Champagne: Bollinger e Pol Roger

Ne Il vino degli altri mi sono occupato molto di Champagne. E’ una delle tipologie a me, oggi, più vicine. Quali preferire, Maison o Vigneron? La certezza di un sapore che conosci o il fascino (e i rischi) di uno Champagne artigiano?
Nel libro ho fatto molti nomi, dell’una e dell’altra categoria. Romanticamente sarei – sono – più vicino ai vigneron, però negli ultimi giorni ho aperto due Champagne di importanti e blasonate Maison. Le ho acquistate alla Casa del Parmigiano della famiglia Gastaldello. Da una parte il Bollinger Brut Special Cuvèe, dall’altra il Brut Extra Cuvèe Reserve di Pol Roger. Entrambi blend, entrambi a un prezzo di 49 euro. Il primo è famoso (anche) perché lo beve James Bond, il secondo perché è lo Champagne più amato dalla Casa Reale britannica (e da Winston Churchill).
Di fronte a un Bollinger, le disquisizioni ideologiche (e talora filosofiche) sugli Champagne cadono. Sessanta percento Pinot Noir, 25 Chardonnay, 15 Pinot Meunier. E’ un vino straordinario per eleganza, piacevolezza e ricchezza. Sarà sborone berlo, non avrà il masochismo affascinante di certi vigneron (che pure amo) come Jacques Beaufort e Anselme Selosse, ma è uno degli Champagne più appaganti e indimenticabili che abbia mai incontrato.
Il Pol Roger gli sta molto dietro, per carattere, persistenza e fascino. Forse era una bottiglia stanca (si dice così), ma ne ho bevuti di migliori (e a prezzo più vantaggioso).
Quindi oggi brindo a voi, con un Bollinger, quasi come James Bond. Le Maison, con la loro boria e i loro prodotti seriali, mi stanno pure un po’ antipatiche. Ma la qualità, in certi casi, parla – e ammalia – da sola.

8 Commenti a “Champagne: Bollinger e Pol Roger”

  • Matteo:

    Apprendo adesso che hai scritto un altro libro sul vino. Visto che ho apprezzato parecchio “Elogio dell’invecchiamento”, corro subito a comprarlo :)

  • Gloria:

    wow, la mia passione!

  • Giulia Cavalleri:

    concordo su tutto quello che hai scritto, Bollinger è una Maison unica, non per nulla appartiene alla stessa famiglia da sempre .Il Brut è sempre tra i migliori della categoria e…vogliamo parlare dell’ R.D.? …straordinario.
    Aspetto (con ansia ?) il tuo nuovo libro.

  • Filippo:

    Ottimo davvero il Bollinger, mio champagne preferito, quest’anno ho potuto apprezzare anche la versione RD 1997…veramente spettacolare.

  • E’ uno dei miei preferiti, spettacolare il perlage, un po’ complesso per il mio livello… forse eccessiva l’impressione di semi di girasole tostati ma fantastico..

  • benux:

    vado un po’ ot, girerai le librerie per autografare il libro?
    Come si vede nei film americani.

  • Pol Roger è uno champagne molto elegante e fresco. Non ha la ricchezza di aromi di Special Cuvée, ma dovrebbe essere venduto anche ad un prezzo differente rispetto al brut Bollinger e non al medesimo come è successo a lei.

  • Renzo:

    Sono un vecchio amente dello champagne, Ho assaggiato diverse marche da Moet e Chandon a Dom Perignon, non ho mai assaggiato Bollinger, però una cosa è certa: dagli anni 80 in poi lo champagne non ha più il suo sapore caratteristico e, soprattutto quel profumo di lieviti che emanava la bottiglia appena stappata. Ho iniziato negli anni 70 con il Louis Roederer Carte Blanche a 2700 lire la bottiglia, da allora tutte le marche di champagne hanno gradualmente perso il sapore ed il profumo che caratterizzava il vero champagne. Nessuno, nemmeno a Reims, nessuno ha mai saputo (o voluto) dirmi il motivo.
    Qualcuno lo sa?

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