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Prulke 2007 – Zidarich

Anno nuovo, vizi vecchi. Laddove i vizi vecchi risiedono negli orange wine o, come li chiama il mio amico Arnaldo Rossi, i vini macerativi.
Qualche sera ho cenato allo slowfood Grappolo D’Oro Zampanò. Un buon posto a Campo de’ Fiori, quindi una rarità nell’assai deludente contesto enogastronomico romano. Ancor più in centro.
La carta dei vini, buona ma un po’ acerba, lascia intendere che i proprietari vorrebbero osare ma hanno paura di non ricevere il plauso della clientela.
Ho scelto un Prulke 2007 di Zidarich. Uno dei migliori vini del Carso (non fate battute grevi: non è il blog di Martufello). Beniamino Zidarich è tra i maggiori interpreti della Vitovska. E non solo. Ne ho parlato più volte, nell’ultimo libro e in questo blog.
Il Prulke è un blend di 60 percento Sauvignon, 20 Vitovska e 20 Malvasia. Tutte le uve vengono dallo stesso vigneto. Lieviti autoctoni, pietra e vento come scenario carsico. Malolattica in grandi botti di rovere, affinamento in botti medie e grande di Slavonia (tostatura naturale). Non so il tempo esatto della macerazione, comunque non breve.
Niente filtrazione, niente stabilizzazione.
E’ un orange wine di grande carattere e altrettanta bevibilità. Giallo dorato, lievemente torbido. Al naso frutta gialla, anche mandarino. Speziatura evidente.
Freschezza notevole, sapidità da gridare al miracolo. Buona morbidezza. Non stanca minimamente e migliora con l’aumento della temperatura (qui il cestello del ghiaccio non serve). Lungo, complesso, fine.
L’ho preso a ventotto euro. Lo riprenderei subito.