Cronache dalla Sicilia

Ho appena passato, per puro diletto e non per lavoro, alcuni giorni in Sicilia. Ho avuto modo di visitare tre aziende, che già stimavo (e bevevo) ma che mai avevo visitato. E’ stato bello.

sferlazzo

Porta del Vento. Ovvero Marco Sferlazzo. Ovvero Camporeale (Palermo). Prendo una strada il cui asfalto è una condanna biblica, risalgo, attraverso Camporeale – un paese a strapiombo di se stesso – e salgo ancora verso Contrada Valdibella. C’è Cantine Aperte e ti aspetti la folla, ma per fortuna ci sono “solo” una decina di appassionati a tavola. Il paesaggio è incantevole e vagamente lunare. Sferlazzo, fino a poco più di dieci anni fa, era farmacista. Poi la svolta. L’azienda fa parte di Renaissance. Più o meno 65mila bottiglie prodotte. Uomo di cultura e appassionato, ci fa provare i suoi vini mentre ogni tanto spuntano ricotte, formaggi mirabili e altre prelibatezze. I vini mi hanno colpito molto. In alcuni casi moltissimo. Segnalo anzitutto Catarratto e Perricone, i due vanti di Sferlazzo: in pochi, in Sicilia, li declinano come lui. Recuperare il Perricone, vitigno affascinante e difficile, è ormai una sorta di missione esistenziale (riuscita: l’annata 2011 è davvero di pregio). Il Catarratto (ottimo anche il “base”) è proposto anche Metodo Classico (Mira) oppure macerato (Saharay). Il Trebbi potrebbe essere un riuscito vin jaune dello Jura. Io vi consiglio anche il Voria, un rifermentato in bottiglia meravigliosamente glou glou (8 euro franco cantina). Clima splendido, accoglienza come deve essere. E prezzi giusti. Applausi.

Schermata 2017-11-15 alle 19.03.20

Nino Barraco. Non arrivi mai ed è Marsala ma non è Marsala. Contrada Bausa. Nessuna indicazione, ma con Google Maps ci arrivi. A un certo punto, solo vigne e nulla. Nessuna insegna (per scelta). Poi, una struttura tutta bianca, con delle vetrate che mi hanno ricordato chissà perché Insider di Michael Mann. Mi accoglie Paolo, che aiuta il proprietario Nino. Barraco espone all’interno del Vinitaly, ma nello stand degli “eretici” naturalisti (come Dettori, Dottori, etc). Sulle 40mila bottiglie prodotte. L’idea di Barraco, allievo di Marco De Bartoli, è tornare a quel(la) Marsala non malamente turistica e industriale ma vera. In questo senso, provate l’Alto Grado e il Milocca. A me hanno colpito più ancora il Catarratto e il Grillo senza solfiti. Quest’ultimo si chiama Vignammare e riesce appieno a restituire vitigno, terroir e quella personalità (senza dimenticare la bevibilità) che dovrebbero essere l’approdo finale di chi fa vino. Come il bravo Barraco.

marilena

Marilena Barbera. Qui siamo a Menfi (Agrigento), che non è “solo” Settesoli e Planeta. Marilena Barbera, dopo la scomparsa del padre nel 2006, è approdata alla viticoltura biologica e “naturale”. Non fa parte di associazioni e, per la sua idea per nulla talebana e giustamente aperta (basta con le nicchie), mi ha ricordato Arianna Occhipinti. Donna di grande competenza, sa spiegare benissimo le meraviglie e le insidie dell’Inzolia (ovvero dell’Ansonica) e dell’Alicante (ovvero Cannonau). Sulle 50mila bottiglie annue, anche se per grandezza potrebbe produrne quattro volte tanto. Un bel coraggio. Ogni etichetta racconta una vigna. Con lei è sempre un bel bere, ma vi segnalo in particolare l’Inzolia da vecchie vigne (Dietro le case), il Catarratto (Aremi), il Grillo (Costa al vento) e il Perricone (Microcosmo). Le vigne di Inzolia sulla spiaggia sono pazzesche. I prezzi, come per le due aziende precedenti, sono molto onesti. Il pranzo dal mitico Vittorio di Porto Palo me lo ricorderò a lungo. E Marilena è brava, ma brava parecchio.

2 Commenti a “Cronache dalla Sicilia”

  • Flavio:

    Bentornato da queste parti Andrea.
    Mi ero francamente rotto di “lodare la Chartreuse” e avevo voglia di nomi nuovi ( almeno per me) da cercare e assaggiare.
    Grazie.

    p.s. la foto scattata in tua compagnia al Barclays Center fa veramente schifo, te la risparmio, mi toccherà
    darti fastidio in un’altra occasione.

  • Riparto dalla Sicilia.
    Che bello rileggerti e che bello sapere che hai deciso di ripartire da qui (non scendendo in facili allusioni politiche). Noi amiamo raccontare i vini della nostra isola (oltre ad amare i tuoi racconti “di vini”) e ci siamo permessi di ribloggarti qui:
    https://vinidisicilia.blog/2017/11/16/le-cronache-dalla-sicilia-di-andrea-scanzi/
    Con la speranza di non dover aspettare altri 11 mesi

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Andrea Scanzi

Non sono consentiti:
* messaggi non inerenti al post
* messaggi privi di indirizzo email
* messaggi anonimi (cioé senza nome e cognome)
* messaggi pubblicitari
* messaggi con linguaggio offensivo
* messaggi che contengono turpiloquio
* messaggi con contenuto razzista o sessista
* messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
* messaggi il cui contenuto rappresenta un'aggressione alla persona
   e non alle sue idee
* messaggi formattati in modo da diminuire la fruibilità delle discussioni.

Tali regole valgono (sostanzialmente) anche per la pagina ufficiale
Facebook e il profilo Twitter.
Il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio,
cancellare i messaggi.
Il proprietario del blog non interverrà mai nei commenti ai suoi post.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile
per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Lascia un Commento