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Vini Naturali a Roma 2011

Bella rassegna, quella dei Vini Naturali all’Hotel Columbus di Roma. La organizza Tiziana Gallo ed è la seconda volta che la visito. Ha avuto luogo lo scorso weekend, ci sono stato sabato. Era la terza edizione. Figurano sia aziende di Vini Veri, sia di VinNatur: il compromesso storico è possibile.
Rispetto a un anno fa, clima molto più gradevole e cordiale. Nessuna rissa, nessuno sclero, nessuno strale volgare. Sembrava tutto bello e sereno. Sembrava quasi che si stesse parlando “soltanto” di vino. Che tutti fossero lì per godersi una bella giornata e prodotti quasi sempre di pregio. Bel clima davvero (no, Sandro Sangiorgi non c’era).
Gran parte delle aziende presenti le ho citate nei libri e in questo blog. Se c’è un vanto che mi terrò sempre stretto, è quello di avere portato per primo – grazie a tanti bravi maestri – una galassia meritoria di prodotti eretici in un contesto “mainstream” come Mondadori. Sono aziende che dovrebbero uscire dalla nicchia o quantomeno dalla schiera ristretta delle pubblicazioni (a volte) barbose per iniziati o (talora) depressi frustrati.
Fare una recensione di tutta la milizia biologica/biodinamica/etc. sarebbe impossibile, anche perché al mio fegato tengo (più di Piero Ciampi, quantomeno) e ho dovuto fare le mie scelte. Mi limito così, ricordando che almeno l’80 percento dei partecipanti ha la mia stima umana e qualitativa, a segnalare i prodotti da me maggiormente apprezzati.
Bollicine. Non ce n’erano molte, a meno che non si faccia rientrare nella categoria anche le birre artigianali (Clan!Destino, Cittavecchia, 32 Via dei Birrai). Dico così – soltanto – Camillo Donati e Casa Coste Piane.
Bianchi. Macerati, soprattutto ma non soltanto. Castellada (Ribolla e Friulano in particolare), Zidarich (Vitovska e Prulke), Ciro Picariello, La Biancara di Angiolino Maule, Emidio Pepe, il Verdicchio de La Distesa, la Vitovska di Vodopivec.
Rosati. Massavecchia (sorprendente).
Rossi. La pattuglia dei Barolo deluxe (Giuseppe Rinaldi e poi Cappellano, Cavallotto, Principiano). Il Barbaresco di Teobaldo Rivella. Il Cesanese de La Visciola, il Dolcetto di San Fereolo, il Syrah 2008 di Stefano Amerighi (il ragazzo sta crescendo). La Barbera di Ezio Trinchero, A’ Vita di Vigna de Franco, Ar.Pe.Pe. (semper fidelis).
Vini dolci. Ezio Cerruti.
La lista è imparziale e qui mi fermo. Ma è stato, è e sarà un bel bere.