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Riesling alsaziani

Sinora non sono stato molto fortunato, quindi vi chiedo aiuto. Più o meno come quando vi ho sollecitato a schierarvi sui Franciacorta che più amate e mi avete riempito di consigli. Grazie ancora; non rispondo più ai commenti, come ho comunicato mesi fa, ma li/vi leggo.
Stavolta il problema riguarda i Riesling dell’Alsazia.
So bene che ce ne sono di buonissimi. E il Riesling è uno dei vitigni che più mi affascinano.
Eppure non ho ancora trovato il Riesling alsaziano del cuore.
L’altra sera ho bevuto un Tradition 2010 di Domaine Albert Mann, a Wettholsheim. Proprietari Maurice e Jacky Barthelme. Azienda biodinamica. Bottiglia sui 15-20 euro. Tappo a vite.
Buone recensioni in rete. Di un’annata 2008 ho addirittura letto qui: “Poderosa la botta minerale: il bicchiere zaffa subito di petrolio agricolo – e chiunque pensi sia sgradevole, lungi! – e a lungo, prima di esprimere la batteria dei fiori bianchi recisi, prima, e della frutta gialla matura, poi. Naso vasto, persistente, interminabile, alfine. Il sorso va a completamento: più complementare che assonante, ricco di sale vivo e tentazioni dolci. Verso il centro il bicchiere si fa articolato, spesso, con più di una traccia acida sospesa ed apprensiva a tendere il finale. Che di per sè solo non sarebbe così fitto, ma brilla dei molti colori dispersi sul palato. Seducente” (vi prego, niente battute su sorsi a complemento assonnanti e tracce acide apprensive).
All’inizio il vino faticava ad aprirsi. Profumi confusi. Poi, dominante, la nota limonata. Al naso, al gusto. Perfetto per ripulire e detergere (l’avrei visto bene con una frittura di verdure). Più acido che minerale. Non male. Ma alla lunga un po’ statico.
Certo, era giovane. Certo, i Riesling ambiziosi – e cari – sono altri. Tendo però a ritenere – quasi sempre – superiori i Riesling della Mosella. Siete d’accordo? Se bevete alsaziano, cosa scegliete?