ultimo libro ed io ho organizzato un menu a tema. Ad esempio con Gianrico Carofiglio abbiamo preparato un menu IN GIALLO. Se per caso dovesse capitare a Bari a presentare e promuovere il suo libro, sarebbe disponibile per una serata simile? Se ciò non fosse possibile La ringrazio ugualmente e Le auguro il più sincero in bocca al lupo.
    Cordialmente,
    Beppe Schino

  • Caro Collega (nel senso che anch'io sono sommelier e degustatore ufficiale Ais) ho letto il tuo ultimo libro e devo dire che mi sono proprio divertita, anche se, devo ammetterlo, in poche cose non mi trovo d'accordo con te (mi permetto di darti del TU perchè è la prima cosa che mi hanno insegnato al Corso AIS). Alla Mondadori, dove ho acquistato il libro, mi hanno riferito che dovresti venire a Padova (città in cui abito) per la presentazione. Percò desidero sapere se e in quale data verrai.
    Sperando in una tua risposta, cordialmente ti saluto.
    Ornella Martellato-Padova

  • Caro Andrea, dirti che hai scritto un libro bello è poco. Questo libro è molto di più. E' la conferma che sei un narratore, prima di tutto. Hai il gusto di raccontare, quello che oggi si è perso. Non sei un ruffiano, e non lo sarai mai. Non sei un Muccino, per intenderci. Scrivi libri belli.
    C'è una pagina in particolare che spiega bene quello che sto cercando di scriverti in maniera immediata: la pagina 49, quando parli di Keith Jarrett. Avevi scritto una cosa simile di Capossela. Non ricordo bene, forse era un concerto a Perugia. Avvenne questo: molti ballavano, il concerto si stava trasformando in una festa, ricordo bene? A quel punto Capossela fece una cosa straordinaria: r-a-l-l-e-n-t-ò. Rallentò. Fregandosene di tutto. Fregandosene di quello che voleva il pubblico. Come Keith Jarrett.
    E' la stessa operazione che fai tu. A te non importa quello che sta pensando il lettore, non importa se in quel momento il lettore vorrebbe accelerare invece di rallentare; a te importa scrivere un bel libro. E' questo che rende speciale i tuoi libri, e non solo. E' lo stesso meccanismo di chi vuol fare un buon vino...Elogio dell'invecchiamento, si chiama così.   
    Un grande abbraccio,
    Umberto Nigri, giornalista e autore, La7

  • Caro Andrea, ho appena finito di leggere il tuo ultimo libro (dire che l'ho letto in un sorso sarebbe stato troppo banale). Anche io sono Toscano e grande appassionato di vini (e di certi "cigni"). Prima di tutto volevo farti i complimenti, perchè non è un libro didattico/palloso, cosa difficilissima dato l'argomento, e, bene o male, rispecchia il mio enopensiero.
    Il punto è un altro. A pagina 214 parli fin troppo bene di Carlo Cambi, autore di Gambero Rozzo (guida abbastanza discutibile). La Carlo Cambi editrice è ben altra cosa rispetto a questo discutibile personaggio, con il quale non ha niente a che fare. Hai letto il suo ultimo articolo su "il Giornale"?
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=206183
    Grazie, e complimenti ancora.
    Giulio Carli

  • Compimenti per il libro! L'ho trovato brillante, divertente e molto istruttivo.
    Comprerò i vini da Lei consigliati e temo che, a differenza di quelli aperti dall'AIS, costeranno parecchio.
    P.S. capisco pochissimo di vino ma, sono una vera appassionata, Mi piace bere, mi piace farlo  bene e mi piaciono le sensazioni e le emozioni che un buon vino mi dà!
    Deborah Urru

  • E’ il libro più dissetante che abbia mai letto. Divertente, pignolo. Si vede che, nonostante la fatica e lo studio, a scriverlo ti sei divertito da matti.
    Stefano Argilli, calciatore

  • Premetto che ho apprezzato moltissimo il tuo bel libro che ho letteralmente divorato in pochi giorni dato che è veramente di piacevole lettura e molto interesante per un appassionato di vini.
    Devo però fare solo un appunto a quanto tu hai scritto a pag. 78 : "Un fatto è certo: come rapporto qualità/prezzo, un Franciacorta è migliore degli Champagne. Certo uno Champagne da cento euro è insuperabile, ma tra un Franciacorta e uno Champagne da venti euro prendo il primo tutta la vita". Io sono un grande innamorato dello Champagne (con la C maiuscola) e conosco piuttosto bene quella regione, che visito regolarmente ogni anno. Ebbene credo che anche senza spendere cento euro esistano degli Champagne "seri" di diversi "récoltants" e di alcune Maisons che sono decisamente superiori a qualunque Franciacorta anche e soprattutto per rapporto qualita'/prezzo. Ti vorrei consigliare, in proposito, la Cuvée 730 di Jacquesson (che io ho acquistato non molti mesi fa su "Wine & Co." in rete a poco più di 28 Euro) e mi piacerebbe sinceramente sapere se, dopo questo assaggio, potresti ripetere le stesse cose dette a pag. 78 del tuo, peraltro, bellissimo libro per il quale ti faccio ancora i miei complimenti !!!
    Diabelli50
     

 

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www.andreascanzi.it