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Collezione Grandi Cru 2005 – Cavalleri

Negli ultimi tempi mi è capitato di organizzare cene-concerto. Qualche amico viene da me, mia zia cucina, amici e famiglia fanno da commensali prima e pubblico poi. A novembre è toccato a Luigi Mariano, ieri a Sergio Marazzi. Due artisti che stimo molto.
Il vino che ci ha fatto compagnia ieri, come apripista (e che apripista), è stato il Blanc des Blancs Collezione Grandi Cru Brut 2005. Un Franciacorta deluxe. Azienda Cavalleri, di cui tanto ho parlato, nel libro e in questo blog.
Giulia Cavalleri mi ha mandato una Magnum per Natale. Regalo importante (non ne esistono più di 500), che meritava un’occasione altrettanto importante.
Quarantotto mesi – come minimo – sui lieviti, per amplificare l’effetto plenitude e arricchire struttura e (soprattutto) bouquet organolettico. Prodotto solo nelle grandi annate. Due degorgement, in primavera e in autunno. Chardonnay in purezza. Il 20 percento della base affina in barriques.
E’ un Blanc des Blancs di strepitosa eleganza. Dritto, lungo, fine. Profilo olfattivo che gioca sui lieviti, fiori e frutti bianchi. Sciroppo di dosaggio percettibile ma non invasivo. Equilibrio innegabile, bevibilità pazzesca (volevo scrivere “suprema”, ma poi sembro troppo Luca Maroni: ho già usato “bouquet”, “plenitude” e “degorgement”). Bollicine numerose, fini e persistenti – l’unico aspetto su cui alcuni Cavalleri base possono qua e là zoppicare.
Senza dubbio uno dei migliori Metodo Classico italiani, a un prezzo onestissimo (30 euro in enoteca la bottiglia da 0.75, il doppio o giù di lì la Magnum).
Se la gioca tranquillamente con i migliori Champagne della Costa dei Bianchi. Lo vedrei bene, ad esempio, in una sfida con Larmandier Bernier e Bonnet-Gilmert. Ci sarebbe da divertirsi.

P.S. La vigilia di Natale 2012 ho bevuto una Magnum di Collezione Grandi Cru 2007. Ribadisco e rinnovo tutto il mio apprezzamento.