Cheverny Rouge 2017 – Philippe Tessier

Schermata 2019-12-02 alle 15.39.48Due giovedì fa, mi sono messo davanti alla tivù e mi sono guardato da Adriano Celentano. Non mi riguardo mai, ma l’occasione era troppo grande: un sogno che si realizzava. Un altro sogno che si realizzava.
Serviva un grande vino e ho “sentito” che fosse il momento giusto per aprire un rosso che un mio caro amico, Adriano Aiello, mi aveva caldamente consigliato definendolo “un rosso perfetto per i bianchisti come te”. Adriano è una delle anime di Storie di Vite e mi conosce bene. Abbiamo pure la stessa malattia del tennis.
Ho aperto quel vino, uno Cheverny Rouge 2017 di Philippe Tessier, ed è stato amore a prima vista. Per distacco e di diritto uno dei miei rossi del cuore. Tessier opera nella Loira ed è uno dei più grandi valorizzatori del Romorantin, un vitigno autoctono bianco da lui declinato con talento e schiettezza.
Cheverny è di per sé luogo magico: borgo medievale, castello, boschi, la Loira a due passi. E tante vigne. Lo Cheverny Rouge non è il vino più noto di Tessier. Lo si trova anche a un prezzo onesto (in enoteca credo stia sui 20 euro). E’ un blend di Gamay, Pinot Noir e Côt. Quest’ultimo è il nome locale che si dà al Malbec, qui usato in percentuale minima per donare un minimo di struttura e tannini. Affinamento in legni (molto) usati. Tale blend si rivela un rosso di grande beva, dritto e fresco, con buona mineralità e giusta persistenza. Elegante come pochi, va giù che è un piacere. Dodici gradi alcolici, di cui proprio non ti accorgi. Un vino semplicemente straordinario, che ha reso ancora più bello il mio sogno di sedere accanto al Molleggiato.
Evidentemente era proprio la serata degli Adriano: grazie Celentano, grazie Aiello. (E al prossimo giro te ne ordino una cassa).

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