Libri





recensioni

il parere dei lettori 

L' ho letto tutto d' un fiato. come faccio sempre quando i libri mi coinvolgono visceralmente.
Leggere
C' è tempo mi ha commosso, come poche cose sanno fare: lo sguardo perennemente triste di mia madre, il sorriso di un vecchio amico, Kurt Cobain che muore cantando Mark Lanegan, e recentemente La meglio gioventù. Hai la rarissima capacità di coinvolgere anche su temi per qualcuno sconosciuti. non sapevo nulla di Gould, di Sarnano, di Sant' Anna di Stazzema, neanche, questione d' età, di Edberg. mi era già capitato con Gilles. Il tuo modo di scrivere arriva al cuore. Scatena una molteplicità di sensazioni: la nostalgia per Gaber e De Andrè, l' indignazione per Falcone, Borsellino e i crimini impuniti, la tristezza per Gehrig.
C' è tempo mi ha fatto venire voglia di prendere la chitarra e strimpellare blowin' in the wind, "le corde accarezzate lievemente, in una maniera che tutti cercheranno di imitare ma che solo lui sa fare", come dice mio padre, e intonarla sottovoce.
E' bello ritagliarsi ogni tanto momenti di completo abbandono a certi sentimenti.
A. 

Ho appena letto C'è tempo ed è stata l'unica volta che mi sono sentito in dovere di mettere per iscritto i miei complimenti all'autore. Sei bravissimo. Parli di personaggi e sensazioni più comuni a chi, come me, ha 13 anni più di te. Ma si intuisce subito che sei un trentenne senza età. Rare e preziose persone. Una scrittura "emozionata", vissuta e appassionata. Però sempre gentile. L'ho letto ieri pomeriggio e alla sera ne rileggevo ad alta voce alcuni passaggi a mia moglie. Lo consiglierò a tutti. Perlomeno a tutti quelli che se lo meritano. Perchè è come fare un dono, consigliare questo libro. Perchè profuma di cose buone. Mi auguro di leggere altre tue cose tra qui e lì. Senza fretta. C'è tempo.
Alessandro

... così l'altro giorno sono andato nella più rifornita libreria della mia città per chiedere "C'è tempo". Soliti sguardi di ghiaccio, stupore, breve ed affanosa ricerca al computer hanno fatto da cornice a tale risposta: "Non abbiamo mai sentito nè autore nè questo titolo, non sappiamo..."Io, più imbarazzato di loro, ho chiesto di poterlo ordinare. L' ho divorato in un'ora e mezza il tuo libro, e a distanza di giorni la mia anima ne gusta ancora il sapore. Mi piacerebbe prolungarla tale sensazione. (...) Oggi sono ritornato nella stessa libreria. Sono stato accolto con un sorriso. Veramente. Mi hanno chiesto dove avessi scoperto "questo Andea Scanzi che scrive benissimo". Mi hanno detto che  rimetteranno in ordine il tuo libro.
Andrea.

Sarò retorico, ma anch’ io mi sono letto C'è tempo in un giorno solo. Perché è stato normale. Non potevo che concluderlo subito. Inevitabile. Scanzi è una specie di raid aereo, improvviso, notturno, subdolo e silenzioso. Arriva all’improvviso dal cielo, quando meno te lo aspetti. Ti vola sopra la testa, ti plana dolcemente addosso. Poi ti assale. Prima invia qualche colpo d’assaggio, poi riesce a farti sorridere, ad essere pure scherzoso, a farti capire che magari il seguito del libro sarà ancora più brillante e leggero. Ma, ad un certo punto, Scanzi attacca sul serio. E fa male. Ah, se fa male! Ti scuote la coscienza. Ti costringe a pensare, ad usare le tue polverose cellule cerebrali. A metterti in discussione, faticosamente. Perché non ti fa pensare facilmente, Scanzi. Ti mette in testa dubbi, non certezze. Ti costringe ad essere uomo. A ragionare con la tua testa. Perché non ha verità da raccontare, Scanzi. Lui ti spara dubbi addosso in quantità industriale. Ed il bello è che non ti dà risposte. Quelle te le devi cercare da te. Se ci riesci. C’é tempo è come la vita. Alcune risate, qualche sogno, qualche piccola soddisfazione. Ma molto, moltissimo dolore. E dubbi. Quelli quanti ne volete.
Andrea Bacci, giornalista e scrittore

