Cantina Giardino

Schermata 2020-05-03 alle 12.50.05Era da un po’ che non bevevo Cantina Guardino. Ne avevo un ottimo ricordo, soprattutto per la sua lettura prodigiosa della Coda di Volpe.
Ho ritrovato l’azienda nel catalogo di Bibo Potabile proposto dalla bottega aretina Dietro le quinte (giusto ai piedi del Teatro Petrarca). I vini che ho provato sono il Paski e la Volpe Rosa. Entrambe annate 2018. Entrambe splendide.
Paski, per Cantina Giardino, significa Coda di Volpe macerata. Una macerazione non eccessiva. Viti di circa 60 anni, esposta a sud a 450 metri di altitudine su suolo calcareo, arenario e argilloso. Macerazione e fermentazione con lieviti indigeni, il 30% in piccole botti di castagno per 2 mesi e il restante 70% in acciaio, senza aggiunta di solforosa. 12 mesi in acciaio sulle fecce fini. Ne risulta un orange wine assai elegante, quasi garbato, ma mai paraculo. Poggia tutto su freschezza e sapidità, sebbene la sensazione tattile sia percettibile. Un lieve accenno di volatile. Beva “facile”, ma mai banale. Applausi.
Si sale persino di più con questa mirabile Volpe Rosa, espressione aziendale della rara Coda di Volpe Rossa. Sono antiche viti che crescono, come da tradizione, di fianco alle uve Aglianico. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione sulle bucce per 2 giorni. Niente filtrazioni e niente aggiunta di solfiti. 12 mesi in botti di castagno usate e 6 mesi in bottiglia. Ne nasce un rosato davvero strepitoso, con note di frutta rosa e rossa (lampone su tutti), erbe mediterranee, un che di ematico. Grande sapidità, azzardato ma riuscito finale astringente. Grande, grande, grande vino. Provatelo!

8 Commenti a “Cantina Giardino”

  • Stefano Lettieri:

    Mica ho capito come cavolo si acquistano

  • Filippo:

    Ne risulta un orange wine assai elegante, quasi garbato, ma mai paraculo.
    Cosa intendi per mai paraculo?
    Grazie
    Ciao Andrea

  • Antonio:

    Ciao Andrea, ci provo di nuovo: non è neppure all’orizzonte una ristampa de “Il vino degli altri”? L’ho già acquistato in ebook, ma ci terrei particolarmente a possederne anche una copia cartacea e sfogliarlo a ripetizione come faccio con “Elogio dell’invecchiamento” (che ho letteralmente consumato). L’ho cercato ovunque, librerie dell’usato e persino e-bay, ma nulla. Grazie mille.

  • Michele:

    Non sapevo che sei un sommelier e che scrivevi anche di vino.
    Sarò ben felice di seguirti anche sul vino.

  • Giuseppe Pepe:

    I vini classici dell’Irpinia e del Sannio, negli ultimi anni, hanno fatto un salto di qualità straordinario. Tuttavia anche molte cantine dell’Alto Casertano e della Zona Costiera si sono “evolute” producendo vini di assoluta qualità.
    La Campania è stata senza dubbio uno dei primi e più importanti “centri” di insediamento, di coltivazione e diffusione della vite e del vino nel mondo.
    Non a caso i migliori vini dell’antichità, come il Falerno e il Greco, erano prodotti in Campania. Vitigni come l’Aglianico, il Fiano, il Greco, la Falanghina, il Per’ e palummo, l’Asprinio, la Coda di volpe costituiscono la naturale discendenza di questi antichi vitigni.
    Questa scelta è alla base del successo dei vini campani.
    Sono stati individuati oltre 100 vitigni, un numero che non ha pari in nessuna delle aree viticole del mondo.

  • Fabio Casaroli:

    Vorrei, x favore, notizie sulla Cantina Giardino, grazie.

  • Magda Lugari:

    Sono di Reggio Emilia sono un estimatrice di Lambrusco vini della ns terra…ho una figlia Tecnico Agronomo e particolarmente segue aziende nel ns territorio di coltivazione di lambrusco sopratutto reggiano e modenese..ma conosciamo anche altri vini e quando vengo in Toscana..mi piace assaggiare nuovi vini di quella vs bella terra..(ne sono innamorata)..anche a me piacciono vini naturali…grazie

  • Endriu:

    Ciao Andrea,
    io adoro alla follia i vini di Cantina Giardino e sono d’accordo con te quando dici che Volpe Rosa è un grande vino. Secondo me uno dei rosati più buoni che si trovano in Italia. Tra l’altro la 2018 l’ho bevuta proprio insieme a Gabriele di Bibo Potabile, durante un mio viaggio in Toscana poco prima che scoppiasse la pandemia.

    Un saluto

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