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Trebbiano d’Abruzzo Emidio Pepe

L’altro giorno sono stato all’Enoteca Charleston. E’ la più fornita di Arezzo, un po’ troppo moderna per i miei gusti ma ha etichette di pregio (anche estere). Se siete a Cortona, andate invece all’Enoteca Molesini (che cito nel libro).
Ho acquistato, tra le altre cose, un Trebbiano d’Abruzzo Emidio Pepe. L’enotecaro ha storto un po’ la bocca: “A me i biodinamici non convincono”. Ve l’ho detto, è un’enoteca un po’ moderna.
Devo dire che con i vini di Emidio Pepe ho avuto anch’io esperienze altalenanti. Due bottiglie su due del Montepulciano d’Abruzzo 2004 bevute in passato erano, semplicemente, imbevibili. Solfatare pure. Più che puzzetta da vino naturale (che comunque NON ci deve essere), sistema fognario fuori controllo. In altre occasioni il Montepulciano (di altre annate) mi è piaciuto, senza però esaltarmi fino in fondo.
Discorso radicalmente diverso per il Trebbiano d’Abruzzo. E’ un bianco splendido, da 20 euro o poco più in enoteca. Annata 2007, campione numero 13954. Nel retroetichetta si ricorda che i metodi di coltivazione e la vinificazioni sono naturali, anzi naturalissimi. C’è anche la pigiatura con i piedi (da cui le battute – grevi – sull’odore sbagliato di alcune bottiglie).
“Con il vino Pepe, hai la “VITA” dentro”. C’è scritto così.
Al netto della retorica, e degli schieramenti ideologici, questo Trebbiano è un vino che mi sento di consigliare. Forse alcune annate precedenti mi erano piaciute di più, ma credo dipenda dal fatto che questa 2007 andrebbe aperta tra qualche mese (anzi anno).
L’unico limite è il solito sentore lievemente ridotto, appena aperta la bottiglia. Tranquilli: va subito via. Rimane un vino di grande freschezza, estrema sapidità (è quasi salato), minerale, discreta complessità e splendida bevibilità. Ad averne.

P.S. Da martedì a giovedì sarò in Langa, per Nebbiolo Prima e non solo. Ne scriverò.