Ho letto questo libro dopo la segnalazione entusiasta di Pacchiano nell'inserto del Sole 24ore (Pacchiano non sbaglia mai!). Veramente un bel libro, scritto in punta di penna, col cuore. Mi è piaciuto molto, l'autore ha un'ottima scrittura e, sembrerebbe, una sensibilità sincera. Lo consiglio a tutti.
Bruno

Stupendo. Delicato. Stupendo.
Ciaodalbar

Dopo aver letto il tuo libro ho provato nostalgia, tristezza, affetto e invidia. Non è facile descrivere e far capire agli altri le proprie emozioni, i ricordi, i sogni. Io raramente ci riesco e il più delle volte ci rinuncio in partenza.
Il tuo libro invece è come un album fotografico con la sola differenza che sfogliandolo ti accorgi di vivere in prima persona, le storie, le esperienze le gioie e le delusioni del tuo passato e per questo capace di far diventare il lettore parte integrante del libro stesso.
Daniele

C'e tempo
. Due ore, C'è tempo è finito. D'un fiato. C'è tempo poi rimane, dentro.
C'è tempo è tutto nella copertina. E' nell'immagine che si specchia in ogni goccia.
Gocce grandi. Gocce piccole. Gocce in primo piano. Gocce sullo sfondo. Gocce deformate. Gocce apparentemente normali. Gocce di condensa. Gocce vive. Gocce ferme. Gocce schiacciate. Gocce appese. Gocce di un attimo. Attimo che dura, sospeso, trasversale a tutto. Troppo mie le emozioni che producono i racconti per poterne parlare. Parafrasando il titolo di un libro-intervista a Noam Chomsky: due ore di lucidità. Assoluta.
C'è tempo. Fuori da ogni tempo, Giorgio Gaber.
Complimenti.
Davide
 
Ho appena finito di leggere C'è tempo. E' quasi superfluo aggiungere che mi è piaciuto. L'ho trovato molto intenso. I racconti che mi hanno colpito di più sono quelli su Impastato, Falcone e Borsellino, la strage di Sant'Anna di Stazzema. C'è tempo, ma bisognerebbe dedicarne di più a ricordare. La memoria è importante. E oggi ne è rimasta troppo poca.
Davide

Un buon libro, con momenti di altissima emozione e scrittura. Ritengo l'autore è tra i più significativi della nuova generazione.
Elisabetta

Non ho un'idea chiara di cosa mi spinga a scriverti questa mail... forse perchè è una scusa plausibile per non studiare filologia italiana... o forse è semplicemente il desiderio di complimentarmi con te. Perchè sei riuscito a far leggere a mio fratello un libro nel giro di due giorni- e l'unica cosa che mio fratello legge è "Autosprint" - e perchè grazie a lui anche io ho divorato "Piccolo aviatore" in un pomeriggio. Perchè estremamente colpita dal tuo modo di suscitare emozioni pochi giorni dopo mi sono comprata "C'è tempo" evitando di leggerlo tutto in libreria. Perchè hai scritto cose fantastiche su Rino Gaetano. Perchè mi hai portato a conoscere Giorgio Gaber e ad approfondire De Andrè. Perchè hai parlato di Falcone, Borsellino, Pantani, Alice in Chains, riuscendo a farmi scendere una lacrima per ogni personaggio citato. grazie di cuore.
Fede

Dopo la recensione sul Sole 24ore ho letto questo libro. E' spaventosa la preveggenza su Pantani dell'autore. Ed è spaventoso come l'autore sappia gestire gli elementi formali e narrativi, raggioungendo un lirismo apprezzabilissimo.
Giacomo

Volevo farti i complimenti per il tuo bellissimo C'è tempo, che ho letto quasi d'un fiato....
Non importa se alcune parti le avevo già lette, è stato un paicere riviverle...
Mi sbaglio o gene Gnocchi lo ha citato velocemente durante una puntata di "Quelli del calcio..."? Beh, a parte questi gossip, il libro è davvero ricco di passione. Lo sai che ho un debole per il tuo modo (sarebbe meglio dire i metodi) di scrivere e quindi non dico niente di nuovo,  però leggerti è sempre un piacere.
Lo regalerò a vari amici per Natale...
Un abbraccio.
Gianni

Un bel libro... consiglio altresì la lettura del settimanale di musica ed altro "Il Mucchio", dove Scanzi abitualmente scrive
Giò

Al di là del racconto su Gaber, anche il resto del libro mi è sembrato davvero riuscito. Non siamo qui per sottilizzare su eventuali vuoti semiotici o eccessi didascalici. 
C'è un aspetto che mi ha impressionato. A fine lettura (cioè a quattro ore dall'acquisto) sono arrivato alla conclusione che Andrea Scanzi è la mia
bella copia. Senza inutili velleità d'idiolatria, posso rivelarti di avere l'anelito ad elaborare i contenuti che te, come pochi altri, riesci a produrre. Riguardo alla forma è sufficiente l'irriverenza introduttiva di Luttazzi; del resto ho la presunzione di credere che nemmeno la mia scrittura, sul piano formale, sia poi derelitta.
Q
uel che sorprende è la tua capacità di selezionare gli argomenti. Ma più ancora la dimestichezza con cui riesci a confrontare, misurare, associare elementi che all'apparenza sembrerebbero del tutto scollati. E non mi riferisco solo alle Torri e a Pazienza. 
Il fiume di latte, poi,  mi ha stregato, nella sua visionaria allucinazione.
Comunque, alla fine di questa prolissa sviolinata, vorrei invitarti a coltivare senza tregua la tua ironia. Anche uno come Benni (lo rilevi lucidamente nel R
iformista) si è un po' adombrato nello squallore di questo periodo. Ma se non ci sorridiamo sopra, finiamo veramente male. E, di tutte le lezioni del signor G., non vogliamo certo disattendere questa.
Giuseppe

Il mondo è bello perché vario. Secondo me questo libro è uno dei pochi in cui si parla di morti e scomparse SENZA la minima retorica. E l'autore è uno che ha le palle di fare critica anche a sinistra, da persona libera e come piaceva a Gaber. Bel libro, lo consiglio a chi sa ancora pensare.
Lorenzo

Ho finito adesso di leggere C'è tempo. E' come ascoltare gli ultimi 100 secondi di In the mouth a desert dei Pavement. Un'oasi.
Luca

Confesso che il caso Scanzi mi resta per certi aspetti inspiegabile. Ha un modo di scrivere rigoroso, straordinario, bellissimo. I suoi contenuti sono sempre profondi, malinconici, coinvolgenti. Ha una "serietà" di fondo assoluta. Te lo immagini per forza brutto e cinquantenne. Per questo, quando ho scoperto che in realtà non ha trent'anni ed è pure belloccio, non so perché ma qualcosa non mi è tornato. Non ha la faccia (e gli anni) di quel che scrive. Ma scrive da Dio.
Luca

Bellissimo, commovente. Da qualche parte ho letto che Scanzi è il nuovo Serra. Per me è altro: è Scanzi.
Luisa

Libro datato,passatista e retorico, di cui non si sente alcun bisogno.
Marco

se cercate una sorta di libretto scandalistico degli ideali ,questo libro fa per voi. Ricco come è di necrofilia verso i personaggi famosi .Consigliamo dello stesso autore anche il libro sportivo dove si conserva l'assioma narrativo di vivere di luce riflessa dei personaggi che tutti conoscono! Tanti consigli da un'autore che salta dal moralismo narrativo allo sport con tanta facilità (economica) e pochissima credibilità.
Maria Grazia

Ho comprato questo libro incuriosito dal titolo. Non conoscevo l'autore. Sono rimasta totalmente affascinata, è bellissimo!!! Senza parole.
Micaela

Molto bello, si legge d'un fiato. La scrittura è molto ricercata, l'autore si mostra molto partecipe delle vicende da lui narrate. Coinvolgente e commovente.
Michela

Un piccolo capolavoro di dolcezza, stile, morale. Bravo Scanzi, sei tra i pochi rimasti.
Mike

Che bel titolo C'è Tempo, oggi che ce n'è sempre meno è già una indicazione "politica". C'è tempo anche nella tua scrittura, ti prendi il lusso di raccontare e girare con le parole, un po' ti invidio, io che sono sempre alle prese con una concisione connaturata in me di cui non mi so sbrigare. Si leggono molto bene i tuoi racconti, e mi piace quel tuo esserci sempre di mezzo, trovo sempre più faticoso appassionarmi a storie di altri che lo scrittore manovra di nascosto. Tu ci sei, ti dai il tempo e la ragione di esserci. Mi ha sorpreso Fiume di Latte, e forse questo contraddice quanto ho scritto finora, ma mi piace molto. Avanti così.
Massimo Zamboni, musicista e scrittore

Tornavo dall'università e i finestrini del treno riflettevano le facce delle persone sedute e delle persone in piedi; due ragazzi ascoltavano un cd portatile a tutto volume;  la sportina di Feltrinelli era piena di libri e regali e dischi di Rino Gaetano. Ho infilato la mano e ho preso quello che poche ore prima in libreria mi aveva incuriosito. Comincio a leggere la prefazione di Luttazzi. Leggo l'introduzione dell'autore e vengo totalmente rapito, le persone più lontane e le persone in piedi spariscono come sono solite sparire le cose poco importanti. Ma quando parla di Gaber si fanno niente anche quelli seduti vicino a me e il rumore del cd portatile e il fruscio del treno e la voce dell'altoparlante.
Arrivo a Rovigo e devo chiudere questo piccolo libretto che ha già iniziato a corrodermi il cuore.
Regalerò
C'è tempo come uno di quei gioielli tanto brillanti e tanto privati da poter essere indossati solo da persone da me considerate, in un modo o nell'altro, speciali.
Mattia

Con questo tuo libro inizi la trasformazione da ottimo giornalista ad altrettanto ottimo scrittore: buon viaggio. E trionfi l'io narrativo nella tua prossimo opera.
Mauro

Un piccolo capolavoro di un grande scrittore. E su Pantani aveva già detto tutto, col cuore in mano, sei mesi prima che tutto si compisse (leggete il racconto "Secoli fa, il Galibier"). Bellissimo.
Michele

ti ho sempre e solo letto sul mucchio ma il libro (c'è tempo) è davvero molto bello.
Un libro SERIO.
Bè, volevo  rigraziarti perchè il tempo impiegato leggendoti è un guadagnare secondi, "un'andare avanti, viaggiando indietro".Tu pure sei un cacciatore di gesti.
Monica

Tanta retorica e tanti "ismi" per tutte le stagioni.
Sandro

Una cara amica mi ha regalato "C'è tempo"... e questa è la prima parola che mi è venuta in mente appena ho terminato di leggerlo: Grazie.
Per le intense emozioni provate; per le riflessioni seguite; per il modo sincero e sentito di scrivere; per la forza che ogni parola sprigiona; per la peranza di crederci ancora.
Quasi mai si ricordano le parole lette,sono le emozioni che restano. Con l'augurio che niente ti ferisca così tanto,da non crederci più.
Simonetta

Il tuo libro, che ho letto nel fine settimana, è davvero bello e in qualche passaggio bellissimo. Hai asciugato e affilato e indurito, ferma restando l'empatia.
Ho finito la parte su Gaber in punta di commozione, e già più o meno la conoscevo. Lo stesso per il pezzo su Tiberio Mitri e lo stupendo Macerie Vane. E quanto fa ancora male Sant'Anna di Stazzema, e quanto fanno bene le risposte di Thom Yorke.Lo rileggerò, a brandelli a pezzi a frasi a parole, perché mi sembra sia uno di quei libri con cui si può fare così. Come quando si telefona ad un amico perché si ha bisogno di farsi dire una cosa, quella cosa.
Stefano

Un libro che si legge in un attimo, scorrevole, intenso, scritto con una forma splendida. Il primo racconto su Gaber è una delle cose più belle che abbia mai letto. Da leggere assolutamente.
Stefano

 

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